tatuated

《 Face 》

¤ eyes = ochi
¤ nose = nas
¤ mouth = gură
¤ eyebrow = sprânceană / eyebrows = sprâncene
¤ forehead = frunte
¤ lip = buză / lips = buze
¤ chin = bărbie
¤ cheek = obraz / cheeks = obraji
¤ nostril = nară / nostrils = nări
¤ temple = tâmplă
¤ eyelash = geană / eyelashes = gene
¤ ear = ureche / ears = urechi
¤ mole = aluniță / moles = alunițe
¤ wrinkle = rid / wrinkles = riduri
¤ freckle = pistrui (the same for plural)
¤ dimple = gropiță / dimples = gropițe

《 Body 》

¤ head = cap
¤ chest = piept
¤ neck = gât
¤ navel = buric
¤ waist = talie
¤ hip = șold / hips = șolduri
¤ leg = picior / legs = picioare
¤ thigh = coapsă / thighs = coapse
¤ breast = sân / breasts = sâni
¤ shoulder = umăr / shoulders = umeri
¤ arm = braț / arms = brațe
¤ palm = palmă / palms = palme
¤ hand = mână / hands = mâini
¤ back = spate
¤ armpit = subsuoară / armpits = subsuori
¤ elbow = cot / elbows = coate
¤ wrist = încheietură / wrists = încheieturi
¤ ankle = gleznă / ankles = glezne

《 Foot + Hand 》

¤ toe = deget / toes = degete
¤ little finger = degetul mic
¤ index finger = degetul arătător
¤ middle finger = degetul mijlociu
¤ ring finger = degetul inelar
¤ thumb = degetul mare
¤ nail = unghie / nails = unghii

《 Adjectives 》
¤ bald = chel
¤ chubby = dolofan / durduliu (m) - durdulie / dolofană (f)
¤ fat = gras (m); grasă (f)
¤ skinny = slab (m); slabă (f)
¤ muscular = musculos(m); musculoasă(f)
¤ short = scund; scundă
¤ tall = înalt; înaltă
¤ tattooed = tatuat; tatuată

《 Phrases 》

¤ to be fit = a fi în formă
¤ to be short = a fi mic de statură
¤ to be (all) skin and bone =a fi piele și os
¤ to be fit as a fiddle = a fi sănătos tun
¤ to be looking really good = a arăta extrem de bine
¤ to be really hot = a fi bun (adj: bunăciune) - this is somewhat slang because not all of us use it, usually teenagers. ( I particularly say this word when I see a good-looking boy/man in a movie, so you can understand the context)

Mult noroc! Good luck!

Le occhiaie sempre come se le ho tatuate, prendimi per mano mentre il cielo cade.
— 

Sercho

Siamo la generazione di Twitter e Tumblr perché Facebook non fa per noi, siamo la generazione dell’infinito tatuato sul collo e delle rondini tatuate sulla schiena come per ricordarci che il nostro posto non è questo, siamo la generazione dei sognatori, dei viaggi idealizzati e degli amori non corrisposti, siamo la generazione che supplica amore in silenzio ma siamo la generazione che nessuno ascolta.
—  cit. Tumblr
Tumblr Job (Una spy story grottesca e surreale)

La ragazza dai capelli fucsia e le braccia tatuate aveva attaccato bottone in una tavola calda dicendo che trovava aberrante il modo che avevo di mischiare le proteine.
Sforzandomi di non fissare troppo a lungo la sua scollatura per non deconcentrarmi, le risposi: «Sai, salutisti e vegani spodesteranno i Testimoni di Geova nell’apposito girone dell’Inferno dedicato agli invadenti dispensatori di consigli non richiesti».
«Lo sapevo che eri quello giusto!», esclamò lei sorridendo con malizia.
«Oddio, ritieni che io sia la pecorella smarrita da riportare sulla retta via?».
«No. Abbiamo solo visto in te qualcuno a cui affidare un incarico importante», mi disse con fare solenne mentre adagiava sul mio tavolo un piccolo cartoncino blu.
«Abbiamo chi? Tu e la tua setta?», chiesi cercando di provocarla.
«Il luogo e l’ora dell’appuntamento sono scritti sul retro», aggiunse alzandosi frettolosamente, «Fossi in te non farei la cazzata di non venire».
La guardai allontanarsi tra i tavoli del locale mentre le mie uova alla Benedict con salmone si freddavano senza pietà. Rigirai tra le mani il biglietto da visita: c’era solo una “T” in bassorilievo e l’indirizzo di un pub nei pressi di Gzira. L’appuntamento era per quella sera stessa, l’orario era scritto con una grafia appuntita e disordinata. Nello scegliere se ci sarei andato o meno, un ruolo determinante lo svolsero le tette della ragazza coi capelli fucsia: certo, era un poco in sovrappeso e sembrava pure mezza scema, però con quelle zizze le puoi mai dire di no?, dissi ragionando tra me e me.

Il pub era un poco squallido e quella sera era anche mezzo vuoto. Entrando vidi subito la tipa coi capelli fucsia insieme a un tizio con un maglione color senape e una barba di tutto rispetto. Occupavano un tavolino appartato in un angolo poco illuminato del locale.
«Ciao Gooble! Posso chiamarti Gooble, vero?», domandò il tipo sfoggiando un sorrisone cordiale e pieno di denti storti.
«Ehm, ciao. Nella vita reale esistono i nomi e i cognomi, sarebbe un problema per te usarli come fanno tutte le persone senza disturbi della personalità?», ribattei io cercando subito di far capire chi comandava.
«Sì, è un problema Gooble, e con questa risposta abbiamo esaurito tutti i convenevoli. Veniamo a noi», disse diventando tutto serio.
La tipa mi guardò come a dire che era meglio che non facevo lo stronzo, e io annuii in modo plateale come a dire “va bene, sentiamo che cazzo c’avete da dire”.
«Noi lavoriamo per Tumblr, il social network che frequenti da alcuni anni», esordì il tipo.
«E io sono un attore di Fake Taxi», dissi scoppiando a ridere sguaiatamente.
La ragazza coi capelli colorati mi poggiò una mano sulla spalla e fece un movimento veloce e leggiadro che mi fece piegare in due dal dolore.
«Oh, ma stai for’?! Mi hai fatto male mongolo’!», dissi alzando la voce.
«Vorrei che stessi zitto e ascoltassi il mio amico per qualche minuto, pensi di poterlo fare? Non siamo venuti su questa isola di merda per sentirti fare le tue battute del cazzo!», ringhiò la tipa serrando la mascella per la rabbia.
Guardai il tizio barbuto e con lo sguardo lo invogliai a continuare a parlare.
«Dobbiamo pulire un po’ i contenuti sul fronte italiano, ci sta troppa spazzatura sentimentale, troppi ragazzini emotivamente devastati».
Lo guardai come per metterlo a fuoco meglio: «Cioè ma tu sei serio? Tu veramente parli come se fossi una specie di agente segreto di Tumblr?».
La ragazza stava per sferrare un altro colpo di chissà quale cazzo di arte marziale, quando la barba del tipo si mosse di nuovo producendo il suono: «No, aspetta, ho un’idea migliore».
Tirò fuori da sotto il tavolo un piccolo zaino e ne estrasse una cartellina blu, dello stesso colore del biglietto da visita. Mi passò la cartellina con fare cordiale e mi disse: «Spero che dopo aver visto questo inizierai a credermi. E, soprattutto, a collaborare».
Era una dossier su di me, su quello che avevo scritto su Tumblr dal giorno dell’iscrizione ad oggi. C’erano fanmail, likes, foto pubblicate, foto scambiate privatamente, chat che nemmeno ricordavo più, tutto il dietro le quinte del Gooble Gobble Blog degli ultimi 5 anni.
«Come si dice, chi è senza peccato… », aggiunse il tizio con aria complice.
«Va bene, puoi parlare, non ti interrompo più», dissi rassegnato e sconfitto.
«Ora puoi lasciarci soli», disse alla ragazza, «Sono certo che adesso farà il bravo».
La ragazza si alzò e andò fuori senza dire nulla e senza nemmeno guardarmi. In quel momento realizzai che non sarei mai riuscito a chiavarmela. Che coglione!
Il barbuto parlò di nuovo: «Hai presente i blog di quei personaggi dai 15 ai 25 anni che hanno come unico scopo quello di sfogarsi per la fine della propria storia? Quei cazzo di lamentosi che piagnucolano tutto il giorno in dashboard perché l’amore della vita li ha abbandonati?».
«Certo che sì, il vostro core business», dissi con malignità, ma lui ignorò la frecciata.
«Ebbene, questi blog devono sparire. Uno a uno. Tutti. Per sempre».
«Gesù, Gesù, chist’ è pazz’!», dissi a mezza voce.
«Non solo, ma non deve essere un’azione di forza, devono essere gli utenti stessi a decidere di cancellare gli account. Volontariamente. O al massimo dovranno cambiargli destinazione d’uso.».
«Destinazione d’uso? Ma che cazzo significa destinazione d’uso? Senti, premettendo che mi sembra una follia, premettendo che pure io mi caco il cazzo di leggere i piagnucolosi col cuore spezzato – e infatti evito di seguirli, per dio!, perché non fai anche tu così –, premettendo che se è uno scherzo non è divertente, io che cosa c’entro con tutta ‘sta storia?».
Non rispose alla mia domanda, si limitò a tirar fuori dallo zaino un’altra cartellina di cartone dello stesso colore dell’altra e a dirmi: «Tieni, ma aprila quando sarai a casa».
«Cos’è?», domandai stranito.
«Un primo assaggio del lavoro che dovrai svolgere per noi nel corso del prossimo anno».
«Sarebbe a dire?».
«Una lista dei primi tre blog strappalacrime più seguiti e influenti d’Italia. Due femmine e un maschio. Ci sono indirizzi, numeri di telefono, posti frequentati abitualmente, debolezze, cose compromettenti, e soprattutto… ».
«Soprattutto?», chiesi io impaziente.
«Soprattutto», continuò lui, «Ci sono i nomi e i contatti dei ragazzi e delle ragazze che li hanno lasciati e che li hanno messi nella condizione di venirsi a sfogare sulla nostra piattaforma».
«E quindi? Mi dici che cazzo dovrei fare io?», domandai spazientito.
«Tu li trovi e li convinci a tornare insieme».
Scoppiai a ridere in modo isterico: «Che cosa? E come dovrei fare? Tu sei pazzo, hai capito? Pazzo!».
«L’addestramento comincia domani sera, a Bologna. Il tuo aereo parte domani pomeriggio», disse lui alzandosi lentamente per andar via.
«Che cosa? Io domani non vado da nessuna parte, io qui ho un lavoro, ho una vita!».
«Stasera manderai una mail per licenziarti dicendo che hai trovato un nuovo impiego in Italia e che sei ben felice di accettarlo visto che questo ti permetterà di stare più vicino alla tua famiglia. Il testo della mail che invierai è nella seconda cartellina che ti ho consegnato».
«Non è possibile, mi stai prendendo per il culo!», dissi io quasi piangendo.
«Una volta a Bologna discuterai con gli Altri del tuo compenso e inizierai l’addestramento».
«Gli Altri? Chi cazzo sarebbero gli altri?».
«Gli altri come me», rispose lui indossando la giacca e sistemandosi lo zaino sulle spalle.
«Vi manda David Karp?», chiesi io frastornato da tutta la situazione.
Sorrise beffardo e mi disse: «David non gestisce davvero Tumblr, esattamente come Mark non gestisce realmente Facebook. Avanti, sei un tipetto intelligente puoi capirlo da solo».
«Capire cosa?».
«Un social network non nasce con il reale scopo di connettere le persone e intrattenerle, ed è sempre qualcosa di più di una banale azienda di successo che macina introiti da capogiro. Un social network serve per ben altri scopi!».
Mollai l’osso e cercai di carpire altre informazioni: «In cosa consiste l’addestramento?».
«Beh, non riuscirai a far tornare insieme quei ragazzi se non imparerai ad utilizzare sapientemente armi come la Lomografia, le citazioni di Gramellini e le canzoni di Ed Sheeran».
«Tu devi essere proprio un esaltato del cazzo», dissi trattenendo le lacrime.
«E pensa che da oggi siamo colleghi», disse allontanandosi verso l’uscita.
Mentre lo maledivo e mi mettevo le mani nei capelli lo sentii dire da lontano: «La ragazza si chiama Martina, ti aspetta qua fuori. Ha detto che nonostante tutto le stai simpatico».
Alzando lo sguardo, intravidi sul suo viso qualcosa di simile a un occhiolino. Sparì oltre la porta del pub, diretto dio solo sa dove.
«Fanculo tu e lei», bisbigliai senza troppa convinzione, mentre sistemavo le cartelline e il materiale che mi aveva lasciato.

În viață vei trece pe lângă fel și fel de suflete.  Unele te vor face să le iubești,altele să le urăști. Anumite suflete îți vor rămâne tatuate în inimă ca un exemplu,dar cele mai multe ca un antiexemplu. Tu vei lua din fiecare lecție ce ai nevoie și vei învăța să mergi în viață cu zâmbetul pe buze și capul sus.

Voglio diventare vecchia con i ricordi tutti intatti e con le rughe tatuate, a ricordarmi quanto è stato bello ridere con gli occhi e con le labbra. (Erica Mou)

baiatul ala ..
baiatul ala simplu ,sufletist si emotiv ,fara haine scumpe si tunsoare vulgara ,cu voce calda si gesturi controlate . chipul bland ,mainile fine si zambetul sincer ..caruia ii pasa de raspunsul la intrebarea `esti bine ?` .e greu de crezut ca exista baieti care au fost raniti la un moment dat ,insa el e unul dintre ei 😄! cauta frumusetea cuvintelor ,naturaletea si inteligenta ,nu formele si sprancenele tatuate 😉.baiatul care iubeste calitatea ,nu cantitatea ,care se regaseste in versuri inspirate , si nu in refrenele manelelor💷 💷 . capabil sa aprecieze fata care doarme acasa sambata seara ,nu cea care danseaza in cluburi pana la 5 dimineata 😘..care asteapta finalul filmului si nu scenele de sex ,care te suna doar pentru a`ti auzi vocea si nu pentru a`ti impune in ce anume sa te imbraci ..!
cauta genul asta de baiat .. 👌