stirp

New Memories

[Written for day two of Mass Effect relationships week by @cactuarkitty and @vorchagirl . A photo, starring Garrus and Shepard.]

“We got a body here- holy shit, it’s alive.” Shepard comes to awareness, but it’s dim, muted. Her eyes can’t open, everything feels so heavy- where was she? What happened? The Reapers, Anderson, everything…

“That’s Shepard. Call a med-evac, immediately.”

Drifting in and out- voices, pain, then nothing. Blackness.

“Remove her armor. We need to do a full examination, assess the damage. What’s that?” 

“Look like a photo, tucked under the breastplate. Do we trash it?”

“Negative. Keep personal belongings here.” She reaches for the photo, hand rising slightly, but someone pushes it back down. Her fingers open and close, but the effort exhausts her. Nothingness creeps up once again- she’s out, a relief from the pain that intrudes every time her mind struggles to something even resembling alert.

Half a galaxy away, Garrus pulled a photo out from his own armor, holding it up to the light. The world captured on a sheet of glossy paper (a pain in the ass to get that much- he almost smiled at the memory of trying to explain to someone on the Citadel that they needed an actual, physical photo, not a holo, not a simple jpeg.) He stood with Shepard in that little, self-contained world. She had on that dress- the only one she owned, the one she wore to the Silversun stirp when he took her dancing. He wasn’t in armor, one of the few times he wasn’t. Their faces were pressed together, both trying to squeeze into a limited frame, smiles so wide that they looked slightly unhinged. He remembers everything about that moment- the way they both smelled faintly of champagne, the feel of her waist underneath his hand, the way she turned and kissed his cheek for the next photo, the one he keeps back aboard the ship. Some things are too precious even to hold in his armor.

“You would’ve liked this place,” he says to the photo, looking at the forest that surrounds them. Breathable atmosphere. Flowers, trees. It almost looked like something recognizable. “Check out that pond.” He turns the photo so that it faces the water far below. The wind picks up, almost tears the fragile sheet from his hand and he quickly tucks it back into his armor, making sure it’s resting somewhere close to where his heart is. He keeps his hand there for a moment.

His comms crackle to life, static from far off. The Mass Relays may be down, but you can still talk with the rest of the galaxy. “Normandy crew, this is Earth Alliance, do you copy?” No one answers, so Garrus takes the initiative.

“This is Garrus Vakarian of the Normandy.”

“Shepard’s alive.” 

And later, much later, when he’s by her bedside and she’s awake, though she drifts in and out, they hold hands, refusing to let go. Even when she’s asleep, Shepard’s grip doesn’t loosen, and Garrus can’t bring himself to care, sleeping in a chair next to her bed, and when the nurses aren’t looking, in the bed next to her, his turian body curled up slightly to fit.

There’s a photo by the side of Shepard’s bed, on the small table. Someone found a frame for it, plastic and cheap. It’s wrinkled from being in her armor, and her own blood stains one corner. Garrus holds his up in comparison- they folded their copies the same way, the same photo twice over, four grinning faces looking up at them.

“You kept yours?” Shepard is tired, but she’s managed to prop herself up on one elbow, looking at Garrus, reaching for her photo and then holding it, fingers tracing the faces. 

“In my armor,” he says, demonstrates how. She smiles up at him, collapsing back into the pillows.

“Let’s take a new one, when I get out of here.” Reflexively, her hands touch the new scars and bandages on her face. 

“Silversun won’t be there anymore.” It’s not that Garrus wants to remind her, but he’s worried she’s forgotten. Everything is still so fragile.

Shepard manages to roll her eyes, an admirable feat considering how bruised and battered her body is. “I know that, but Vegas is still there. I’m taking you to Vegas, and you’re taking me dancing again.”

“Sounds like a deal.”

And then later, much later, before Shepard is released but after she’s awake and coherent and more than ready to leave, Garrus finds a camera, ambushes her with it in the hospital as she stands by a window, shafts of light hitting her red hair and outlining her body in a soft glow, IV pole just out of frame. “Surprise,” he says as he pushes up against her, and despite herself, she laughs, looking up at him just as he snaps the photo.

Later again, when she’s home and with him, he has two copies. “New memories,” he says, raising a glass (water for both of them) to her.

“New memories,” she says, and they toast.

Questa foto si commenta da sola. Diffidate dalle false amicizie, da quelli che il giorno prima fingono di mettervi al centro dei loro pensieri e il giorno dopo vi ignorano,facendosi vedere in giro con le stesse persone che sputtanavano dall'inizio dei tempi. Non credete alle false parole di conforto di gente meschina: vedervi cadere era tutto ciò che sperava, sebbene mostrasse il contrario. Non afferrate la mano di chi vorrebbe rialzarvi per poi rifilarvi il classico “te l'avevo detto”: sono i peggiori, e vi faranno cadere in modo tale che faccia ancor più male di prima. Allontanatevi dalle persone negative, cattive,invidiose, che cercano di mascherare con una modestia fin troppo ostentata tutta la loro frustrazione. Le persone sincere si contano sulle dita di una mano, il resto è da scartare. Regalate gioia,sorrisi, camminate a testa alta facendo sempre del bene, senza rancore,senza desiderio di vendetta, perché c'è solo un'arma capace di annientare questa stirpe lurida e dannosa: la pure ed elegante indifferenza.
•vanillemoon,pensieridiunpreserataallagrande•

E comunque vorrei davvero vedere voi persone che scrivete frasi in greco come se fosse la lingua più bella del mondo tradurre una versione lunga 15 righe, dove la maggior parte dei verbi vuol dire sia “scodinzolare” che “sedurre”, vorrei davvero vedervi presi dal panico pre-compito e dovervi studiare a memoria tutte le regole per poi chiedervi: “ma perché l'ho imparate se poi giusto due o tre parole le rispettano e tutte le altre sono irregolari?”. Vorrei davvero vedervi con le mani tra i capelli durante la spiegazione dell'aoristo asigmatico e del perfetto, vorrei vedervi disperati mentre scoprite che la lettera η può essere sia un semplice articolo che un pronome relativo o il futuro di seimila verbi solo cambiando uno spirito o un accento. Vorrei davvero vedervi mentre, presi da una crisi isterica, guarderete le due righe di versione che avete tradotto, che recitano all'incirca “Zeus voleva distruggere la stirpe con una moneta di bronzo, irato dai monti che lo superavano, lega la fanciulla ai piedi del sottomarino e la uccide” e riderete, riderete perché in fondo quella scuola l'avete scelta voi e riderete ancora di più quando scoprirete che non avete intenzione di cambiarla, perché, in fondo, vi piace.

Thank you @telltalegames for creating this amazing game, and thank you @stirpicus for writing the storyline that none of us will forget. I will miss this game and all the characters, but in the end, it’s a game to be remembered.

Casapound e il Mondo.

Casapound é un'esperienza italiana, fondamentalmente italiana,
accanitamente italiana. Affonda le sue radici e la sua vitalità nella storia e nel sangue di questo paese. É ereditiera di una stirpe, di un temperamento, di una psicologia e di una visione del mondo che risalgono alla Roma antica e che si sono propagati sull'insieme della penisola italiana.

Eppure Casapound é nello stesso tempo, dalle sue origini, aperta e rivolta verso il Mondo. Innanzitutto il suo nome, referenza e omaggio al poeta americano Ezra Pound, é il simbolo di un superamento, dall'alto, delle nazionalità e anche dei nazionalismi.

Esistono delle cose, dei valori, che trascendono le frontiere, le eredità, le geografie… Esistono delle idee che non si preoccupano dei timbri amministrativi né dei tracciati delle mappe di stato… Delle idee che soffiano al di là dei governi e delle contingenze circostanziali… Il fascismo fa parte di queste. E perciò non può confondersi con
la chiusura mentale - gloriosa talvolta ma spesso insufficiente - degli sciovinisti di estrema destra che non concepiscono niente e non ascoltano nulla al di là del loro perimetro nazionale. Il fascismo, é la patria universale di tutti gli europei dal cuore puro e dall'anima elevata, coscienti della loro unità di destino. Il fascismo, é il passaporto internazionale degli individui liberi, fieri e conquistatori che sognano ordine, giustizia e bellezza.

E Casapound rappresenta oggi quest'idea.

É per questo che il movimento ha rapidamente attirato la curiosità e l'interesse di camerati originari da varie parti d'Europa e talvolta anche del Mondo.

Casapound é il nazionalismo solidale con altri nazionalismi, é la Storia al servizio delle vittorie di domani e non della ripetizione drammatica degli errori del passato.

Casapound, é l'amore del proprio popolo senza l'odio degli altri… Casapound, é la memoria al servizio del pensiero rinnovato e innovativo, e non della sclerosi museificata o della nostalgia incapacitante…

Il movimento Casapound ha voluto essere un esempio attraverso i suoi atti, le sue azioni, le sue realizzazioni, senza mai dare lezioni. Non ha mai cercato di esportare il suo  « modello » né di spiegare a chiunque cosa dovrebbe fare e come dovrebbe farlo. Ma  Casapound ha sempre aperto ampiamente le sue porte a tutti i camerati, di qualunque provenienza, che volevano conoscerlo e capirlo e, perché no, ispirarsene…

Perché, fondamentalmente, visceralmente, legato all'avvenire del popolo italiano, Casapound ha coscienza, nello stesso tempo istintivamente e profondamente, del fatto che quest'ultimo è intimamente, intrinsecamente, unito al destino degli altri popoli d'Europa.

Abbiamo gli stessi nemici, siamo confrontati alle stesse minacce, alle stesse sfide, vittime degli stessi attacchi, delle stesse manipolazioni… Non possiamo più concederci il lusso dell'egoismo, la stupidità di pensare che potremmo uscircene spostando il problema dal proprio vicino… Possiamo solo lottare e sperare insieme… I nostri nemici sono troppo incredibilmente potenti per essere affrontati divisi…

4

“En stirps nobilis et gens antiquissima Black.”

“I see she didn’t waste any time…”
Sirius had known the cost for leaving, but he’d thought - hoped even - that he’d be long gone when his mother blasted his face from the family tree. He hadn’t been prepared for how much it would hurt him after all.
“I think you should go now”, Regulus said, avoiding his brother’s eyes.