tailandese

ไม่สนใจ

Mai son giai… ovvero l’arte di farsi scivolare le cose senza prendersela. Sfortunatamente non sono tailandese e non sempre per me è possibile mettere in pratica i principi filosofici con cui mi confronto ogni giorno. Forse non è neppure giusto al 100%. Mi conosco e mi accetto con pregi (pochi) e difetti (tanti). Non è già abbastanza? In questo paese pare di no!

In Thailandia continuo ad imparare e a crescere, mi confronto con me stesso e con gli altri. Certo, la strada da fare è tanta e in salita ma non sono uno che si arrende.

Loro, i tailandesi, riescono a vivere quello che gli capita prendendone sempre il positivo, con il sorriso (ma è poi sempre così davvero?).

Io, italiano fino al midollo, me la prendo e reagisco con passione, istintivamente e con orgoglio, dando spesso troppa considerazione ai fatti e alle persone. Poi me ne pento ma, sempre per quell'orgoglio di cui parlavo, non riesco a tornare sui miei passi.


Bangkok, la moderna capitale di un paese in via di sviluppo: contrasto nei termini e nell'evidenza dei fatti

Nel processo di crescita e apprendimento il quotidiano gioca un ruolo fondamentale. Le lezioni di tailandese proseguono ed è sempre bello mettere a confronto le culture di Thailandia e Italia, per molti versi simili, come per l’attaccamento alle origini o alla famiglia o al cibo, per altre quasi diametralmente opposte, in parte per motivi riconducibili alle religioni professate dalla maggior parte della gente.

ไม่เป็นไร (mai pen rai ovvero “non te la prendere, che ci vuoi fare?”) è il passo successivo!

Accettare se stessi è saggezza; accettare gli altri può anche essere menefreghismo.
Roberto Gervaso

Thai Food

L'altro giorno siamo andati in un ristorante tailandese per provarlo!

Il cibo era molto buono, ci hanno portato dei noodles con pollo e noodles con manzo, con miliardi di altri indefinibili ingredienti e tre salsine stranerrime..Quel che si mangia è più o meno, credo, quel che si mangia da noi in un ristorante tailandese, però.

Però insomma.

Ecco, uscito di lì stavamo benissimo; dopo dieci minuti ci viene una nausea prima leggera, che pensavo sarebbe passata dopo un'impegnativa tappa al bagno; poi più pesante, che sarebbe passata solo con l'aiuto di un lavandino; infine disperata, perchè sarebbe servito WC e bidet contemporaneamente, ma qui il bidet non ce l'hanno.

A proposito, è ufficiale: siamo l'unico popolo col sedere pulito.

Comunque! con Peter e Patricia, le persone che mi ospitano, siamo andati in auto in uno store, e mentre l'aspettavamo in macchina, Patricia ha preso uno strano flacone bianco per farci passare la nausea. Peter l'ha provato e dopo indicibili versi, l'ha passato a Pat, che non l'ha usato perchè lei aveva preso solo un brodino speziato, però l'ha assaggiato per curiosità. Io ho cercato di resistere all'inizio, perchè avevo il terrore di chissà quali schifezze ci fossero in quel flacone, ma poi eravamo ancora in macchina ed il momento in cui avrei messo la testa fuori e liberato lo stomaco si avvicinava a grandi passi; e siccome non volevo rovinargli la fiancata l'ho preso anche io.

Allora. Pat sosteneva con voce deliziata che era “minty”, cioè sapeva di menta ed era buonissimo; Peter, dopo averlo bevuto, e tirato giù un buon quarto di calendario, fa “Whattahell, it’s not minty, it’s choky!” , cioè sa di GESSO.

Quando l'ho provato io ho sentito un vago odore finto-menta di quelli che ormai hanno quasi tutte le caramelle, poi l'ho buttato giù..è scesa una roba pastosissima, densa come lo yogurt ma più ruvida, che ci ha messo dieci secondi a superare la gola; in bocca mi è rimasto il senso di aver masticato dentifricio per ore, con il gusto e con quel senso di roba pastosa che resta tra i denti; scendendo sembra di ingoiare ghiaccio, e ti anestetizza totalmente la gola (l'azione della “menta”, credo).

Una volta raggiunto lo stomaco però, ha fatto un effetto mostruoso: nel giro di due minuti mi era passata la nausea peggiore, e nel giro di dieci minuti non avevo più niente. Niente!

Ora, non ho avuto il coraggio di guardare gli ingredienti, magari poi lo farò, ma oltre all'idraulico liquido non mi viene in mente cosa potesse esserci lì dentro!

Lezione di tailandese...

…per fortuna che c'è Jentana & Associate

Fare lezione di tailandese significa fare i conti con i 5 toni che con sole 3 lettere possono generare 6 parole. L'alfabeto tailandese si compone di 44 consonanti e 28 vocali. Fatevi 2 conti. Matematica o letteratura?

Ieri la riprova che nonostante la bravura di Khun Kung (la simpatica e sempre sorridente insegnante che da mesi prova a farmi imparare questa splendida lingua) l'impresa è davvero ardua. Sono affascinato da questa lingua politonale e dalla sua grafia ma quando mi trovo davanti a

Lui/Lei=เขา
Ginocchio=เข่า
Entrare=เข้า
Bianco=ขาว
Notizia=ข่าว
Riso=ข้าว

vi assicuro che è dura!


Cliccate sull'immagine per vedere il video via youtube

Allora? Ho ragione oppure no?

Ad aggravare il tutto ci si mette l'ortografia visto che le parole non vengono separate da spazi ma sono le regole stesse che permettono di capire dove finisca una parola e ne inizi un'altra. L'iPhone è comunque un grosso aiuto nella vita quotidiana quando sono insieme a chi l'italiano non sa neppure che sia una lingua e l'inglese magari l'ha imparato dalla TV. L'app google translator non è perfetta ma consente di ascoltare la pronuncia della parola selezionata.

Piantate nella vostra mente i semi dell'aspettativa
coltivate pensieri che anticipino la realizzazione dei vostri obiettivi
credete in voi stessi come persone in grado di superare tutti gli ostacoli e le debolezze.
Norman Vincent Peale

Kgo Kgai ไก่

L'alfabeto per bambini è una cosa che si insegna allo stesso modo in tutto il mondo. Ogni lettera è associata ad una parola. Chi di noi non ha fatto l'associazione “A as Apple” o “C di Cane”?

Il tailandese è una lingua fatta di sensazioni e esperienze, prende vita dal quotidiano. Quasi tutte le parole hanno un'origine ben precisa non astratta.

Dopo che mi hanno spiegato come si dice fiume e da dove prende origine questo temine non me lo sono più dimenticato: แม่น้ำ che si legge Mè Naam si compone di แม่ Mè ovvero mamma, madre e น้ำ Naam cioè acqua quindi letteralmente il fiume è la madre di tutte le acque, compreso il mare. Logico, no?

E guardate come si trasforma la lettera che noi diremmo essere una G:

ไก่ la lettera che si trasforma

Non sono bravo come la mia insegnante a disegnare ma credo di aver reso l'idea, no? Facendo lo spelling quando si incontra il carattere lo si legge come Kgo Kgai cioè il suono della lettera seguito dalla parola usata come esempio traducibile letteralmente come G Gallo (pollo). La lettera si trasforma lentamente fino ad assumere le sembianze di un gallo -Kgai (ไก่) in tailandese . Non è affascinante?

Chi trascura di imparare in giovinezza perde il passato ed è morto per il futuro.
Euripide

Actualización coberturas EFETV internacional 08 de febrero de 2016(15.00 GMT)

Madrid, 8 feb (EFE).-

Nuevas coberturas:

.- Bangkok.- Policía tailandesa cree que Segarra es el presunto culpable de muerte Bernat. El español, de 37 años, llegó en helicóptero a Bangkok escoltado por policías tailandeses desde la provincia de Surin (este), de la que huyó a Camboya el viernes pasado dejando atrás a su novia Pridsana Saeng-ubon.

.- La Habana.- El Gobierno de Colombia y las FARC continúan los diálogos de paz

.- Suiza.- Philips Morris avanza en la búsqueda del “santo grial” de la industria tabaquera

.- Uruguay.- Velatorio al boxeador uruguayo Don Omar Martínez, alias Dogomar, que falleció ayer. Está considerado uno de los más grandes de la historia del boxeo del país, incluso el presidente Vázquez le dedicó unas palabras en la web de Presidencia por su muerte.

Coberturas pendientes:

.- Bogotá.- Comienza en Bogotá el último foro sobre el proceso de paz colombiano, organizado por la ONU y el Centro de Pensamiento de la Universidad Nacional.

.- San Salvador.- Los cuatro militares capturados en El Salvador, requeridos en España por su participación en la masacre de seis padres jesuitas en 1989, serán puestos a disposición de la Corte Suprema.

.- Bogotá.- La Agencia EFE celebra su primer EFE Fórum en Colombia, centrado en la industria de la palma y los nuevos modelos de competitividad y desarrollo del sector.

.- Río de Janeiro.- Segunda noche de desfiles en el Sambódromo de las escuelas de samba del Grupo Especial del Carnaval de Río de Janeiro.

.- Pekín.- China celebra el Año Nuevo Lunar, que da inicio al año del Mono.

.- Londres.- La exposición Chillida: Rhythm-Time-Silence, que presenta hoy en Londres Ignacio Chillida, hijo del artista, ofrece en la galería Ordovas de esta ciudad una cuidada selección de esculturas monumentales en acero y granito.

Coberturas enviadas:

.- Bangkok.- El español Artur Segarra, principal sospechoso del asesinato del empresario español David Bernat, será entregado hoy a las autoridades de Tailandia tras ser detenido ayer en Camboya, informaron a Efe fuentes policiales.

.- Sihanoukville (Camboya).- Imágenes de la zona en el sur de Camboya donde fue detenido el español sospechoso del asesinato del empresario David Bernat.

.- Taiwán.-El número de fallecidos por el terremoto de 6,4 grados en la escala de Richter que asoló el sábado Tainan, al sur de Taiwán, subió hoy, el día de Año Nuevo Lunar, a 38, mientras los equipos de rescate han localizado a más de una docena de supervivientes entre los escombros.

.- Roma.- El ingeniero italiano Pier Luigi Nervi, autor entre otros de algunos de los edificios de uso deportivo más innovadores del siglo XX, es el protagonista de una retrospectiva que presenta ahora en Roma en Museo MAXXI.

.- Indonesia.- La comunidad china de Jakarta celebra el Año Nuevo Lunar.

.- Tokio.- Los cocineros Yoshihiro Narisawa y Alex Atala, que juntos suman cinco estrellas Michelin, ofrecen hoy una cena a cuatro manos en Tokio que sirve para conmemorar las relaciones históricas entre Brasil y Japón.

rmg/EFETV

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Polémica en Tailandia: aerolínea ofrece que muñecas viajen como si fueran personas

Unos días después de que la aerolínea de bajo costo Thai Smile aprobara la venta de billetes para muñecas con supuestos poderes sobrenaturales, la Autoridad de Aviación Civil de Tailandia ha anunciado la prohibición de esta medida.

Look Thep Doll, la última moda en Tailandia. Foto: Twitter/Theeconomist

Creer o reventar

El furor por unas muñecas que supuestamente están poseídas por ángeles o espíritus de niños celestiales, está causando gran revuelo en el país asiático. Sus dueños las llevan en cochecitos de bebé, les cambian los vestidos e incluso les piden comida en los restaurantes, lo que ha provocado algún que otro malentendido, según el diario Bangkok Post.

Los tailandeses creen que contienen dentro el espíritu de un niño. Foto: Twitter/Theeconomist

El conflicto

Por la popularidad que han alcanzado estos juguetes “mágicos”, la aerolínea regional Thai Smile, subsidiaria de Thai Airways, puso a la venta billetes para las muñecas. De esta manera, los dueños dejarían de llevarlas en la maleta para que viajen junto a ellos en el avión como si fueran niños: en un asiento, con cinto de seguridad y refrigerios.

Sin embargo, la Autoridad de Aviación Civil de Tailandia (CAAT, en inglés) ha prohibido la venta de estos billetes, según informó el sitio de noticias Thai PBS. Tras ser alertada por la policía del peligro de que las muñecas fueran utilizadas para transportar droga, el director del CAAT, Chula Sukmanop, ha señalado que “serán catalogadas como equipaje y no como pasajeros".

Estos muñecos cuestan entre 50 y 500 dólares. Foto: Twitter/Theeconomist

Muñecas poseídas

¿Por qué su dueños creen que las Look Thep están poseídas por el espíritu de un niño? Aunque muchos son importados, estos juguetes atravesarían un ritual en Tailandia en el cual les “implantarían” el alma de un niño. Y se volvieron populares cuando las celebridades locales empezaron a publicar historias de cómo las muñecas habían impactado positivamente en sus vidas.

Y tú, ¿qué opinas sobre esta extraña tendencia? Escríbenos a nuestra cuenta de Twitter @EstiloYahoo.

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Malasia: Restos en playa tailandesa no proceden de vuelo 370

KUALA LUMPUR, Malasia (AP) — Malaysia confirmó el martes que el fragmento de metal que apareció varado en una playa tailandesa no pertenece al desaparecido Boeing 777 de Malaysia Airlines.

La confirmación se produjo después de que un fabricante japonés de cohetes dijera que el fragmento probablemente formaba parte de un cohete lanzado por Japón.

Expertos malayos y tailandeses examinaron los restos y certificaron que los números grabados en la estructura, el cableado y las tuercas no coincidían con los de un Boeing 777, indicó el ministro de Transportes Liow Tiong Lai.

El vuelo 370 despegó el 8 de marzo de 2014 desde Kuala Lumpur en dirección a Beijing. Pero pronto perdió las comunicaciones e hizo una brusca curva que lo desvió de su ruta antes de desaparecer. Se cree que se estrelló en el sur del océano Índico, lejos de Tailandia.

Sabaydee Laos

Il 12 gennaio ho passato la frontiera con la tailandia senza troppe difficoltà o controlli (mi rigettano il passaporto per qualche minuto per una departure card non fatta o persa ma nulla di troppo allarmante. Non serviva avevo ragione io.) e una volta attraversato il ponte sul mekong con il pulman sono in Laos. Tuktuk fino Huay Xai villaggio di poca importanza se non fosse per la partenza delle slowboat e i prezzi duplicati rispetto alla riva tailandese. La mattina successiva sveglia relativamente presto per il ticket della slowboat.
Ho letto molte recensioni che esortano ad arrivare all'alba per prendere il biglietto con i posti migliori, di sovraffollamenti disumani e delle famigerate sedute di legno compagne di viaggio per 7+6 ore. È vero. Tutto questo esiste ma sono fortunato e non è il mio caso. Le sedute sono vecchi sedili imbottiti di autobus anni 80 montati sulla tipica casa-barca del mekong, il mio posto è sul lato esterno e per di piu faccio tutto il viaggio senza nessuno al mio fianco. 2 giorni di navigazione, sdravaccato, aria in faccia, belle giornate per non perdere un secondo di vegetazione, fauna e popoli che scorrono davanti. Bufali d'acqua, uccelli, capre, mucche, villaggi, capanne e bambini che corrono numerosi verso la barca quando facciamo tappa per caricare e scaricare merce di qualsiasi tipo e forma. La sera tappa a Pakbeng nel mezzo del nulla. Qualche guesthouse sovraprezzata e un happybar. Giorno dopo di nuovo in rotta con altre 6 ore tra paesaggi sempre piu articolati e panoramici fino a Luang Prabang. Passo una giornata in questa città patrimonio UNESCO e meta turistica d'assalto. Tanti templi, monaci, atmosfera rilassata e tanti turisti. Visto il tramonto sul Mekong, la gigante impromta del Buddha e molti Wat disseminati ovunque mi è sembrato di aver avuto abbastanza. Il giorno dopo decido di buttarmi in un'avventura nel centro del Laos. Tempo fa avevo visto un video della misteriosa Plan of Jars e decido che ormai devo visitarla. Si trova in una zona molto povera, i collegamenti sono eterni, è l'area al mondo con piu ordigni inesplosi, UXO. Decisamente una tappa poco turistica ed è quello che sto cercando. 8 ore di autobus fino a Phonsavan tra curve, sterrato, montagne, villaggi isolati, ma di puro Laos. Nel viaggio conosco tre backpackers americani e un fotografo colombiano Felipe in viaggio con suo fratello. Felipe ne sa di fotografia tra le ultime cose l'occasione di assistere a un funerale sciamanico preso una tribu h'mong ( www.photocolecte.com il suo sito dateci un occhio). Il giorno dopo in 6 noleggiamo 3 moto e via alla scoperta dell'entroterra. Visitiamo due siti della Plan of Jars, paesaggi rurali disseminati di vasi giganti scolpiti nella roccia. Si sa molto poco sul loro significato anche per via delle difficolta d'indagine. I sentieri son tracciati da un segno bianco oltre il quale l'area non è ripulita da UXO. Le giare di pietra risalgono molto probabiente ad un'epoca attorno al 500 A.C. ma l'uso è ancora misterioso. Forse urne, forse enormi calici utilizzati dai giganti per fermentare una birra di riso di epoca ancestrale. Mi piace quest'ultima fantateoria. Facciamo un centinaio di km su strade dissestate, villaggi e paesaggi incontaminati. C'è molta povertà e il dato che il 75% della popolazione del Laos vive sotto la soglia giornaliera dei 2$ è li davanti agli occhi. È stata una giornata intensa posso fare bagagli e tornare a Luang Prabang a recuperare il mio passaporto all'ambasciata Vietnamita. Il giorno dopo altre 8 di minivan fino a LP. Mai piu minivan mi ero detto e ci son ricascato. Recupero il passaporto, ho il visto per il vietman, tutto secondo i piani. Mi parlano di alcune cascate a 40 minuti dalla citta. Sono una meta molto gettonata ma decido di darle una possibilita. Si rivela un pomeriggio ben speso. Terrazze di cascate di un azzurro purissimo, bagno rinfrescante con zona salto dai tronchi e un parco naturale attorno ben tenuto. Ci sono pure dei poveri orsi asiatici in gabbia che rientrano in un progetto di tutela della specie. Sopra le cascate esploro i sentieri nella fitta vegetazione. La sera zaino è di nuovo tempo di partire. Autobus alle 6.30 e dopo 12 ore sono in Vietnam con un viaggio molto folcloristico. Metà percorso è pseudoasfaltato, il resto è sterrato peso, curve salti soste, il tutto condito da una decina di passeggeri lao e due autisti piu aiutante che per l'intero viaggio caricano scaricano merce e maneggiano pacchi di banconote come fossimo nel film “Lock, Stock and Two Smoking Barrels”. Ovviamente nessuno parla una parola di inglese. Passaggio di frontiera nel bel mezzo del nulla e senza alcun controllo se non le normali procedure burocratiche. Sono seguiti festeggiamenti ed esultanza in territorio vietnamita. Meno male li avevo visti testi prima della frontiera. Le numerose casse di cibo, redbull, grano, due galli, sono a destinazione.
Arrivo a Dien Bien Phu alle 8 di sera e prendo la prima guesthouse di fronte alla stazione. Ed ecco che ancora una volta gli eventi mi si presentano con una certa singolarità. Perlustro famelico la zona abbastanza asciutta in cerca di rapido cibo quando un ragazzino con una bici mi affianca e comincia a parlarmi in inglese. Dopo due minuti di presentazione insiste per darmi un passaggio e mi ritrovo sulla sella posteriore di una bici elettrica di un ragazzo del liceo local che mi porta nel ristorante per cui a volte lavora. Top. Zigzagando nel traffico serale mi accorgo che non c'era niente di commestibile a raggio kmetrico. Arriviamo con la gomma forata ma nel tempo in cui mangio la ripara e mi riporta indietro. Sono sorpreso e contento per la gentilezza e l'ospitalità data a me straniero. Mi faccio lasciare al monumento alla vittoria costruito nel 2004 per celebrare la sconfitta delle armate francesi a Dien Bien Phu nel 1954 da parte dei gloriosissimi Viet Minh comunisti nazionalisti rivoluzionari come mi spiega nel tragitto. È una trionfale scalinata sulla collina con gigante statua al culmine e un enorme bassorilievo in pietra alla base. Ah finalmente del sano trionfalismo nazionalistico che tinge di rosso e profuma di vecchia URSS. Salgo le scale e incontro diverse ragazze e tutte sorprese nel vedere un occidentale sorridono e mi fermano per scambiare qualche parola. Il benvenuto in Vietnam direi che è stato ottimo e il giorno dopo mi aspetta un altro bus destinazione Sa Pa.

10

Koh Tao - o que aparentememte seria apenas mais uma ilha de aguas transparentes, que se sobressaíria pelo mergulho e vida nocturna, revelou-se algo bem diferente. Por vezes a sorte de encontrar pessoas sintonizadas na mesma frequencia ajuda a desbravar novos caminhos, mas a vontade de percorrer cada canto da ilha e falar com os locais, foi fundamental. O primeiro dia foi tranquilo, passado numa praia de resort luxuoso que fui convidado a invadir, seguido de uma noite nos lugares de diversao criados para os turistas se embebedarem ao som de má musica, acompanhados de espectaculos circences oferecidos pelos locais.
A partir daí foi explorar as praias mais remotas e exoticas, as melhores vistas no topo da selva, frequentar as festas de verao so frequentadas por Tailandeses e comer nos restaurantes não turisticos, onde obtive experiencias culinarias irrepetiveis. A parte do mergulho tambem foi engraçada, apesar da desilusao de nadar na Shark bay que supostamente estaria infestada de tubaroes e tartarugas, e “apenas” ter conseguido ver corais e milhares de peixes de todas as cores e feitios. Nadar debaixo de chuva torrencial tambem foi um momento alto. É uma sensação muito boa. Tudo a correr bem, rumo ao norte a proxima paragem é Chiang Mai.

Policía tailandesa cree que Segarra es el presunto culpable de muerte Bernat

Bangkok, 8 feb (EFE).- La Policía de Tailandia está convencida de que el español Artur Segarra es el culpable del asesinato de su compatriota David Bernat, cuyos restos fueron encontrados a finales de enero en un río que atraviesa Bangkok.
“Estamos seguros con las evidencias y testigos que tenemos que hemos capturado al culpable”, declaró en rueda de prensa el comisario general de la Policía tailandesa, Chakthip Chaijindra, en un aeropuerto en el norte de Bangkok, adonde llegó el sospechoso tras ser entregado por las autoridades de Camboya, país donde se había refugiado.
El español, de 37 años, llegó en helicóptero a Bangkok escoltado por policías tailandeses desde la provincia de Surin (este), de la que huyó a Camboya el viernes pasado dejando atrás a su novia Pridsana Saeng-ubon.
Pridsana fue detenida e interrogada el sábado, lo que permitió a la policía encontrar el apartamento en Bangkok en el que cree que Bernat fue retenido, torturado, robado y asesinado.
El domingo, fue arrestado Segarra en el sur de Camboya, tras la denuncia a la policía de una pareja de españoles que lo reconoció.
Las autoridades tailandesas también han arrestado a un sospechoso tailandés y los investigadores creen que hay más personas implicadas.
Bernat, de 40 años y natural de la provincia catalana de Lérida, falleció por asfixia entre el 25 y el 27 de enero pasado, después fue desmembrado y las partes arrojadas al Chao Phraya, el río que atraviesa Bangkok.
La aparición de los restos humanos días después hizo abrir una investigación que detectó “movimientos de grandes cantidades de dinero” desde las cuentas de la víctima hacia bancos en España y Tailandia.
Según la prensa local, Segarra habría ingresado en su cuenta bancaria unos 900.000 euros (más de un millón de dólares). EFE
nc-ss/zm/amg/si

Detenido en Camboya principal sospechoso de asesinato de empresario español

(Actualiza con confirmación de la policía camboyana)
Phnom Penh\Bangkok, 7 feb (EFE).- La policía de Camboya ha detenido al español Artur Segarra, principal sospechoso del asesinato del directivo de la misma nacionalidad David Bernat, cuyo cadáver apareció la semana pasada en el río que cruza Bangkok, confirmaron a Efe las autoridades locales.
“Sí, lo tenemos”, declaró por teléfono un oficial camboyano que no quiso dar su nombre.
El arresto tuvo lugar en Sihanoukville, en el sur del país, sobre las 19.30 hora local (10.00 gmt), explicó en conversación telefónica una persona que alertó a la Policía sobre la presencia del sospechoso.
El foro de noticias “Khmer440” publica una fotografía del detenido en la comisaría de la ciudad camboyana (http://goo.gl/88Xjw4).
Segarra, de 37 años y natural de Cataluña, huyó el pasado viernes al ser identificado por un grupo de tailandeses que veía las noticias cuando se encontraba cenando en la provincia de Surin, que colinda con Camboya.
El vehículo de huida, una motocicleta roja de la marca Honda, fue hallado abandonado cerca de la frontera la mañana del sábado por las autoridades tailandesas.
En Camboya, Segarra sería culpable de entrada ilegal, por lo que será expulsado al último país de procedencia, en este caso Tailandia, donde las autoridades lo buscan para interrogarle al ser el principal sospechoso del asesinato de su compatriota, según comentaron a Efe fuentes en Tailandia cercanas a la investigación.
Esta fuente, quien pide anonimato, confirmó en un escueto mensaje el nombre del detenido: “Artur Segarra”.
La Policía tailandesa, quien no quiso comentar la noticia al ser telefoneada, convocó una reunión a primera hora del lunes para abordar los últimos acontecimientos del caso.
El general de la Policía Panya Mamen, jefe de la investigación criminal, apuntó el viernes a Efe que Segarra está involucrado “en alguna etapa o quizás en todas” del asesinato del catalán David Bernat, quien fue visto por última vez con vida el pasado 20 de enero en Bangkok y en compañía de otro extranjero.
Los primeros restos del cuerpo de Bernat, desmembrado en siete partes, fueron hallados el pasado día 30 en el río Chao Phraya, que atraviesa Bangkok, y desde entonces han aparecido más diseminados en el agua.
Según la investigación forense, Bernat, de unos 40 años y natural de la provincia catalana de Lérida, pereció por asfixia entre el 25 y el 27 de enero tras ser torturado.
La Policía tailandesa, tras cotejar información y pruebas con la embajada de España en Bangkok, detalló el jueves que los datos del desaparecido coincidían con los del cadáver encontrado.
A mediodía del domingo, las autoridades de Tailandia no habían emitido una orden de arresto contra Segarra por supuesto asesinato, aunque sí podría ser detenido por infringir las leyes de inmigración al haber estado en el país con un visado caducado desde mediados de diciembre.
El móvil del macabro crimen apunta hacia un secuestro y extorsión con el objetivo de lograr acceso a las cuentas bancarias de la víctima.
La Policía ha detectado “movimientos de grandes cantidades de dinero” desde las cuentas corrientes en Singapur del español asesinado hacia entidades bancarias en España y Tailandia, entre las que se encontraría la cuenta de Artur Segarra.
La víctima fue retenida en algún lugar y “obligada a hacer transferencias” de dinero antes de que lo mataran, según relató la Policía.
“Cuando ya no tenía (dinero) o no era de utilidad, lo movieron de lugar para matarlo y desmembrarlo, probablemente, en otro emplazamiento. Más tarde tiraron el cuerpo al agua para borrar las evidencias”, desarrolló el policía que lidera la investigación
Las autoridades creen que “hay muchas personas involucradas” en el asesinato, entre extranjeros y, posiblemente, locales. EFE
rps-nc/cmm