tempesta perfetta

Perché infondo lo sapevo,
Sapevo che te ne saresti andato,come sapevo che mi avresti dimenticata con la stessa velocità con il quale si dimentica un temporale estivo.
Ma sai cosa avevo capito fin da subito?
Che dopo di me saresti andato a cercare una come lei.
Cerchi sempre la perfezione in una ragazza, quella che inizialmente credevo di aver trovato in me e come biasimarti, lei è perfetta a tutti gli effetti; con quei suoi denti bianchi, con nemmeno un capello fuori posto e quella sua vita che sembra una favola.
Ma io ti chiedo scusa.
Scusa se ho lo stramaledetto difetto di allontanare le persone.
Scusa se metto sempre al primo posto il mio prossimo a tal punto da odiarmi a morte e spesso do il peggio di me.
Scusa se a volte la mia indifferenza trafigge più di una lama ben affilata,
Scusa se non ho mezze misure e non assecondo sempre le persone.
Scusa se ti ho mostrato il mio lato peggiore, ma io purtroppo sono così: un giorno tempesta e un giorno deserto.
Lo so, il nostro non è stato un grande amore, ma una breve storia che merita di essere raccontata, nonostante l'amaro in bocca che lascia il tuo ricordo.

Ho incontrato una persona. È stato un caso. Non la stavo cercando, non ero a caccia. È stata la tempesta perfetta. Lei ha detto una cosa, io un’altra. E all’improvviso volevo passare il resto della mia vita in quella conversazione. Ora ho questa sensazione nello stomaco. Potrebbe essere lei quella giusta. È completamente pazza, in un modo che mi fa sempre sorridere. È molto nevrotica. C’é molto da sopportare. Quella persona sei tu. Ecco la buona notizia. La brutta è che non so come comportarmi con te e questo mi spaventa a morte. Perché se in questo momento non sto con te, ho la sensazione che non staremo mai più insieme.
Il mondo è brutto e cattivo, pieno di svolte tortuose. E le persone a volte si distraggono e perdono l’attimo… L’attimo che avrebbe potuto cambiare tutto. Non so cosa succederà tra di noi, e non so spiegarti perché dovresti fare questo salto nel vuoto con uno come me… Ma cazzo, come profumi di buono, sai di casa. E poi fai un caffè eccellente. Quello conterà pur qualcosa, no? Chiamami.

Oggi sono andati via mia sorella e mio nipote. Sono stati qui a Milano per qualche giorno in visita e si sono goduti la città con questo clima che ti fa venire voglia di diventare una tapparella chiusa per l’eternità. 

Li ho portati a visitare i classici spot turistici e quelli un po’ meno conosciuti. 

Duomo - Sono stati lì da soli. A un certo punto mi arriva un messaggio di mia sorella: Sono caduta. Dice che è scivolata non si sa come sulle terrazze del Duomo e un turista ha ripreso tutta la scena. Mio nipote invece di aiutarla rideva come il pazzo.

Como - Abbiamo fatto la classica gita a Como. Siamo stati sulla funicolare per Brunate e a un certo punto è venuto un piccolo acquazzone passeggero e ci siamo rifugiati in un autobus piccino che ci ha portati in un posto ancora più in montagna. Siccome eravamo in montagna, abbiamo mangiato dei funghi e abbiamo detto certo che però i funghi in montagna sono un’altra cosa. Mia sorella è intollerante al glutine, quindi ha mangiato i funghi e dei licheni. In realtà magari era solo collina, ma “collina” cosa vuol dire? È come quando parli di una persona di 37 anni e dici “un ragazzo di 37 anni”. Ma no, uno a 37 anni è un uomo, quindi sopra i 200 metri è montagna. Pure sul terrazzo di mia madre al quarto piano è montagna. A un certo punto mi arriva il classico sms di quando sei all’estero e io mi sono guardato attorno ma non ero all’estero: ero nella classica località turistica di Como. Per non correre rischi, ho messo il cellulare in modalità aereo, che è praticamente la modalità solita, visto che non mi contatta mai nessuno e gli unici messaggi che mi arrivano sono quelli dell’ottica avanzi e vodafone (torna con noi - NEVAH). A Brunate alta (?) c’è un faro. Mia sorella decide di rimanere fuori al faro, ma io amo i fari, quindi porto dentro mio nipote. Lui è emozionatissimo e ci sono queste scale a chiocciola tipiche dei fari. Saliamo fino al primo livello: YEEE! Che bello! Il faro. Saliamo al secondo e mi affaccio un attimo: è altino. Mio nipote continua. Saliamo al terzo livello e mi accorgo che ora alle finestre ci sono le grate. Il mio cervello registra la cosa come 

PERICOLO MORTALE. UN CHILOMETRO DI ALTEZZA. PERICOLO DI MORTE.

Le gambe cominciano a tremolare. La testa comincia a girare. Prima mi siedo sulle scale e poi mi ci spalmo sopra come la maionese su un cracker di uno studente fuorisede. Le scale sono la salvezza. In piedi is bad, sulle scale is good. Dico a mio nipote che mi dispiace, ma non posso continuare e che non me la sento di mandarlo su in cima da solo. Lui è un po’ deluso ma capisce e comincia a scendere. Io assumo una forma semiliquida e cerco di evitare ogni movimento pericoloso. Ho su la classica faccia di quando Moroso alle cinque mi manda un messaggio “svuota la lastoviglie” e alla sera torna e io non ho fatto niente e lui mi chiede “hai svuotato la lavastoviglie?”:

A Brunate in ogni posto dove andiamo ci segue una famiglia con una bambina bionda. La bambina bionda ci rovina la vita. La bambina bionda piange in ogni posto e i parenti, invece di darla in pasto a elementi di fauna locale, la rassicurano e la viziano e OVVIAMENTE quella non smette mai di piangere. Troviamo la bambina bionda anche alla funicolare per riscendere a Como. Ora, la storia me l’hanno solo raccontata perché io ero in coda e mio nipote e mia sorella davanti, però sono successe le seguenti cose: Mia sorella si è trovata dietro questa bambina SBUCATA DAL NULLA - La bambina, non si sa come, si impiglia i capelli nello zaino di mia sorella e mia sorella per aiutarla tira via con forza lo zaino - Mia sorella viene accusata dalla famiglia della bambina per non si sa che cosa.

Facciamo il classico giretto turistico in barca e comincia a piovere. La famiglia di turisti davanti al seggiolino di mia sorella decide di tenere il finestrino aperto. La bambina di questa famiglia tiene la faccia fuori e ogni tanto la mette dentro tutta bagnata che sembra George Clooney ne La tempesta perfetta. Tutta la pioggia arriva in faccia a mia sorella. La famiglia di turisti ride, mia sorella meno e non sente il commento sulla villa di George Clooney (del film La tempesta perfetta).

Villa Necchi - Mia sorella ama, ma commenta “Bella, però troppo grande per me”.

Delicatessen - Milano significa ristoranti tipici e allora decido di cercare un po’ di inverno in questo meraviglioso ristorante altoatesino in zona Porta Venezia. Moroso ordina lo stinco di maiale che arriva e io dico a mio nipote: Hai visto che fine ha fatto la bambina bionda? Ridiamo di gusto.

È notte e vorrei soltanto poterti sfiorare, non dico abbracciare, che quasi potrei sembrare invadente. Io che mi sento sempre di troppo e mai abbastanza. Eppure questa volta è diverso, perché tu mi fai sentire come se valessi più di quel che valgo realmente, che con un sorriso riesci a cambiarmi la giornata, e con un semplice messaggio riesci a farmi battere forte il cuore come se avessi nuovamente 14 anni. Come se fosse un primo amore, come se stesse iniziando tutto ora e il passato non contasse più di tanto. Come ci riesci non lo so, a rendermi felice quando piango, a rendermi triste appena mi dai meno attenzioni.

-a volte va così, conosci una persona per caso e tra le sue braccia ti senti a casa-

E so che per te è un momento difficile; se solo potessi renderti felice, come fai tu vorrei far lo stesso, ma credimi, io ci sto provando davvero, che più che una prova mi sembra una piacevole sorpresa. Mi viene così semplice parlare con te, io, che persino con me stesso ho sempre avuto paura di parlare. Riesci ad essere bellissimo anche mentre fai lo stupido, e Dio se lo sei. Hai un sorriso di quelli rari che è come vedere mille tramonti insieme e non sapere mai di quale innamorarsi di più.

Spiegami come fai a tenere la mano a una tempesta come me, che quando mi abbracci divento perfetta.

E ti prego smettila di allontanarti sempre che ad avvicinarmi lo faccio a posta, a desiderare un bacio che ancora non è arrivato. So che ti imbarazza, che sei timido e riservato, ma sentiti libero di esprimerti al 100% che con me puoi essere chi sei e sarai comunque il migliore, che a me non piacciono le mezze misure, o sei te o non sei nessun altro.

-sei i ricordi migliori quando il meglio deve ancora venire-

Ma adesso è ora di salutarti.
Ci si vede domani. Ci si pensa meglio.

Al prossimo sorriso. A presto.

Sono la scelta peggiore e il male minore, l'errore migliore e il consiglio sbagliato, sono il silenzio assordante e la lingua tagliente, la guerra interiore e la pace esteriore, sono il vento che smorza il rancore e il fuoco che brucia il perdono, un boccone amaro e un dolce veleno, sono il tunnel e la via d'uscita, la vendetta e l'indifferenza, sono l'odio senza amore e il bene che fa male, il premio che non consola e la punizione che non si scorda, sono il deserto e la tempesta perfetta.
—  Lucrezia Beha

Cara Karen, se stai leggendo questa lettera vuol dire che ho trovato il coraggio di spedirtela.
Quindi, buon per me. Non mi conosci molto bene, ma se me ne dessi l’occasione inizierei a parlare per ore e ore di quanto sia difficile per me scrivere. Ma questa.. Questa è la cosa più difficile che io abbia mai dovuto scrivere. Non c’è un modo facile per dirlo, quindi lo dirò e basta.
Ho incontrato una persona. E’ stato un caso. Non la stavo cercando, non ero a caccia. E’ stata la tempesta perfetta.
Lei ha detto una cosa, io un’altra. E all’improvviso volevo passare il resto della mia vita facendo quella conversazione. Ora ho questo sensazione nello stomaco. Potrebbe essere lei quella giusta. E’ completamente pazza, in un modo che mi fa sorridere. E’ estremamente nevrotica. C’è molto da sopportare.
Quella persona sei tu, Karen. Ecco la buona notizia. La brutta è che non so come fare per stare con te. E questo mi spaventa a morte. Perchè se in questo momento non sono con te, ho la sensazione che non staremo mai più insieme.
Il mondo è enorme, cattivo, pieno di svolte e cambiamenti. E le persone a volte si distraggono e perdono l’attimo.. L’attimo che avrebbe potuto cambiare tutto.
Non so cosa succederà tra di noi, e non so spiegarti perchè dovresti perdere tempo con uno come me.. Ma cazzo, profumi di buono.. Di casa.
E poi fai un ottimo caffè. Quello conterà pur qualcosa, no?

Chiamami.
Infedelmente tuo, Hank Moody.

—  Californication
(Scusate) l'interruzione

Il capo ufficio. Il telefono, dell'ufficio. Il telefonino (si dice ancora così? Oppure è meglio dire lo smàrtfòn?), privato e, per alcuni, anche quello aziendale.

E poi la posta elettronica, i sòscial, i gruppi uòzzap.

Ed infine i colleghi, i clienti che attendevate, i clienti che non attendevate ma che passavano di lì.

Tutti elementi di potenziale interruzione da ciò che state facendo.

Perchè non credo che sia solo una mia personale impressione come, in questo continuo aumento della concitazione e sovrapposizione di cose da fare che caratterizza il nostro vivere, le finestrelle di tempo per farle, le cose, la quantità di istanti quieti e silenti in cui concentrarvi su quello che considerate (illusi e sconsiderati!) una vostra (egoisti!) priorità è diventato risibile, omeopatico, misurabile in milliminuti.

Di conseguenza diventa titanica, la fatica fatta per ricordarsi cosa stavate facendo prima dell'interruzione, a che punto eravate, nel farlo, prima dell'interruzione, e quella per riprendere ciò che state facendo, anzi, spesso, non appena vi siete nuovamente sintonizzati su quanto (in teoria) vi preme fare, ecco che, puntuale, arriva un'altra interruzione.

Tale fenomeno di riduzione della durata dei momenti di vita ha un silente ma evidente inizio, con l'avvento della TV commerciale…i film, che prima venivano scanditi da (usualmente) due biblici e giganteschi tronconi, il primo ed il secondo tempo, hanno iniziato a vedersi interrotti da pause pubblicitarie, brevi per carità, ma numerose, che sminuzzavano la trama, e l'attenzione ad essa data, in bocconi più minuscoli e numerosi. Di lì è stato poi un fiorire di spot e minispot, che hanno contagiato poi lo sport ed i programmi di intrattenimento, addirittura i telegiornali ed i dibattiti politici.

Ma attenzione, il mio punto non è tanto sottolineare quanto, queste interruzioni continue, siano una rottura di scatole, ma quanto ci abbiano poi condizionato la vita intera e l'approccio ad essa, facendo di noi cittadini di attimini, di minutini, residenti di storie e vicende e compiti della durata di manciate di secondi, organismi pluricellulari, anzi organismi ’’con i cellulari“, viventi una somma di innumerevoli vite minuscole, tutte compresse dentro un'interruzione e l'altra, piccoli transistori che reagiscono rapidi rapidi e che esauriscono il loro dovere in pochi secondi per poi prepararsi subito ad un altro. Siamo la versione umana e culturale della gallina ovaiola, prigioniera di crudeli allevamenti, a cui hanno accelerato la giornata con continuo alternarsi di buio e luce, così da farle fare più uova.

La conseguenza di ciò è il ridursi della nostra capacità di concentrazione ed attenzione: con la mente ridotta ad un twitter del pensiero, dove non più di un piccolo e limitato numero di caratteri è permesso, perdiamo interesse per tutto quello che varca i due minuti, le poche righe, non ci fanno più ridere le barzellette lunghe e complesse nel costrutto, ma ci fanno ridere i tormentoni, non abbiamo più opinioni, ma ci facciamo affascinare (e soffocare) da slogan, quando parliamo con gli amici, ci scusiamo se un concetto è lungo, di giornali e riviste leggiamo i titoli e le didascalie sotto le foto (e ci riteniamo ’‘informati”).

E non solo: riflettete su come in certi contesti, quello politico per esempio, la coscienza del poco tempo a disposizione sia diventata l'incubo peggiore, e qualsiasi confronto precipiti entropicamente in pochi istanti verso un battibecco a colpi di “non mi interrompa” o di “mi lasci parlare”.

La vittima principale di questa tempesta perfetta di confusione, di questo fortunale di disordine comunicativo, è l'approfondimento dei concetti e delle idee, con conseguente superficializzazione di tutto e tutti, ed altrettanto seguente perdita di qualità: di vita, di lavoro, di opera, di relazione. La conseguenza è che viviamo più vite e tutte brutte.

Come fare per tornare (gradualmente) ad una realtà sostenibile? Mi piacerebbe dirvelo ma scusate un attimino, che mi squilla il telefonino, e perdonate un istante, ma mi è arrivata una mail urgente, e non in ultimo c'è qualcuno che ha bussato alla porta del mio ufficio.

E mi scappa anche la pipì.

Non c’e’ un modo facile per dirlo, quindi lo dirò e basta. Ho incontrato una persona. E’ stato un caso. Non la stavo cercando, non ero a caccia. E’ stata la tempesta perfetta. Lei ha detto una cosa, io un’altra. E all’improvviso volevo passare il resto della mia vita in quella conversazione. Ora ho questa sensazione nello stomaco. Potrebbe essere lei quella giusta. E’ completamente pazza, in un modo che mi fa sempre sorridere. E’ molto nevrotica. C’e’ molto da sopportare. Quella persona sei tu. Ecco la buona notizia. La brutta e’ che non so come comportarmi con te e questo mi spaventa a morte. Perche’ se in questo momento non sto con te, ho la sensazione che non staremo mai piu’ insieme. Il mondo e’ brutto e cattivo, pieno di svolte tortuose. E le persone a volte si distraggono e perdono l’attimo… L’attimo che avrebbe potuto cambiare tutto. Non so cosa succederà tra di noi, e non so spiegarti perche’ dovresti fare questo salto nel vuoto con uno come me… Ma cazzo, come profumi di buono, sai di casa. E poi fai un caffè eccellente. Quello contera’ pur qualcosa, no?
—  Californication
La tempesta perfetta

È che l'amore è stravolgimento interiore. L'amore ti scuote, ti mette in ginocchio, ti spezza. È che l'amore ti tiene sveglio le notti, ti fa sentire caldo allo stomaco. L'amore sa dove ti prende, ma non sa dove ti lascia. Ti svuota, ti riempie, ti prende a pugni. L'amore ti fa scrivere, vivere, odiare, sognare, ridere, piangere, prendere a pugni i pensieri. L'amore è un motore forte, irrazionale, indispensabile. Ti brucia, ti scioglie, ti rivolta da cima a fondo. L'amore ti apre il cuore e ci fa entrare la vita, quella vera. È uragano, è oceano, è tramonto, è ghiaccio. L'amore è guerra, è pace, è speranza. È indomabile, aggira tutte le barriere, cambia tutti i piani. Da sempre plasma le coscienze e tiene in vita. L'amore è vita sopra ogni cosa. E siamo tutti destinati ad incontrarla. Ognuno avrà la sua tempesta perfetta. Ognuno vivrà per amare, e amerà per vivere.

La sua tempesta perfetta.

È che l'amore è stravolgimento interiore. L'amore ti scuote, ti mette in ginocchio, ti spezza. È che l'amore ti tiene sveglio le notti, ti fa venire caldo allo stomaco. L'amore sa dove ti prende, ma non sa dove ti lascia. Ti svuota, ti riempie, ti prende a pugni. L'amore ti fa scrivere, vivere, odiare, sognare, ridere, piangere, prendere a pugni i pensieri. L'amore è un motore forte, irrazionale, crudelmente indispensabile. Ti brucia, ti scioglie, ti rivolta da cima a fondo. L'amore ti apre il cuore e ci fa entrare la vita, quella vera. È uragano, è oceano, è tramonto, è ghiaccio. L'amore è guerra, è pace, è speranza. È una belva indomabile, aggira tutte le barriere, cambia tutti i piani. Da secoli plasma le coscienze e tiene in vita. L'amore è vita sopra ogni cosa. E ne siamo tutti destinati. Ognuno avrà la sua tempesta perfetta. Ognuno vivrà per amare, e amerà per vivere.