sparies

Corri fin quando non senti più nulla, le urla, il dolore, gli spari
Ti rialzi se cadi, corri fino a che quei giorni saranno lontani
—  Mostro - Strike

lucianofsamosata  asked:

Curse this new update. We spent what felt like an hour hacking the terminals and defending the payload. Done, right? Nope, we had to defeat the OR-14Ns. And at the end of all of that, what did I get from my uprising loot box?... a goddamn pharah voice line.

HAHA

Well, at least you weren’t like me and got all dups

Pensieri fugaci su Salvini e il suo viaggio a Napoli

Salvini è uno stronzo. Fin qui non c’è bisogno manco di argomentarlo troppo. Istiga all’odio, istiga alla violenza, ha un concetto d’Europa da anno 1000, è un opportunista di quelli peggiori, ignoranti, di quelli che diventano ricchi e potenti da un giorno all’altro grazie più alla defezione degli altri che per propri meriti e come tale, ha paura di perdere tutto e tornare nell’oblio di chi non ha mai contato un cazzo. E da qui la sua violenza contro tutto e tutti. Inneggi alla violenza, ottieni violenza, un’equazione tristemente vera ancora oggi.

Ovviamente non vale neanche la pena di mettersi a discutere seriamente sulle proposte leghiste e se sia o meno sensato chiudere le frontiere perché l’ho spiegato già tante altre volte. E non si tratta di opportunismo politico (gli immigrati fanno i lavori che non facciamo più, fanno figli, ci mantengono le pensioni ecc), ma per altri due motivi: 1) umanitario. Bisogna accoglierli perché è giusto così. Prendetelo come un Tu Devi kantiano. 2) una società chiusa è destinata ad estinguersi in maniera rapida e dolorosa. Io me lo risparmierei volentieri.

La frase di risposta “allora prenditeli tu a casa” è facilmente ribattibile con una scoreggia e il fatto che paghiamo le tasse per pagare persone esperte nell’accoglienza di rifugiati. Gente che ha bisogno di assistenza qualificata e non di tanto amore e il fatto che nessuno gli spari addosso. Non stiamo più nel 1945. L’accoglienza non è una tenda e un piatto di pasta, ma un’operazione complessa. 

Per quanto riguarda gli scontri a Napoli, invece, ci sono altre cose da dire e tutte discordanti tra di loro. Intanto chiariamo il concetto che i meridionali, in Italia, non sono gli afro-americani negli Stati Uniti o in generale una minoranza minacciata, vessata, maltrattata ecc. Godono degli stessi diritti/doveri/sfighe di ogni altro cittadino italiano. Quindi le rimostranze contro la Lega Nord e il Salvini antimeridionale, per me, rimangono ad un livello da polentoni contro terroni in stile film di quart’ordine con quegli attori di sempre di cui non ricordo manco bene i nomi.

Una roba che comunque coltivate manco troppo segretamente guardando tutti quei video (youtuber per lo più) in stile “La laurea al sud e al nord”, “Il Natale al sud e al nord”, “Il coinquilino del sud e del nord” ecc. I cliché son duri a morire!

Il discorso, invece, della Lega Nord come partito xenofobo è vero, ma io credo sia sempre un problema di causa effetto: la popolazione media italiana è xenofoba quindi esiste la Lega Nord. Per combattere la Lega Nord servono diritti civili e democrazia. Come sempre, ovunque, da sempre. Le bombe non risolvono la questione, non siamo gli afro-americani in Alabama nel 1960. Strillare “fasci merda” mi fa cascare i coglioni e mi fa poi capire che ce n’è ancora tando di lavoro da fare. 

Purtroppo, mi sento di comprendere anche la rabbia sfogata in piazza a Napoli perché la situazione attuale non è delle migliori e in Italia, negli ultimi 25 anni, abbiamo coltivato una ed una sola cosa: la frustrazione. In realtà non solo in Italia, ma insomma, ci siamo capiti. Non c’è una cosa che in Italia non generi frustrazione, poi grazie ad Internet s’è dato voce ad una pletora di stronzi inimmaginabili (dalla Lucarelli a Briatore, dall’hater e al complottista grillino ecc.), tutti personaggi con cui è impossibile confrontarsi e per il famoso processo della co-evoluzione, ha portato alla creazione di nuovi super-eroi tipo Mentana che blasta la gente o Gazebo, la nuova fronitera dell’intrattenimento informato o del giornalismo che prende per il culo. 

In conclusione, Salvini resta segretario della Lega Nord, Napoli è distrutta e il punto centrale della discussione viene sostituito dall’ennesimo inutile dibattito sulla violenza, un po’ come questo post.

Ai miei compagni di classe.

Giuro che vi saprò ricordare ad uno ad uno.

Saprò ricordare le polemiche e le urla, ed ogni tuo tatuaggio o le unghie strane.

Saprò ricordare ogni partita di pallone persa, il tuo spirito libero e quei capelli troppo ricci.

Saprò ricordare le tue contraddizioni e ogni guaio combinato e strillato ad alta voce.

Saprò ricordare le tue domande e le mille insinuazioni. La “solitudine” cantata in una stanza d'albergo e nelle ore assenti.

Saprò ricordare la tua sfacciataggine, l'arroganza che ti contraddistingue e il modo di conoscere ogni cosa, di raccontare ogni cosa.

Saprò ricordare la tua risata strana, i vestiti neri e gli sguardi e ogni battuta.

Saprò ricordare la musica che facevi, i sorrisi che accennavi, le chat che non lasciavi perdere, le cover di gomma, i salatini sempre in borsa e i biglietti del cinema in quella serata solitaria.

Saprò ricordare le volte in cui mi sei stato accanto, in cui mi hai capita, mi hai abbracciata, mi hai tenuta stretta, mi hai rassicurata, e la meraviglia di essere simili.

Saprò ricordare i tuoi occhi azzurri, la tua voglia di vivere e quella di incazzarti che passava sempre dopo qualche stronzata pensata ad alta voce.

Saprò ricordare il corso d'inglese, i tuoi scherzi, il tuo profilo instagram, le nostre foto insieme, il ciuffo sempre a posto e come mi abbracciasti forte e mi dicesti “ti voglio bene” pure se eri ubriaco perso.

Saprò ricordare come cantavi, i panini con mozzarella e prosciutto, la merendina al cocco e ogni volta che mi hai detto grazie, mi hai chiesto scusa e mi hai voluta con te.

Saprò ricordare il tuo criticismo, gli occhi grandi, i capelli corti e la tua aggressività nel difendere chi ami che si trasforma in timidezza e imbarazzo, la tua forza mai vera.

Saprò ricordare le tue esagerazioni, le tue imitazioni, il sorriso che mi hai sempre messo e tolto, le tue pretese, i tuoi movimenti, quel modo che hai avuto di prendermi in giro e ignorarmi che si è sciolto ogni volta in uno sguardo.

Saprò ricordare il pullman pieno e il posto vuoto, la voglia che ho di considerarti ancora la migliore nonostante tutto, le nostre risate che non sono mai finite, i video mai cancellati; perché a volte le persone si dividono ma non si dimenticano.

Saprò ricordare che sei stata con me nelle brevi camminate, nei piccoli abbracci, nei sorrisi, nelle versioni, con i tuoi ricci biondi e la tua capacità di manipolare ogni cosa a tuo favore- la tua paura degli spari e i tuoi sogni da bambina- ogni piccola cosa in felicità.

Saprò ricordare quella sera in macchina, le nostre confidenze, le facce buffe, i compiti di matematica, i capelli che ti ho invidiato, le inutili diete fatte, i tuoi occhi così verdi, la tua capacità di essere buona con tutti nonostante il mondo non lo sia con te.

Saprò ricordare il tuo modo di essere unico, di saper ridere di ogni cosa, di non guardare mai in faccia chi ti parla, di non fregartene di niente e di essere preoccupato solo per chi ti tiene ancorato al cuore.

Saprò ricordare il tuo vittimismo, la tua sensibilità, la tua pelle candida, i tuoi capelli biondi, ogni gesto fatto per gli altri, ogni cosa fatta per me e ogni frase lasciata a metà.

Saprò ricordare ogni volta che ho voluto qualcosa da te, ogni volta che hai preteso qualcosa da me; le giornate passate a dirci “mi annoio”, la mia schiena usata da copertura per il tuo cellulare, le confidenze, le domande, quel banco diviso, i compiti passati, le caramelle offerte, il conto alla rovescia per il tuo compleanno che sembrava non arrivasse mai, la stretta di mani per la paura di un'interrogazione, i suggerimenti a bassa voce; e ancora quella puntata di “uomini e donne”, il caffè a casa mia, tuo nipote che non sta zitto un attimo, l'odore di sigaretta nella tua macchina, i pianti insieme, come mi stringesti quando tornasti dalle vacanze e il soprannome con cui richiedi la mia attenzione ogni volta.

Saprò ricordare come mi avete fatta sentire. Non ho memorizzato ogni particolare, ma vi giuro che saprò tenervi con me sempre. Saprò tenere le litigate per l'ultimo banco, gli esulti per la sostituzione, le polemiche per i voti, i cori da stadio, le giornate al cinema e le bottiglie lanciate per aria. Che sono stati i 5 anni più belli della nostra vita e nessuno ha mai pensato avrebbero visto la loro fine. L'avevo dato per scontato, l'avevo scambiata per famiglia, e adesso che sta per finire tutto, mi accorgo delle cose che “avrei potuto”, di quello che “avrei dovuto” e tra tutti i rimorsi e i rimpianti l'unica cosa che so è che mi mancherete per sempre.

È Natale ma non vale se non chiama nessuno. È Natale ma non vale per chi resta da solo, a sentire gli spari nascosto lontano.
—  Leonardo Decarli & Maryna (via @sorrisidolorosi )
Ho sempre odiato far del male alla gente.
Che siano amici, conoscenti, sconosciuti, ha poca importanza.
Non avrei mai voluto che la mia presenza, in un modo o nell'altro, potesse causare anche solo un piccolo graffio al cuore di un altro.
Perchè so cosa si prova.
Mi sono fatto accoltellare l'anima troppe volte.
Per questo, per le persone che amo davvero farei di tutto; persino prendere il loro dolore e tenermelo stretto pur di non farli stare male, perchè vedere soffrire qualcuno che si ama è insopportabile, ma essere la causa del suo male lo è ancor di più.
Quando tutto ciò avviene inconsapevolmente, è anche peggio perché non puoi farci nulla.
É come avere un fucile con due colpi in canna, il primo l'hai sparato davanti a te, ma l'altro inevitabilmente si inceppa e te lo spari contro.
E quel proiettile di impotenza si appiccica al cuore e lo rende pesate, debole, talmente debole che rischia di essere frantumato dal peso della sua stessa colpa.
—  Daniel Zini & Zoe.