strage di piazza della loggia

Gli sconfitti

di Vincenzo Vinciguerra

Non ne hanno parlato.
Delle motivazioni della sentenza con la quale la Corte di assise di appello di Milano ha condannato Carlo Maria Maggi e Maurizio Tramonte all’ergastolo per concorso nella strage di piazza della Loggia, a Brescia, del 28 maggio 1974, nessuno ha detto una parola, nessuno ha fatto un commento.
Nel Paese dove esiste, teoricamente, la libertà di stampa ma è inesistente una stampa libera giornali e telegiornali hanno taciuto. Zitti anche i politici di maggioranza e di minoranza, di governo e di presunta opposizione.
La ragione risiede nel fatto che il presidente della Corte di assise di appello, dottoressa Anna Conforti, ha avuto la dignità e il coraggio più che raro nella magistratura italiana, di scrivere la verità che emerge dagli atti di un processo che dura da 42 anni.

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