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I just remembered something from a long time ago, I think it may help you. Once, when I was little, I dropped my shoe into a river. When I tried to get it back I fell in. I thought I’d drown but the water carried me to shore. It finally came back to me. The river’s name was the Kahaku river. I think that was you, and your real name is Kahaku river.

The Dead Men As long as the man who’d killed him and his family was alive, somewhere out there across the dark plain, Pleasant had a reason to fight, a reason to keep putting one foot in front of the other. But kill the killer, and what was left? Something cold and uncertain. Could be he hung on to what he had – his hate, his anger, his job – because hanging on was all he had. The war was coming to an end. His time as a soldier was coming to an end. What then? Was there something else out there, something he had yet to discover, that could keep him going when he’d used up everything else? Some thing or some person that would give him a purpose again, that would light a different kind of fire within him? Most likely, he didn’t know. He probably didn’t care to think that far ahead. The Dead Men slept. But not Skulduggery Pleasant. No, Skulduggery Pleasant just hung on, waiting. Because it was all he had.

Ma sapete una cosa? vaffanculo, no dico davvero vaffanculo a tutto, vaffanculo a tutti.
Vaffanculo alle persone di merda, alle ragazze strafighe, ai ragazzi che si credono modelli di Abercrombie.
Vaffanculo a Facebook e agli stati usati per dire quello che non si ha il coraggio di dire in faccia alla gente, al ‘visualizzato alle’ , a WhatsApp e al ‘ultimo accesso alle’, ad Ask e al gioco dei nomi, alle classifiche sulle ragazze più carine e ai voti sulla bellezza.
Vaffanculo a tutti i messaggi scritti e mai inviati, a tutte le lettere mai spedite a tutte le telefonate mai effettuate.
Vaffanculo agli ipocriti, ai finti moralisti e ai ‘so tutto io’.
Vaffanculo a chi giudica senza sapere, a chi non si fa i cazzi suoi perchè fino a cent’anni non ci vuole campare.
Vaffanculo a cupido e alle sue frecce di merda che mannaggia al clero ce fosse na volta cristoiddio che se piglia la mira der core e non der culo.
Vaffanculo agli abbracci mancati, ai baci non dati e agli amori non ritrovati.
Vaffanculo a chi si prende la libertà di spezzare cuori, a chi calpesta i sentimenti e chi infrange i sogni.
Vaffanculo ai letti troppo vuoti e alle stanze troppo piene di gente, al mascara colato, alle lacrime versate per chi in fondo non ne meritava manco mezza.
Vaffanculo alla scuola e ai professori, ai voti e ai pomeriggi passati in casa a studiare.
Vaffanculo alle prime impressioni, alle preferenze ed alle ingiustizie.
Vaffanculo agli autobus persi e alle code troppo lunghe alle macchinette.
Vaffanculo a chi non capisce e a chi crede di capire tutto quando in verità non ce capisce n’cazzo.
Vaffanculo a tutto stò cazzo di mondo di merda che non fa altro che peggiorare.
Vaffanculo a tutti, belli e brutti.