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Nuotare fa bene al cuore, ecco quanto e perchè

Lo abbiamo imparato fin da piccoli, grazie alle raccomandazioni dei genitori: il nuoto è lo sport più completo, adatto a tutti, che fa bene a ogni parte del corpo e non ha praticamente controindicazioni. Da adulti, aiuta a tenersi in forma bruciando le calorie in eccesso, tiene sotto controllo lo stress. In più, e qui è la notizia, fa bene al cuore: riduce i rischi cardiovascolari. Lo studio sul nuovo e il cuore A rivelare le virtù benefiche del nuoto per il cuore sono i risultati dello studio della University of Texas di Austin, negli Usa, pubblicato sulla rivista scientifica “American Journal of Cardiology”. Leggi ancheinfarto, ecco le ore più rischiose Scegliere di dedicarsi regolarmente alla disciplina olimpica per 3-4 volte a settimana dai 15 ai 45 minuti, può infatti abbassare la pressione e migliorare la funzione vascolare del cuore. Giù la pressione Secondo i ricercatori, che hanno esaminato 43 adulti con una vita sedentaria e una pressione arteriosa elevata, seguendo un programma di 3 mesi di nuoto moderato si riesce a far diminuire la pressione sanguigna sistolica di una media di 9 punti. Gli effetti sull´arteria carotidea “Per la prima volta è stato dimostrato che allenamenti in vasca per 3-4 volte a settimana, della durata di 15-45 minuti hanno portato ad un significativo miglioramento nella funzione vascolare dei pazienti”, hanno spiegato gli scienziati autori della ricerca. Leggi anche : Quali sport abbassano la pressione “Nelle persone che decidono di tenersi in forma nuotando in vasca, l´arteria carotidea è diventata più elastica e reattiva ai cambiamenti nel flusso sanguigno. Un segnale molto utile perché quando queste arterie sono rigide il cuore ha più difficoltà a pompare il sangue”. Leggi anche: Come sta il tuo cuore? Fai il checkup
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Liti di coppia? Tutto il mondo è paese

Perché gli uomini lasciano sempre alzata l´asse del water e le donne occupano il bagno per ore?. Una domanda alla quale una coppia di psicoterapeuti australiani, Allen e Barbara Pease, hanno cercato di dare una risposta, scoprendo che i dissidi all´interno delle coppie sono gli stessi in tutto il mondo. All´inizio della vita in comune, lei non fa caso ai calzini o al giornale lasciato in terra, ma li raccoglie con un sorriso, mentre lui non dà in escandescenze se la dolce metà “spara” domande a raffica durante la partita di calcio. Arriva però un momento in cui, nella vita della coppia, i buoni propositi di venire incontro l´uno alle esigenze e alle scelte dell´altra svaniscono all´improvviso e gentilezze e sorrisi lasciano il posto a veri e propri attacchi frontali. Il rischio allora, se non si corre ai ripari, è che la coppia finisca per “scoppiare”.

La ricerca Secondo gli psicoterapeuti, la difficoltà di comunicazione fra i due sessi è imputabile a differenze cerebrali tra uomini e donne, differenze che la scienza ufficiale smentisce, affermando che sono più accentuate quelle diversità tra individuo e individuo rispetto a quelle generali tra i sessi. Con questa ricerca gli studiosi non intendono trovare soluzioni per salvare i matrimoni, ma piuttosto esemplificare quali sono i comportamenti, le differenze e i diversi modi di comunicare che possono scatenare tensioni all´interno della coppia. L´uomo e la donna sono diversi, ma questo non vuol dire migliori o peggiori l´uno dell´altra, significa semplicemente che hanno approcci, priorità , pulsioni, comportamenti differenti, che però sono comuni a molte donne e uomini, a prescindere dal grado di istruzione o di educazione. Insomma, il tubetto del dentifricio strizzato nel mezzo o il piatto divorato senza fare un complimento crea gli stessi identici attriti a prescindere se la coppia stia a Nord o a Sud, in Australia o in Grecia. Certi problemi fra uomo e donna sono comuni a prescindere da cultura, status e latitudine".
Cosa non dovrebbe fare lui Così sono stati stilati i 7 punti dolenti che qualsiasi moglie addebita prioritariamente al marito:

  • voler imporre sempre consigli e soluzioni su tutto;
  • fare nevroticamente zapping con il telecomando;
  • non chiedere mai indicazioni stradali e quindi sbagliare strada;
  • lasciare sempre alzata l´asse del water;
  • brontolare quando si tratta di fare compere;
  • incrementare la volgarità con il passare degli anni;
  • divertirsi a raccontare barzellette osé.
Ma ecco pronte, sempre su basi statistiche, le soluzioni per farsi perdonare:
  • ascoltarla senza interrompere;
  • farla scendere davanti al portone quando piove;
  • aggiustare la maniglia della porta;
  • inserire nella memoria del cellulare il numero della suocera.
Cosa non dovrebbe fare lei Nella lista delle insofferenze maschili troviamo invece altri fattori molto diffusi nelle coppie, a prescindere dalle latitudini. Elementi frequenti quanto capaci di minare dalle fondamenta qualunque relazione:
  • i rumori inutili mentre si guardano i rigori della finale di Champions League;
  • le emicranie strategiche se abbiamo mangiato un pesto carico di aglio;
  • insistere all´infinito su una vicenda di poco conto;
  • l´attitudine a esagerare;
  • divagare dall´argomento centrale della conversazione e disperdersi in dettagli;
  • richieste di aiuto su tutte le decisioni: dal menu per la cena al colore d´un vestito.

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Perchè la pausa pranzo è l'ora dell'amante

Tradimenti? Agli italiani piace  soprattutto d'estate e durante la pausa pranzo. Questo non significa che ci si privi del pasto principale della giornata, anzi: si mangia e si fa sesso. Con la piacevole conseguenza che l'uomo si assicura prestazioni migliori sotto le lenzuola, perché le abitudini alimentari corrette (mai saltare i pasti, se si vogliono evitare défaillance a letto) influiscono sulla sfera dell´eros sia fisicamente che psicologicamente. Due ore senza rischi Ma procediamo con ordine. Qual è l'ora ideale per una scappatella doc? Dalle 12,30 alle 14,30, almeno secondo sei italiani su dieci: difficile essere scoperti e, soprattutto, meno sensi di colpa per il tempo che si toglie alla famiglia (perché si riesce a restare in casa per cena, ad esempio�).  in più, c'è il vantaggio di avere tutto il tempo di riprendersi mentalmente e fisicamente: via il profumo dell'amante, l'aria un po’ sconvolta dell'avvenuto tradimento, la testa tra le nuvole� Insomma, tutti gli elementi che rendono più probabile, per il fedifrago, essere scoperto dal partner ufficiale. Cibo ed eros E poi c´è un altro aspetto per cui la pausa pranzo è un ottimo momento per tradire: la performance sessuale non ne risente, né sul momento né in generale nella vita. Chi mangia male o salta i pasti, infatti, è più a rischio flop sotto le lenzuola. Le défaillance nella vita sessuale sono strettamente collegate all'alimentazione: non tanto dal punto di vista dei cibi afrodisiaci, ma per il fatto che in generale le abitudini alimentari influiscono sulla sfera dell´eros sia fisicamente che psicologicamente. Chi segue un´alimentazione corretta, regolare e bilanciata ha infatti una vita di coppia migliore: l´intesa sessuale può arrivare a raddoppiare. Questo è quanto emerge da uno studio promosso da “Vie del gusto” su 100 sessuologi e nutrizionisti cui è stato chiesto un parere sul rapporto tra cibo, alimentazione ed eros. Il segreto per essere dei perfetti amanti? Anzitutto la regolarità dei pasti, quindi un'alimentazione ricca e variata, come quella suggerita dalla dieta mediterranea. Al contrario, sono sconsigliati i cibi con troppi zuccheri saturi e grassi animali, oltre naturalmente alle rivoluzioni nei propri ritmi e comportamenti alimentari.



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Frutta, meglio con la buccia o senza?

C'è un interrogativo, che riguarda la frutta, a cui molti di noi non saprebbero dare una risposta con assoluta certezza. La frutta va mangiata con la buccia o senza? C'è chi sostiene che nella buccia siano conservate le sostanze più utili, dal punto di vista nutrizionale, e che per questo vada salvaguardata; e ci sono quelli, invece, convinti del fatto che la buccia sia un'insidia per la salute, visto che vi si accumulano sostanze nocive (non solo la polvere e lo smog, ma anche e soprattutto i pesticidi o le altre sostanze chimiche usate per tenere lontani insetti e malattie varie). Ebbene, dove sta la verità? Cerchiamo di scoprirlo. Meglio con la buccia L'ideale sarebbe consumare frutti interi e con la buccia. La buccia, infatti è la parte del frutto più ricca di fibre che rallentano l'assorbimento degli zuccheri, fattore importante per i soggetti a rischio come i diabetici. Naturalmente la frutta deve essere sempre lavata accuratamente e sbucciata in tutti i casi in cui non siete sicuri della sua igiene. Tagliala e mangiala subito Per conservare intatte tutte le sue proprietà nutritive è importante tagliarla e mangiarla immediatamente. Anche la macedonia, quindi, va preparata e servita subito, altrimenti i frutti tagliati sviluppano un'enzima che distrugge rapidamente la vitamina C e altre sostanze nutritive. Lo stesso discorso vale per le spremute e le centrifughe, che vanno preparate soltanto pochi istanti prima di consumarle. Non conservarla a lungo
Infine, un ultimo consiglio: conservate il meno possibile in frigorifero (non più di qualche giorno) la frutta acquistata al mercato. Anche se non è molto pratico, l'ideale sarebbe acquistare frutta e verdura fresche tutti i giorni. Come si mangia? Il galateo della frutta A prescindere dalla stagione (non necessariamente in estate, dunque, ma in qualsiasi periodo dell'anno), la frutta conclude - o quanto meno dovrebbe concludere - sempre un pasto, sia formale che familiare. Ma come mangiarla e presentarla senza fare gaffes e nel rispetto del bon ton della tavola? La frutta va portata in tavola, tutta in una volta, nell'apposita fruttiera. I commensali dovranno scegliere con gli occhi e prendere un frutto senza toccarne altri. Per mangiarla, le regole del  galateo a tavola  cambiano secondo il tipo di frutta. Facciamo qualche esempio con i tipi più frequenti della frutta estiva: Albicocca o susina: si divide in due con le dita e si fa cadere il nocciolo nel piatto. Pesca: si sbuccia e si mangia con coltello e forchetta. Anguria o melone: dovrebbero arrivare in tavola già tagliati a fette, e comunque si mangiano sempre con le posate. Ciliegia: va staccata dal gambo e portata alla bocca. Il nocciolo si fa cadere prima nella mano e poi nel piatto.
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Il mare, un "farmaco" gratuito che cura 16 malattie

Gettate  i farmaci e concedetevi una vacanza al mare. Si proprio lui, il mare, con la sua salsedine, il suo iodio,  la sua aria salsoiodica può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie. Le hanno contate:  sono almeno 16. Quali malattie si curano con il mare A trarre beneficio da un soggiorno al mare sono le allergie respiratorie (specie da pollini), anemie, artrosi, convalescenze dopo malattie delle vie respiratorie, depressioni, distorsioni, fratture, ipotiroidismo, linfatismo, lussazioni, malattie allergiche della pelle, malattie ginecologiche, malattie reumatiche, osteoporosi, psoriasi, rachitismo. L´importante è sapere come comportarsi per sfruttare al meglio tutti i benefici che si possono trarre da acqua di mare e sole.

I benefici dell'acqua di mare Ecco alcuni fra i principali benefici delle cure a base di maree, ovvero della talassoterapia. Migliora il respiro. Ma perché il mare è un amico così prezioso? A renderlo del tutto speciale è il cosiddetto aerosol marino. L'aria, vicino alla costa, contiene una quantità più elevata del normale di sali minerali: cloruro di sodio e di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio. Provengono dalle onde che si rompono sulla riva e dagli spruzzi di acqua marina sollevati dal vento. I primi a beneficiarne sono i polmoni: la respirazione migliora sensibilmente fin dai primi giorni. Ma l'aerosol marino stimola anche il metabolismo, tonifica la circolazione del sangue e potenzia il sistema immunitario. Combatte la ritenzione idrica.

Sono in molti a soffrire di ritenzione idrica durante la stagione calda. Nell'acqua marina, infatti, c'è una notevole concentrazione di sali minerali. E questo, per un meccanismo fisico chiamato osmosi, favorisce l'eliminazione, attraverso la pelle, dei liquidi che si erano accumulati nei tessuti. Con grandi vantaggi per la circolazione delle gambe. Combatte i chili di troppo.I chili di troppo si perdono più facilmente. Il sale stimola le terminazioni nervose dell'epidermide, come conseguenza accelera il metabolismo: il corpo, in pratica, brucia più velocemente i cibi e il grasso. Rinforza il sistema circolatorio.Per merito della pressione che l'acqua esercita mentre si è immersi, della sua temperatura, che in questa stagione è di circa 20 gradi, e del moto ondoso, che pratica un dolce massaggio su tutto il corpo. La muscolatura aumenta di tono.Chifa anche qualche bracciata risolve molti altri problemi. Il nuoto rilassa i muscoli, scioglie in fretta le contratture e regala mobilità alle articolazioni bloccate da artrite e artrosi. E poi aiuta intestino e reni, depurando tutto l'organismo
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Come imparare a chiedere scusa

Chiedere scusa quando abbiamo scagliato è il modo migliore per ricominciare una relazione  di amicizia o di lavoro azzerando le scorie di una frizione appena avvenuta.  Ma non tutti e non sempre sanno , possono, voglio chiedere scusa: per motivo di orgoglio, di carattere, ti timidezza di educazione. La psicologia ha studiato il fenomeno ed individuato  almeno tre tipologie di cause che impediscono di scusarsi con il prossimo. Eccole:

  • GLI IMPEDITI - Certe persone non riescono a scusarsi. Come se fosse più forte di loro, ma le scuse non le fanno mai, anche quando ci sarebbe più di una ragione per farlo. Il motivo fondamentale di questa inflessibilità? Quasi sempre la presunzione: molto spesso, infatti, si tratta di persone orgogliose, secondo le quali è normale esercitare il proprio potere sugli altri. Anche a costo di incorrere in qualche errore che necessiterebbe, va da sé, una scusa.
  • I MALEDUCATI - C'è un'altra categoria di persone assai riluttante alle scuse: è fatta di trentenni e quarantenni, che tengono comportamenti maleducati nei confronti degli altri: hanno a mente solo le proprie esigenze e si ritengono sempre al di sopra di tutto, sempre “innocenti”, insomma.
  • I TIMIDI - Infine ci sono quelli che non si scusano per timidezza: capiscono quando sbagliano, ma non hanno il coraggio di affrontare un confronto, di sostenere una discussione con l'altra persona.
Chi si occupa professionalmente di questi problemi di relazione sono gli psicologi e gli psicoterapeuti. Dalle loro analisiemertgono le vere cause della difficoltà a chiedere scusa. Leggi anche : La psicoterapeuta: Ecco perchè è così difficile chiedere scusa Come imparare a chiedere scusa Gli irriducibili che non chiedono scusa proprio mai farebbero bene a riflettere almeno su questo punto: chiudersi in se stessi, facendo finta di nulla, appellandosi a una presunta superiorità o a un supposto orgoglio (quando il tutto non è soltanto maleducazione), è quanto di più sbagliato si possa fare nell'era della comunicazione, degli Sms, delle chat e dei social network come Facebook. Comunicare con gli altri è fondamentale, in qualunque modo lo si faccia. Proprio tutti gli strumenti che la tecnologia mette oggi a disposizione, tra l'altro, consentono di superare anche un eventuale blocco psicologico dovuto all'imbarazzo: le scuse migliori si fanno di persona, a voce; ma se proprio non si riesce a vincere la timidezza, anche un Sms o un'e-mail possono andar bene. Leggi anche: 7 modi per stringere la mano
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Aria condizionata, guida all'uso senza rischi

Quando il caldo e l´afa non danno tregua, ma non è possibile andare in vacanza, l´aria condizionata è l´unica possibilità di salvezza. Ma i condizionatori, se risolvono alcuni problemi, potrebbero crearne altri, perciò nella scelta e nell´uso è bene seguire alcune regole.
Raffreddare e deumidificare Innanzitutto, è meglio acquistare un apparecchio che, oltre a raffreddare l´ambiente, lo possa deumidificare; succede infatti che, sebbene la temperatura non sia eccessiva, si abbia ugualmente una sensazione di caldo, dovuta proprio alla forte umidità che impedisce al sudore di evaporare, raffreddando così la superficie del corpo. Mai troppo freddo Seconda regola: non regolare il condizionatore a una temperatura troppo bassa, perché il freddo eccessivo - in particolare se ci si espone direttamente al getto d´aria - può provocare mal di schiena, torcicollo, paralisi facciali e addirittura attacchi di dissenteria accompagnati da crampi alla pancia. Leggi anche : Tutto sul mal di schiena e il torcicollo In quest´ultimo caso è consigliabile bere molto per reidratare l´organismo, integrando i liquidi perduti. La temperatura ideale

La temperatura ideale su cui impostare il climatizzatore deve essere inferiore di 5 o 6 gradi rispetto a quella esterna, ma non di più, perché altrimenti il fisico sarebbe sottoposto a sbalzi difficili da sopportare. A risentirne sono soprattutto le difese dell´organismo, che diventa così più esposto ai microrganismi di natura virale o batterica, causa di raffreddori e bronchiti. Leggi anche: L'aria condizionata non fa male a patto che… Durante la notte, invece, la temperatura dovrebbe essere più alta di quella diurna, visto che il corpo a riposo, produce meno calore. Quanto conta la manutenzione Inoltre, non bisogna trascurare la manutenzione degli impianti di condizionamento: la pulizia frequente dei filtri impedisce che polvere, pollini, acari che si sono raccolti all´interno degli apparecchi, si circolino nell´ambiente provocando allergie e asma. Leggi anche: Aria condizionata : le 10 raccomandazioni del Ministero della Salute
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Tumore al testicolo? Chi va in bici rischia di più

Ad Ivan Basso, campione italiano di ciclismo, è costato il ritiro dal Tour di France, così come prima di lui era accaduto a Lance Armstrong, altro noto ciclista.  Entrambi colpiti da tumore al testicolo ed entrambi ciclisti. C'è dunque un nesso  diretto tra ciclismo e cancro al testicolo? Giorgio Franco, presidente della società italiana andrologia lo esclude, ma certo le coincidenze sono molte  e non tutti i medici sono pronti a minimizzare il rischio di un legame tra le due cose. Gabriele Antonini, per esempio, urologo e andrologo presso il Policlinico Umberto I di Roma,  pur convinto  che una correlazione diretta tra ciclismo e tumore al testicolo sembra difficile, ammette però che “ i continui microtraumi a livello scrotale possono, alla lunga, determinare infiammazioni che potrebbero favorire la comparsa di una patologia anche grave. Infiammazioni ricorrenti come le orchiti o le epididimiti, potrebbero diventare pericolose e incentivare malattie più gravi».   Il rischio ai testicoli che viene dal sellino Che la bicicletta, ed in particolare il sellino delle bici fosse particolarmente rischioso per  i ciclisti era noto da tempo e lo dimostra la vasta gamma di sellini per bici pubblicizzate con ricchezza di dettagli sulle funzioni di prevenzione soprattutto di danni alla prostata. Nel caso di ciclisti appassionati o professionisti poi, quelli che pedalano intensamente e con forza e che vestono abiti particolarmente attillati nella zona inguinale , dello scroto e dei testicoli, al rischio sellino di aggiunge anche il rischio compressione esercitato appunto dall'abbigliamento tecnico per ciclisti. La questione non è di poco conto perché  il testicolo è l'organo  che consente all'uomo la produzione di spermatozoi, nel'immaginario maschile, il tumore al testicolo è come  il tumore al seno per  l'immaginario femminile. Non è soltanto una malattia grave che colpisce un organo umano; è di più, una malattia che colpisce funzioni-simbolo di genere, riproduttiva, legata alla sfera della sessualità, della procreazione,  dell'allattamento (nella donna), cioè a tutti quegli ambiti che costituiscono il simbolo della femminilità da un lato o del virilità dall'altro. I sintomi del tumore al testicolo  Il cancro al testicolo è un fenomeno  serio perché è la forma più diffusa di tumore  tra i giovani, dai 18 ai 40 anni. Deriva da una degenerazione delle cellule anche di uno solo dei testicoli. I casi  non sono pochi  e i numeri impressionanti: 2.200 circa ogni anno in Italia. Ma la circostanza positiva è che se diagnosticato e curato precocemente il tumore al testicolo guarisce nel 90% dei casi. Il fatto è che non si preannuncia, ed i sintomi si manifestano quando è già presente. Per riconoscerlo bisogna fare attenzione  dunque ai seguenti sintomi: 1.     gonfiore di un testicolo rispetto all'altro; 2.     maggior peso di un testicolo rispetto all'altro; 3.     maggior dimensione di un testicolo rispetto all'altro; 4.     dolore acuto di un testicolo La diagnosi viene fatta con una ecografia  dello scroto ed il dosaggio di alcuni marcatori, i quali rivelano subito la presenza o meno del tumore. Come si cura il tumore al testicolo Se scoperto nella sua fase iniziale e limitato al solo  testicolo,  si procede all'asportazione del tumore, con un intervento chirurgico. Il medico poi decide se è necessaria anche qualche seduta di radioterapia per eliminare  tracce possibilmente sospette rimaste dopo l'intervento. Se scoperto con qualche ritardo, e dunque con  il tumore in una fase più avanzata, si deve invece ricorrere alla chemioterapia, tenendo presente tuttavia – ed è un elemento positivo - che questo tipo di tumore è molto sensibile agli effetti dei farmaci, con cui si ottengono quindi ottimi risultati. Con i farmaci guarisce anche il 60-70% dei casi di malattia già disseminata, a cui va aggiunto un 10-20% di pazienti guariti definitivamente dopo l'asportazione di tumori rimpiccioliti precedentemente con la chemioterapia. In entrambi i casi, comunque, è necessario farsi controllare molti anni dopo la cura. Negli stadi più avanzati, invece, con metastasi ai linfonodi dell'addome oppure in altri organi, la chemioterapia  non guarisce ma tiene sotto controllo la malattia. In questo caso però  dopo l'asportazione del testicolo viene inserita una protesi che consente di mantenere l'aspetto estetico dello scroto. Cosa accade alla fertilità maschile Nel caso di intervento chirurgico in fase precoce, con la guarigione,  il testicolo sano che resta dopo l'asportazione di quello malato, è più che sufficiente alla produzione di spermatozoi e dunque la fertilità  non subisce menomazioni.
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Perchè la pillola rende la donna più gelosa

La gelosia non è sempre e soltanto una questione di carattere. Insomma: gelosi non si nasce , ma si può anche diventare. Alle donne, per esempio, può accadere di scoprirsi insolitamente e improvvisamente molto possessive nei confronti del loro partner. Il motivo? Non solo una certa propensione dell'uomo a flirtare con le colleghe in ufficio e, in generale, a gettare gli occhi sulle altre, ma l'uso della pillola contraccettiva. Donne gelose e possessive Il legame tra l'anticoncenzionale più usato dalle donne e il sentimento della gelosia è stato dimostrato da uno studio condotto dalla Stirling University, in Scozia, e pubblicato sulla rivista scientifica “Personality and Individual Differences”. Secondo la ricerca, le donne che assumono la pillola contraccettiva potrebbero diventare più gelose e possessive. Gli ormoni presenti nel farmaco, infatti, sarebbero la causa delle preoccupazioni delle donne sulla fedeltà del proprio partner: le pillole anticoncezionali che hanno un più elevato livello di estrogeno potrebbero mettere a rischio il rapporto di coppia.    La fiducia di coppia Per arrivare a queste conclusioni sono state coinvolte nello studio 275 donne, delle quali sono stati indagati i sentimenti verso il partner in alcune circostanze che hanno messo alla prova la fiducia di coppia. I ricercatori hanno poi confrontato le risposte delle donne che assumono contraccettivi con quelle che non usano la pillola. Ebbene, dai risultati è emerso che le donne che assumono la pillola anticoncezionale sono più possessive. In particolare, le pillole con un contenuto più pesante di estrogeni sembrano aver un´influenza superiore sull´impatto emotivo rispetto invece a quelle con un più alto livello di progesterone. “Sembra che le donne non siano pienamente consapevoli della gamma di potenziali effetti psichici associati all´uso della pillola”, ha commentato Craig Roberts, che ha coordinato lo studio. Per questo i ricercatori sono convinti che è importante, per le donne che scelgono di usare l´anticoncezionale, non sottovalutare gli effetti sulle proprie emozioni verso il partner.
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I vegeteriani rischiano meno diabete, ipertensione e obesità

Dire addio a bistecche, braciole & Co. sarà pure un sacrificio dal punto di vista della gola. Ma rappresenta un sicuro vantaggio dal punto di vista della salute: meno rischio di sviluppare il diabete o diventare obesi. È la tesi di Bernard Guy-Grand, vicepresidente dell´Istituto francese per la nutrizione, e Fernand Lamisse, professore emerito di nutrizionismo. Attenzione, però: gli esperti transalpini specificano che un'alimentazione fatta di sole verdure non basta. Il segreto è associare insalata e ortaggi a legumi e cereali, un binomio che produrrebbe proteine molto simili a quelle presenti nella carne. Leggi anche: Legumi, nessuna dieta può farne a meno Studi epidemiologici hanno rilevato che i vegetariani soffrono meno di ipertensione, problemi coronarici, diabete e obesità. Chi consuma molta verdura e frutta, poi, si sazia prima e mangia meno degli altri. Leggi anche: Ipertensione, i 5 organi che rischiano di più Per quanto riguarda il cancro, invece, la questione resta molto dibattuta: il minore impatto sui vegetariani potrebbe dipendere semplicemente dal consumo di frutta e verdura, e non dall´assenza di carne e derivati.


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Cellulari, la sindrome dello squillo fantasma
È capitato a tutti, nessuno escluso: si ha la precisa sensazione che il telefonino, nella tasca o nella borsa, stia suonando o vibrando. Ci si affanna a prenderlo in mano e… si scopre che non era vero: sul display non risulta nessuna chiamata. Troppo stress? Dipendenza da cellulare? Un periodo di particolare stanchezza psicofisica? O non sarà piuttosto un disturbo vero e proprio? Lo studio Una serie di studiosi cercano di far luce sulla cosiddetta “sindrome dello squillo fantasma”, suggerendo che il fenomeno sperimentato ogni giorno da milioni di persone non è totalmente frutto dell´immaginazione. Secondo il team della School of Psychology dell´Università di Sydney (Australia), diretto da Alex Blaszczynski, la sensazione è provocata dall´attività elettrica. “Penso sia collegata ad alcuni dei segnali elettrici che arrivano con la trasmissione”, ha spiegato l´esperto al quotidiano australiano “Sydney Morning Herald”. In pratica, dice Blaszczynski, questa sensazione di vibrazione è simile al rumore prodotto quanto un telefonino è posto molto vicino a chi parla. Leggi anche: Usi tropo il cellulare? Rischi il gomito del… telefonista Come il cervello interpreta le vibrazioni del telefono  Stando a Michael Rothberg del Baystate Medicial Center di Springfield (negli Stati Uniti), che ha condotto uno studio proprio sulle cause e sugli effetti delle vibrazioni, queste sarebbero provocate da un´interpretazione errata di segnali sensori nel nostro cervello. Leggi anche: Sul cellulare più germi della tavoletta del water Lo studio di Rothberg ha scoperto che gli “squilli fantasma” sono sperimentati dal 68% del campione esaminato, con ben l´87% di questi che sente le vibrazioni “immaginarie” settimanalmente, e il 13% addirittura giornalmente. Le aspettative del cervello “Per gestire una quantità eccessiva di input sensoriali - spiega lo studioso americano sul quotidiano britannico "Daily Mail” - il cervello applica dei filtri o schemi basati su ciò che si aspetta di trovare", ovvero una chiamata sul telefonino, che però in realtà non c´è. Leggi anche: Perchè la pressione sale quando il cellulare squilla
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Ecco perchè lo yoga in ufficio fa bene ...all'ufficio

Una litigata col capoufficio? Una discussione tra colleghi? Quel mare di pratiche che sembra non volersi smaltire mai? Stress e ansie sul lavoro possono risolversi con una rapida seduta di yoga o meditazione. Attenzione, però: non in palestra o a casa, ma direttamente in ufficio. Perchè la meditazione in ufficio fa bene all'azienda La scoperta è frutto di una ricerca realizzata da ricercatori della Ohio State University (Usa) e pubblicata sulla rivista “Health Education & Behavior”. Nello studio, un gruppo di impiegati d'ufficio sono stati invitati a praticare per sei settimane una tecnica di meditazione conosciuta come MBRS (Mindfulness-Based Stress Reduction), utilizzata di solito per favorire il processo di guarigione nei pazienti ricoverati in ospedale e adattata dai ricercatori alle particolari condizioni lavorative degli impiegati. Leggi anche: Ansia, 7 rimedi naturali I soggetti sono stati così sottoposti a un training settimanale di un'ora di meditazione durante la pausa pranzo e a venti minuti di yoga e meditazione da effettuare tutti i giorni direttamente dalla scrivania del lavoro. Sei settimane dopo, quelli che praticavano la tecnica MBRS hanno mostrato un notevole miglioramento del loro sonno notturno e una riduzione del 10% dei sintomi di ansia e stress rispetto agli altri impiegati. La tecnica di meditazione MBRS, spiega l'autrice dello studio Maryanna Klatt, si basa su una presa di consapevolezza della vera radice dello stress che viene fatto risalire a un unico fattore esterno, come il lavoro appunto. Una volta identificata la reale causa dello stress, risulterebbe più semplice affrontare il disagio fisico e mentale da parte dei soggetti, che non vedono più i loro problemi così insormontabili e numerosi come prima.


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