teenager posts tumblr

One of the saddest things a person could tell you, “Remember when that used to be our thing.”
But the thing is people change. People drift apart. Now, all we have are memories.

People are weird about young, teenage, outspoken girls* in the public sphere. It’s either they are put down due to sexism or ageism or held up on this pedestal like they know best (and I realize that, in some ways, this blog contributes to that). It’s the problem with words like “woke” and “problematic” and “canceled” and the very creepy, narrow way it’s approached, especially on sites like Tumblr. There’s a lot of misdirected anger at a lot of these young girls when they do something perceived as wrong. Especially when they identify as “activists” (even though activism is not an identity but a literal demonstration of the verb ‘act’ and the adjective ‘active’, but that’s another issue for another day) and are in the business of publicly educating and dispersing knowledge. It’s like we’ve moved on from the former expectance of controlled young actresses and singers who never speak out and pepper teen magazines with aspirational and fantastical imagery, to expecting perfection in a different way—that these young girls must have perfect ideologies, perfect education, perfect execution. Maybe it’s partly these young girls’ faults for taking on these responsibilities that they are unequipped for. Maybe not. Flaws are still despised in female public figures. Perfection—variant kinds—is still expected. Maybe that’s (part of) the problem.

Amandla identifies as non-binary but is still publicly coded as ‘female’ (an adjective she does not completely reject).

Keep reading

Lost your pen = No pen
No pen = No notes
No notes = No study
No study = Fail
Fail = No diploma
No diploma = No work
No work = No money
No money = No food
No food = Skinny
Skinny = Ugly
Ugly = No love
No love = No marriage
No marriage = No children
No children = Alone
Alone = Depression
Depression = Sickness
Sickness = Death
Lesson: Don’t lose your pen, you will die.
When I first met you, you didn’t catch my attention at all. You started talking to me. We would make sarcastic remarks towards each other, and you wouldn’t get offend. You made me laugh and just smile a lot. I couldn’t get you off my mind. Then I started getting excited to see you. I started getting butterflies around you. Started to laugh a little to hard at your jokes. Then one day it hit me. I like you. You became beautiful to my eye. The way you’d look at me, I knew you felt the same. I fell for you unexpectedly. Its the most beautiful and most horrible kind of way of falling for someone.
—  Crushing a little to hard

Sai che c'è? C'è che io non ti prometto niente, che sono un disastro e finisco per distruggere sempre tutto. C'è che non ho sempre la parola giusta, ma ho di sicuro sguardi molto attenti. C'è che sono maldestra, incoerente e indomabile. C'è che sono gelosa, paranoica e insicura. C'è che ho un carattere particolare, sarei capace di scappare. E io sono consapevole di avere un carattere strano, che non sono la persona più aperta di questo mondo, che se m'incazzo me la prendo con tutti, che spesso mi isolo, che spesso entro nel mio mondo e non lascio entrare nessuno. So che per qualche strana ragione non riesco a spiegare quello che mi succede e so anche che le persone non capirebbero. Quando le persone mi dicono che sono complicata, esigente, diversa, stronza hanno ragione. E’ così. Ma a me non interessa minimamente. E’ difficile stare con me, è difficile, lo so e va bene, perché invece di rapporti piatti e inutili, io sono per il conflitto, sono per quelle litigate che ti finiscono la voce, sono per mandarti al diavolo anche cento volte e in modi diversi. Non mi sento più in dovere di scusarmi quando non è colpa mia, non mi interessa più piacere per forza a chiunque. Se voglio urlarti in faccia non ci penso su due volte, se voglio dire qualcosa te la dico di persona. Quindi sì, stare con me è difficile. Cioè vedete, io non sono una ragazza molto dolce. Posso farmi odiare in meno di un giorno, sono irritante, lancio continuamente sfide per il semplice gusto di vedere quanto è facilmente corruttibile l'animo umano. Sono fredda, questo sì, ma per farmi sciogliere bastano piccole cose, ad esempio una di quelle frasi sdolcinate che io odio ma dentro mi fanno un grande effetto, non mi interessano le cose in grande, per niente. Sono testarda, antipatica, stronza, orgogliosa. Rido continuamente e rompo i coglioni alla gente col mio sarcasmo improvvisato ed è vero, dico troppe parolacce, bestemmie, sclero. Ho reazioni esagerate, non amo i consigli, vesto come piace a me e preferisco stare da sola che in un immensa folla. E sono anche molto strana. Dentro la mia testa c'è un nuovo mondo, c'è il casino e la confusione più totale. Ma credimi, sono la fredda, acida, stronza che ti da il mondo. Amo il mare, il rumore delle onde, la spiaggia. Detesto i quasi, i forse, i monosillabi. Do peso alle parole. Piango per un film, per un finale di un libro, per le persone che vanno via. Ho l’incazzatura abbastanza facile, ma mi basta una piccola parola per farmela passare, non riesco a tenere il muso alle persone a cui tengo. Credo sempre che l’ultimo tentativo sia il penultimo, e credo che le cose belle non si ottengono se non si lotta. Sono paranoica, impulsiva, sono gelosa e lunatica. Sono per le cose complicate, ma non resisto a lungo. Non so dire addio, so solo che resto, resto se credo in qualcosa.

When my friend ask me why I stayed so long…

Why I accepted the roses, and ignored the thorns…

I tell them,

It is not easy to weed out the roots he planted in me!

I tell them I was so captivated by the house he built for me, I didn’t notice the locked door.

I didn’t notice I was captive to this garden of guilt!

I tell them I tried leaving…

because of you!

—  Jessica Romoff and Mila Cuda