spettacolo!

«Con un pianto si apre il sipario della vita:
ad ognuno una, due, anche tre maschere; comincia, quindi, la ricerca delle interpretazioni in questo buffo gioco delle parti. Qualcuno cerca il copione al di fuori del palco, ignaro che il dramma è in noi. Ma come scegliere il genere? È meglio vivere tra le grasse risate di una commedia? O tra i manierismi canori di un musical? O forse nel titanismo di una tragedia di Euripide? Oggi va molto il metateatro pirandelliano, misto all'assurdità di quel Godot che tutti aspettano. 
A prescindere dal genere, dalla o dalle maschere che s'indossano, dalla scenografia e dalle luci, questo spettacolo è molto breve e, in men che non si dica, si concluderà tra qualche lacrima amara, qualche risata - di cattivo gusto - e applausi scroscianti.
Qualcuno, invece, getterà una rosa e, subito, si chiuderà il sipario.»

– Storie di un capocomico / Introduzione, inviato da anonimo.

anonymous asked:

Scrivi una frase del tuo romanzo?

Avevo paura dei mezzi di trasporto. E, sì, quando c’era da fare il gioco della fiducia, mi allontanavo tempestivamente dai partecipanti. Assistevo allo spettacolo, ammirando tutto ciò che mai sarei potuta essere. Avevo quindici anni quando, in gita, al Festival della filosofia, mi dissero: “manchi solo tu”. Mi ritornarono in mente le cinque panchine, e i bambini che ripetevano: “manchi solo tu”. Non mancavo io: mancava il mio coraggio. Il gioco della fiducia non era affatto un gioco; era la misurazione di quanto una persona riuscisse ad abbandonare il proprio corpo, di quanto riuscisse a sopportare la sensazione di impotenza che nasce quando affida se stessa alle braccia di un’altra persona. Io l’impotenza non la sopportavo, e mai, mai avrei affidato me stessa alle deboli braccia di un umano. C’erano già stati troppi problemi tra le braccia di dio.

Il " bacio " di Giove e Venere.

Giove e Venere protagonisti di uno spettacolare “incontro”. Queste sere, il cielo al tramonto sta mostrando un fenomeno particolarmente suggestivo, con il lento avvicinamento dei due pianeti che appaiono come due stelle quasi attaccate fra loro. In particolare, la sera del 30 giugno (tra il tramonto e le 22.30 circa) i due pianeti si troveranno alla loro minima distanza, separati da appena un terzo di grado.

Si tratta della congiunzione planetaria più ravvicinata del 2015, uno spettacolo da non perdere, che potrà essere osservato molto bene ad occhio nudo, guardando verso ovest (considerata anche la forte brillantezza di Venere che è l’astro più luminoso in cielo e il pianeta più vicino alla Terra). Con telescopi a bassi ingrandimenti si potranno osservare, contemporaneamente, la fase di Venere e i satelliti di Giove.

Una serie di congiunzioni simili è avvenuta soltanto nel lontano 3-2 a.C. e secondo alcuni potrebbe essere il fenomeno seguito dai Magi e citato nel Vangelo di Matteo. I due pianeti “torneranno di nuovo insieme” la mattina del prossimo 26 ottobre 2015, ma non così vicini come nella serata dell’ultimo giorno di giugno.

Va comunque rilevato che le congiunzioni tra Giove e Venere non sono così rare per via dell’inclinazione delle loro orbite: dall’agosto 2014 all’ottobre 2015 questa congiunzione si realizzerà 3 volte. La loro vicinanza sarà in realtà solo prospettica: va infatti evidenziato che Venere si trova a circa 80 milioni di chilometri dalla Terra, mentre Giove ad oltre 904 milioni di km.

Non resta che attendere questa sera e puntare lo sguardo verso ovest.
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

Si dice che quando una persona guarda le stelle è come se volesse ritrovare la propria dimensione dispersa nell’universo.
— 

Salvador Dalí

…..vista la prima stella cadente estiva. Zona ovest. Spettacolo.

Con tutta la rabbia e la delusione che porto dentro non posso non sorridere quando ti vedo felice, quando so che stai bene e quando sento in lontananza la tua risata. Abbiamo preso strade diverse, strade opposte e non esiste punto d'incontro, non esiste prospettiva di ritorno, di incroci. Respira a pieni polmoni la tua vita, rendila uno spettacolo degna di un applauso lungo e interminabile.
Avrai un figlio.
Ti farà un sacco di domande a cui tu risponderai con quel sorriso che ti caratterizzava il volto in ogni circostanza.
Dietro di voi ci sarà una donna. Vi guarderà da lontano, preparando il tuo piatto preferito. Sorriderà e forse alzerà gli ochi al cielo per ringraziare qualcuno per lo spettacolo che si trova davanti ogni ora all'ora di cena.
Io probabilmente sarò davanti all'oceano o alla locandina di un film, ancora non lo so. Quel che è certo è che tornerò a pensarti e a convincermi che forse l'amore aveva i tuoi occhi.

Questo è il basket, è vincere uno scudetto dopo essere stati sotto tutta la partita e recuperare tutto o quasi nell'ultimo quarto, tra triple rimbalzi e palle recuperate, è vincere uno scudetto in gara 7, fuori casa, e a fine partita andare ad abbracciare gli avversari in lacrime, consolarli, scambiarsi strette di mano. Il gioco più bello del mondo, il primo scudetto per Sassari dopo un anno stupendo con Supercoppa e Coppa Italia. Ma lo scudetto stasera va anche a Reggio Emilia, che c'ha messo cuore e anima durante tutto il campionato e in tutte le partite dei play-off, e quando nelle cose ci si mette cuore ed anima beh, si esce sempre vincitori nonostante le sconfitte.

Ci sono tanti modi per esprimere i propri sentimenti, a volte ci fermiamo a guardare una cosa e cominciamo ad immaginarci l’impossibile dentro.
Ci sono gesti,persone,oggetti che anche nella loro semplicità riescono a portarci indietro nel tempo. Questa sera, sdraiato nel prato, ammiravo quei fuochi d’artificio che nel buio della notte, esplodendo, coloravano il cielo… 
Un po’ come quelle persone che così tutto d’un tratto entrano a far parte della nostra vita, ci “esplodono dentro”, lasciando il segno del loro passaggio, cambiandoci, nel bene e nel male, per sempre.
Ogni tanto mi guardavo intorno, è vero che lo spettacolo sta lassù, ma vi siete mai fermati a guardare le facce delle altre persone?
I bambini a bocca aperta che increduli, passano il tempo con il naso all’insù, quei ragazzi e ragazze innamorati che tra un fuoco e l’altro si scambiano un bacio, i genitori che con gli occhi lucidi si sentono di nuovo bambini e poi ci sono loro, i nonni, che urlano uno con l’altro, perché con il rumore dei botti non ci sentono, facendoti sorridere.
Ci sono tante belle cose nella nostra vita, bisogna solamente cercarle, non arrendersi mai, perché non c’è nulla di più bello che essere felici.