su unica

Ella.
La chica de los lunares.
Esa chica tenía los lunares más preciosos que había visto nunca, sobre todo había uno, ese de su mejilla derecha, abajo del ojo, pequeño y hermoso.
Y el de su barbilla, y el de su cuello…
Yo quería formar parte de sus constelaciones, y es que ella era tan brillante como el sol, y era más hermosa que la luna.
Ella era todo el jodido universo hecho mujer.
—  Misterioso sin sonido.
Ella me enseño, que no es de ninguna clase de chica, que no es ni de las que hacen aquello o lo otro, ella solo es ella, es única, irreemplazable, ella prende luces en mi que además no sabia que existían las enciende en variedad de colores, le pone vibra a mis nervios cada que vez que se que algo la hace sonreír y hace resonar en mi el sonido de su voz, que es lo más bello que he escuchado.

miriam-montes  asked:

No lloré en ningún capítulo. Pero si me dio cosita. En Capricornio; con la doña Elizabeth (morra pendeja:v ) y Acuario; la herida que me imagine en su espalda. La única duda que se me formuló fue: ¿¡POR QUÉ CHINGADO TIRO EL FRASCO!? ERA SU OJO. SU PUTO OJO. Allah me acabo de acordar de la película Hercules (disney) y del oráculo y que pelean el ojo :v Ya, ya, ya me imaginé a Capricornio juntando así su ojo. Quitando le un pedazo de vidrio. Ah y otra cosa más. Piscis es el puto amo :vv:

¿¡Por que siempre odian a las mujeres!? ¡Primero Anna y luego Elizabeth! ¡SON DE OTRA EPOCA! ¡CUANDO LAS MUJERES NO TENIAN PALABRA! y acepto su muerte dignamente~ La unica que se preocupo por Capreh! 

¿Recuerda que se menciono, sobre otro comprador? Capri pensaba comprarlo~ pero se asusto…por que sabia quienes eran esos hombres~ 

¡Piscis la aplico bien hecha! XDDDD 

Smettila, mi ripeto sempre.
Smettila di pensare a ciò che è giusto per gli altri; pensa a quello che è giusto per te.
Pensa solo a te, per una volta. Prenditi cura di te.
Sei l'unica persona su cui tu possa contare davvero.
—  Come-antidoto-alla-tristezza .

Quiero sentir amor, quiero sentir en el estomago mariposas, quiero ponerme nerviosa y no saber que hacer o decir, quiero sentir sus caricias como unicas y que me quemen la piel, quiero sentir amor.

Dime a donde se fue ese niño tierno que cuando decia lo que sentia se ponia nervioso, ese niño timido que le daba pena hacer una voz tierna y decir palabras tiernas pero igual las decia, esa personita que me hacia sentir que era especial y que no le importaba nada ni nadie mas, solo yo, ese niño que decia que no me iba a hacer daño ni me iba a lastimar, sino que me cuidaria siempre, ese niño que me llamaba todo el tiempo, me mandaba textos o audios largos de buenos días y así alegraba mis dias, ese niño que decia que lo hacia el chico mas feliz del mundo, y que ibamos a estar juntos toda la vida, ese niño que cuando teniamos problemas me llamaba sin parar o hacia lo que sea hasta que le volviera a hablar, ese niño que demostraba que yo estaba todo el tiempo en sus pensamientos, ese niño que me prometio que nunca se iba a fijar en otra, que no miraba a otras y que yo siempre iba a ser la unica en su vida, donde esta ese niño que todo el tiempo decia que me amaba y hacia de todo para demostrarmelo… Por favor, dime donde está, que lo extraño mucho y lo quiero de vuelta :’( ..

-desearia-estuvieras-aquí
Small Town Girl
~Cat🎶❤

Non pensavo di essere sola, o meglio, non mi sentivo cosí. Poi un giorno crollai e mi accorsi che non c'era nessuno a cui chiedere aiuto.
Fu in quel momento che realizzai che la solitudine stava diventando parte di me e che l'unica persona su cui potevo contare era me stessa.
—  dietrounsorrisotuttaunastoria

“Ottobre.
‘Caro diario,
oggi mi sono scontrata con un tizio. Viene nella mia stessa scuola, non lo sopporto proprio. Fa la IV D, quella classe di fighetti del cazzo che mi stanno sulle scatole. Non solo mi ha praticamente spalmato il suo gelato al pistacchio sulla maglia, non mi ha neanche chiesto scusa, anzi, “Guarda quando cammini” mi ha detto. Che razza di idiota.’

Novembre.

‘Caro diario,
oggi la mia classe insieme alla IV D e alla III C era in palestra. Abbiamo fatto delle squadre, obbligati dai professori, e abbiamo giocato a pallavolo.
Il tizio del gelato, Lorenzo, la faceva apposta a schiacciare su di me. L’unica schiacciata che non sono riuscita a prendere, mi è finita in faccia.
Non sono riuscita più a giocare, lui rideva soddisfatto.
Che coglione. Come se non bastasse, Luca, un suo compagno che viene con me in palestra, non si è degnato neanche di chiedermi come stessi.’

Dicembre.

‘Caro diario,
oggi, mentre ero in palestra per i cazzi miei sul tapis roulant, alzo lo sguardo e vedo Lorenzo riflesso nello specchio nella cyclette accanto a me. Ho alzato gli occhi al cielo e aumentato ancora il volume della musica.
Il problema era che Luca cercava di farci parlare ma entrambi lo guardavamo male e lo prendevamo in giro.
Ho beccato Lorenzo guardarmi, tre volte, per poi distogliere lo sguardo.
Cazzo vuole?’

Gennaio.

‘Caro diario,
da un po’ di tempo Lorenzo mi saluta per i corridoi a scuola. La prima volta, mi sono guardata intorno, pensando non si riferisse a me, ma ero l’unica.
Mi sorride come un idiota quando saluta.
Oggi in palestra me lo ritrovavo sempre vicino, e Paola, la nostra personal trainer, che cerca di fidanzarmi con chiunque di sesso maschile, ha cercato di mettermi insieme a lui.
La uccido.’

Febbraio.

‘Caro diario,
oggi è successa una cosa stranissima, che mi ha lasciata perplessa, e non poco.
Ero sola a girovagare per i corridoi quando sento la vicepreside gridare. Cercavo un posto dove nascondermi perché se quella vecchiaccia mi avesse trovata, mi avrebbe sospesa.
Ero entrata nel panico, sentivo il suono dei suoi tacchi echeggiare per tutto il corridoio, si stava avvicinando.
Lorenzo era piegato sulle ginocchia, intento a non farsi vedere dalla finestra. Mi ha guardata, poi si è girato notando la vicepreside avvicinarsi da noi.
Si è alzato, mi ha preso per il polso e ha iniziato a correre.
Ci siamo nascosti nello stanzino dei bidelli. Avevamo il fiatone, nel frattempo continuavo a domandarmi come mai mi avesse dato una mano.
La vecchiaccia si era allontanata. Stavo per uscire, ma Lorenzo ha chiuso nuovamente la porta con la mano. Mi stavo voltando, pronta a ribattere.
Ma non me l’ha permesso.
Mi ha baciata.
Era il mio primo bacio.
Subito dopo è andato via, lasciandomi lì dentro.’

Marzo.

‘Caro diario,
neanche oggi Lorenzo è venuto in palestra. Ha cambiato orario, penso mi stia evitando. Non mi ha mai risposto quando ho chiesto del bacio. ‘dimenticalo’ ha detto una volta.
Non posso dimenticare il mio primo bacio, testa di cazzo.’

Aprile.

‘Caro diario,
io e Francesca venerdì ci eravamo messe d’accordo per andare alle tre in palestra anziché alle sei.
Ho incontrato Lorenzo, è rimasto sorpreso di vedermi.
Ho fatto finta di non conoscerlo.
Eugenio che oggi è venuto prima per stare con me e Francesca, ogni volta che scherzavamo o che mi era vicino, Lorenzo si metteva in mezzo con delle scuse assurde.
Poi, mentre stavo andando via, ho sentito la porta dello spogliatoio chiudersi.
Mi sono girata e mi sono ritrovata Lorenzo davanti. Alzo gli occhi al cielo. Lui si avvicinava ed io arretravo.
Mi ha bloccato il viso tra le sue mani e mi ha baciata di nuovo mentre io, imbambolata come una cogliona non riuscivo a fare niente. Un bacio a stampo.
‘Mi piaci’ m’ha detto. ‘A me no’ ho risposto.
Ha pensato che quella risposta significasse che non mi piace, io intendevo che non mi piaccio.
È andato via tutto arrabbiato.’

Maggio.

‘Caro diario,
oggi ho provato una sensazione strana vedendo una ragazza provarci con Lorenzo. Per ‘sbaglio’ sono finita contro quella e devo averla guardata parecchio male, perché lei ha detto a Lore ‘ma quella era la tua ragazza?’
Ero troppo lontana per sentire la risposta.
Poco fa ho ricevuto un messaggio da un numero sconosciuto c’era scritto “la gelosia nuoce gravemente alla salute piccola ;)” ho capito subito che si trattava di Lorenzo. Adesso sono le cinque del mattino, mi ha appena dato la buonanotte perché domani deve andare a giocare a calcetto.’

Giugno.

‘Caro diario,
io e Lore ci siamo messi insieme. È tutto così strano. Non so come il faccia a piacergli, ma ha detto che me lo ripeterà ogni giorno finché non inizierò ad accettarmi. Poverino.’

Luglio.

‘Caro diario,
non ho mai detto ‘ti amo’ a nessuno. Per questo, quando Lore ha detto quelle due parole, io non ho risposto. Si è arrabbiato, abbiamo litigato e adesso neanche mi parla più. Ho provato a dirgli che lo amo, ma le parole mi sono morte in gola. Non riuscivo neanche a fiatare.’

‘So che oggi ho già scritto. No cioè, tecnicamente è passata la mezzanotte quindi… La faccio breve: ho ricevuto una foto da una mia amica in cui Lorenzo si bacia con una tipa al Jotì. Non so se è ubriaco o cosa, non me me fotte un cazzo. Gli ho mandato un messaggio “Io ho sbagliato, lo so. Ma è stato un errore dettato dalla paura, paura perché determinate cose non le ho mai dette a nessuno. Sotto questo aspetto sono ancora una povera ingenua. Tu, hai sbagliato per rabbia. Ha delle labbra morbide? Bacia bene? Lo spero perché d’ora in avanti saranno le sue labbra che bacerai. Addio.’
‘Ok’ ha risposto.
Fanculo.’

Agosto.

‘Caro diario,
Oggi è il mio compleanno, come regali ho ricevuto un profumo, un orologio e Lorenzo che limonava animatamente con una Moretta del cazzo a tre metri da me. Sono scappata nel bagno del lido, perché ho festeggiato a mare, tipo tre volte.
Marco è venuto a vedere come stessi, mi ha abbracciata.
Quando siamo usciti dal bagno, Lorenzo era lì. Ha fatto per parlarmi, ma notando Marco è rimasto zitto e dandomi una spallata è entrato nel bagno.
Lui è andato via poco dopo.
Tornata a casa, mi sono ritrovata davanti all’entrata una rosa rossa e una piccola scatola con dentro un braccialetto con un ciondolino a forma di tartaruga, uno degli animali che amo di più.’

Settembre.

‘Caro diario,
la scuola è ricominciata da quasi due settimane. La mia classe e quella di Lore erano di nuovo insieme in palestra.
Parlavo con Marco, quando, proprio mentre stava per abbracciarmi, una pallonata è passata davanti a noi andando a rimbalzare contro il muro.
Mi sono girata imbestialita, era stato lui. Sempre lui e mi guardava anche male.
Qualche ora dopo, Marco è tornato in classe con la maglia sporca di sangue e un fazzoletto sul naso.
Non c’è stato bisogno che mi dicesse qualcosa, sapevo che era stato Lorenzo. Sono uscita dalla classe e sono andata in V D a chiamarlo. Appena è uscito, senza neanche fargli finire la frase ‘cosa vuoi’ gli ho tirato uno schiaffo che penso si ricorderà per tutta la vita, e sono andata via.’

Ottobre.

‘Caro diario,
è successa una cosa troppo strana oggi.
Correvo per il corso parlando con Ilaria al cellulare, che mi sgridava perché come al solito ero in ritardo, quando vado a sbattere contro ad un tizio.
Abbasso lo sguardo sulla mia maglia bianca e noto una chiazza verdastra, dall’odore ho capito che si trattava di gelato al pistacchio. Ho alzato lo sguardo e mi ritrovo Lorenzo davanti, immobile, esattamente come un anno prima.
Ma ha fatto una cosa che l’anno prima non si sarebbe mai sognato di fare: mi ha baciata.
Effettivamente, c’ha sempre avuto questo cazzo di vizio di baciare le persone all’improvviso.
Ma è uno dei vizi più belli del mondo.
‘Voglio solo le tue labbra. Le tue carnose, screpolate e maltrattate labbra, perché è te che amo.’
Diario, magari ho sbagliato, ma lo stesso errore non si fa due volte, così questa volta gliel’ho detto, che lo amo.
E mi ha abbracciata.
E ho pianto.
E Ilaria urlava al cellulare.
E ora stiamo di nuovo insieme, ed è proprio qui, davanti a me che mi guarda mentre scrivo e mi dice ‘sei bellissima’ per farmi distrarre.
Ora scusa, ma è una distrazione troppo efficace. Devo dirgli di nuovo che lo amo, prima che se lo dimentichi.’”

Imparare a bastarsi da soli questo è il vero segreto.

Ma non è così semplice significherebbe:

- guardarci allo specchio e sentirci abbastanza belli
- camminare con la testa alta, senza nascondersi
- non aver bisogno di una persona per sentirci felici
- saper di poter contare su un unica persona, se stessi
- essere felici di noi stessi
- essere abbastanza forte da superare tutto, dallo scavalcare una pietra che si presenta davanti, allo spaccare un muro che intralcia il passaggio
- imparare ad essere liberi

Beh mi correggo..
Più che difficile è semplicemente impossibile ..

lara1patito  asked:

Zalgo, ya que es el demonio mismo, es inmortal y no le puedes hacer un solo rasguño :v ademas de que es gigante y su unica debilidad es su velocidad pues al ser tan grande es torpe y es facil hacer la estrella para mandarlo al otro mundo sin que te atrape, pero al ser listo, zalgo tiene la ventaja, ya que es el demonio mismo y.... los demonios siempre hacen trampa =)

(over) NO INSULTES A MI DIOS EL ES MI SEÑOR ES MI PADRE Y DE CATI EL ES DE LO MEJOR

Non è una data sul calendario che può segnare una fine e un nuovo inizio, ma l'intento che poniamo noi nel passaggio. Non cambia nulla se ci limitiamo a sperare che domani sarà tutto migliore; non servono i bilanci di vita se anche lì abbiamo perdite che non ci decidiamo ad affrontare per rimettere in sesto i conti.
L'augurio che mi sento di fare, a me stessa e a tutti, è quello che farei ogni giorno: se vogliamo che questo mondo sia domani un po’ più bello di com'è oggi e di com'era ieri, allora rimbocchiamoci le maniche e guardiamoci allo specchio, occhi negli occhi con noi stessi, senza barare e iniziamo a migliorare l'unica cosa su cui abbiamo potere… Noi stessi. Una critica, un pregiudizio, una calunnia, una falsità, una cattiveria in meno, una sola per ciascuno di noi. Un sorriso, una gentilezza, una carezza, una parola buona in più, una per ognuno di noi. Anche solo una al giorno e allora sì che il mondo inizierebbe ad essere un posto migliore.

Buon 2016 a voi e ai vostri cari <3
Con il cuore, sempre.

EliBì