spaziali

Ho navicelle spaziali pazze e giostre anarchiche dentro. Ecco perché cerco fuori. Che cosa, non ha mai avuto troppa importanza. L'importante è fuggire. E allora come si fa a trasformare in una strada la confusione spaventata delle nostre orme? Come si fa a trasformare quel fuggire in un andare?
—  Massimo Gramellini, Chiara Gamberale

Parleremo quindi di uno spinoso tema di attualità.

Con il caldazzo infame è tempo di bib(b)ite.
E anche se notoriamente Niente Disseta Come l'Acqua™ il fascino discreto dei liquidi aromatizzati ti ammalia come i Tazenda nel 1992.

Quest'anno però ho qualche seria difficoltà a trovare ciò che è teoricamente in eccesso ovunque. Il fottuto zucchero.
Se fai la spesa senza la lente d'ingrandimento è un attimo che ti ritrovi sei bottiglie di Qualcosa Senza Zucchero Senza Calorie Senza Niente quando tu volevi semplicemente Qualcosa.
Ora, lo so che lo zucchero è come la pizzica, che un brano ogni tanto va bene ma una sagra può farti venire il diabete o altre malattie, ma siamo sicuri che l'alternativa sia meglio? Che una sagra di yodel devasterebbe meno i maroni?

Gli scaltri produttori di bib(b)ite lo sanno, e recentemente hanno smesso di sostituire lo zucchero con UN dolcificante chiamandolo “dolcificante” che poi salta fuori che fa crescere le squame e devono cambiare tutte le etichette.
Ora pigliano un fucile a pallettoni, lo caricano di sette dolcificanti a caso e sparano nel mucchio, però chiamandoli edulcoranti che fa più figo. Scusi, le tolgo lo zucchero. Com'è edulcorato lei.

Acesulfame-K, Ciclammato di sodio, Glicosidi Steviolici, Alabarde Spaziali, vi risparmio le googlate ma i risultati in letteratura scientifica sono variazioni di “mmmsssì per ora non è morto nessuno, diciamo ok, poi vediamo” con la classica postilla di evitarne un consumo eccessivo che già non vuol dire una cippa, quando poi una bib(b)ita ce ne infila 4 a caso capire le proporzioni è un optional.

Poi magari finisce come il sorbitolo, che qualcuno si caga addosso e “vabbuò, scriviamo sulle cingomme che possono avere effetto lassativo, via”.

Non mi resta che attendere la puntata di report deprimente tipo quella sulle padelle antiaderenti “c'è il teflon nelle vostre padelle?” “ma come si permette! fa malerrimo” “ah, e quindi cosa c'è?” “boh”, poi salterà fuori che uno degli edulcoranti fa venire le palle piccole e stamperanno le etichette “Con zucchero VERO!”

Fino ad allora mi tocca andare a far la spesa con gli occhiali di mister magoo e diffidare di tutto ciò con ZERO scritto da qualche parte che non sia un singolo degli Smashing Pumpkins.

Io parlavo, parlavo. Parlavo come non mai, spinto chissà da cosa. Parlavo e neanche badavo a ciò che dicevo. Ero così vicino a lei, da potermi vedere brillare nei suoi occhi felini. La respiravo senza che ciò ci contrariasse. Era tutto così naturale e spontaneo da non esserci posti dei limiti spaziali. Le ero così vicino, e si capiva che non aveva il timore che la invadessi. Era tutta disposta. Mi guardava seria; si vedeva che era emozionata. Sentivo l’aria avvolgerci adesso, come fossimo un unico essere, non come quando due vortici si scontrano, ma come quando ne gira solo uno, forte e vivace. Le ero così vicino da intercettare i suoi pensieri, sentivo i cuori che pulsavano all’unisono, scontrandosi. Vedevo me brillare nei suoi occhi aperti all’eternità. Non poteva non essere niente.

NASA Spacecraft Closing in on Jupiter, Media Briefing to Discuss July 4 Arrival

NASA will host a media briefing at 11 a.m. PDT (2 p.m. EDT) on Thursday, June 16, to discuss the agency’s Juno spacecraft and its July 4th arrival at Jupiter.

The briefing will be held at NASA Headquarters in Washington, and broadcast live on NASA Television and the agency’s website.

The solar-powered spacecraft will perform a suspenseful Jupiter orbit insertion maneuver – a 35-minute burn of its main engine – which will slow Juno by about 1,200 mph (542 meters per second) so it can be captured into the gas giant’s polar orbit. Juno will loop Jupiter 37 times during 20 months, skimming to within 3,100 miles (5,000 kilometers) above its swirling cloud tops.

Juno will provide answers to ongoing mysteries about Jupiter’s core, composition and magnetic fields, and provide new clues about the origins of our solar system.

The briefing participants will be:

• Diane Brown, Juno mission program executive, NASA Headquarters, Washington

• Scott Bolton, Juno principal investigator, Southwest Research Institute, San Antonio

• Rick Nybakken, Juno project manager, NASA’s Jet Propulsion Laboratory, Pasadena, California

• Heidi Becker, radiation monitoring investigation lead, JPL

• Alberto Adriani, Juno co-investigator, Instituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali, Rome

Members of the public can ask questions on social media using #AskNASA.

[…]

Per me i sentimenti sono orizzontali, o verticali. Orizzontali sono temporali, verticali sono spaziali. E che vorrà dire questa cosa incasinata Tresor? Semplicemente che per avere i miei sentimenti bisogna superare o una fase temporale, in cui mi si frequenta abbastanza da conoscermi, da sopportare tutte le mie assenze, tutte le mie stranezze, la voglia perenne che ho io di mandare a fanculo il mondo, e la voglia che gli altri hanno prima o poi di mandare a fanculo me. Capire che per quanto io non sia presente fisicamente, ci sono sempre, guardo sempre alle persone a cui tengo, a distanza. E quella è la fase che molti miei amici hanno sopportato, temporalmente, anno dopo anno, fino ad acquisire la mia fiducia. Come la volpe del piccolo principe, ho bisogno che qualcuno mi tenda la mano finchè non mi avvicino per annusarla, per capire se posso fidarmi o meno. Alcuni dei miei amici più cari li ho persi, alcuni dei miei amori li ho persi perchè non hanno avuto fiducia in me, perchè mi hanno mentito, per tante cose che ora non ti spiegherò. Ed altri, a prescindere da tutto, con tutte le distanze e le stranezze, sono rimasti.

E poi… e poi c'è la parte spaziale. Verticale. Quanto in profondità mi si può entrare dentro, quante radici si possono porre nel mio cuore. Alcuni miei amici sono stati spaziali e temporali, e loro sono davvero la mia famiglia. Il mio branco. Qualcosa che io ho giurato di proteggere a costo di darci il sangue e la vita, e non è una metafora. Ci sono persone per cui io mi taglierei un braccio e lo butterei nel fuoco, se questo servisse a qualcosa. E… ci sono persone che non sono state mie amiche, che ho incontrato per poco tempo, eppure per quel poco tempo sono affondate nel mio cuore con così tanta violenza da bucare il terreno della mia anima e rimanere incastrati fra ventricoli ed atri del cuore, facendosi una casa, e portandosi via tutto quando se ne sono andati via. Ta è fra questi. Ci siamo guardati un giorno, ci siamo conosciuti un giorno. Niente di che, una conoscenza casuale. Eppure… E’ stato tutto. Per sei mesi, mentre lei stava con un altro, stava con me. Per sei mesi c'è stato il paradiso e l'inferno assieme. L'odio e l'amore, con tutte le maiuscole. Ma li scriverò minuscoli perchè il passato è passato, e perchè non devo parlarti di lei, ma ora devo iniziare a parlarti di me. E della Paura che ho. 
[…]

(frammenti di una lettera d'amore di anni fa)

Io capisco che esistono due tipi diversi di amore. C'è l'amore che dura per sempre. L'amore del matrimonio coi figli che crescono e si fanno la varicella e la scarlattina, con la vacanza al mare con la roulotte e il mutuo agevolato per la casa. E poi c'è l'amore che è una cosa di un attimo. È come quando casca una stella cadente, che pure se sei uno scienziato che studia lo spazio pure tu esprimi il desiderio. Per quell'attimo che casca la stella non ti metti a fare le teorie sulle stelle spaziali. Davanti a quella stella pensi al tuo desiderio come quando eri ragazzino.
—  Ascanio Celestini
telegraph.co.uk
Nasa unveils first pictures of Jupiter's poles: 'It's like nothing we've seen before'

NASA has published the first-ever images of Jupiter’s north pole and its southern aurora, taken during the Juno spacecraft’s first orbital flyby of the gaseous planet.

The space agency also said that the planet was “talking to us"  after analysis of Jupiter’s radio emissions.

 Juno came within 2,500 miles of Jupiter on August 27 during a six-hour transit from the north pole to the south."It looks like nothing we have seen or imagined before,” said Scott Bolton, principal investigator on the Juno project, from the Southwest Research Institute in San Antonio.“The largest planet in our solar system is truly unique. We have 36 more flybys to study just how unique it really is.”

A camera dubbed “JunoCam” took the high-definition images. It is one of the nine instruments on board the spacecraft.

Juno notably sent the first infrared close-ups of the planet’s north and south poles.

“These first infrared views of Jupiter’s north and south poles are revealing warm and hot spots that have never been seen before,” said Alberto Adriani, of the Istituto di Astrofisica e Planetologia Spaziali in Rome.

(excerpt - click the link for the complete article)

Jupiter's North Pole Unlike Anything Encountered in Solar System

NASA’s Juno spacecraft has sent back the first-ever images of Jupiter’s north pole, taken during the spacecraft’s first flyby of the planet with its instruments switched on. The images show storm systems and weather activity unlike anything previously seen on any of our solar system’s gas-giant planets.

Juno successfully executed the first of 36 orbital flybys on Aug. 27 when the spacecraft came about 2,500 miles (4,200 kilometers) above Jupiter’s swirling clouds. The download of six megabytes of data collected during the six-hour transit, from above Jupiter’s north pole to below its south pole, took one-and-a-half days. While analysis of this first data collection is ongoing, some unique discoveries have already made themselves visible.

“First glimpse of Jupiter’s north pole, and it looks like nothing we have seen or imagined before,” said Scott Bolton, principal investigator of Juno from the Southwest Research Institute in San Antonio. “It’s bluer in color up there than other parts of the planet, and there are a lot of storms. There is no sign of the latitudinal bands or zone and belts that we are used to – this image is hardly recognizable as Jupiter. We’re seeing signs that the clouds have shadows, possibly indicating that the clouds are at a higher altitude than other features.”

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