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La Congiura di Palabanda

Nel 1812, la Sardegna è colpita da una grande siccità che distrugge i raccolti e provoca una grave carestia che coincide con un’epidemia di vaiolo: migliaia di persone muoiono per fame, per stenti e per malattie. A Cagliari si trova il re Vittorio Emanuele I con il suo seguito, in quanto il Piemonte è occupato dai francesi, e sui sardi si abbattono nuove tasse per far fronte alle spese del forzato soggiorno della corte sabauda, appoggiata dalla nobiltà piemontese che conviveva con la corte di Carlo Felice già viceré, che contava invece sulla nobiltà sarda. In questa tragica situazione, con i signori che diventano sempre più ricchi grazie alla vendita di prodotti accaparrati, i pubblici funzionari che usano  i loro poteri per impinguare i propri patrimoni, l’idea  della rivolta attecchisce immediatamente  nel popolo disperato. I congiurati si riuniscono a Stampace , in un podere di proprietà dell’avvocato Salvatore Cadeddu segretario dell’Università, situato nella località di Palabanda, nella zona in cui oggi sorge l’orto botanico. Vi partecipano cittadini della media borghesia ma anche popolani tutti con l’unico intento di cacciare i pubblici funzionari e i cortigiani che stanno portando la Sardegna alla rovina. Quindi non una rivolta contro il Re e la Monarchia. Aderiscono alla congiura, oltre all’avvocato Cadeddu, i figli Gaetano e Luigi, gli avvocati Francesco Garau e Antonio Massa, il sacerdote Antonio Muroni e l’insegnante Giuseppe Zedda, il conciatore di pelli Raimondo Sorgia, il sarto Giovanni Putzolu, il pescatore Ignazio Fanni ed il panettiere Giacomo Floris. L’insurrezione viene fissata per il 30 Ottobre 1812 e prevede  l’ingresso nel quartiere Marina dalla porta di Sant’Agostino lasciata aperta dai soldati di guardia già corrotti e con gli insorti di quel quartiere assaltare la caserma  della Real Marina, entrare in Castello occupando i luoghi più strategici e arrestare il comandante della città, Giacomo Pes di Villamarina ed espellere i cortigiani e i funzionari pubblici proteggendo il re e la sua famiglia. Ma la notizia arriva  all’avvocato del fisco Raimondo Garau che informa il re ed il colonnello Villamarina il quale ne esclude la veridicità. Il giorno stabilito per la rivolta mentre numerose pattuglie di soldati controllano la città, alcuni congiurati si radunano presso la chiesa del Carmine ed il panettiere Giacomo Floris viene inviato a chiamarne altri in attesa, ma si imbatte in una pattuglia di soldati e impaurito torna indietro allarmando i colleghi che in maggioranza rinunciano all’impresa. Intanto i cospiratori del quartiere Marina non vedendo arrivare gli stampacini, incerti e timorosi, mandano Giovanni Putzolu con alcuni compagni per controllare la situazione, ma il gruppetto incontra il colonnello Villamarina, sceso da Castello per vigilare di persona e Putzolu, vistosi perduto, passa all’azione puntando una pistola contro il comandante ma i suoi amici gli impediscono di sparare. Putzolu, Sorgia sono subito arrestati ed il 13 Maggio 1813, dopo un rapido processo vengono condannati a morte per impiccagione; Cadeddu, Fanni, Zedda e Garau giudicati in contumacia, subiscono la stessa condanna, più fortunati Floris e Massa ai quali viene comminato l’ergastolo; Salvatore Cadeddu, catturato nell’Iglesiente verrà condannato e impiccato il 2 Settembre. Gli atti del processo scompaiono quasi subito dagli archivi e circola voce che gli imputati avrebbero fatto, durante gli interrogatori, il nome di Stefano Manca di Villahermosa, alto funzionario della corte di Carlo Felice, quale capo della rivolta che avrebbe avuto motivazioni politiche nell’ambito della lotta per il potere tra esponenti della casa regnante. Ma rimasero solo delle voci.

Oggi, 25 aprile - Festa della Liberazione

L'anniversario della liberazione d'Italia (anche chiamato festa della Liberazione, anniversario della Resistenza o semplicemente 25 aprile) è una festa nazionale della Repubblica Italiana che ricorre il 25 aprile di ogni anno.

È un giorno fondamentale per la storia d'Italia ed assume un particolare significato politico e militare, in quanto simbolo della vittoriosa lotta di resistenza militare e politica attuata dalle forze partigiane durante la seconda guerra mondiale a partire dall'8 settembre 1943 contro il governo fascista della Repubblica Sociale Italiana e l'occupazione nazista.



ENG:

Today is the anniversary of the Italian Liberation (simply called april 25th or anniversary of the Resistence). It is a national celebration day, a very important one as it is the symbol of the winning battle fought by the partisans partigiani (and called Resistenza) to free Italy from the Regime and the Nazi occupation throughout the WWII.

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Today is the anniversary of the birth of Giuseppe Garibaldi (Nizza, July 4th 1807, Island of Caprera, Sardinia, June 2nd 1882)

Giuseppe Garibaldi was born in Nizza (now Nice, France), then ruled by the Kingdom of Sardinia and Piedmont. Famous general and politician, was one of the most important makers of the unification of Italy (also known as “Risorgimento”). He emigrated in South America in 1834 after a death sentence of his government, due a failed revolution in Piedmont with his participation. He fought there for rebels against the Empire of Brazil and Uruguayan rebels against Argentina. He returned to Italy in 1848, at the beginning of  the Italian first War of Independence (1848/1849); he bravely fought with his volunteers against the Austrian army and then founded with other revolutionary forces the Roman Republic in the Papal State (1849), fallen in the same year with the occupation of a French army, that restored the Papal government.

Anyway, his most famous enterprise was the “Spedizione dei Mille” (Expedition of the Thousand) in 1860; he moved from Genoa to Sicily, in command of about 1,000 volunteers, to try to occupy Southern Italy, then ruled by “The Kingdom of Two Sicilies”. His soldiers, badly armed and popularly known as “Camicie rosse” (Redshirts) for the color of their uniforms (the shirts were originally prepared for butchers, to camouflage the blood stains), helped by local rebels, incredibly won several times the well organized Neapolitan army and occupied in the same 1860 Naples, the capital of the Southern Kingdom. Garibaldi gave up the conquered territories to the Kingdom of Sardinia and Piedmont, that became the Kingdom of Italy in the same year.

In despite of the modern revisionist history, some separatist Italian movements and nostalgics of the Kingdom of Two Sicilies, that maintain the existence of conspiracies to destroy the happy and rich pre-united Italian states, no one can deny his valour, bravery and skill of command. It must also be noted that the Garibaldi’s redskirts came from everywhere in Italy, and most of them from Northern Italy.

After other military enterprises and adventures, Garibaldi spent his last years in a small farm in Caprera, a little island near Sardinia.

It’s also worth remembering that Garibaldi volunteered to the President Abraham J. Lincoln in the American Civil War in 1861. He was offered a Major General’s commission in the U.S. Army, but he refused, asking the command-in-chief of U.S. forces and a formal declaration that the objective of the war was the abolition of the slavery. Lincoln wasn’t still ready to this, so the thing didn’t have a concrete following (the Emancipation Proclamation was issued two years later, in 1863).

Samuel Colt sent 100 guns and rifles as a gift to Garibaldi at the beginning of his expedition to Southern Italy: he was so satisfied of these innovative weapons to buy 23,000 of them.

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Lei sfogliava i suoi ricordi

le sue istantanee,

i suoi tabù

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a proposito dell'immagine politica di cui leggevo più sotto…Ve lo ricordate (almeno i più vecchi) questo linguaggio??? Ma cosa dicevano in fondo? parlavano dei problemi “pratici” del paese? erano comprensibili per noi popolino queste parole? I più non avevano fatto la terza media, chissà cosa capivano di questi paroloni….Le discussioni erano soprattutto in campo di forze politiche, schieramenti, lotte interna ai partiti.
Nulla di nulla sull'amministrazione, soldi, distribuzione di reddito, soldi ai partiti, scandali, nulla sapevamo noi degli oligarchi che regnavano nell'epoca del boom e sboom economico. E qui ancora le parole sono abbastanza chiare, ricordo le “convergenze parallele”, i “governi balneari”, ed una pletora infinita di sostantivi incomprensibili che facevano sì che di fronte ad un telegiornale le orecchie avevano le palpebre e nessuno ascoltava veramente questi discorsi nebulosi.

Ne abbiamo fatta di strada in campo  della comunicazione politica…Sinceramente non ho molto rimpianto di questi tempi, forse rimpiango la forma, l'educazione delle parole, ma riguardo ai contenuti…un abisso.

L'Italia del Risorgimento (Storia D'Italia, vol.8)

Titolo: L'Italia del Risorgimento (Storia D'Italia, vol.8)

Autore: Indro Montanelli

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Genere: Saggio storico

Commenti: Ho sempre voluto leggere quest'opera, ma non sapevo mai da quale volume cominciare (non certo dall'inizio…. volevo dare più uno sguardo all'Italia “attuale”). Il pretesto me l'ha fornito l'anniversario dell'unità d'Italia: 150 anni fa è avvenuto il famoso incontro tra Garibaldi e Vittorio Emanuele con successiva unificazione tra le conquiste garibaldine e gli stati annessi al regno sabaudo… Se ne volete sapre di più, leggete questo libro!