spiragli

anonymous asked:

Vir, com'è andata? :c

Che ciccini, mi avete scritto in tantissimi!

Eh come è andata? Azzarderei bene, nel senso che mi aspettavo peggio. Non è stato cattivo con me, non mi ha dato tutte le colpe, non è stato neanche freddissimo.
Mi ha detto essenzialmente che mentre era al campus si è reso conto di sentirsi bene a sapere di non dovermi rispondere o chiamare, si è sentito libero da me, insomma, e ha capito che era una sensazione che gli piaceva. Perciò ha realizzato che io lo facevo sentire oppresso perché si sentiva sempre in dovere nei miei confronti: di chiamarmi, di rispondermi, di dedicarmi del tempo e magari rinunciava a cose che avrebbe voluto fare pur di non discutere con me o non farmi stare male. Ciò che è successo al campus è stata la goccia ma era una situazione che c’era da molto. Questa è la motivazione, essenzialmente: pensa di stare meglio senza di me perché la mia presenza nella sua vita gli mette ansia.
E poi mi ha detto che quando litigavamo colpivo i suoi punti più deboli e questo lo faceva stare male.

Io non ho potuto fare molto se non accettare la sue decisione. Gli ho detto che se me ne avesse parlato prima, se mi avesse fatto capire la gravità della situazione, avrei potuto fare qualcosa invece di arrivare così all’improvviso ad un punto di non ritorno. 
Gli ho anche detto che avrebbe potuto darci un’occasione per vedere come saremmo stati da coppia vera, da coppia che vive vicina e non comunica più per messaggini ansiogeni. Ma per lui no, la situazione era insostenibile a prescindere dalla distanza. E su questo sta facendo un errore, ne sono molto sicura, ma purtroppo non posso farci nulla.
A settembre probabilmente si trasferirà qui ma io non sarò più nella sua vita.
Credo mi farà veramente molto male andare ogni giorno all’università, sapere che lui è lì a cinque minuti da me, mentre era lontano 200 km quando avremmo potuto amarci per bene.
Il mio rimpianto più grande sarà questo.
Per il resto non ho molto da dire. Se il mio atteggiamento lo faceva sentire oppresso, lo faceva sentire oppresso. Avrei potuto farci caso, controllarmi di più, ma certo non gli avrei mai detto sìsì esci pure ogni sera e mi raccomando dimenticati di mandarmi la buonanotte e non mi rispondere ai messaggi questo non è e non sarà mai da me. Però con la vicinanza questi problemi si sarebbero ridotti al minimo e lui non mi è parso comprenderlo.
Non mi sento in colpa.
Il meccanismo che lui ha adottato, di evitare i conflitti ma rinunciare a cose che avrebbe voluto fare, lo ha creato lui, io non gli ho mai chiesto nulla del genere, anzi, gli ho sempre detto di parlarmi di tutto e credo di aver sempre cercato di adottare un compromesso in ogni situazione.
Inoltre è un meccanismo che lui adotta con tutti, non solo con me, non so se n’è reso conto o no, ma è così. Cioè sotto questo punto di vista è lui ad essersi creato problemi che in realtà potevano non esistere.
Per quanto riguarda il colpire i punti deboli, è una cosa di cui non mi sono mai veramente accorta, non ne ero consapevole, anche se effettivamente di quello ne avevamo parlato altre volte. Su quello avrei potuto fare più attenzione, so che il mio essere esagerata e un po’ melodrammatica può fare male, ma è pure vero che da quando ha iniziato la psicoterapia ogni suo punto è un punto debole.

Non è questione che sono venuti meno i sentimenti, almeno è ciò che lui ha detto. Non so se crederci o no, devo ancora capire se la visione dell’amore che ho avuto fino ad ora è ancora applicabile. Ciò che so è che c’era amore nei suoi occhi il 23 giugno e oggi non lo so, oggi non l’ho percepito, ma forse era perché mi stava lasciando senza seconde possibilità o spiragli di speranza e beh, non può esserci amore nei tuoi occhi se fai una cosa del genere, anche se in fondo c’è nel tuo cuore.

Lui si sta staccando da tutto, adesso, e io faccio parte di quel tutto, non ero ancora diventata una parte di lui abbastanza per farmi restare nel caos e nella rivoluzione che sta avendo la sua vita, a quanto pare.  
Io pensavo di sì, ho fatto un errore di valutazione della nostra storia e del nostro amore e lui non mi ha mai smentito, anzi, dava adito a questo mio errore.

Ne troverai un altro, mi ha detto. E questa è stata l’unica cosa veramente crudele. Ne troverò un altro, certo, ma non è ciò che si dice quando sai di stare abbandonando una persona che ti ama. Un altro, ma che mi frega.

E nulla. Mi ha chiesto di non scrivergli più ma ha detto che se ci incontriamo possiamo salutarci. 
Ci siamo abbracciati.
Io sono andata via senza voltarmi e non ho pianto.
Non ho pianto se non poco fa quando ho raccontato come fosse andata a mamma.

Gli voglio davvero un bene infinito, guardandolo negli occhi me ne sono accorta ancora di più. Sono felice per lui, se lui è più felice così, senza di me. Sinceramente. 
Spero che ritrovi se stesso, spero anche che ci rincontreremo tra anni e anni e che lui mi racconterà di come ha realizzato tutti i suoi sogni, di come abbia trovato qualcuno che lo rende felice davvero. Ha dei difetti e sta passando un periodo difficile, ma è una persona bella, mi ha dato tanto e sono contenta di aver potuto condividere un pezzettino della mia vita con lui.
Mi dispiace di non avergli detto che ci sarò sempre per lui se avrà bisogno di me, ma credo che forse lo immagina da solo se mi ha capita un pochino in questi anni.
 
Fine storia d’amore.

Tu che di gel sei cinta

Tu empirica creatura che si dissolve ad ogni sussulto,
Tu che sei gelo e dentro fuoco,
inganni te stessa per sottrarti ancora e ancora…
e sparisci dentro un mutevole oscuro
che prima o poi ti raggirerà
rabbuiando gli spiragli che a fatica appaiono sul tuo sorriso.
Tu che danzi nel mistero e vivi di ombre e riverberi come fossero realtà,
frughi nei silenzi per trovarne il senso
mentre barcolli sulle decisioni
del volare libera..tremare ancora
o annegare per sempre
dentro un mare d’ inezia.
Di quale viaggio ti farai traguardo?
Di quale luce t’illuminerai?
Stanca di vento sugli occhi,
debole di esili germogli lasciati essiccare privi di cura e protezione
avrai riparo di te stessa?
Chi ti proteggerà dai tuoi pensieri? dalle tue paure? Tu.. che lecchi ferite che t’hanno deriso e ingannato nell'attimo del freddo dovrai coprirti da sola e svelare che maschera indossi …imparare che il volo è vita arresa non anima in gabbia o mura pericolanti fra la Gente e assolver Ti. .prima di diventare quel Niente che hanno voluto fossi.

Parole e foto;Federica

Model @madonnacathy

Io non so cos'è la speranza, che suono fa, l'ho pensato intensamente in quel giorno, pensavo a chi conosce cosa vuol dire vedere luce, avere spiragli simili a raggi di sole, guardare oltre il dolore. Io ero solo dolore ammuffito, da lì spuntavano le mie malattie, erano tante. La sua decomposizione faceva proliferare mostruosi pensieri, avevo la mente piena di microbi, avevo una mente da disinfettare.
-Isabella Santacroce, Zoo-

@pensieridizuccherofilato

Voglio che tu sia il raggio di sole che illumina le stanze della mia vita…..
Hai presente il sole?
Che penetra la mattina tra gli spiragli
della persiana?
…..e posandosi sul cuscino ti sveglia con dolcezza…..ed un pizzico di insistenza….🌞

Voglio essere talmente magro da poter far qualsiasi cosa:

-Mangiare due big mac di fila
-Sedermi in braccio alle persone
-Mettere dei pantaloni e non sentirmi obeso
-Fare invidia agli altri
-Stare ore a guardarmi allo specchio e farmi foto
-Star bene con qualsiasi tipo di roba
-Avere nelle foto gli spiragli di luce che passano attraverso le gambe
-VIVERE E AMARE IL MIO FISICO SECCO E MAGRISSIMO.

Sembrerà egoista e malato come discorso, ma è tutto ciò che voglio ora.

— 

ma in realtà:

non posso permettermi di mangiare neanche un panino,

non posso sedermi in braccio alle persone,

posso solo indossare grosse felpe,

posso solo invidiare gli altri,

non riesco a guardarmi allo specchio, 

non posso divertirmi senza pensare a quanto sono brutto quando rido, 

tra le mie gambe non passerebbe neanche un moscerino. 

Vivere e odiare il mio fisico grasso e volgare. 

“Voglio essere talmente magra da poter far qualsiasi cosa:
-Mangiare due big mac di fila
-Sedermi in braccio alle persone
-Mettere un vestito attillatissimo
-Fare invidia alle altre
-Stare ore a guardarmi allo specchio e farmi foto
-Star bene con qualsiasi tipo di vestito
-Saltare addosso all’avversario durante una lotta coi cuscini
-Chiedere ad un ragazzo di farsi prendere sulle spalle
-Avere nelle foto gli spiragli di luce che passano attraverso le gambe
-VIVERE E AMARE IL MIO FISICO SECCO E MAGRISSIMO.

Sembrerà egoista e malato come discorso, ma è tutto ciò che voglio ora.

Chi lo dice che parlare sempre d'amore stanca,se è l'unica cosa che ci fa sentire vivi veramente?
Amare è il sentimento più forte che una persona può sentire dentro di se.Non è controllato ma il caso sceglie per noi,una persona.Un bel giorno,o brutto che sia,incontriamo questa persona e siamo letteralmente fottuti.Solo quello sguardo,ti ferma il sangue nelle vene per un secondo,senza poterlo controllare.Ma in fin dei conti siamo pronti per ricevere un NO dall'altra parte?Mai.Possiamo illuderci,dicendoci che passeremo sopra alla cosa,ma il nostro pensiero rimarrà costantemente verso questa persona.E ci faremo male,senza volerlo per amore.Allora diremo che l'amore fa male,che sarebbe stato meglio non innamorarsi o non provare mai quel sentimento.Proprio tutto questo è del tutto sbagliato.L'amore ci rende tutti uguali buoni o cattivi perché tentiamo con qualsiasi forza possibile di poter ricevere dall'altro ciò che proviamo.Inutile parlare di amore,è una cosa banale da dire perchè in questo colossale inferno ci sono solo due spiragli di luce che possono illuminarci,l'amore e l'amicizia.
Ci sono cose che non possiamo e non dobbiamo spiegarci. Spiragli che si aprono da soli. Raggi di sole che entrano senza chiedere, senza motivo, senza un fine. Piccole crepe che non rovinano, non spaccano, non dilatano; semplicemente: arricchiscono. Non tutte le rotture sono negative; sbagliamo noi a chiamarle così, quando in verità non sono altro che aperture.
E la vita è proprio lì fuori ad attenderti, pronta a dirti:“Salve, è permesso?”
“Certo, s'accomodi se questi sono i suoi modi”
“In verità mi volevo scusare per i modi, non volevo rovinare”
“Ma non ha rovinato nulla, ha solo aperto..”
“Sì, ma ho anche rotto”
“Ha ragione, ma alle volte per vedere il sole bisogna rompere qualche muro”
Oggi splende il Sole.
Non parlo del Mare e neanche del balcone.
Oggi fa caldo e non parlo del tempo.
Ho dovuto abbattere la mia casa piena di certezze, sentirmi insicuro per sentirmi vivo.
Però, ora ne sono certo, questo è il Sole e non una luce artificiale di un lampadario ottocentesco.
—  Alessio Dandi
Senti le lacrime.
Le senti pulsare dentro di te.
Hai quelle sensazioni di angoscia, fastidio, ansia, tutte insieme.
Sei nel letto, circondata solamente dall'oscurità e tu lo sai, questo è l'unico momento dove ti puoi permettere di lasciarti andare.
Decidi finalmente di sfilarti dalla faccia quel finto sorriso e di toglierti dagli occhi quel luccichio di vivacità.
Ora sei te stessa e hai paura di quel casino dentro di te che la notte si fa sentire un po’ di più.
Ti ascolti, cerchi di stare tranquilla, di non piangere perché sai che non riusciresti più a smettere.
Provi a pensare a cose belle.
Nulla supera tutto ció che ti toglie il sorriso. I tuoi pensieri prendono le sfumature del grigio, proprio come i tuoi occhi e la tua anima. Ti raggomitoli su te stessa. Ti lasci andare. Vieni trasportata da un fiume in piena di emozioni. Hai perso il controllo e già sai che non riuscirai a ritrovarlo. Ti fai sempre più piccola, ti senti indifesa, non riesci a muoverti, a parlare. Che se in questo momento qualcuno provasse ad ucciderti, non sapresti nemmeno se reagiresti. Pensi “forse sarebbe meglio così”.
Poi torni alla realtà, provi a darti una scrollata. Non credi a ciò che stavi pensando. Dici che non accadrà più, ma sai benissimo che accadrà ancora.
Non riesci a muoverti.
Ti lasci così, sofferente.
Aspetti di aprire gli occhi mentre gli spiragli di sole filtrano dalla finestra e nel frattempo, ti lasci andare.
—  laragazzasemplice

Se svegli l'autunno con le poesie
la sua luce filtra dagli spiragli delle gioie inasprite sino all'amore non ancora staccatosi dai rami del cuore.

Non sono foglie i sentimenti,
non cadono alla fine della loro vita,
essi sono come la pelle di chi si scotta al sole estivo,
così caldo e forte che
il velo sottile che ci protegge è lo stesso che ci insegna che troppo sole ci brucia in fretta.
E il troppo amore lo sai vedere quando dentro te qualcosa, simile alla pelle scottata, ti fa capire che hai esagerato lasciando spazio ad una nuova te che non sbaglierà più.

Ma forse il problema è proprio il non rendersi conto che qualcosa o qualcuno sarebbe disposto a proteggerci sempre, e questo amore non sarà mai troppo, anzi, perlopiù scarseggia.

Non mi stanno simpatici

Ci sono persone che indirettamente o direttamente dichiarano la propria invisibilità. Si sentono lo scarto della società e ciò in virtù di vicende passate. Implicitamente queste stesse persone si lamentano del fatto di essere considerate tali o comunque, si capisce da ciò che dicono che hanno sofferto per ciò che hanno subito. Lo scrivono, lo denunciano attraverso vari mezzi, che è un po’ come gridare aiuto. Però talvolta, alcune di queste persone, allontanano quelle che tentano in qualche modo di avvicinarsi a loro. Che ci provano e riprovano, con la massima delicatezza, ma invano. E io questo proprio non lo comprendo. Giustificare dicendo è il frutto di ciò che ha vissuto, non mi sta bene, oggi mi sembra solo un alibi. Si sa, adesso è facile fare le vittime e puntare il dito contro questa società di merda. Non si vedono vie d’uscita, la maggioranza è quella che è, pochi spiragli, luce flebile, e siamo tutti d’accordo. Però no, darsi e dare una possibilità mi sembra il minimo. Ci sono persone che, e non volendo essere cinica mi tocca dire che lo fanno involontariamente, si rendono invisibili. Però adesso faccio la cinica. Qualcuno, oggi giorno, ci sta pure bene in questi panni. È pur sempre un ruolo, a qualcuno tocca.

Chissá cosa pensano le stelle di noi. Abbiamo tutti questa mania di cercarle, osservarle ed esprimerci sopra desideri. Affidiamo loro i nostri segreti piú profondi, i nostri sentimenti più veri e le nostre ultime speranze piú flebili. Alcuni aspettano con ansia un qualsiasi segnale di ritorno, altri non pretendono nulla, ma forse, in silenzio, sperano che ascoltino le loro richieste.  E in tutto ció, le stelle cosa fanno? Cosa pensano? Magari non interessa affatto, alle stelle, di tutti i nostri desideri. Magari anche loro li esprimono puntandoci con il dito, e noi non lo sappiamo. Avete mai pensato a osservare l’altra faccia della medaglia? A me capita spesso. Eppure sono lì, nel cielo, e brillano, brillano come non mai. Ogni notte hanno la forza di spingere via il sole e prendere il suo posto. Ogni notte donano spiragli di luce ai navigatori solitari e agli adolescenti insonni. Forse, il loro intento è quello di esserci d’esempio. É come se urlassero, nella loro splendente luminosità: “Siate meno uomini e più stelle, imparate a rinascere ogni giorno e a far vedere a tutti quanto brillate.”
—  cenerealvento