tenerezza

06/02/2015.

Ci sono volte in cui guardarti mi rende disperatamente felice, volte in cui il corpo mi si inonda di gioia. Ieri notte, ad esempio, è stata una di quelle volte.

Eri bello, sei bello, come sempre.. Tutto rannicchiato sotto le coperte. Oh quanto avrei voluto essere lì con te, a coccolarti, a riempirti di baci.

Mi ispiravi tanta dolcezza, un’ infinita tenerezza che non ho potuto placare, che è rimasta a galla e successivamente si è trasformata in tristezza. Solo perché siamo troppo lontani.

Ma prima o poi io lo so, che una cosa del genere non m’accadrà più perché mi basterà voltarmi dall’altra parte del letto per ritrovarti accanto a me.

Ero in treno, e per fortuna oggi non c’era nessuno con me. Quindi mi sono seduta con il mio libro in mano e mi sono messa a leggere. Solo che a un certo punto ho sentito uno sguardo su di me. Mi sono girata e un bambino mi stava sorridendo. Avrà avuto cinque o sei anni, gli occhi e i capelli scuri, un viso dolce, come quello di tutti i bambini.
-Ciao!
Mi ha salutato. Allora gli ho sorriso anche io e ho fatto lo stesso.
Sua madre ha sbuffato:-Samuele, lascia stare la ragazza. Non vedi che sta leggendo?
Il bambino se ne è fregato allegramente e si è avvicinato a me:-Cosa leggi?
-Niente di molto interessante.
-Come stai?
Il suo sorriso era troppo contagioso, giuro.
-Bene, grazie. E tu?
-Bene, grazie.
La mamma ha sbuffato per la seconda volta:-Samuele, basta, ho detto. Smettila di darle fastidio.
-Non mi da nessun fastidio, signora, davvero.
Lei mi ha sorriso:-Scusalo, è un po’ fastidioso ultimamente. Sta cercando la fidanzata perché è l’unico tra i suoi amichetti a non averla!
Samuele ha abbassato la testa, le guance improvvisamente rosse.
-Non sei un po’ piccolo per pensare alle ragazze?
-No.
-D’accordo. E come la vuoi questa fidanzata?
-Bella e gentile.
Gli ho sorriso:-Mi sembra giusto.
-Dai Samuele, ora basta. Tra poco dobbiamo scendere- sua madre si è alzata per mettersi la giacca.
Il bambino mi ha sorriso, raggiante:-Vuoi essere la mia fidanzata?
-Samuele, basta! E poi lei avrà già il suo fidanzato, no? Smettila adesso.
Lui mi ha guardato incuriosito:-Sei già fidanzata?
Mi sono messa a ridere:-No.
-Allora puoi fidanzarti con me! Vuoi?
Sua madre ormai era disperata.
-Certo che lo voglio.
A quel punto Samuele ha sorriso a sua madre, tutto soddisfatto:-Adesso anche io ho la fidanzata, mamma.
Lei mi ha guardato, prendendo per mano suo figlio:-Scusalo, davvero. Mi dispiace tanto.
-Ma di cosa? Non si preoccupi, è un bambino dolcissimo.
-Dai Samuele, saluta la tua fidanzata che dobbiamo scendere.
Mi ha mandato un bacio con la mano e mi ha lasciato un ultimo sorriso prima di salutarmi e scendere dal treno.
E giuro che mi sembrava di essere in un film. I bambini sanno essere così dolci e carini a volte, così spensierati e diretti, forse dovremmo tornare a essere schietti come loro. Samuele mi ha lasciato lì a pensare, e mi ha tirato su di morale in una giornata non troppo entusiasmante. Quando ho riaperto il libro, non sono più riuscita a concentrarmi.
—  lezionidivoloperprincipianti
Oggi è venuto un signore anziano in agenzia. Sta cercando una casa in campagna al piano terra, con le finestre grandi e senza gradini. Lui ha già una casa, grande e al centro della città, ma ha deciso che non gli va più bene. Non è uno sfizio, non è perché ha denaro da sperperare, non è perchè ha bisogno del giardino per fare l'orto. Due anni fa sua moglie, con la quale condivide la vita da più di cinquanta primavere, si è ammalata. Non è entrato nel dettaglio, ma sua moglie è costretta in casa, perché poi non potrebbe risalire le scale (non c'è ascensore nel palazzo in cui vivono) e lui , anche se lo farebbe volentieri, non ha la forza necessaria per aiutarla a scendere e a salire. Ha detto: ''Io non sono ricco, ho una piccola somma di denaro da parte che conservavo per qualunque emergenza. La mia vita era tranquilla fino a due anni fa, poi Elide s'è ammalata e ho avuto il cuore infranto. Non gliel'ho fatto capire, mi mostravo a lei speranzoso e sorridente, ma sono morto nel momento in cui l'ho vista stesa, con gli occhi quasi privi di vita, ancora più fragile. Lei amava stare al sole, amava l'aria aperta. L'ho conosciuta che era seduta sotto un albero e rideva con una sua amica.... e niente, mi so' innamorato subito. Ora mi chiede se posso aprire un po' di più la finestra, ma i palazzi intorno coprono il sole e lei fa finta che quella sia la camera più assolata del mondo intero. E ho deciso che questa è l'emergenza: vederla sorridere un po', come quella volta che aveva il vestito rosso e le macchine ancora non erano arrivate qui da noi, prima che vada via. Tutto per lei.''
Sapete come si fa a scoprire se si vuole veramente una persona?
Se vi manca anche dopo tre giorni.
Se la pensate in continuazione.
Se vedete la sua faccia dappertutto, nelle foto, nelle facce dei passanti.
Dio mio, credetemi, è inquietante.
Poi trovate anche il suo nome in ogni parola, persino nei numeri.
Quando la mattina vi svegliate e pensate all’ultima volta che l’avete vista.
Se ricordate ogni suo gesto.
Se vi succede tutto questo, sappiate che ormai è dentro di voi, e la volete, con tutta l’anima.
—  ( Parole scritte mai dette | vedolatempestaneituoiocchi )
Non diciamo stronzate.
L’amore non è sentirsi e vedersi ogni giorno, baciarsi, abbracciarsi e dirsi “ti amo”.
L’amore è quando hai freddo ma le presti il tuo giacchetto.
È quando hai fame ma fai finta che non ti vada più per lasciargliene un pezzo perché sai che le piace.
È quando vai al cinema e anche se il film ti piace tantissimo ti volti ogni 10 minuti per guardare lei che sta accanto a te. Quando hai l’ultima sigaretta e gliela offri volentieri. Amore è mettere l’altra persona prima di te, perché facendo felice lei, di conseguenza sei felice anche tu.
-Ciao.
-Ciao.
-Tutto bene?
-Sì.
-Sembri stanca.
-No.
-Sicura?
-Sì.
-Non sei di molte parole, oggi.
-Scusa.
-Non fa niente.
-Ok.
-Qualcosa non va?
Lei sospirò:-Ma cosa vuoi da me? Te ne vai? Non ho voglia di parlare, ok? Sparisci!
Lui rimase in silenzio, seduto vicino alla ragazza.
Uno.
Due.
Tre.
Quattro.
Cinque.
E alla fine il silenzio gli divenne insopportabile.
-Davvero vuoi che me ne vada? Perché se lo vuoi, me ne andrò.
Lo guardò, gli occhi gonfi per le lacrime che gridavano “no, no, non andare, ti prego”
E invece abbassò lo sguardo, rendendolo muto.
-Sì. Sì. Voglio che tu te ne vada.
Il ragazzo la guardò per un attimo, poi si alzò.
E se ne andò.
Mentre lo guardava allontanarsi, cercando di nascondersi dietro ai capelli scuri, lei lasciò scivolare le lacrime sul viso, incurante degli sguardi delle persone che osservavano la scena.
Solo il quel momento capì. Non poteva lasciarlo andare via. Non lui.
Si alzò, lasciando la borsa sulla panchina, non le sarebbe neanche importato se gliela avessero rubata, doveva solo corrergli incontro, nulla era più importante.
-Aspetta! Ti prego, aspettami!
E il ragazzo si voltò.
Gli si gettò letteralmente tra le braccia, permettendogli di accarezzarle i capelli e di sussurrarle qualcosa all’orecchio.
Lei sorrise, un sorriso debole, ma sincero:-E adesso?
-E adesso lascia che mi prenda cura di te.
—  lezionidivoloperprincipianti
La verità è che mi fa paura il fatto di essermi affezionata a te così in fretta. Mi ero ripromessa, dopo tutte le delusioni, che non mi sarei più aperta così con qualcuno. Non avrei voluto dipendere nuovamente da qualcuno.. Dalle sue attenzioni, dalle sue carezze, dai suoi sguardi, dai suoi sorrisi, dai suoi abbracci, dai suoi baci. Ma è accaduto di nuovo e mi sento ancora più fragile. Mi sento ancora più terrorizzata, anche se dovrebbe essere una cosa positiva.
—  Isabelle Spiritelli
«Sposami»
«No»
«Come no?»
«Vuoi sposarmi?»
«Sì»
«Ahah attaccati»
«Vaffanculo»
«Va bene sposiamoci»
«No adesso non voglio più»
«Visto? Ti mettevo alla prova»
«Gne»
«Chiedimelo di nuovo»
«Vuoi sposarmi?»
«Resterai sveglio con me quando di notte non riuscirò a dormire?»
«Sì»
«Mi lascerai guardare i cartoni animati?»
«Li guarderò con te»
«Mi sopporterai quando mi arrabbierò perché premi il dentifricio dal centro?»
«Sì. Ma continuerò a premerlo dal centro»
«Quando sarò di buon umore e saltellerò in giro per casa come una stupida sarai felice con me?»
«Ti dirò che sei scema, ma sarò più felice di te»
«E quando sarò triste?»
«Ti farò ridere»
«Mi dirai sempre tutto anche le cose più insignificanti?­»
«Niente è insignificante»
«Mi aiuterai a scegliere i vestiti?»
«Va bene»
«Tu mi ami»
«Sì»
«Perché?»
«Perché sì»
«E mi amerai anche domani?»
«Sì»
«E anche il giorno dopo?»
«Sì»
«Chiedimelo di nuovo»
«Vuoi sposarmi?»
«Voglio sposarti»