strofinare

Showering Vocabulary in italian, spanish and french.

Originally posted by dreamqueenworld

  • to rinse/wash: sciacquare (it) - aclarar (es) - rincer (fr)
  • to soap up: insaponare (it) - enjabonar (es) - savonner (fr)
  • to scrub: strofinare (it) frotar, restregar (es) - frotter (fr)
  • to exfoliate: esfoliare (it) - exfoliar (es) - exfolier (fr)
  • to dry: asciugare (it) secar (es) - sécher (fr)
  • soap: sapone (it) - el jabón (es) - le savon (fr)
  • shower gel:  il bagnoschiuma (it) - el gel (es) - le gel douche (fr)
  • shampoo: lo shampoo (it) - el champú (es) - le shampooing (fr)
  • sponge: la spugna (it) - la esponja (es) - l’éponge (fr)
  • hair conditioner: il balsamo (it) - el acondicionador/suavizante (es) - l’
    après-shampooing (fr)
  • bathtub: la vasca (da bagno) (it) - la bañera (es) - la bagnoire (fr)
  • shower: la doccia (it) - la ducha (es) - la douche (fr)
  • towel: l’asciugamano (it) - la toalla (es) -  la serviette (de toilette)
  • wet: bagnato (it) - húmedo/mojado (es) - mouillé (fr)
  • steam: il vapore (it) - el vapor (es) - la vapeur (fr)
  • hot water: l’acqua calda (it) - el agua caliente (es) - l’eau chaude (fr)
  • comb: il pettine (it) - el peine (es) - le peigne (fr)
  • bubble: la bollicina (it) - la burbuja - la bulle (fr)
  • mousse: la spuma per capelli (it) - la espuma (es) - la mousse coiffante (fr)
  • lotion: la lozione/la crema (it) - la crema (es) - la lotion (fr)
Mi sono alzata dal letto e mi sono messa davanti allo specchio. Mi sono tolta il pigiama e sono entrata in doccia. Ho massaggiato ogni angolo del mio corpo con quel buonissimo bagnoschiuma all'olio di cocco che mi ha regalato mia mamma per Natale, amo l'odore che mi lascia addosso. Poi sono uscita e mi sono rimessa davanti allo specchio. Ho acceso la piastra e ho iniziato a farmi dei boccoli vaporosi. Poi ho aperto l'armadio e ho tirato fuori il body di pizzo che ho comprato l'altro giorno e me lo sono messa addosso, ho preso i miei pantaloni preferiti e me li sono infilata dolcemente appoggiando la punta del piede sul bordo della vasca, un po’ come fanno quelle nei film. Poi mi sono seduta davanti alla toeletta e ho tirato fuori tutti i trucchi dalla trousse. Mi sono truccata come fanno quelle fighe nei video con tanto di glitter sparsi sul viso e un bel rossetto rosso. Poi ho infilato ai piedi quelle Jeffrey Campbell che ho desiderato per anni e che ormai sono finite nel dimenticatoio della mia scarpiera. Ho iniziato a fare su e giù per il corridoio, come se fossi su una passerella, scrutando i minimi particolari della mia persona. Per un attimo mi sono sentita bella, sicura di me e devo dire che è stato un attimo magico. Per qualche momento la parte orribile di me sembrava nascosta, forse camuffata dai chili di trucco sul mio viso. Ma poi mi sono fermata di nuovo davanti allo specchio, stavolta non per scrutare i piccoli difetti o le ciocche fuori posto, stavolta volevo cercare la vera me sotto quel ammasso di finzione. Io non sono così, io non metto corpetti trasparenti che lasciano intravedere anche l'intestino, io non metto scarpe col tacco, le odio, io odio il trucco sul mio viso, odio sentire quegli strati di schifo arancione, mi fanno mancare l'aria. Mi sono strappata i vestiti di dosso e sono tornata in doccia, ho preso la spugna e ho iniziato a strofinare fortissimo sulla pelle, quasi irritandola, quasi come se volessi strappar via quello strato dalla mia persona che nascondeva la vera me. Poi mi sono seduta in un angolo e ho lasciato che l'acqua e le lacrime diventassero un tutt'uno.
—  Nightmareaw
PAROLE D’AMORE SPARSEPERILMONDO

Firgun

Ebraico: “la gioia semplice e disinteressata per una cosa bella capitata a qualcun altro”

Flechazo

Spagnolo: “colpo di fulmine, amore a prima vista”

Forelsket

Danese: “l'eccitamento di essere innamorati”

Cafuné

Portoghese: “passare le dita sui capelli della persona amata”

Cheiro no cangote

Portoghese: “strofinare la punta del naso sul collo della persona amata”

Geborgenheit

Tedesco: “la sensazione di sicurezza che si prova stando con persone a cui si vuole bene”

Gezelligheid

Olandese: “il calore provato stando con le persone a cui si vuole bene”

Cwtch

Gallese: “un abbraccio, il posto sicuro che ci dà la persona amata”

Dor

Romeno: “la sofferenza per la separazione dalla persona amata”

Hai shi shan meng

Cinese: “la promessa di amore eterno”

Manabamate

Dialetto dell'Isola di Pasqua: “la mancanza di appetito quando si è innamorati”

Oodal

Tamil: “la finta rabbia che due amanti ostentano dopo un litigio”

Onsra

Boro (una lingua estinta che si parlava in Ghana): “la sensazione agrodolce che un certo amore non durerà”

Mamihlapinatopei

Yaghan (una lingua parlata da una tribù indigena del Cile): “l'occhiata piena di desiderio che si scambiano due persone troppo timide per fare la prima mossa”

Koi no yokan

Giapponese: “incontrare qualcuno e sapere di essere destinati ad innamorarsi a vicenda”

Odnoliub

Russo: “una persona che ha un'unica altra persona amata nella propria vita”

Naz

Urdu: “l'orgoglio che si prova quando si è amati”

Kilig

Tagalog, una lingua delle Filippine: “la vertigine che si prova quando si incontra la persona per cui si ha una cotta”

Iktsuarpok

Inuit: “la sensazione di attesa prima di incontrare qualcuno”

Hanyauku

Rukwangali (un dialetto africano Bantu): “camminare a piedi nudi sulla sabbia calda”

Mo chuisle mo chroi

Gaelico: “il battito del cuore”

Merak

Serbo: “la sensazione di unità con l'universo che deriva dai piaceri più semplici”

Psithirisma

Greco: “il suono che fa il vento quando passa fra le foglie”

Retrouvailles

Francese: “la gioia di un incontro con una persona amata che avviene dopo una lunga separazione”

Viraha

Hindi: “la consapevolezza di amare qualcuno durante un periodo di separazione”

Ya'aburnee

Arabo: “seppelliscimi assieme a te: vivere una vita senza di te non ha senso”

Yuanfen

Cinese: “la forza che rende legati”

Zhi zi zhi shou Yu zi xie lao

Cinese: “tenersi per mano e invecchiare insieme”

Sabato sera,mezzanotte inoltrata sono rimasta a casa e sto torturando i tasti del telecomando per cercare qualcosa da vedere,ormai i programmi in prima serata sono già finiti e fanno solo vecchie repliche o quei programmi stupidi ed inutili che fanno solo a queste ore.
infine decido di lasciare su MTV anche se fanno una replica di un programma americano che guardavo l'anno scorso.
Il telefono è li,insieme a me sul divano alla distanza di un metro scarso e nell'oscurità lo intravedo appena dato che l'unica fonte di luce proviene dallo schermo del televisore.
Mi piace guardare la tv al buio,è rilassante,mi da un senso di dolce solitudine
Mentre sono lì,abbandonata nella semi oscurità e l'unico rumore che si sente è l'audio della tv che avevo aggiustato quasi al minimo per non disturbare il sonno ai miei, che dormono nella camera accanto il salotto,vedo lo schermo del telefono illuminarsi e l'icona di whatsapp accompagnata dal nome del mittente ed un messaggio breve
Non riesco a capire il nome ne il messaggio perché il telefono è troppo lontano dalla mia visuale, così,quasi svogliatamente e chiedendomi chi potesse scrivermi a quell'ora allungo la mano e porto il telefono fra le mani lasciando che lo schermo mi illumini il volto, leggo quel nome e credendo di sbagliarmi lo rileggo…è proprio il suo e mi ha appena scritto un sintetico “ei”….
incredula sbarro gli occhi e sorrido senza rendermene conto, poi sblocco lo schermo strusciandoci sopra rapidamente il pollice e mi dirigo conoscendo il passaggio a memoria verso la sua chat che controllavo quasi ogni giorno per vedere i suoi ultimi accessi… Ci sono, ho davati gli occhi quell'ei e la barra sotto la sua foto dice “online” rispondo con un classico “ciao:)” e blocco lo schermo per paura della sua risposta…metti che ha sbagliato chat o boh..rimango li e metto il telefono vicino a me mentre guardo quasi per distrarmi lo schermo della tv dove stanno passando la pubblicità di un nuovo programma che ormai so quasi a memoria.
vedo illuminarsi accanto a me il telefono e riapparire nel display l'icona di whatsapp,sblocco velocemente lo schermo questa volta cliccando direttamente sopra l'icona e arrivo alla sua chat,è un messaggio lunghissimo e incredula inizio a leggere quel papiro dove dopo varie parole di scuse e “sono uno stupido” ripetuti all'inizio di quasi ogni frase arrivo alle ultime righe e vedo che il tutto termina con un “mi manchi”… iniziano a cadermi delle piccole lacrime che vanno ad offuscare qualche lettera del messaggio così con la manica della maglia inizio a strofinare il tutto e poi a scrivere con gli occhi offuscati un “si sei stato stupido ma mi manchi da far schifo”
Questa volta lascio la chat aperta e fisso quello “sta scrivendo ” tempo due secondo ed ho davati i miei occhi un “vengo a riprenderti ” alla quale rispondo con un “ti aspetto”,guardo un attimo l'ora sullo schermo “00:34” e in quell'istante appare un “aspettami,dammi un quarto d'ora e arrivo”
Sbarro gli occhi e incredula invio un “cosaaa?” Alla quale risponde con “sto salendo in scooter quando arrivo da te ti scrivo” sono li,sul divano e sto piangendo,corro in bagno a sistemarmi i capelli e mi do una leggera passata di rimmel spengo la luce del bagno e torno verso l'oscurità del salotto,ormai su MTV fanno una serie di video musicali e il prossimo è “a sky full of stars” sto per riiniziare a piangere ma devo trattenere le lacrime (dannato rimmel) riguardo l'ora 00:45 e dal menù a tendina appare il suo nome e “sono giù,scendi in strada” decido di uscire dalla porta d'entrata davanti,quella che si trova in salotto, scendo le scale facendo quasi i gradini a due a due e arrivo giù.
due giri di chiave e sono in giardino,nel silenzio più assoluto lo attraverso e vado verso il cancello, quello piccolo,un altro giro di chiave aiutata dalla luce del telefono e sono fuori sulla stradina della mia via,lui è li a qualche metro da me fermo con lo scooter acceso che spegne appena mi vede dirigermi verso di lui e immediatamente dopo si toglie il casco, inizio a sorridere come un'idiota e gli corro incontro…
Ecco ci stiamo abbracciando,mi sto sentendo veramente viva dopo mesi, ci guardiamo negli occhi,io con le lacrime che ormai sono scappate (vaffanculo rimmel) i nostri sguardo si incontrano e parte un “mi sei mancata ” da parte sua io ovviamente ribatto con un “anche tu,non sai quanto” e le nostre labbra finalmente si rincontrano dopo mesi e mesi,(dio come bacia bene ) nello stomaco ho le farfalle…uno stormo di farfalle che si muovono spaventate da ogni parte,impaurite da quello che stava accadendo lì fuori.
Inizia a stringermi forte,io gli stringo le braccia in vita e parte uno di quegli abbracci stritola costole belli e che lasciano il segno
Ad un certo punto gli mordo il labbro inferiore (so quanto lo faccia impazzire ) e riprendiamo a baciarci.
Alla fine termina tutto con una strada di piccoli baci a stampo che partono dalle clavicole per arrivare fin dietro l'orecchio e mi sussurra “ora sei di nuovo mia”.
2

(Casa è Margot che mi aspetta piena di energie per strofinare il suo musetto sulla mia pancia facendo versetti strani di felicità e la cena pronta sul tavolo apparecchiato con un biglietto un sacco dolce).

Sono una persona
lunatica, perchè non riesco a dormire,
e penso che mi sarebbe tanto piaciuto
poter strofinare i miei polpastrelli tiepidi
contro le tue lunghe dita pallide
nelle fredde e profumose notti
di Novembre.

sono tornata dal cinema, poco più di mezz'ora fa, e ho letto i messaggi del nostro amico comune, che oggi ti ha visto e con cui hai parlato di me, di noi, di quello che eravamo e forse non siamo comunque mai stati per te
fatto sta che le mie ultime speranze sono state demolite
colpite e affondate
e all'inizio mi sono sentita male di nuovo, come prima, come quando mi hai detto che non riuscivi a proseguire, ad andare oltre insieme a me, esattamente una settimana fa
ho sentito di nuovo il mio cuore cadere, le gambe cedere e la testa farmi male, ma poi da un momento all'altro ho capito.
ho riascoltato gli audio in cui lui mi diceva che gli avevi detto che ero ‘troppo tranquilla’ per te, che poi ti annoi e non ce la fai, che hai bisogno di una 'esagitata’

ed è evidente, io non sono così

io non sono, e non sarò mai, così.
sono una persona fragile, ma anche tanto forte, che ha superato tante cose, che ti ha aperto tante porte nella sua vita e forse ti ha anche aperto troppo il suo cuore, pensando che potessi capire che io sono come sono, proprio per quello che ho passato e che passo ogni giorno, perché fa parte di me, tutto quanto ti ho permesso di vedere.
squarci della mia vita, del mio passato, squarci di me, luci e ombre,
ti ho dato in mano quello che avevo di più bello e forse ho sbagliato, ma sentivo che era giusto farlo, perché mi piacevano i tuoi occhi, e mi piacevi tu, mi piaceva tenerti la mano e strofinare il mio naso contro il tuo, prima di baciarci, e mi piacevano i tuoi denti sul collo, e la tua barba, e il tuo profumo.
io non ho sbagliato a farti vedere come sono, a darti il mio tempo, a credere in te.
no, io non mi rammarico di questo.
solo che risentendo il perché mi hai lasciata, risentendo le tue motivazioni attraverso il nostro amico comune, prima qualcosa che non mi era ancora chiaro mi è invece arrivato.
non sei pronto per una storia seria, vuoi divertirti ancora perché a 25 anni non ti è bastato darlo in giro per tutto questo tempo ogni sera? fai pure, continua a fare così, se ti fa stare bene.
ora sono qui a letto, e più passano i minuti più credo di stare realizzando che non vali la metà, nemmeno la metà, delle lacrime che ho versato per te in questa ultima settimana.
non volevo odiarti, non l'ho mai voluto.
tendo sempre a ricordare le cose belle, quando qualcosa finisce, perché sono una nostalgica, lo sono sempre stata ed è un mio grande difetto, perché guardando indietro, tutto sembra sempre più roseo e bello di come è stato.
non volevo odiarti, perché non lo trovo giusto, ma forse mi fa bene, ora come ora, mettermi in testa che non sei come credevo, che forse un po’ mi sono lasciata ingannare da te, perché ci volevo credere che saremmo potuti durare.
capire che non ho perso niente, perché non eri la persona giusta, perché non mi capivi come io volevo essere capita, questo mi farà bene.
e forse è solo un momento passeggero, forse domani mattina starò di nuovo male e mi sveglierò piangendo, tornerò a controllare se sei online ogni due minuti e a sperare che ti faccia vivo, che mi scriva tu, anche un semplice 'come stai?’ e un 'ehi, bea’
ma adesso non sento più quel macigno nello stomaco che per una settimana mi ha fatto mancare il respiro
sento l'aria
mi sento…libera
forse è la parola giusta, libera, libera
forse è un momento, ma volevo scriverlo, perché scrivere mi fa bene, e mi fa ricordare che posso stare meglio, che ci saranno tempi migliori, che come c'è ora la pioggia domani può esserci il sole o entrambi e si può sperare ancora in un bell'arcobaleno che scacci via tutto il male e lasci solo occhi grandi spalancati verso il cielo e braccia aperte pronte ad amare ancora, e ancora, e sempre

A volte il gatto, volendo saltarle in grembo, le andava a strofinare la testina morbida contro le caviglie, e Gregg, guardandolo, provava un immenso affetto per lui.

Il mio micetto! Piccole costole che si muovevano nel respirare quando la bestiola dormiva, segni di vita per ricordarle che c'erano altri mondi dentro il cranio di ognuno, perfino in un minuscolo cranio di gatto.
Si sentiva allora meno sola, meno oppressa, meno impaurita da qualcosa che non riusciva a definire con esattezza.

—  Rona Jaffe -  Il meglio della vita

CREEPY STORIES
- Troppo sveglio per vivere

Sono le 5:35 di mattina e sto fingendo di dormire da ore, non ce la faccio più.
Volete sapere qual è la cosa peggiore della mia situazione?
Nella mia stanza ci sono i miei genitori. Continuano a guardarmi. I loro occhi sono fissi su di me e le loro bocche completamente aperte.
C'è un forte odore di sangue e sono paralizzato dalla paura. Ho un bisogno assoluto di urlare, ma non posso farlo.
Nel momento in cui sembrerà che io sia sveglio, sarò completamente fottuto. Morirò e nessuno potrà salvarmi.
Ho cercato di progettare, nel frattempo, uno stratagemma, ma l'unica strategia che ho portato a termine consiste nel correre verso la porta, aprirla, e scappare il più velocemente possibile, urlando a squarciagola, nella speranza che i vicini mi sentano.
È rischioso, ma non posso fare altro: se resto qui morirò. Lui sta aspettando che io mi svegli e che ammiri il suo capolavoro.
Probabilmente vi starete chiedendo cosa diavolo sta succedendo..
Circa tre ore fa, ho sentito delle urla provenienti dall'altro lato della casa. Mi sono svegliato per controllare l'origine del rumore, ma improvvisamente ho sentito l'urgenza di usare il bagno.
Sarei potuto morire proprio in quel momento.
Dopo aver soddisfatto i miei bisogni, ho lanciato un'occhiata al di fuori del bagno, notando del sangue sul tappeto. Estremamente preoccupato, sono corso nella camera da letto e mi sono nascosto sotto le coperte.
Ho cercato in tutti i modi di convincermi ad addormentarmi pensando che si trattasse di un sogno lucido o di qualcosa del genere, ma ho sentito la porta del bagno aprirsi.
Terrorizzato, ho dato un'occhiata al di fuori delle coperte per vedere cosa stesse succedendo.
Vedevo lui che trascinava i cadaveri dei miei genitori nella stanza: aveva un piano ben preciso.
Ha messo mio padre seduto sull'angolo del mio letto, in modo che la sua faccia fosse rivolta verso la mia. Poi ha collocato mia madre sulla sedia, sempre verso di me.
L'uomo ha cominciato a strofinare le sue mani contro il muro, utilizzando il sangue come vernice e dipingendo il pentacolo del diavolo. Ha realizzato ciò che chiamerebbe un capolavoro.
Per finire, ha scritto un messaggio sul muro che non potrei leggere nell'oscurità. Dopo questo, si è posizionato sotto al letto, pronto a colpire non appena mi svegliassi.
Ma la cosa più spaventosa è che i miei occhi si sono abituati all'oscurità da allora e posso leggere il messaggio sul muro.
Solo che non voglio guardarlo, ho paura.
Forse però è giusto che lo faccia, prima di morire.
Posiziono i miei occhi dunque verso il capolavoro e leggo: “So che sei sveglio”.

Ti scrivo solo per informarti che talvolta,
per la brezza, i capelli delicati sulla mia nuca
dietro il collo, proprio dove tu dovresti chinare
la testa, esitare e strofinare le labbra,
trattengono un profumo fragile e preciso come
una flotta di navicelle di carta, che salpa verso il mare.
—  Kate Clanchy
Un giorno vincerò io, ma non è questo il giorno.

Io non sono razzista, davvero, non sono razzista, però o ho un problema con gli zingari, o gli zingari hanno un problema con me.
Non è possibile che in ogni stazione in cui metto piede io debba sempre scontrarmici, ma tipo duello all’ultimo sangue.
Una volta mentre facevo il biglietto per il treno a Termini, mi s’avvicina da dietro quella che io da allora chiamo ‘la zingara senza naso’ , perché era praticamente Voldemort al femminile, e dopo avermi fatto prendere un infarto per lo spavento di non averla sentita arrivare, mi inizia a raccontare che un italiano stronzo l’ha investita, è scappato via, poi nessuno l’ha aiutata, stava per morì, insomma, è così che ha perso il naso.
Io impietosita dalla vicenda le ho lasciato dei soldi, per poi ribeccarla tempo dopo, sempre lì, che raccontava una storia profondamente diversa.
Un’altra volta a Napoli mentre aspettavo il mio ragazzo mi s’avvicina questa zingarella che con le mani alzate dice: NON VOGLIO SOLDI.
Ah, meno male, ok, posso rilassarmi.
‘Voglio solo aiutarti’ –  mi dice – ‘Perché vedo in te una luce particolare, vedo che sei una persona buona, ma hai dei problemi che devi risolvere. Sono io che voglio dare soldi a te.’
Ammetto che è da CRETINI PATENTATI credere a questo genere di parole, ma io certe volte faccio delle cose da idiota che non riuscirei a spiegare ai miei nipoti, quindi mi sono messa a parlare con la zingara, la quale ha fatto una sorta di rituale con un biglietto della lotteria che s’è tirata fuori dal culo probabilmente, perché io mica ho visto da dove è comparso quel coso, e ha iniziato a recitare preghiere su padre pio e la madonna e alla fine mi dice:
‘Hai una banconota? La devo strofinare qui. Deve essere tua, sennò non funziona.’
‘No io, forse è meglio di no.’ Un barlume di intelligenza.
‘Fidati. Non voglio i tuoi soldi.’
‘ALLORA ECCOTI 20 EURO, CARA.’ Un ammasso di stupidaggine.
Quella strofina sti soldi sul biglietto, fa una roba con la testa stranissima, parla veloce veloce, poi mi dà il biglietto della lotteria, mi dice di giocarmi i numeri e se ne va.
Coi miei 20 euro.
Quando mi rendo conto della cosa la rincorro dicendole ‘la prego, sono qui dal mio ragazzo e sto senza soldi, mi dia almeno il resto di dieci!’
C’è da dire che lei però è stata corretta, si è fermata, ha sospirato e mi ha ridato dieci euro, tenendosene altri dieci per lei.

 E poi ieri è successo il fattaccio.
Stavo davanti alle macchinette per fare il biglietto della metro, per ogni macchinetta c’era una zingara stile guardia londinese all’ingresso del palazzo reale (solo senza cappello nero in testa).
Mi avvicino con le cuffiette nelle orecchie ma tolgo l’audio, perché stavolta non mi sarei lasciata fregare, stavolta sarei stata all’erta, tutti i miei sensi dovevano essere pronti.
La tizia in questione fa cenno di volermi aiutare, io dico no grazie, so come fare un cazzo di biglietto, non c’è bisogno.
Infilo due euro, tic tic tic tic, stampa il biglietto e cadono giù 50 cent. di resto.
Lei si mette con la mano col palmo rivolto all’insù e io stavolta decido proprio di ignorare la cosa, metto le mie ditine nella fessura per prendere il resto E QUESTE MALEDETTE UNGHIE LUNGHE MI RENDONO LA VITA COMPLICATA, con l’handicap delle unghie faccio una fatica mostruosa a prendermi la moneta, così lei con una mossa clandestinissima appena io tiro fuori la mano allunga la sua e arraffa i cinquanta centesimi. Che per carità, erano solo cinquanta centesimi, manco un calippo mi ci compro con quei soldi, però ormai era questione di principio, così le acchiappo la mano, lei mi acchiappa la mia con l’altra, c’è questo twister improvvisato coi polsi e poi mi guarda e fa: ‘Muore tua madre, muore tuo fratello.’
Muore che? Muore chi? Cioè veramente vuoi farmi credere che per una moneta stupida mi fai la macumba, veramente vuoi giocare sporco e farmi pensare che voialtri c’avete questo tipo di poteri, veramente mi fai così ignorante?
La risposta è sì. Infatti la mollo di colpo e me ne scappo via come la codarda che sono, mi ritiro a deliberare, la prossima volta sarò migliore di così, lo giuro.

Che poi, io manco ce l’ho un fratello, mannaggialamiserialadra.