sono sola

Qualunque cosa raccontino di Eliogabalo,
di Messalina, di Margot di Navarra,
sono invenzioni, e tuttavia sono
la sola verità dei loro nomi.
Di te diranno invece che andavi a scuola
e poi tornavi a casa a fare i compiti:
qualcuno dovrà dire i tuoi miracoli.
Per esempio la volta che all'Ostiense
arrivasti alla Posta dopo l'ora
e tutto il personale uscì cantando
a supplicarti di lasciare la lettera,
e poi si misero a ruzzolare tra i fiori
mangiando peonie sotto Scanderbeg,
mentre i postini si libravano in aria
con gli occhi stralunati dal piacere.
O a Fiumicino quando sei DC8
alla notizia che ti doleva un dente
fecero un carosello così assordante
che i pesci si affacciavano dritti nel mare,
e dall'alto calavano analgesici
nebulizzati attraverso i reattori.
O la volta a Lubriano che avevi sete
e a un tratto sorsero tre sorgenti dal tufo,
e quel ritorno sull'Autostrada del Sole
quando tutte le macchine si scansavano
sulla corsia gialla di emergenza
per non darti fastidio, perché dormivi.
Ricordo quella sera in Laterano
quando i dodici apostoli della Basilica
bianchi e teatrali davanti ai riflettori
si mossero e indicarono con il dito
te che correvi sul piazzale col cane,
e anche una volta che ti inseguì un tram
innamorato, fuori dalle rotaie.
E non hai smesso di spargere prodigi;
sovverti è vero l'ordine naturale
ma ho tanto atteso che lo sovvertissero.
—  J. Rodolfo Wilcock, Qualunque cosa raccontino di Eliogabalo (dalle Poesie)
Scorrere la rubrica del telefono e vedere solo un'infinità di nomi.
Aver bisogno di sentire vicino qualcuno, ma non sapere a chi chiedere una mano.
Continuare a leggere tutti quei nomi, per poi spegnere lo schermo e rimanere da sola con i miei pensieri, come sempre.
—  Uraganosilenzioso
Che appena conosco qualcuno mi ci lego, così senza pensarci. Ci condivido sentimenti, risate, racconti, ma poi arrivo sempre ad un certo punto in cui mi allontano. Per paura di essere ferita o perché è semplicemente un modo mio di fare non lo so, ma so che chi dopo resta, chi con le unghie o con i denti mi tiene stretta, poi non lo lascio più e in tutti i casi finisce che preferisco ferirmi io che ferire quella persona.
—  (via nogravity-withyou)