tabucchi-antonio

Si sta facendo sempre più tardi
e direi che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare.
Tu non sapevi come cominciare.
A volte ci si sente a disagio, specie se sappiamo già come andrà a finire
e noi sapevamo entrambi come sarebbe andata a finire.

Non
importa, fa lo stesso: in fondo anche tu amavi le fessure fra le cose,
ma poi hai scelto il pieno, e forse hai fatto bene, perchè è una forma
di salvezza, o comunque di accettazione di ciò che tutti siamo.

Io ci sono senza che tu abbia bisogno di essere con me.

Le persone sono lontane quando ci stanno accanto,
figurarsi quando sono lontane davvero.

—  Antonio Tabucchi
E ti direi che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare, e per tornare ad essere ciò che fu dovrebbe essere ciò che fu, e questo è impossibile.
—  Antonio Tabucchi
E si misero a praticare la nostalgia del futuro, cosa per altro più saggia, perché il passato non è detto che torni, ma il futuro prima o poi ha da venire.
—  Antonio Tabucchi
Ho preso il tuo biglietto, sono entrato nel mare e l’ho depositato sulla superficie dell’acqua. L’onda l’ha avvolto, ed è scomparso dalla vista.
Oddìo, ho pensato per un momento con quel batticuore di quando si assiste ad una partenza (le partenze causano sempre un po’ d’ansia, e tu sai che in me è sempre eccessiva), finirà contro le rocce. E invece no. Ha preso la direzione giusta, galleggiando gagliardamente sulla corrente che rinfresca il piccolo golfo. Ed è scomparso in un attimo. Ho cercato di sventolare l’asciugamano per dirti ciao, ma tu eri già troppo lontana. Magari non te ne sei neppure accorta.
—  Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre piu tardi
Tutto ho raccolto di te:
briciole, frammenti, polvere,
tracce, supposizioni,
accenti restati in voci altrui,
qualche grano di sabbia,
una conchiglia,
il tuo passato immaginato da me,
il nostro supposto futuro,
ciò che avrei voluto da te,
ciò che mi avevi promesso,
i miei sogni infantili,
certe sciocche rime della mia giovinezza,
un papavero sul ciglio di una strada polverosa.
—  Antonio Tabucchi

A volte una soluzione sembra plausibile solo in questo modo: sognando. Forse perché la ragione è pavida, non riesce a riempire i vuoti fra le cose, a stabilire la completezza, che è una forma di semplicità, preferisce una complicazione piena di buchi, e allora la volontà affida la soluzione al sogno.

- Antonio Tabucchi

Questo è il grande problema di coloro che sentono troppo e capiscono troppo: che potremmo essere tante cose, ma la vita è una sola e ci obbliga a essere solo una cosa, quella che gli altri pensano che noi siamo.

Antonio Tabucchi

Pensò ai venti della vita, perché ci sono venti che accompagnano la vita: lo zefiro soave, il vento caldo della gioventù che poi il maestrale si incarica di rinfrescare, certi libecci, lo scirocco che accascia, il vento gelido di tramontana.
Aria, pensò, la vita è fatta d’aria, un soffio e via.
— 

Antonio Tabucchi

E per addormentarmi penso che ti scriverei che non sapevo che il tempo non aspetta, davvero non lo sapevo, non si pensa mai che il tempo è fatto di gocce, e basta una goccia in più perché il liquido si sparga per terra e si allarghi a macchia e si perda. E ti direi che amo, che amo ancora, anche se i sensi sembrano stanchi, perché lo sono, e quel tempo che era così rapido e impaziente, ora è lunghissimo da passare in certe ore del pomeriggio, soprattutto sul fare dell'inverno, quando se ne va l'equinozio e la sera cala a tradimento e le luci che non aspettavi si accendono nel villaggio. […] 
E ti direi anche che ti aspetto, anche se non si aspetta chi non può tornare, perché per tornare ad essere ciò che fu dovrebbe essere ciò che fu, e questo è impossibile. Ma ti direi: guarda, quello che c'è stato in tutto questo frattempo, che sembra così impossibile da perforare come quando la trivella incontra uno strato di granito, ebbene tutto questo è niente, non sarà affatto un ostacolo impossibile da superare quando leggerai la lettera che un giorno ti scriverò, vedrai, una lettera a cui ho sempre pensato, che mi ha accompagnato per tutto questo tempo, una lettera che ti devo e che ti scriverò davvero, puoi starne certa, te lo prometto.
—  Antonio Tabucchi, Si sta facendo sempre più tardi