sono una pippa

anonymous asked:

Ros mi parli della tua storia d'amore? La più grande, bella, brutta quella che vuoi. Per favore

Parlare della mia storia d’amore (perchè solo una ne ho avuta che si potesse chiamare davvero tale) non so se mi riuscirebbe bene, che io a fare i ‘riassunti’ ormai si sa, sono una pippa.
Però ti posso dire il modo assurdo in cui è nata, perchè mi fa sempre sorridere ricordarlo.
Ci conoscevamo/frequentavamo da un po’ per motivi di lavoro, poi una sera si decide a chiedermi di uscire e passiamo una serata bellissima in cui cerco di sembrare perfetta, allegra, carina, interessante e tutto il resto.
Restiamo insieme fino all’alba e poi decidiamo d’andare a dormire da lui. Nel bel mezzo della notte (anzi, ormai della mattina) io mi sveglio e sento che c’è qualcosa che non va: mi tocco la fronte, sono bollente. Porca miseria, mi dico, stai a vedere che m’è salita la febbre.
Per evitare di svegliarlo o creargli problemi ignoro la cosa e mi rimetto a dormire. Qualche ora dopo avevo la temperatura altissima, fissa sul 39. Fuori pioveva parecchio (era novembre inoltrato), faceva un freddo cane, lui peraltro doveva andare a lavorare e mentre io provo a capire come diavolo alzarmi dal letto, con la più grande naturalezza del mondo mi dice ‘resta qua, ci penso io a te.’
Ma che dici, ma figurati, ma ti pare.
Mi  ha letteralmente proibito di rivestirmi, mi ha dato un suo pigiama pesante, sistemato la tv davanti al letto e poi è uscito. Quando è tornato aveva fatto una scorta incredibile di medicine, aveva preso tutti gli ingredienti per fare il brodo, lo sentivo mentre parlava al telefono con sua madre per chiedergli come cavolo si facesse, il brodo.
Sono rimasta a casa sua per ben sette giorni. Sette lunghissimi giorni in cui proprio non voleva lasciarmi andare via, in grande stile ‘Misery non deve morire’.
E ogni giorno io dicevo ‘Vado’ e lui rispondeva ‘No, resta.’
Sette giorni in cui ormai la mia faccia era improponibile, i miei capelli pure, ma non avevo nemmeno la forza di sembrare carina/allegra/interessante/tutto il resto. Io so solo che quando sentivo il rumore della chiave nella toppa e i suoi passi nel corridoio, mi saliva sempre il cuore in gola per la felicità che fosse tornato, e subito dopo provavo una discreta ansia perché temevo che si fosse stancato di avere una tizia che al primo appuntamento gli si ammala tra le mani e gli rimane in casa per tutto quel tempo. Lui però sembrava non stancarsi mai, e quando poi mi è passata del tutto l’influenza ed ero pronta per tornare a casa, mi ha detto ancora ‘resta.’
E io sono restata per quattro anni e qualcosa di più, non mi sono mai sentita così amata, non ho mai più amato nessuno in quella maniera e di tanto in tanto penso che quei sette giorni fatti di brividi di freddo, svomitazzate, capelli in disordine e mal di gola atroce siano stati i più belli di sempre.