superficialità

Si dicono parole che lasciano dietro conseguenze e significati. Si fanno gesti che possono ferire, per volontà espressa o per leggerezza. O per il semplice timore di essere feriti.
—  Giorgio Faletti - Niente di vero tranne gli occhi
Beati voi che riuscite a trattare le persone che amate con superficialità, perché io ho sempre la costante paura di perdere quelle a cui tengo.
—  ibattitidelcuore
Vivono per gli smalti, le colate, le ricostruzioni, i prodotti della Avon, le ultime foto delle fashion blogger, le news su Uomini e Donne e le interviste a Belen; provano invidia verso qualsiasi altro essere femminile che indossi un capo più alla moda dei loro, ma poi ci parlano come se fossero amiche da sempre; si venderebbero le gengive per vedersi ingrandire le forme, ma ancora non sanno di che forma sia un libro. E hanno pure il coraggio di chiedersi perché i ragazzi le prendono pesantemente per il culo.
—  cit.
Bene, vorrei solo dire una cosa a tutte quelle troiette che vanno in giro come se fossero le uniche gnocche sulla terra: avete vinto. Avete vinto la visione della donna come sottomessa, avete vinto i ragazzi, quelli buoni e quelli cattivi, solo nel sesso, avete vinto un'ignoranza verso l'intelligenza e la cultura, avete vinto la bellezza, o la sensualità, avete vinto la televisione e quei programmi pieni di ragazze più nude che vestite, avete vinto l'invidia di molte altre. Ma ciò che non avete vinto è qualcosa che poche hanno, qualcosa che si vede subito negli occhi, il coraggio, la superiorità mentale, non quella superficiale fisica, la forza di chi ha combattuto per arrivare a qualcosa, non un paio di belle tette e di mezzo chilo di trucco in faccia.
—  sobbworld

Facebook ha perso l'utilità iniziale. E’ una insopportabile vetrina in cui 13enni d'età anagrafica e non, cercano un modo per dimostrare agli altri, e soprattutto a loro stesse, che possiedono una vita sociale colma di eventi e di amicizie durature, perciò è la massima manifestazione della superficialità che ci circonda radunata in un solo luogo. Non si ha neppure più il diritto di essere timidi. 

A volte si arriva a credere che il mondo tutto sia un’aggregazione di gente banale, noiosa, superficiale, poco interessante… e ci si chiede “io che c’entro in tutto questo? Perché il dolore del mondo me lo sento scorrere nelle vene mentre alla stragrande maggioranza delle persone gli scivola tutto addosso come fosse invisibile?”, poi succede: s’incontrano le rare eccezioni, ci s’incrocia con qualcuno che la pensa come noi, e si apre davanti ai nostri occhi un’orizzonte nuovo, ci si sente meno alieni, e meno soli… ci si rimbocca allora le maniche e si prova, per quanto piccola possa essere l'azione di uno di noi a cambiare le regole.