sto delirando

Vorrei dirti ciò che penso di te, o ciò che ho pensato guardando quella foto, senza paura, ma so che non ricambi i miei pensieri, so che ti mettere in imbarazzo e so che mi risponderesti probabilmente male, e quindi mi limito a tenerlo per me o a scriverlo qui.
Mannaggia la miseria quanto sei dannatamente bella, e quanto è bello il tuo sorriso e quanta voglia mi viene di darti un bacio. Ma shh, è un segreto.

Comunque Torquato Tasso dovrebbe essere il cinnamon roll di Tumblr.
Col suo tragic past e psicosi, è perfetto per diventare il mentally ill bby di questo sito.

Ovviamente il fandom aggiungerebbe trans headcanons e racebend (perché bianco e cisgender è troppo noioso), e lo idolatrerebbe con edits in cui indossa coroncine di fiori.

Vorrei venire da te di notte, mentre dormi. Lasciare il segno delle mie labbra sul tuo collo e su varie parti del corpo, per farti scoprire, al tuo risveglio, quali parti ho visitato, quali ritengo mie, quali rivisiterò per vivacizzare quel colore che si sarà sbiadito. Lasciare un po’ di me sul tuo corpo, per farti capire che sei mio, anche quando non ci sono, anche se non lo sai.

Oggi è una giornata da occhiaie viola, pelle candida, occhi stanchi e lividi sulle braccia che non passeranno mai. Oggi è una giornata strana, un po’ tesa, con le lancette dell'orologio ferme quando dovrebbero correre. E’ una giornata di insoddisfazioni, di “vorrei ma non posso”, di “dovrei ma non voglio”. E’ una non giornata, è un buco nel tempo.

Sono le 03:00 e tutto va male. Un medico in famiglia sarà sempre parte della mia vita. Deliri notturni in balia di Nettuno.

Giusto per il piacere di lamentarmi della mia salute precaria di questi giorni.

Non mangio come Io comanda da circa 48 ore, ho un diario alimentare che farebbe invidia ad un’anoressica e la cosa mi turba nel profondo. Posso contare (in due giorni) una gocciola, dei morsi ad un panino, quattro forchettate di spaghetti e altri morsi ad un panino.
Voglio mangiare.
Come se non bastasse mi è preso un mal di gola di quelli improbabili -con conseguente lineetta di febbrA - che appena penso soltanto che devo deglutire per non annegare nella mia saliva (immagine brutta), inizio a sudare freddo.
Capiamo bene che l’attività del deglutire è piuttosto necessaria.
Non che quando non deglutisca la situazione sia molto meglio.
Per non parlare del ciclo, che se potessi diventerei un uomo.
E tralasciando il fatto che sto scrivendo questo bollettino medico su tumblr a quest’ora - e adesso sono le 03:09- perché questa grattugia che ho al posto della gola non mi fa dormire e a nessuno frega niente di tutto questo (come è giusto che sia).

Volevo poi anche parlare - con me stessa - del fatto che ho quasi 20’anni e guardo ancora un medico in famiglia come quando ne avevo forse due di anni, Annuccia era una bimba monella - come me- Ciccio era il mio innamorato, e casa Martini era ancora composta da Martini purosangue; ma soprattutto, quando ancora le puntate non erano tempestate da pubblicità di ogni cosa possibile e immaginabile dell’enel, che fa molto the Truman show.

Ah, no. Comunque non mi vergogno di guardarlo ancora con tanto interesse, anche se a volte preferirei non fosse così.

Adesso sono le 03:15, tutto continua ad andare male, la grattugia a grattare, la febbre a febbrare, l’amore ad amorare e io a delirare.

Shao.

Fumogeno e contagi.

Dedico questo post a Luca, il mio amico fantasma,
nella speranza che prima o poi si ridesti e che la sua sia solo morte apparente, 
proprio come quella simulata dagli opossum per non essere divorati dai predatori. 

La mia dedica consiste in questo, un post insignificante su tumblr.
Il mio post in ritardo, sfasato, approssimato, fuori fase…
Come i tempi da me impiegati stasera per far funzionare la macchina dei fumogeni.
Sì, perché uno è convinto che vada davvero a comando,
giusto perché si tratta di un macchinario che siamo convinti di controllare,
ma in realtà non è così, è lui a decidere quando sbuffare nebbia, non io con un misero pulsante.
Stasera mi è stato dimostrato, ed è da questo momento che voglio partire.
Da quello in cui ‘sospiri serio e credi di capire’. 
 

Contagi. 

Rende il concetto, rende le intenzioni, rende il risultato.
Si è trattato proprio di questo, di diffusione, di connessione, di contatto.
Siamo riusciti a trasmettere qualcosa, forse proprio noi stessi, chi lo sa.
Sarebbe troppo complesso, soprattutto in questo momento, esplicarlo appieno,
ma resto fermamente convinta del fatto che tutto ciò sia stato fondamentale,
che abbia avuto un senso e, anche se lo avesse avuto solo per me, ne sono comunque grata. 

Mi riservo di rivolgere questo post a te, Lu, perché ho pensato a ciò che avevi detto,
proprio questa sera, ascoltando le parole che ho tenuto in tasca per la vita.
Avevo torto, te lo ripeto, Contagi mi ha aiutato a capirlo.

Il punto è che non c'è un punto, ma una retta. [Qui è da cogliere]
Non siamo isole, non abbiamo il vuoto intorno, era proprio come dicevi.
Noi stiamo sempre a prendere le misure, le misure per allontanarci,
per toglierci dalle scatole con le nostre valigie che non passan per le porte 
e son così piene che esplodono in eruzioni di vestiti e cose inutili di cui non abbiamo bisogno,
stiamo sempre a farci dire cosa possiamo o non possiamo fare,
con i nostri lavori di ripiego e i nostri vestiti alla moda con le nostre scuse preferite all'occhiello,
tenendo in tasca i nostri telefoni da quattrocento euro per chiamarci
e dimostrare che siamo quasi morti ma ben attrezzati in questa società che cola a picco
mentre non pensiamo, nel vero senso della parola,
e non ci accorgiamo neppure che non siamo in grado di nuotare,
di affogare nelle nostre stesse fogne, quelle che scarichiamo allegramente in mare
e che fanno mutare i pesci in mostri marini e la terra in melma radioattiva. 
Noi, distruttori egocentrici ed egoisti, noi, isole; solo perché ci crediamo tali.
Ci sembriamo tali e ci convinciamo di ciò giusto per concederci vantaggi,
privilegi che non avremmo se non la pensassimo così,
ed è risaputo che “solo gli stolti pensano ad altri prima di se stessi”, 
lo insegna la società stessa, la nostra delirante società ormai impazzita,
come la panna montata sulle torte di compleanno in estate, da buttare.
Sembriamo isole perché ci guardiamo col binocolo al contrario,
e non perché siamo così idioti da non capire come si usa un binocolo,
ma perché lo facciamo di proposito, e la verità non vogliamo vederla,
preferiamo bugie e binocoli usati impropriamente piuttosto che il buon vecchio occhio nudo.

'Non basta quello che sembra esserci, ma devi sempre andare oltre se vuoi crederci.' 

E’ solo questa la verità. Non c'è nessun'altra verità.



P.S. Nel caso in cui io stia delirando…Non mi interessa.

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In questi giorni sto davvero toccando il fondo e mi scuso per i post melodrammatici che scrivo, sono una piaga, voi però non sfollowatemi ancora che piango, sono già abbastanza triste così eh.
Ah, vi avverto che il 5 settembre probabilmente scriverò un post estremamente palloso, strappalacrime e fracassacoglioni, quindi evitate di leggerlo o di capitare sul mio blog se non volete odiarmi ancora di più.
Sì il 5 settembre è una data di merda perché l'anno scorso succedevano cose bellissime. Il 5 ed il 6, entrambi, ma vabbè.
Sono una piaga della società e faccio schifo, voglio vivere in un campo con le mucche ed essere felice mi odio ciao ahaha.