stending

sometimes I stop and I remember that the one and only movie I am waiting to come out in theater at the moment is a movie about two kids who hypnotized a dude and when he’s under the hypnosis he runs around in his underpants and I might see it with my mom cause she saw the trailer and she thought it was funny

PAROLE CROCIATE

43 verticale: una vecchia tromba…
*beata lei*
54 verticale: fa cornuto il cervo…
*cerbottana*
32 verticale: uomo con la testa sulle spalle…
*Maurizio Costanzo*
53 orizzontale: fa coppia con Romeo…
*Alfa*
3 verticale: non mettere in serbo…
*non conosco l'inglese, figuriamoci il serbo*
35 verticale: passato di patate…
*patatai*
38 orizzontale: cancella i ricordi…
*vodka*
7 orizzontale: si cambia per la paura…
*mutanda*
47 verticale: è famoso quello di Troia…
*figlio*
8 orizzontale: stende il bucato…
*overdose*
7 verticale: è obbligatorio sulla moto…
*impennare*
26 verticale: fine del pasto…
*rutto*
8 orizzontale: finisce quando muori…
*mutuo*
4 verticale: la ripete il bocciato…
*bestemmia*
9 orizzontale: più forte di golia…
*fishermann*
3 orizzontale: proviene da una buona famiglia…
*ostaggio*
17 orizzontale: si fa dopo un litigio…
*autopsia*
4 orizzontale: si mette durante il sorpasso…
*dito medio*
32 verticale: un fatto straordinario…
*Bob Marley*
8 orizzontale: vicino a Cuba…
*libre*
6 orizzontale: visita posti meravigliosi…
*ginecologo*
16 verticale: mammifero che vola…
*hostess*
15 verticale: anima le feste…
*rissa*
10 verticale: passatempo per soldati cristiani nel medioevo…
*parole crociate*
4 orizzontale: nelle scarpe e nei sandali…
*tanfo*
18 orizzontale: il nome greco di Mercurio…
*cromo*
5 orizzontale: la maga che trasforma gli uomini in porci…
*Cicciolina*
23 verticale: arrivano a fine mese…
*pochi*

Hogwarts AU:  Jimin

  • Jimin
  • the park jimin 
  • 4th year Gryffindor
  • is a muggle born 
  • so he’s sometimes still mesmerized by the wizard world
  • He’s one of those pretty boys that makes a few heads turns
  • and he’s certainly not complaining about it
  • Brown hair and sweet chocolate coloured eyes
  • plumps lips often seen smiling
  • a smile that sometimes turn his eyes into cute crescents 
  • let’s be honest he’s a bit of a flirt
  • but that’s only because he’s a really sweet guy
  • Unless you insult him or his friends
  • or his team
  • or anybody he decided he wanted to protect
  • then he would probably fight you
  • because he’s also a true representative of his house
  • He’s courageous when he needs to be
  • He would literally take a bullet for his best friend Taehyung
  • They met in the Hogwarts express on their first year
  • Jimin couldn’t find an empty spot
  • he was still a bit shy at that time
  • because he was new and so many kids were already used to magic
  •  then he asked Taehyung if he could sit with him
  • and it was like BOOM ! instant friendship
  • Those two are literally inseparable since
  • if you see one without the other close behind ,then it’s fishy
  • Taehyung and Jimin are both beaters in the Gryffindor’s team
  • and they love it
  • one of their favorite part of a match is sending the bludger at the face of people they don’t like
  • I mean probably Jungkook
  • once they almost got disqualified for it
  • they do a lot of mischievous things together
  • 95z shenanigans ™
  • play fights in the boy dorms or common room
  • Jimin also has an incredible sense of valor
  • once a Senior Hufflepuff Jin almost got detention because of something they did
  • they were stealing from Snape’s office and Jin was watching their back
  • in the end Jimin couldn’t stend it
  • he didn’t like getting caught of course
  • but it didn’t feel right to him that someone should get punished because of him
  • so he would turn himself in and confess he was the culprit
  • Tae would never let this die down tho
  • “ dude, you’re too soft man , what am I going to do alone friday night now ?”
  • “ hey , enjoy your little date with Snape in detention tonight * wink wink*”
  • as always he would respond with a “ shut up tae” 


- Yoongi - Jungkook  - Namjoon  - Taehyung - Jin - Hoseok

Quando si fa sera, quando cala il buio il silenzio è più forte, l'anima si appesantisce, la solitudine si sente di più, brividi di freddo ti scorrono lungo la schiena mentre il dolore ti pervade fino a che poi scoppi in lacrime per niente, fino a che poi scoppi in lacrime per tutto. E non riesci più nemmeno a respirare. E ti senti stringere lo stomaco. E quando provi a rialzarti da quel pavimento un dolore atroce ti piomba sul petto come un'incudine e ti stende giù. Ti schiaccia. E cominci a sentirti morire.
—  Maria Teresa - gridandoinsilenzio
Tu fai invidia anche al tramonto
che si stende sopra Roma,
con quegli occhi arcobaleno
rendi grigia anche un'aurora.
—  cit. pioggia-di-parole
youtube.com
Murubutu - I marinai tornano tardi (prod. Il tenente)

“Quand'è che mi porti con te? Voglio vedere quello che vedi”
gli aveva chiesto appena dopo le nozze
nonostante il mal di mare che le torceva le reni
lo avrebbe seguito su tutte le rotte, tutte le volte
e quando lui tornava dai viaggi di notte
avvicinando lo scafo e parlando al libeccio
lei lo avvistava dalla finestra interrogando la coltre
da cui si vedeva l'arrivo e l'attracco del peschereccio
e nonostante i 30 anni che parevano un'era
lei lo attendeva ancora la sera e svaniva l'intera candela
e non sai mai quando torna, chi lavora nel mare
quando ti abitui all'assenza, rieccolo lì che compare
lei rimaneva in attesa del suo sorriso frugale
come se l'acqua ed il sale lo trattenessero in zone lontane
e ogni volta chiedeva: “e questa volta che fai?”
forse era una domande scema o una cantilena che diceva:

Resti, o vai? Che fai, che fai?
Resti (quando taci a cosa pensi)
o vai (al nostro amore di silenzi)
che fai (Clara mia ma dove guardi)
che fai (i marinai tornano tardi)

Decorava la tavola bianca con qualche fiore del posto
al centro un vaso d'acqua e dentro un ramo di Bosso
apparecchiava sempre per due col mare di sfondo
con l'occhio allenato a cogliere tutti i movimenti nel porto
poi finalmente eccola apparire, la punta di un monte
appoggiato coi gomiti alla balaustra del ponte
la luna riversava sull'acqua piatta una luce rifratta
che scendeva calma carica di polvere d'ovatta
sicchè lui le raccontava ciò che aveva visto fra le onde
la costa di rocce che si stende fra Genova e Tolone
quel manto bianco alle falde delle Azzorre
le baracche di zinco imbiancate di calce nel meridione
zattere esplodono ovunque ad Aprile
ma tu non farti ingannare, le parole sanno come tradire
questo è un mestiere pessimo, qualche scoccio colpisce
per il resto è solo fatica e una solitudine che annichilisce
“prendo in prestito i tuoi occhi” disse lei scortese
e il velo del vento lambiva le vie del paese
e si portava via le speranze di stare insieme
le riportava la speranza di poterlo rivedere fra un mese

Resti, o vai? Che fai, che fai?

Poco tempo e partiva, lo vedeva sparire all'aurora
e lei seduta in poltrona lo immaginava intagliare la bruma
verso porti e moli, a trenta nodi, nuovi soli
oppure lottare contro muri furiosi di schiuma
e sarebbe tornato, sì, sarebbe tornato
e sarebbe riuscito a stupirla ancora
come l'ultima volta che è tornato a tarda ora
le aveva portato in regalo un vestito da sposa di Cefalonia
“sempre via suo marito eh? beato lui che viaggia”
dicevano le donne salutandole sulla terrazza
e lei che annuiva, pulendo il parapetto di ferro
su cui il vento lasciava sempre un leggero vello di sabbia
si era abituato il paese, di pochi focolari,
a vederli in attesa qualche turista chiedeva ai locali
“cosa fa quella vecchia la sera con gli occhi sul porto?”
rispondevano “aspetta che il marito torni dal mare (dal mare)..
sono dieci anni che è morto”

vai? Che fai, che fai?
Resti (quando taci a cosa pensi)
o vai (al nostro amore di silenzi)
che fai (Clara mia ma dove guardi)
che fai (i marinai tornano tardi)

anonymous asked:

poesia

Allora andiamo, tu ed io,
Quando la sera si stende contro il cielo
Come un paziente eterizzato disteso su una tavola;
Andiamo, per certe strade semideserte,
Mormoranti ricoveri
Di notti senza riposo in alberghi di passo a poco prezzo
E ristoranti pieni di segatura e gusci d'ostriche;
Strade che si succedono come un tedioso argomento
Con l'insidioso proposito
Di condurti a domande che opprimono…
Oh, non chiedere «Cosa?»
Andiamo a fare la nostra visita.

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

La nebbia gialla che strofina la schiena contro i vetri,
Il fumo giallo che strofina il suo muso contro i vetri
Lambì con la sua lingua gli angoli della sera,
Indugiò sulle pozze stagnanti negli scoli,
Lasciò che gli cadesse sulla schiena la fuliggine che cade dai camini,
Scivolò sul terrazzo, spiccò un balzo improvviso,
E vedendo che era una soffice sera d'ottobre
S'arricciolò attorno alla casa, e si assopì.

E di sicuro ci sarà tempo
Per il fumo giallo che scivola lungo la strada
Strofinando la schiena contro i vetri;
Ci sarà tempo, ci sarà tempo
Per prepararti una faccia per incontrare le facce che incontri;
Ci sarà tempo per uccidere e creare,
E tempo per tutte le opere e i giorni delle mani
Che sollevano e lasciano cadere una domanda sul tuo piatto;
Tempo per te e tempo per me,
E tempo anche per cento indecisioni,
E per cento visioni e revisioni,
Prima di prendere un tè col pane abbrustolito

Nella stanza le donne vanno e vengono
Parlando di Michelangelo.

E di sicuro ci sarà tempo
Di chiedere, «Posso osare?» e, «Posso osare?»
Tempo di volgere il capo e scendere la scala,
Con una zona calva in mezzo ai miei capelli -
(Diranno: «Come diventano radi i suoi capelli!»)
Con il mio abito per la mattina, con il colletto solido che arriva fino al mento,
Con la cravatta ricca e modesta, ma asseríta da un semplice spillo -
(Diranno: «Come gli son diventate sottili le gambe e le braccia!»)
Oserò
Turbare l'universo?
In un attimo solo c'è tempo
Per decisioni e revisioni che un attimo solo invertirà

Perché già tutte le ho conosciute, conosciute tutte: -
Ho conosciuto le sere, le mattine, i pomeriggi,
Ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè;
Conosco le voci che muoiono con un morente declino
Sotto la musica giunta da una stanza più lontana.
Così, come potrei rischiare?
E ho conosciuto tutti gli occhi, conosciuti tutti -
Gli occhi che ti fissano in una frase formulata,
E quando sono formulato, appuntato a uno spillo,
Quando sono trafitto da uno spillo e mi dibatto sul muro
Come potrei allora cominciare
A sputar fuori tutti i mozziconi dei miei giorni e delle mie abitudini? .
Come potrei rischiare?
E ho già conosciuto le braccia, conosciute tutte -
Le braccia ingioiellate e bianche e nude
(Ma alla luce di una lampada avvilite da una leggera peluria bruna!)
E’ il profumo che viene da un vestito
Che mi fa divagare a questo modo?
Braccia appoggiate a un tavolo, o avvolte in uno scialle.
Potrei rischiare, allora?-
Come potrei cominciare?

… … … …

Direi, ho camminato al crepuscolo per strade strette
Ed ho osservato il fumo che sale dalle pipe
D'uomini solitari in maniche di camicia affacciati alle finestre?…

Avrei potuto essere un paio di ruvidi artigli
Che corrono sul fondo di mari silenziosi

… … … … .

E il pomeriggio, la sera, dorme così tranquillamente!
Lisciata da lunghe dita,
Addormentata… stanca… o gioca a fare la malata,
Sdraiata sul pavimento, qui fra te e me.
Potrei, dopo il tè e le paste e, i gelati,
Aver la forza di forzare il momento alla sua crisi?
Ma sebbene abbia pianto e digiunato, pianto e pregato,
Sebbene abbia visto il mio capo (che comincia un po’ a perdere i capelli)
Portato su un vassoio,
lo non sono un profeta - e non ha molta importanza;
Ho visto vacillare il momento della mia grandezza,
E ho visto l'eterno Lacchè reggere il mio soprabito ghignando,
E a farla breve, ne ho avuto paura.

E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Dopo le tazze, la marmellata e il tè,
E fra la porcellana e qualche chiacchiera
Fra te e me, ne sarebbe valsa la pena
D'affrontare il problema sorridendo,
Di comprimere tutto l'universo in una palla
E di farlo rotolare verso una domanda che opprime,
Di dire: «lo sono Lazzaro, vengo dal regno dei morti,
Torno per dirvi tutto, vi dirò tutto» -
Se una, mettendole un cuscino accanto al capo,
Dicesse: «Non è per niente questo che volevo dire.
Non è questo, per niente.»
E ne sarebbe valsa la pena, dopo tutto,
Ne sarebbe valsa la pena,
Dopo i tramonti e i cortili e le strade spruzzate di pioggia,
Dopo i romanzi, dopo le tazze da tè, dopo le gonne strascicate sul pavimento
E questo, e tante altre cose? -
E’ impossibile dire ciò che intendo!
Ma come se una lanterna magica proiettasse il disegno dei nervi su uno schermo:
Ne sarebbe valsa la pena
Se una, accomodandosi un cuscino o togliendosi uno scialle,
E volgendosi verso la finestra, dicesse:
«Non è per niente questo,
Non è per niente questo che volevo dire.»

… … … . .

No! lo non sono il Principe Amleto, né ero destinato ad esserlo;
Io sono un cortigiano, sono uno
Utile forse a ingrossare un corteo, a dar l'avvio a una scena o due,
Ad avvisare il principe; uno strumento facile, di certo,
Deferente, felice di mostrarsi utile,
Prudente, cauto, meticoloso;
Pieno di nobili sentenze, ma un po’ ottuso;
Talvolta, in verità, quasi ridicolo -
E quasi, a volte, il Buffone.

Divento vecchio… divento vecchio…
Porterò i pantaloni arrotolati in fondo.

Dividerò i miei capelli sulla nuca? Avrò il coraggio di mangiare una pesca?
Porterò pantaloni di flanella bianca, e camminerò sulla spiaggia.
Ho udito le sirene cantare l'una all'altra.

Non credo che canteranno per me.

Le ho viste al largo cavalcare l'onde
Pettinare la candida chioma dell'onde risospinte:
Quando il vento rigonfia l'acqua bianca e nera.

Ci siamo troppo attardati nelle camere del mare
Con le figlie del mare incoronate d'alghe rosse e brune
Finché le voci umane ci svegliano, e anneghiamo.

T. S. Eliot, Il canto d'amore di J.Alfred Prufrock

Lascia sempre vagare la fantasia,
È sempre altrove il piacere:
E si scioglie, solo a toccarlo, dolce,
Come le bolle quando la pioggia picchia;
Lasciala quindi vagare, lei, l’alata,
Per il pensiero che davanti ancor le si stende;
Spalanca la porta alla gabbia della mente,
E, vedrai, si lancerà volando verso il cielo.
….
—  Fantasia - John Keats

Però una cosa la so’.
Spesso chi ti giudica non va’ oltre.
Solo perché non ha mai vissuto veramente.
E quindi non si mette nei tuoi panni.
Te li stende e ti dice sono brutti e stropicciati.
Ma lo sporco non lo trova perché lo sporco c'è l'ha dentro.

Hai un respiro lento ancora un poco socchiuso, Mio Amore..
Fai un sorriso che va a posarsi su un lato, nato da pensieri lontani e lasciato a stropicciarsi: ora sorge.
Mi stiracchio, fa freddo fuori dalle tue braccia.
Ti chiedo come stai, mi disegni un Sole in miniatura, da tatuarci sul cuore e pioverci dentro, e siamo bene.
Mi sfiori le labbra in punta di dita e scopri tracce di Te..
Sei il sapore che resta.
Chiudiamo ancora gli occhi incastrando le ciglia, mi chiedi come sto e Ti scorro la nuca pregando asilo, e siamo bene.
Quando sollevo la testa sei di schiena, assorto, Ti guardo e penso a quanto puoi essere infinito…
Mi poso piano dove nascondi le Ali,
resta così Ti prego mentre il giorno si stende.
Solo così sono.
Non andare, non andare via..

La droga più potente

La droga più forte per un essere umano non è una sostanza chimica e tra l'altro non è vietata dalla legge. È lo sguardo di una persona, proprio quella, che ti parla, ti sorride, ti prende per mano e tu non capisci più nulla. Neppure decodifichi ciò che sta dicendo ed abbozzi delle risposte, pescando a caso tra le frasi fatte che ti sfilano in testa. Sperando di non sembrare un'ameba. A nulla valgono anni di studio, un'indole solida, da persona quadrata, razionale e di cultura. È un fenomeno che ti stende. Ma non c'è terapia d'urto che funzioni e che te ne liberi. L'unica cosa da fare è la resa incondizionata.

Wholels

Il rumore dei tuoi passi

Ma si può essere distratti da certi pensieri tristi mentre sto provando a studiare psicometria?
A dicembre ho perso il mio gatto, Sam, a causa di una lunga malattia renale.
È stato soppresso, perché non c'era più niente da fare per salvarlo.
Era tutto nero e aveva due magnifici occhi gialli, brillanti come stelle.
In pratica era una parte stessa della mia vita, avendoci vissuto per diciassette anni insieme.
Quando è arrivato a casa aveva tre mesi e io cinque anni.
Ecco, il problema è questa casa.
Ogni singola stanza risulta impregnata dalla sua presenza/assenza.
Perché, anche se non c'è più, io lo sento e lo vedo ancora.
Sento il lieve fruscio delle sue zampette sul pavimento, della coda che strusciava contro i mobili e le pareti, spesso anche intorno alle mie gambe.
Lo vedo, mente gira per la cameretta e poi si ferma, guarda attorno a sé con curiosità, infine si stende sornione e schiaccia un pisolino.

Quanto mi fa male il cuore.
Quanto mi manchi.
Lo sento ancora sai?
Il rumore dei tuoi passi.
E per sempre lo sentirò.
Dentro e fuori di me…piccolo mio. 💔

Voglio illudermi, voglio sentire ancora quello scalpiccio.
Anche se intorno a me c'è solo silenzio.
Fa paura ed è tutto così vuoto.

Il rumore dei tuoi passi…esiste solo nella mia mente, ormai.

    TASSO. Oh potess’io rivedere la mia Leonora. Ogni volta che ella mi torna alla mente, mi nasce un brivido di gioia, che dalla cima del capo mi si stende fino all’ultima punta de’ piedi; e non resta in me nervo né vena che non sia scossa. Talora, pensando a lei, mi si ravvivano nell’animo certe immagini e certi affetti, tali, che per quel poco tempo, mi pare di essere ancora quello stesso Torquato che fui prima di aver fatto esperienza delle sciagure e degli uomini, e che ora io piango tante volte per morto. In vero, io direi che l’uso del mondo, e l’esercizio de’ patimenti, sogliono come profondare e sopire dentro a ciascuno di noi quel primo uomo che egli era: il quale di tratto in tratto si desta per poco spazio, ma tanto più di rado quanto è il progresso degli anni; sempre più poi si ritira verso il nostro intimo, e ricade in maggior sonno di prima; finché durando ancora la nostra vita, esso muore. In fine, io mi maraviglio come il pensiero di una donna abbia tanta forza, da rinnovarmi, per così dire, l’anima, e farmi dimenticare tante calamità. E se non fosse che io non ho più speranza di rivederla, crederei non avere ancora perduta la facoltà di essere felice.
—  Giacomo Leopardi, Dialogo di Torquato Tasso e del suo Genio familiare da Operette morali
Penserai “Tanto non capiterà mai a me” e poi, invece, capita.
Come quando, ormai partiti, ricorderai di aver lasciato lo spazzolino sul lavandino.
L'amore arriva quando meno te l'aspetti; ha forse un diploma in arti marziali.
Perché tu stai lì, a scrutare ogni passo.
Ma quando meno te l'aspetti, ti colpisce e ti stende.
—  Arturo Sarli | romanticismotossico
Io sono il niente.
E tu sei un mio cliente.
E spesso la gente mente.
L'amore ti tira un pugno e ti stende.
E dal basso tu continui a urlare e nessuno ti sente.
E spesso a tuo Nonno cade un dente e non fa’ rumore.
Quasi come quando si spezza un cuore.