tenerezza

Mio rosso, non so come si scrivono lettere d’amore. Ma voglio dirti che tutta me è aperta per te. Da quando mi sono innamorata di te, tutto si è trasformato ed è pieno di bellezza. Voglio darti i colori più belli, voglio baciarti… voglio che i nostri mondi da sogno siano uno solo. Vorrei vedere dai tuoi occhi, sentire dalle tue orecchie, sentire con la tua pelle, baciare con la tua bocca. Per vederti dal di sotto, vorrei essere la tua ombra nata dalla suola del tuo piede, che si estende lungo il terreno su cui cammini… Voglio essere l’acqua che ti lava, la luce che ti dà forma, vorrei che la mia sostanza fosse la tua sostanza, che la tua voce uscisse dalla mia gola così che tu mi accarezzassi da dentro… nel tuo desiderio e nella tua lotta rivoluzionaria per una vita migliore per tutti, voglio accompagnarti e aiutarti, amarti e nella tua risata trovare la mia gioia. Se a volte soffri, voglio riempirti di tenerezza così che tu ti senta meglio. Quando hai bisogno di me, mi troverai sempre vicino a te. Sempre aspettandoti. E vorrei essere leggera e soffusa quando vuoi restare solo.

Perdonami se tutte queste cose che ti scrivo ti sembrano stupidità, ma credo che in amore non ci sia né intelligenza né stupidità, l’amore è come un aroma, come una corrente, come pioggia. Lo sai, mio cielo, tu piovi su di me e io, come terra, ti ricevo.

Frida Kahlo, lettera a José Bartoli

3

Il mio cuore è come un piccolo tesoro e come tutti i tesori è ben nascosto. 
Ci sono strati e strati di dolori, lacrime e cicatrici da rimuovere. 
Non è un lavoro semplice. 
Ci vuole impegno e costanza. 
Devi estirpare pensieri bui, paure e insicurezze. 
Puoi usare solo le mani nude per scavare. 
Ti sanguineranno e sarai tentato di lasciar perdere… in molti l’hanno fatto. 
Ma io ti assicuro che se avrai coraggio e arriverai fino in fondo, quando lo troverai rimarrai meravigliato per lo spettacolo che ti si offre. 
Miriadi di stelle ti si riverseranno negli occhi. 
Sentirai il battito tra le tue mani. 
Ne assaggerai la dolcezza. 
Accarezzerai la sua tenerezza. 
Brucerai nel suo fuoco. 
È un dono prezioso che ti faccio. 
Ci sono io lì dentro. 
Tienilo stretto vicino al tuo. 
Tienimi stretta vicino a te.

(web)

Ragazze che postano screen di messaggi dove dicono ‘dai sali’ al ragazzo alle due di notte, io se faccio na cosa del genere mia madre prende prima me a sprangate , mi rasa i capelli stile caludio bisio e poi butta a lui dal balcone e lo usa per giocarci a angry birds . 

-Ti sei fatta crescere i capelli.
-Così pare.
-Ce li avevi corti quando stavi con me.
-Lo so.
-Stai bene, comunque.
-Grazie.
-Sei proprio bella.
-Non dovresti dirmelo. Sono la tua ex.
-Posso dirtelo. Ti ho amato.
Sul suo viso comparve una smorfia:-Mi hai amato solo perché sono bella?
-No, affatto. Ti ho amato perché… in realtà non lo so perché.
-Come sarebbe a dire che non sai perché?
-Che tu eri… non lo so.
Ci fu un attimo di silenzio, poi lei finalmente sorrise:-Io ti amavo. Tu non l’hai mai capito ma io ti amavo.
-Tu non me l’hai mai detto.
-Hai ragione. Ti ho detto molte altre cose ma non quella.
-Mi hai detto che ero un coglione, che ti trattavo male, che ero immaturo…
Sbuffò:-Dio mio, lo sai che non lo pensavo davvero.
-E che pensavi davvero?
-Che eri fantastico. Avevi quel modo tutto tuo di vedere le cose e io amavo quel tuo modo di vedere le cose. Eri adorabile quando mi sorridevi dall’altra parte della strada e quando mi accarezzavi la guancia appena mi vedevi giù di morale. Eri dolcissimo quando mi permettevi di stare tra le tue braccia e sai io odiavo sentirmi piccola ma quando mi stringevi mi sentivo minuscola e stavo comunque benissimo nei tuoi abbracci ed eri straordinario quando stavi ad ascoltare le mie paturnie sconnesse come stai facendo ora…
Si fermò per un istante con le lacrime agli occhi, poi lo guardò e la voce le tremava mentre pronunciava quelle parole:-E come ora mi sorridevi. Solo che poi mi baciavi e mi dicevi che andava tutto bene.
Fu un attimo. Un attimo in cui lui si sporse dall’altra parte del tavolo e la baciò.
E le disse:-Va tutto bene.
Lei fece un respiro profondo.
-Non avresti dovuto farlo. Sono la tua ex.
-Sai perché ti ho amato?
-No.
-Perché era impossibile non farlo. Eri qualcosa che non riuscivo a capire e quando ci provavo mi perdevo. E quando mi perdevo trovavo i tuoi occhi e loro mi guardavano sempre con un amore sconfinato, non importava quanto io fossi stronzo o quanto ti facessi incazzare o piangere, i tuoi occhi continuavano sempre ad amarmi. Io ti amavo perché eri forte, piccola. Tu pensavi sempre che fossi io a proteggere te e invece eri tu a proteggere me. Io non ti ho mai protetto. E tu non hai idea… non hai idea di quante volte mi sono odiato. Mi sono odiato tutte le volte in cui non ti difendevo e non ti dicevo di amarti. Tu non mi dicevi di amarmi ma io sapevo che mi amavi. Io non ti dicevo di amarti ma ti amavo. Tu lo sapevi?
Il sorriso della ragazza era triste:-No.
-Ma ti amavo. Davvero.
-Se l’avessi saputo non mi sarei arresa con te.
-Quindi adesso saremmo ancora insieme?
-Io sono ancora con te.
-Ma stai con lui.
-E tu stai con lei.
-Ma sono con te.
Lei sospirò:-Non fa niente. Siamo andati oltre il nostro amore.
-Non lo so. Siamo ancora qui.
-Non siamo più quelli che eravamo.
-Hai ragione. Hai i capelli più lunghi.
Finalmente lei rise. E lui non riuscì a non dirglielo:-Il tuo sorriso è sempre lo stesso, però.
Il suo sguardo si fece serio in quello di lui:-Anche la tua capacità di farmi sorridere è sempre la stessa.
-Vuoi sapere la verità?
-Sì.
-Anche il mio amore per te è rimasto lo stesso.
-Vuoi sapere la verità?
-Sì.
-Li vedi i miei occhi?
Si guardarono.
-Li vedo.
-Non lo capisci?
-Che cosa?
-Hai detto che ti guardavano con un amore sconfinato.
-Sì.
-Neanche loro sono cambiati. Ti stanno guardando ancora così.

Ero in treno, e per fortuna oggi non c’era nessuno con me. Quindi mi sono seduta con il mio libro in mano e mi sono messa a leggere. Solo che a un certo punto ho sentito uno sguardo su di me. Mi sono girata e un bambino mi stava sorridendo. Avrà avuto cinque o sei anni, gli occhi e i capelli scuri, un viso dolce, come quello di tutti i bambini.
-Ciao!
Mi ha salutato. Allora gli ho sorriso anche io e ho fatto lo stesso.
Sua madre ha sbuffato:-Samuele, lascia stare la ragazza. Non vedi che sta leggendo?
Il bambino se ne è fregato allegramente e si è avvicinato a me:-Cosa leggi?
-Niente di molto interessante.
-Come stai?
Il suo sorriso era troppo contagioso, giuro.
-Bene, grazie. E tu?
-Bene, grazie.
La mamma ha sbuffato per la seconda volta:-Samuele, basta, ho detto. Smettila di darle fastidio.
-Non mi da nessun fastidio, signora, davvero.
Lei mi ha sorriso:-Scusalo, è un po’ fastidioso ultimamente. Sta cercando la fidanzata perché è l’unico tra i suoi amichetti a non averla!
Samuele ha abbassato la testa, le guance improvvisamente rosse.
-Non sei un po’ piccolo per pensare alle ragazze?
-No.
-D’accordo. E come la vuoi questa fidanzata?
-Bella e gentile.
Gli ho sorriso:-Mi sembra giusto.
-Dai Samuele, ora basta. Tra poco dobbiamo scendere- sua madre si è alzata per mettersi la giacca.
Il bambino mi ha sorriso, raggiante:-Vuoi essere la mia fidanzata?
-Samuele, basta! E poi lei avrà già il suo fidanzato, no? Smettila adesso.
Lui mi ha guardato incuriosito:-Sei già fidanzata?
Mi sono messa a ridere:-No.
-Allora puoi fidanzarti con me! Vuoi?
Sua madre ormai era disperata.
-Certo che lo voglio.
A quel punto Samuele ha sorriso a sua madre, tutto soddisfatto:-Adesso anche io ho la fidanzata, mamma.
Lei mi ha guardato, prendendo per mano suo figlio:-Scusalo, davvero. Mi dispiace tanto.
-Ma di cosa? Non si preoccupi, è un bambino dolcissimo.
-Dai Samuele, saluta la tua fidanzata che dobbiamo scendere.
Mi ha mandato un bacio con la mano e mi ha lasciato un ultimo sorriso prima di salutarmi e scendere dal treno.
E giuro che mi sembrava di essere in un film. I bambini sanno essere così dolci e carini a volte, così spensierati e diretti, forse dovremmo tornare a essere schietti come loro. Samuele mi ha lasciato lì a pensare, e mi ha tirato su di morale in una giornata non troppo entusiasmante. Quando ho riaperto il libro, non sono più riuscita a concentrarmi.
—  lezionidivoloperprincipianti