solo e sola

Non te ne andare, ti prego.
Nessuno finora è rimasto così a lungo con me.
Ma se vuoi andartene, puoi farlo, Io mi ricorderò di te. Io ricordo tutti quelli che se ne vanno.
—  Walt Disney
Se fossi una sola e non mille forse sarebbe tutto più semplice: incontrare gli altri, parlare con loro, innamorarsi, farsi conoscere, lasciarsi accarezzare, lasciarsi aiutare. Se fossi come quelli che “io sono così, mi piace questa musica qui, queste cose non le mangio, certi film non li guardo e mi vesto in questo modo, mai in un altro” forse sarebbe tutto meno faticoso. Se fossi come quelle persone che “sono un tipo schietto” o “sono un tipo riservato” o ancora “non so stare da solo”. E invece io da sola ci sto bene e ci sto male, amo e odio tutto con la stessa intensità a giorni alterni, sono timida e sfacciata, triste e felice insieme, ironica e permalosa. Sono un groviglio di parole facili, ma che messe insieme diventano difficili da comprendere. Sono un ammasso di scuse e di vorrei. Scuse poco plausibili, vorrei molto resistenti. Sono da tacchi alti e scarpe da tennis, da rock e da pop, sono romantica e cinica, sono resistente agli urti, ma immensamente fragile. Sono confusa, molto. Ho provato a trovare il mio posto nel mondo, davvero: l'ho cercato in un bacio rubato, nell'abbraccio dei miei genitori, sulla spiaggia poco prima che spuntasse il sole, in una discoteca affollata, nel silenzio di una notte che nevicava come Dio la mandava, ma niente. Mi trovo un po’ ovunque, ma troppi pezzi di me restano indietro, chissà dove. Quando sono innamorata sono sempre incazzata, e io mi innamoro spesso-di tutto-e altrettanto spesso mi assale il vuoto. Il vuoto mi fa paura più del buio, più dei ragni, più dei cimiteri quando c'è il sole pieno, più dell'idea di non saper amare. Non vorrei scomparire, che non c'entra nulla, o forse sì, perché invece certi giorni vorrei essere invisibile. Vorrei far pace con me stessa e restare, o trovare qualcosa che mi obblighi a farlo. Magari poi, io, magari io-a restare-potrei anche essere brava. Per ora di me, invece, so solo questo: m'innamoro andando via.
—  Susanna Casciani
Forse tutto quello che cerco è comprensione, la fiducia che non ho e che nessuno è disposto a darmi
—  moriresilenziosamente

Tocco la tua bocca, con il dito tocco il bordo della tua bocca, la disegno come se uscisse dalla mia mano, come se per la prima volta la tua bocca si aprisse, e mi basta chiudere gli occhi per rifarlo tutto e ricominciare, faccio nascere ogni volta la bocca che desidero, la bocca che la mia mano sceglie e ti disegna sulla faccia, una bocca scelta tra tutte, con sovrana libertà scelta da me per disegnarla con la mia mano sulla tua faccia, e che per un caso che non cerco di comprendere coincide esattamente con la tua bocca che sorride da sotto la mia mano che ti disegna.

Mi guardi, da vicino mi guardi, sempre più da vicino, e allora giochiamo al ciclope, ci guardiamo ogni volta più da vicino e gli occhi si ingrandiscono, si avvicinano, si sovrappongono, ed i ciclopi si guardano, respirando confusi, le bocche si incontrano e lottano debolmente mordendosi le labbra, appoggiando appena la lingua tra i denti, giocando nei suoi recinti dove un’aria pesante va e viene con un profumo vecchio e un silenzio.

Allora le mie mani cercano di fondersi nei tuoi capelli, accarezzare lentamente la profondità dei tuoi capelli mentre ci baciamo come se avessimo la bocca piena di fiori e di pesci, di movimenti vivi, di fragranza oscura. E se ci mordiamo il dolore é dolce, e se ci affoghiamo in un breve e terribile assorbire simultaneo dell’alito, questa istantanea morte è bella.

E c’é una sola saliva ed un solo sapore di frutta matura, ed io ti sento tremare contro di me come una luna nell’acqua.

—  Julio Cortázar - Rayuela
Parlami dei tuoi silenzi, dei tuoi occhi che son sempre senza sguardi.
—  Zero Assoluto (via @sorrisidolorosi )
Un po’ vi invidio, sì parlo proprio di tutte quelle coppiette felici che vedi in giro.
Vi invidio perché ogni mattina vi svegliate con un “buongiorno vita mia”.
Vi invidio perché può andare male ogni cosa ma hai qualcuno al tuo fianco che ci sarà, ci sarà perché lui vi ha scelto, tra 7 miliardi di persone ha scelto te e credo sia una cosa magnifica.
Vi invidio per quei messaggi chilometrici.
Vi invidio per il fatto che io non ho nessuno con cui condividere i cioccolatini, nessuno con cui condividere il letto, nessuno con cui condividere la pizza.
Nessuno per cui combattere.
Nessuno che mi abbracci quando ho freddo o quando ho bisogno di qualcuno.
Nessuno che mi dia la forza di andare avanti davanti a tutta ‘sta merda e combatterli tutti.
Io non ho nessuno con cui essere dolce, nessuno con cui uscire alla sera, nessuno da baciare e amare.
IO NON HO NESSUNO E HO BISOGNO DI QUALCUNO.
Quindi sì, vi invidio.
Allora di ogni persona ce n'è solo una al mondo?” domandò Ben.
“Si, ce n'è solo una” disse la mamma.
“E perciò sono tutti soli?”
“Sono un po’ soli ma sono anche un po’ insieme. Sono sia l'uno sia l'altro.”
“Ma com'è possibile?”
“Ecco, prendi te per esempio. Tu sei unico” spiegò la mamma, “e anch'io sono unica, ma se ti abbraccio non sei più solo e nemmeno io sono sola.”
“Adesso non sono solo.”
“Vedi” gli sussurrò la mamma,“ proprio per questo hanno inventato l'abbraccio.
—  D. Grossman

anonymous asked:

perché non riesco ad innamorarmi?

Non è una cosa che devi volere, viene naturale. Non puoi importi di amare qualcuno solo perché sei sola e lo vuoi al tuo fianco.

-Elle