sto delirando

domanda serissima:
ma come fa la gente a diventare popular sui social? cioè c'è una giuria tipo talent show che scrive al suddetto e gli dice “tu sì proprio tu hai l'xfactor e adesso anche i big liches”
boh perché vedo che anche qui siete tutti amici tutti social tutti presi nel fare cose fighissime in posti fighissimi e poi ci sono io che mi sto riscaldando le patatine nel forno pregando di non far esplodere la casa

Non riesco a farti capire
che tra noi non può finire,
che senza te nel mio mondo
sicuramente toccherò il fondo.
Un tuo abbraccio vale più di mille stelle,
un tuo bacio le fa sembrare più belle.
Sotto il tetto di questa casa
sento il battito di questa cosa,
hai scaldato il mio cuore di ghiaccio
se te ne vai diventerà uno straccio.

sono solo le 07:25 e ho già un sacco di cose da raccontare

· secondo me il business di paninari zozzoni si tiene in piedi solo e soltanto grazie a tutti quelli che alle tre del mattino schimicano anche con la peggio schifezza infilata in una pagnotta, e riflettevo proprio adesso sul fatto che nelle altre ore della giornata non ci va mai nessuno. C O I N C I D E N Z E?

· siccome monto su scale altissime in biblioteca, e l'equilibrio talvolta è un po’ precario, devo rinunciare a vestitini e pantaloncini freschi, per evitare il rischio mutande in circolo. perciò con i saldi ho fatto incetta di pantaloni lunghi di cotoncino fresco. solo che ora sono tutti sporchi e ho dovuto ripiegare sui maledetti jeans fascianti. prevista sauna verso le ore 12:00 p.m.

· oggi solo libri belli: l'art dossier su cattelan, un saggio sull'uso del colore nell'arte, le bustine di minerva di umberto eco, e passo alle bancarelle dei libri per comprarmene di nuovi, la la la

· colazione a casa: caffelatte onesto, con la riproposta di assumere meno caffeina, tanto questi giorni neanche mi serve. poi però passo al bar con mamma, che, preoccupata che non fossi abbastanza cicciottina, mi prende un altro caffè macchiato + un kinder bueno bianco. rega, due caffè e tutto ‘sto zucchero: mi sento iperattiva che manco la cocaina. non mi ero resa nemmeno conto che in fermata stavo cantando tutta concitata (…) («wuooo io mangio pizza kebaaaaab, so che non va ma mi vaaaaa rampampapà»). già ieri qualcuno ridacchiava, perché mentre ero sola sulla panchina ripetevo a stecca le differenze compositive nelle pale d'altare di beato angelico. prima o poi qualcuno mi trascinerà in un centro per personcine speciali, e passerò tutta la vita a ritagliare stelle di cartoncino in comunità.

· mammamia fermatemi, sto delirando

Io boh, davvero non capisco.
Come puoi avermi completamente sconvolto l'esistenza?
Come è possibile che io mi svegli la mattina con la voglia irrefrenabile di vedere te?
Solo te.
Mi basti tu. Gli altri non so neanche chi siano.
Ogni giorno mi ripeto che è ora di agire; puntualmente ti sento parlare di lei.
Poi mi ripeto che è ora di smetterla; mi giro e basta un sorriso.
Poi che tu non ti interessi a me; mi ricopri di complimenti.
Allora penso di nuovo che devo fare qualcosa; vi vedo insieme.
Davvero, ne sto uscendo pazza.
Non ce la faccio più, stai diventando la mia ossessione.
Sei sempre nei miei pensieri, sei in ogni cosa che faccio, mi ricordi qualunque bel posto, mi ricordi la tranquillità.
Non riesco a sopportare l'idea di non essere l'unica persona di sesso femminile che ti è vicina, non riesco a sopportare l'idea che lei possa conoscerti più di me.
Che lei possa viverti più di me.
Che abbia l'occasione di baciarti, di abbracciarti.
L'occasione di levarmi l'amore.
Perché se l'amore non sei tu, allora davvero non so cosa sia.
Probabilmente sto delirando, non riesco neanche a scrivere una frase di senso compiuto ma la verità è che per me è troppo.
Tutto questo amore, questo affetto, prima o poi mi ucciderà.
E non posso sopportarlo.
Non sai quanto vorrei venire lì e dirti tutto quello che provo.
Oppure venire lì e baciarti.
Ogni qual volta mi convinco che muovere un altro passo verso di te sia la cosa giusta da fare, in qualche modo, sono costretta a ripensarci.
In qualche modo, l'Universo sembra voglia ostacolarmi.
È una situazione del cazzo, lo so, siamo amici.
Lo capisco.
Ma gli amici non si guardano così.
Gli amici non si sorridono nel modo in cui ci sorridiamo noi.
Gli amici non sono gelosi.
Gli amici non tentano disperatamente di ritagliarsi cinque miseri minuti per stare da soli.
Gli amici non cercano di sfiorarsi in tutti i modi possibili pur di non destare sospetti.
A volte, sembriamo una coppietta, una di quelle stupide.
Una di quelle che litiga per le minime cose, che bisticcia per un colore, o per un rapper, o per un nuovo taglio di capelli.
Poi i litigi si trasformano in attenzioni e il resto del mondo non esiste.
Siamo insieme, questo basta.
Ma nonostante tutto, non riesco a trovare il coraggio.
Non riesco a muovere un muscolo.
E non sai quanto mi maledico.
Ho troppa paura.
Paura di essere rifiutata.
Paura di perdere il rapporto che ho con te.
Paura delle conseguenze.
Ma te l'ho detto, mi stai portando alla pazzia.
E in un modo o nell'altro sarò costretta a smetterla.
Dovrò scappare da tutto l'amore che provo.
Quindi per favore, ti chiedo solo una cosa:
quando riuscirò a dimenticarti, non sorridermi.
Che porca puttana sei una meraviglia.
—  l-amourestmort-londres

Sto mettendo a punto una serie di nuovi e infallibili metodi per sentirti più vicino ogni volta in cui questa distanza innaturale torna a svuotarmi fin nelle ossa. Oggi, ad esempio, è stato il giorno del brie. Il formaggio, sì, quello a pasta molle che non vuoi ti mettano nel tagliere misto, non te l’ho detto ma tutte le volte in cui con i tuoi occhi tipici di quando chiedi qualcosa hai chiesto di sostituirlo con qualche altra cosa, ho sentito la necessità quasi sternale di stringerti. Ecco, oggi ne ho mangiato un bel po’. La novità è che a me i formaggi molli hanno sempre fatto abbastanza schifo, forse lo ricordi, sono quelli che da piccola chiamavo “malaticci”. Oggi ho scoperto che il brie mi piace, oppure mi piace solo pensare a te in qualche modo che non faccia male (non ne ho mangiato così tanto, tranquillo). Oggi ho anche finalmente fatto posto sulla mensola delle birre per la bottiglia di Rye Ipa (quella con l’etichetta un po’ sovietica ma che in realtà è norvegese) che ho bevuto l’ultima volta. Penso che poi un giorno per farti ridere ti scriverò un elenco puntato di questi miei esercizi strani, viene a me da ridere perché so di sembrare a tratti pazza e so che sai che non è così. Domani potrò pensare a qualcos'altro.

Non vorrei fartelo pesare ma da quando non ci sei più tu ho smesso di fare tante cose. Ho smesso di mangiare, di farmi bella, di dormire, di sorridere. Vivo, ma sembra di no. Cioè, passo intere giornate ad immaginare con chi sei, dove sei, che vestiti hai messo, come hai pettinato i capelli. E questo non è vivere, non per me. Vivere è sicuramente respirare la stessa aria che respiri tu; vivere è dormire tra le tue braccia e non sentire freddo; vivere è parlare con te senza sosta, fino ad avere le labbra secche; vivere è baciarti fino al voltastomaco.
E non sai quanto manchi. Manchi a me, alle mie labbra, alle mie braccia, al mio corpo che ha sempre freddo se non ci sei tu a riscaldarlo. Perché anche quando faceva caldo, in piena estate, un paio dei tuoi abbracci non li avrei mai rifiutati. E fu in estate che ci conoscemmo e nella stessa estate ci perdemmo, come due stupidi. A dire il vero non so se c’hai perso qualcosa tu, perché perdere me equivale a perdere un bel niente. Io c’ho perso tutto, perché te eri il mio tutto. Ma guardaci, non siamo più niente, sconosciuti che giocano a fare gli amici. Io aiuto te a conquistare la ragazza che ti piace, e tu fai lo stesso con me. Perché siamo amici, no? E gli amici si aiutano, no? A conquistare i ragazzi e le ragazze che ci piacciono, no? E io sto delirando, no? Sì. Non avrei mai immaginato di essere costretta a diventare tua amica. Perché non voglio essere amica del ragazzo che amo, del ragazzo con cui farei l’amore. E già, con te c’avrei fatto l’amore, ma tu hai preferito il sesso con un’altra. Cosa pensi che io non ti veda, quando sei con lei? Quando passeggiate uno accanto all’altra? Ora spiegami due cosette. Perché non le prendi la vita come facevi con me? Perché non la baci ad ogni passo come facevi con me? Perché non sorridi, come facevi quando stavi con me?
—  vogliodormireaccantoate
Quello che dico io é: alle zanzare piace il sangue.
Le persone con la vagina perdono sangue per una settimana al mese se non di più.
La gente fa prelievi e il sangue inutilizzato viene buttato.
Quello che voglio dire é che si dovrebbe fare un lago artificiale enorme e riempirlo di sangue umano ottenuto, appunto, da umani volenterosi e uteri spaccati. Così le zanzare quando fa caldo vanno tutte li a bere e non rompono i coglioni qui.
—  sono quasi le due di notte e le zanzare mi stanno massacrando aiutatemi sto delirando

Comunque Torquato Tasso dovrebbe essere il cinnamon roll di Tumblr.
Col suo tragic past e psicosi, è perfetto per diventare il mentally ill bby di questo sito.

Ovviamente il fandom aggiungerebbe trans headcanons e racebend (perché bianco e cisgender è troppo noioso), e lo idolatrerebbe con edits in cui indossa coroncine di fiori.

Vorrei venire da te di notte, mentre dormi. Lasciare il segno delle mie labbra sul tuo collo e su varie parti del corpo, per farti scoprire, al tuo risveglio, quali parti ho visitato, quali ritengo mie, quali rivisiterò per vivacizzare quel colore che si sarà sbiadito. Lasciare un po’ di me sul tuo corpo, per farti capire che sei mio, anche quando non ci sono, anche se non lo sai.

Oggi è una giornata da occhiaie viola, pelle candida, occhi stanchi e lividi sulle braccia che non passeranno mai. Oggi è una giornata strana, un po’ tesa, con le lancette dell'orologio ferme quando dovrebbero correre. E’ una giornata di insoddisfazioni, di “vorrei ma non posso”, di “dovrei ma non voglio”. E’ una non giornata, è un buco nel tempo.

Sono le 03:00 e tutto va male. Un medico in famiglia sarà sempre parte della mia vita. Deliri notturni in balia di Nettuno.

Giusto per il piacere di lamentarmi della mia salute precaria di questi giorni.

Non mangio come Io comanda da circa 48 ore, ho un diario alimentare che farebbe invidia ad un’anoressica e la cosa mi turba nel profondo. Posso contare (in due giorni) una gocciola, dei morsi ad un panino, quattro forchettate di spaghetti e altri morsi ad un panino.
Voglio mangiare.
Come se non bastasse mi è preso un mal di gola di quelli improbabili -con conseguente lineetta di febbrA - che appena penso soltanto che devo deglutire per non annegare nella mia saliva (immagine brutta), inizio a sudare freddo.
Capiamo bene che l’attività del deglutire è piuttosto necessaria.
Non che quando non deglutisca la situazione sia molto meglio.
Per non parlare del ciclo, che se potessi diventerei un uomo.
E tralasciando il fatto che sto scrivendo questo bollettino medico su tumblr a quest’ora - e adesso sono le 03:09- perché questa grattugia che ho al posto della gola non mi fa dormire e a nessuno frega niente di tutto questo (come è giusto che sia).

Volevo poi anche parlare - con me stessa - del fatto che ho quasi 20’anni e guardo ancora un medico in famiglia come quando ne avevo forse due di anni, Annuccia era una bimba monella - come me- Ciccio era il mio innamorato, e casa Martini era ancora composta da Martini purosangue; ma soprattutto, quando ancora le puntate non erano tempestate da pubblicità di ogni cosa possibile e immaginabile dell’enel, che fa molto the Truman show.

Ah, no. Comunque non mi vergogno di guardarlo ancora con tanto interesse, anche se a volte preferirei non fosse così.

Adesso sono le 03:15, tutto continua ad andare male, la grattugia a grattare, la febbre a febbrare, l’amore ad amorare e io a delirare.

Shao.