susih kelsey rae wale

Ok, adesso prenderò coraggio e scriverò tutto quello che penso sul serio, perché non ne posso più di tenerlo segreto e perché è giusto che tu lo sappia.
La verità è che io non riesco a passarci sopra, tento di fare finta di niente ma non posso.
Puoi anche non rispondere, puoi anche mandarmi al diavolo se vuoi, probabilmente lo merito. Non importa.
Sono passati quattro anni ormai da quando abbiamo iniziato a uscire ma io rivedo tutto chiaramente nella mente come se fosse ieri e mi rendo conto che il tempo passa sempre più in fretta e io non posso fare niente per fermarlo. E in tutto questo ho provato a convincermi che non può funzionare, ho provato a pensare ad altro, ho provato a dimenticarti, persino a mettermi in testa che sei una persona sbagliata, che tutto quello che c’è stato è sbagliato, che mi farai del male e per ciò devo starti lontana. Cose del tutto assurde per altro.
Ma nulla sembra funzionare e vorrei riuscire a capire perché ma forse come dici tu non c’é nemmeno un perché, o forse semplicemente mi piacciono cose che non posso avere.
Peró il fatto è che mi manchi, per davvero. Mi manca avere qualcuno con cui parlare la sera e a cui poter dire tutto senza problemi e mi manca il fatto che non posso più vederti e avere la possibilità di sentirmi finalmente a mio agio con qualcuno.
Mi fa stare male, vorrei che fossi qui, vorrei solamente fare in modo che potessimo condividere qualcosa, non so. Più mi rendo conto che sei assente e più ti immagino accanto a me. Immagino sempre le cose più belle, ricordi? Stare insieme, fare l’amore in ogni modo. Perdersi l’uno nell’altro. A volte penso che sarebbe bello ritornare alla spensieratezza di quattro anni fa e ricominciare tutto da capo.
Credo di amarti, è una parola importante e allo stesso tempo pericolosa, ma è l’unica spiegazione plausibile. Mi spiace dovertelo dire così, avrei preferito tenerlo per me.
Ma non l’ho scelto io di sentirmi così, è capitato. E mi maledirò dopo averlo scritto.
Quello che abbiamo concordato stasera rimane tale, ma volevo solo tu sapessi che per me c’è un’altra spiegazione dietro a tutto quanto.
Scusami.
—  fondamenta disossate ©
Perché una persona che non mi ama non dovrebbe guardarmi costantemente negli occhi e baciarmi dappertutto, nè abbracciarmi e sdraiarsi accanto a me, su di me. Non dovrebbe dirmi che sono bellissima nè chiedermi se sono felice. Non dovrebbe farmi il solletico e appoggiarmi la mano sul ginocchio mentre siamo in macchina. Una persona che non mi ama, non dovrebbe portarmi in posti speciali, nè tantomeno dovrebbe farmi sentire speciale, non dovrebbe chiedermi costantemente se sto bene, scaldarmi col corpo quando ho freddo, tenermi per mano nel buio se cammino troppo piano, una persona che non mi ama non dovrebbe comportarsi in questo modo, non dovrebbe cercare di capirmi, nè farmi credere di avere anche solo una minima speranza, una persona che non mi ama non dovrebbe fingere di volere anche la mia mente, a prescindere dal corpo. Perché una persona che dice di non amarmi a parole, non dovrebbe tradirsi nemmeno coi gesti.
—  Iridescentmind
E mi dici che sono una brava persona, che non devo sentirmi in colpa, che la mia vita andrà avanti.
Ma non sai che la mia vita è ferma tanto quanto la tua, che ogni giorno mi sale la depressione, e certe volte vorrei solo dormire e non risvegliarmi più perché farebbe meno male. Rovino tutto anche se mi ripeti il contrario, rovino te. Rovino me stessa. Al mio fianco non ci dovresti stare, sono io la vera colpevole. E non vado avanti, non sento nulla. Respiro ma l’aria non sa più di niente. E ci sono tante che vorrei dirti, anzi, urlarti.
Mi dispiace, non ce la faccio, mi manchi, ho bisogno della tua presenza, ti odio, ti voglio, ti amo, non so stare senza di te, non lasciarmi.
Non voglio nessun altro perché tu sei in tutte le cose che vedo e che immagino. Tu che spesso credi di essere il problema nella mia vita ma invece sei la soluzione. Eppure nonostante tutto non so tenerti, non posso. Rischierei di ferirti di nuovo. E fa male, da morire. Perché dal giorno in cui mi hai sorriso non è più la stessa cosa. Né lo sarà mai più. La vita è spenta se non ci sei tu a darmi conforto. Ma tu non lo saprai mai.
—  fondamenta disossate ©
Volevo dirti che i giorni passano e io non me ne capacito. Tento di afferrarli, ci provo, ma in un attimo sono già volati via.
La tua assenza è pesante, e durante la notte mi nevica nel cuore.
Vorrei che fossi qui, a respirare accanto a me, ma non c’è nient’altro che il vuoto.
Ti scrivo di nuovo perché mi manchi e non mi è permesso fartelo sapere.
Però mi manchi davvero, così tanto che spero invano in un miracolo.
È questo che ci servirebbe, un miracolo.
Che ci salvi da tutta questa sofferenza. Perché io non lo so come ci si salva. Non ce l’ho la soluzione stavolta.
Certamente non voglio che ci restino solo ricordi lontani di quello che abbiamo vissuto.
Volevo dirti che ti amo anche se é tardi, anche se l’amore lo si fa in due e tu non ci sei.
Questa notte finirà e così questa pagina, il fuoco lentamente si spegnerà, lasciando tutto in perfetto silenzio. Ansioso e opprimente silenzio.
Ma se lo vorrai noi non finiremo, qui in questo finale.
Se lo vorrai noi vivremo eternamente nei nostri pensieri. Anche se nessuno verrà a saperlo. Noi vivremo tra le ombre, in perfetta sincronia.
Noi vivremo, perché anche se la vita non lo ha fatto, l’amore ha deciso così.
—  Iridescentmind
Insieme diamo inizio a catastrofiche reazioni, e involontari discorsi.
Facciamo girare le ruote delle giostre, e soffiamo su cd impolverati per farli ripartire.
Ma non sappiamo rimettere in piedi una storia, un dialogo comprensibile.
Lasciamo alle turbine il compito di spazzar via i soffioni appassiti dei nostri ricordi.
Abbassiamo lo sguardo se ci incontriamo perché non avvampino gli incendi nei nostri cuori. E recicliamo il freddo dell'inverno per non sentire la mancanza del calore di un abbraccio.
Ci stringiamo le catene intorno ai piedi, per non venirci a cercare in momenti nostalgici nei quali riguardiamo vecchi album di fotografie che neanche ci ricordavamo di avere scattato.
Siamo diventati vulnerabili a furia di colpirci con schiaffi inesistenti.
Divisi noi, si raddoppiano i nostri disastri. Ci hanno rinchiusi in un laboratorio di chimica senza vie d'uscita.
Che scoppiano le fiale con i liquidi. Ed esce del fumo che sa d'amore e di bruciato. E di te, e di me.
E fuori grandina a tal punto che disturba i nostri cauti gesti per non entrare a contatto con il vetro sotto ai nostri piedi scalzi.
Mentre un gesso stride scrivendo la formula del nostro affetto inconcludente sulla lavagna dei nostri occhi scolorati.
Magari possiamo tenerci per mano per un attimo, e uscire dall'uragano, ma non possiamo cancellare la cenere depositata sulle nostre pelli come la neve sulle strade.
—  fondamenta disossate ©