spaziali

Future Past

Doveva proprio essere strano il futuro nel passato, quei cappelli sferici, le navi volanti, i maggiordomi robot, i palazzi alienanti e la colonizzazione della luna e di marte, i viaggi spaziali e le città sottomarine..
Doveva essere pieno di speranza e di paura il futuro nel passato, con la scienza che stava scoprendo sè stessa e si stava scoprendo non del tutto dissimile dalla magia, dalla religione, con la terra che ancora non aveva satelliti al collo come gioielli di una collana di metallo e transistor, dove c’erano ancora zone inesplorate e si poteva interrogarsi sull’esterno senza del tutto conoscere il proprio interno, quando c’erano i Kraftwerk che immaginavano l’elettronica come il suono di mille computers intenti a parlare fra loro, quando di seguito i Depeche mode gli daranno un senso diverso, quando il televisore era un lusso e non il nostro linguaggio, quando l’unica cosa sociale era la piazza, ed era comunque asociale, quando al posto dello schermo del cellulare la gente guardava le riviste, che quella cosa non è cambiata per un cazzo, ci si ignorava comunque in passato come ci si ignora nel presente, siamo solamente diventati più bravi ad ignorarci, tutto qui.
Ed i dischi volanti dio, erano frisbee, erano lance, erano frecce e sfere e geodi erano di tutte le forme possibili e non ci si domandava niente dello spazio, l’atomica era caduta e sapevamo che potevamo distruggere il mondo, e se sai di poter distruggere il mondo pensi anche di essere così forte da poterne conquistare altri mille, e c’era comunque la paura del diverso, si proiettava nello spazio la paura del diverso, che se eri nero eri diverso, se eri omosessuale eri diverso, ma c’erano gli alieni nello spazio, e per loro chissenefrega del colore della pelle, del genere, di dove lo vai a prendere o di chi ami, per loro si sarebbe stati tutti terrestri, e quindi tutti diversi allo stesso livello, e questo ridimensionava un po’ le cose, che se si era diversi tutti nella stessa maniera allora che senso aveva odiarsi a casaccio?
Che doveva proprio essere strano il futuro nel passato, e chissà come sarebbe stato, quanto c’avrebbe creduto uno di quell’epoca a dirgli questo è un cellulare, contiene l’accesso ad internet, che è tutta la conoscenza del mondo nel palmo della mano, però nonostante abbiamo tutta la conoscenza del mondo nel palmo della mano facciamo ancora le stesse stronzate, ci odiamo ancora tutti nella stessa maniera, invece di guerra fredda abbiamo esportato la guerra, divisa in piccoli frammenti, shrapnel di guerre sparsi qua e là per il mondo, abbiamo imparato che se non ci sono due eserciti schierati la gente non s’accorge che c’è un conflitto uomo del passato, siamo diventati non più saggi ma più furbi, e lo spazio costa troppo, colonizzare costa troppo, abbiamo già usato tutti i soldi per finanziare la nostra distruzione capisci, ci stiamo fumando stecche su stecche di sigarette in un certo senso, ci stiamo ammazzando da soli con sigarette fatte di pallottole e pubblicità scadente, però tu continua a sognare duro uomo del passato, con i tuoi caschi tondeggianti con le tue mille antenne ed i palazzi spaziali e le città sotterranee, sogna duro almeno te, che dalle mie parti nel tuo futuro che è il mio presente noi si ha un po’ smesso di farlo, che non abbiamo il tempo materiale.
E stammi bene, tu che puoi, che ci pensiamo noi a rovinare tutto, dacci un po’ di tempo e chiudiamo noi la baracca, tranquillo.

L'amore è tutta un'assurda bugia, per nulla astuta.

C'è chi se lo canta e racconta da solo, che mi guarda da lontano ogni volta che siam al caffè senza avere più il coraggio di avvicimarsi per un ciao, che spulcia la mia wall alla ricerca di indizi di chissaché e lancia perfino dediche struggenti perdendosi in viaggi spaziali. Mah!

Assurdo, per nulla astuto. Però in qualcosa ci ha anche preso il ragazzo!

star wars racchiude gran parte delle cose che amo: le stelle, le navicelle spaziali, le spade laser, il misticismo, lo zen, la magia, i lieti fine e le principesse disney

La legge del mondo esige che ciò che è iniziato una volta debba essere condotto a termine. E questo non è davvero motivo di gioia. Nulla arriva mai in tempo, la vita non ci dà mai qualcosa nel momento in cui siamo preparati a riceverlo. Soffriamo a lungo a causa di questo disordine, di questi ritardi. Siamo convinti che qualcuno si prenda gioco di noi. Ma un bel giorno ci rendiamo conto che tutto era preordinato secondo un meccanismo perfetto… Due persone non possono incontrarsi neanche un giorno prima di quando saranno mature per il loro incontro… Mature, ma non secondo le loro inclinazioni o preferenze, bensì nell'intimo, secondo i dettami di una specie di legge astronomica inoppugnabile, così come si incontrano i corpi celesti nell'immensità dello spazio e del tempo, con precisione matematica, nello stesso attimo, che è il loro attimo nella successione infinita dei secoli e delle distese spaziali.
Io non credo negli incontri fortuiti.
—  Un Lieto fine è per tutti
La stampa italiana contro le Unioni Civili tra finto endorsment e balle spaziali

La stampa italiana contro le Unioni Civili tra finto endorsment e balle spaziali

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di Il Capo

 

 

Devono rincorrere i loro lettori che calano continuamente e che si mantengono più o meno costanti tra gli anzianotti, così che non hanno più una linea, perché devono loro malgrado seguire il mercato. Soltanto così si spiega, sennò c’è da parlare di fascismo, ma non ci vogliamo arrivare, l’ambiguo atteggiamento della stampa italiana, quella che pensa di contare, con i suoi…

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Minimalismo estremo per #Alpina01: un tavolo , una sedia, una scrivania e una mensola multiuso. Design a cura di #Riesarredamento. La ricerca esplora la capacità dei moduli di mutare per concepire nuove forme. Si opera tramite matrici preservando le proporzioni, i rapporti spaziali stabiliti definiscono una coerente identità stilistica dei vari componenti.

Scopri di piu 》http://bit.ly/1PWmtEK

Sogno troppo strano

Ho sognato che ero nel mio cortile, non ricordo con chi, credo con mamma. Sta di fatto che ero strana, ero vestita in un modo bizzarro, e sorridevo. Cosí. A caso. Ad un tratto ho alzato la testa e c'erano tantissime stelle, ma il cielo era nero. Fissavo quelle stelle con intensità chiedendomi se davvero ci fossero altre vite, altri mondi oltre al nostro. Ad un certo punto le stelle hanno incominciato a fare formazioni strane, a muoversi, e l'ambiente intorno a me è calato nell'ombra. Una macchinario volante si aggirava per le nostre teste. Era enorme. Poi un altro. E una altro ancora. E a me non veniva da credere. Davvero c'erano delle navicelle spaziali sopra al mio cortile? E poi perchè sembrava che volessero me? Cosa volevano? Fissai lo sguardo sulla navicella più grande, che si stava avvicinando sempre di più, sempre di più, sempre di più. Fino ad atterare sul tetto della mia vicina di casa. Uscirono delle strane creature da quel veicolo. Erano tantissime. Avevano lunghe braccia, un corpo sottile che sembrava privo di scheletro e occhi grandi e minacciosi. Avevo paura, ma davvero tanta, cosí mi misi a correre su per le scale e loro si erano avviati al mio inseguimento. Scappavo e piangevo. Loro erano in troppi e mi avevano circondato i intrappolato, e io non sapevo più cosa fare.
Poi mi sono svegliata nel mio letto.

Astropoesia: mare spazio-temporale

Onde gravitazionali Fenomeni epocali
Increspature nel fluido
Dello spazio-tempo
Un enorme movimento
Sarà stata l'esplosione
Di una stella
O il mistero del big bang
Che viene a galla?
Forse la fusione
Di due buchi neri
Che nel fare l'amore
Hanno fatto rumore
Emozioni
Trasformate
In vibrazioni
L'astronomia
La fisica
Cambiano volto
Nuova musica
Si ascolta nell'Universo
Un infinito mare
Sempre diverso
Da cui pescare
Nuove scoperte
Tra le infinite galassie
Tutte quante aperte
Collegate da ponti spaziali
Perciò preparati
Ai viaggi spazio-temporali
Tieniti stretto
Saluta la fantascienza
Ripesca il sogno nel cassetto
Vivi l'esperienza
Non servirà biglietto
Ma solo battito nel petto

12 febbraio 2016
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SITI

di Stefania Crobe per la rubrica I MESTIERI DELL’ARTE


SITI è un laboratorio cross-disciplinare, itinerante e multi-situato di ricerca e sperimentazione artistica nello spazio pubblico per conoscere sinesteticamente i territori e progettare nuove possibili visioni spaziali.
Siti, indagando criticamente il rapporto tra arte e territorio, tra pratiche e politiche, opera nel campo della ricerca e dell’educazione, dell’innovazione sociale a base culturale per ripensare – in maniera consapevole e responsabile – lo spazio in termini relazionali e attivare processi di trasformazione urbana e sociale attraverso l’arte e la cultura, per immaginare e generare il cambiamento.

SITI evoca la necessità di situarsi nei territori – nelle situazioni – in maniera «altra» per fare dell’arte e della cultura strumenti epistemologici per comprendere e agire nello spazio pubblico, per indirizzare le politiche e trasformare gli spazi in luoghi, utilizzando l’immaginazione come metodo.
SITI è acronimo di Social Innovation Through Imagination, ma anche di Spatial Incursion in quanto ha l’obiettivo di creare dei cortocircuiti – posizionandosi tra l’istituzionale e l’informale – attraverso pratiche artistiche e culturali.
Con SITI, l’arte e la cultura non solo lavorano nello spazio pubblico, ma lo costruiscono. Uno spazio materiale e fisico, ma anche immateriale e astratto, relazionale.
SITI attiva nuovi e inediti processi di conoscenza e produzione dello spazio urbano attraverso l’arte, con tutta la sua portata di valori semantici capaci di leggere e reinterpretare il passato per progettare il futuro. 

La prima sperimentazione del progetto ha sede tra i Monti Lepini e si propone come pilota nell’attivazione di esperienze analoghe in altri luoghi “marginali” dando centralità ai territori tradizionalmente considerati “periferici”, mettendo in discussione la ricorrente dicotomia centro-periferia e proponendo una nuova idea di città dove politiche urbane e culturali, linguaggi e razionalità diverse si ibridano.


SITI nasce nell’ambito del Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell'Architettura e dell'Urbanistica presso il DICEA (Dipartimento di Ingegneria Civile, Edile e Ambientale) dell’Università La Sapienza di Roma. E’ un progetto ideato e curato da Stefania Crobe.

SITI è un'ambasciata del Terzo Paradiso

it.ibtimes.com
Amazon inserisce l'apocalisse zombie tra le sue clausole. Sul serio
L'idea di un'apocalisse zombie vi spaventa ma credete siano tutte fantasie? E allora perché Amazon l'ha prevista tra le clausole di utilizzo del suo game engine?

Tra i termini spicca la clausola 57.10, che spiega come “Lumberyard Materials non sia inteso per l'utilizzo su sistemi fondamentali per la vita o la sicurezza, come nelle operazioni con equipaggiamento medico, sistemi di trasporto automatico, veicoli a guida autonoma, controllo di aeromobili o del traffico aereo, impianti nucleari, navicelle spaziali con equipaggio o utilizzo militare in connessione con combattimenti dal vivo”.

Nulla di strano: Amazon sta specificando che si tratta semplicemente di un motore per videogiochi, che non va utilizzato nel “mondo reale”, magari per controllare dei droni. Su quello, la società di Seattle vuole meno concorrenza possibile.

Ciò che invece è davvero strano è la prosecuzione di questa clausola: “Ad ogni modo, questa restrizione non si applica nel caso (certificato dal Centers for Disease Control degli Stati Uniti) dovesse verificarsi una vasta infezione virale trasmessa via morso o contatto con fluidi corporei che porta i cadaveri umani a rianimarsi ed a cercare di consumare carne umana, sangue, cervello o tessuto nervoso di viventi e che abbia buone probabilità di causare la caduta della civiltà organizzata”.

In parole povere, se dovesse verificarsi un'apocalisse zombie sarete assolutamente liberi di utilizzare Lumberyard come meglio credete, magari per creare un sistema di guida per un drone armato che voli alla ricerca di morti viventi.

Ottawa: Astrofisico italo-canadese alla guida progetto Astro

Ottawa: Astrofisico italo-canadese alla guida progetto Astro

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E’ un astrofisico dalla doppia cittadinanza, italiana e canadese, Luigi Gallo, a guidare il team di scienziati che hanno collaborato alla messa in opera di Astro – H, l’osservatorio spaziale che verra’ portato in orbita venerdi’ dal Tanegashima Space Center, in Giappone. Finalita’ dell’ambizioso progetto, che vede il coinvolgimento della Nasa e delle Agenzie Spaziali giapponese, canadese ed…

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“Apparizioni” è la mostra che inaugura “Sensi, linguaggi creativi”, un nuovo spazio di promozione per l’arte contemporanea a Pompei. In esposizione le opere di due giovani pittori campani e di un fotografo francese: Giovanni Alfano, Lucia Schettino, Martial Verdier.
Scrive Franco Cipriano nel testo che presenta la mostra: “Sulle tracce di un labirintico attraversamento del passato come visione, le aberrazioni e rarefazioni spaziali delle fotografie- ricordo di Martial Verdier tramutano l’urbs in scena ‘onirica’ del tempo. La fotografia è azione non rappresentazione.
Memorizzare è performare il reale. […]
Se l’apparizione dell’immagine diventa interrogazione della sfera del presente, nella “concordia-discordia” che intercorre tra l’immagine e il tempo, sull’instabilità della memoria ci interrogano le visionarie materie del segno di Lucia Schettino. Se il campo d’azione del gesto è il vuoto, il fondo degli ectoplasmi della Schettino si rivela come grembo di un evento nascente. […]
Mentre Schettino genera il tempo della sua pittura nel quale è riflessa essa medesima attraverso il gesto che ne manifesta la presenza, i disegni di Giovanni Alfano sono sospesi nel vuoto del silenzio fontale, dove il nulla è loro matrice – eterna matrice di ogni immagine?
Nell’opera graphica sembra ritrarsi il gesto, le figure sorgono dal bianco abissale con un lento, freddo affioramento.
Il foglio è theatrum del disegnare, nel tempo de-soggettivizzato del disegno che ‘scavando’ la luce trova le ombre della memoria”.

Evento nell’ambito della rassegna “Dialoghi Pompeiani, l’arte, il tempo e le opere”.

Le iniziative di Spazio Sensi promuovono una riflessione sul crocevia estetico, storico e critico del rapporto tra forme della memoria del Classico e linguaggi contemporanei.
Interrogando la possibilità di un dialogo dei “segni dell’antico” con le espressioni plurali dell’arte e della cultura contemporanea, si opera nell’interazione tra la memoria e il presente, ‘esponendo’ i linguaggi espressivi nelle loro molteplici proiezioni di senso, tra immaginazione e de-costruzione, citazione e rielaborazione delle forme.

Apparizioni – Mostra Collettiva “Apparizioni” è la mostra che inaugura “Sensi, linguaggi creativi”, un nuovo spazio di promozione per l’arte contemporanea a Pompei.
lucaviscardi.eu
LG G5 avrà la modalità Alway On
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Tutti questi rumor non mi faranno male?!? Già sono influenzato a livelli spaziali, se poi ci si mettono anche i produttori con tutti questi pettegolezzi dell’ultimo secondo rischio di essere travolto dagli eventi!

Non vi bastavano due nuove foto dei Galaxy S7?!? Come diceva qualcuno: crepi l’avarizia, oggi c’è anche una succosa e succulenta novità che riguarda il nuovo LG G5.

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E sapete quale è la cosa fantasticissima, bellissimissima e incredibilissima? che la fonte è la stessa LG, che con una campagna teaser sta snocciolando alcune delle caratteristiche che scopriremo il 21 febbraio, poco prima dell’acerrimo rivale.

Il documento mostra anche la silhouette del nuovo LG, confermando molti dei rumors, alcuni dei quali indicano che una delle novità principali sarà la presenza di una doppia fotocamera posteriore, ma soprattutto che il nuovo top di gamma avrà una forma diversa da quella dei predecessori, con forme meno squadrate. Sembrerebbe vero.