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Dope (2015) 

The fourth feature film from director Rick Famuyiwa, Dope tells the story of a Los Angeles teenage geek growing up in a tough neighborhood. Amidst applying to college, he and his two best friends are embroiled in a drug deal gone wrong.

Dope is essentially a Tarantino film crossed with a quirky young adult film, yet it more than manages to present itself as hip and remarkably fresh. Throughout the hip hop culture references and quirky storytelling devices, there are genuine character moments and original, provocative messages. At its heart, Dope is a wacky feel-good comedy, but at no point does it attempt to present itself as something it’s not - it’s surprisingly real.

Shameik Moore delivers what may prove to be a career-defining performance in his first lead role as Malcolm, the aforementioned aspirational geek. His two best friends are Jib (played excellently by Tony Revolori, who you may recognize from The Grand Budapest Hotel) and Diggy (played very believably by Kiersey Clemons, who you may recognize from TV shows Transparent and Extant). The stellar cast is rounded off by Zoë Kravitz (of Mad Max: Fury Road fame), Blake Anderson (of Workaholics fame), Rakim Mayers (as A$AP Rocky), Quincy Brown, Chanel Iman, Kimberly Elise, and a host of others. Rick Fox even makes a glorious cameo, and Forest Whitaker himself narrates (he also produced alongside Pharrell Williams).

The music consists of pre-existing hip hop pieces combined with original tracks from Pharrell himself. It’s a Tarantino-esque blend that is masterfully wrung for its full potential. Not only does the film sound great, it looks great, too. The movie has a lovely color palette, and the cinematography perfectly accentuates the action onscreen.

Personally, I loved this movie, but it may not be for everyone. Those expecting a light-hearted comedy might be surprised by the higher levels of violence and exorbitant amount of foul language, though I think it fits the movie’s tone and style quite well (and those expecting a hardcore crime story were most likely sorely mislead by someone). Despite the real portrayals of crime, drugs, and tough neighborhoods, Dope is a confident, optimistic look at racial tensions and coming-of-age stories in general. Watch Dope. You may be pleasantly surprised, or even blown away.

- T. Malcolm

Tarantino ai Tarantiniani

Nessuno viene qui senza un’ottima ragione recita la tagline del film sulla locandina. Con questo non voglio dire che il bambino che ieri pomeriggio doveva vedere Doraemon, pegno la sua vita, non fosse altrettanto conscio della sua scelta, anzi dalla feroce tenacia con cui ha assalito la vetrata ancora chiusa del Galleria, ben intenzionato a buttarla giù al grido di “Apritiii cinemuaaaa”, mi sembra che ottime ragioni ne avesse a dosi massicce. Quel che invece voglio dire è che se scegli di vedere un film di Tarantino, devi prepararti a vedere un film di Tarantino, non puoi certo pensare di vedere Biancaneve e i sette nani. Posso dire di aver assistito con magna soddisfazione ad un film pienamente Quentin, che è quanto di meglio potessi chiedere, e se, mi riferisco a te, sei quindi un suo fan e hai amato tutti i suoi film, allora sta’ pur tranquillo, non potrà mai non piacerti l’OdiosO (che per me raggiunge addirittura gli apici di Bastardi senza gloria e Pulp Fiction). Ho amato la colonna sonora di Morricone, il cui tema centrale, un motivetto apparentemente banale, scontato, ma per questo terribilmente geniale nella sua semplicità, s’insinua nella mente, martellando dubbi dentro e fuori dalle ombre, dentro e fuori da quella porta che non si chiude, a tener aperta ogni possibilità, fino alla fine, come nel più classico whodunit enigmistico, in cui se a conosce b e b non è x allora sicuramente non lo sarà neanche a, ma…. In questo Tarantino si conferma maestro indiscusso della narrazione, prendendosi anche il lusso d’andarsi a sedere di tanto in tanto fra gli spettatori a suggerir personalmente indizi (false piste?) e svelamenti, come da manuale hitchcockiano di “bomba” suspence.
Piccolo appunto: c’era davvero Chewing Tatum. Ma non ho ancora deciso se meriti o no d’essere uno di noi, dato che mi è piaciuto solo in un punto.

Ma quale non ve lo dico. So’ sì stronzo, ma mica a ‘sto punto.   

Ieri dopo che finalmente entrambi non avevamo esami, siamo andati a vederci “The Hateful Eight”.

E diremmo che nella classifica dei film di Tarantino si piazza di sicuro sopra a Django, ma sotto Bastardi Senza Gloria.
Anche se questo film punta molto sull'effetto suspence perché non conosci la storia, quindi una volta che la sai e che sai chi crepa, probabilmente non ti tiene più incollato allo schermo tanto quanto.

E poi siamo tornati a casa, abbiamo fatto l'amore quello lento e bello, mangiato gelato insieme, cantato canzoni insieme, guardati negli occhi per ore ed ore, baci baci baci.

E poi mi ha scritto che sono come un film di Tarantino, che insieme il tempo passa e non ci si accorge. Ed è sempre bel tempo speso.

Sono fortunata ad averlo incontrato.

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‘THE H8FUL EIGHT’ (The Hateful Eight) Alternative Movie Posters by Orlando Arocena and MO CARÓ