soldato

“Signore, il mio amico non è tornato dal campo di battaglia. Chiedo il permesso per andare a prenderlo.” “Non concesso” replicò l’ufficiale “Probabilmente è morto.” Il soldato andò ugualmente e rientrò un’ora dopo ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell’amico. “Ora vi ho persi ambedue!”, gridò l’ufficiale con rabbia, “Dimmi, valeva la pena di rischiare per un cadavere?” Il soldato morente rispose:”Oh si, signore. Quando l’ho raggiunto, era ancora vivo e mi ha detto: Jack ero sicuro che saresti tornato!”

Io sono un cazzo di soldato senza una guerra. Ed esito, barcollo ma non mi ci vedi a terra.
—  Tiziano Ferro

Io esisto oltre te, oltre noi, oltre la nostra bolla silenziosa.
Senza te, non mento, sto bene.
Non mi servi per sorridere, per sentirmi bene con me stessa e tantomeno per trarre coraggio dalle tue mani. Sono nata donna ma la vita mi ha reso roccia dura ed impenetrabile, non mi servi per testare la mia morbidezza d'animo, la mia sensualità o addirittura la mia sessualità. Faccio a meno di te, di noi, del mondo: per darmi forza mi basto io, non ho bisogno di qualcuno che tiri su le mie quattro ossa malconce dopo una battaglia andata a male. Mi basta contare fino a dieci, risanare mentalmente le ferite del mio animo e tornare in campo più combattiva di prima. Non mi servi per proteggermi, sono nata donna ma non debole bisognosa costantemente alla ricerca di qualcuno che la salvi.

Ti chiederai perché ho scritto queste parole -apparentemente dure- per sminuirti forse ? Assolutamente no.
Senza te sto bene, ma non sono felice. C'è un sottile velo che divide il benessere e lo stato parziale o totale di felicità. Non ho bisogno di te per essere salvata, sollevata o difesa dai dolori fisici e psichici: non sei il mio medico, il mio psicologo e tantomeno il mio psicanalista in veste di soldato. Sei la persona con la quale ho scelto di dividere il tempo che mi è stato messo a disposizione e non ho intenzione di gettarti al collo zavorre che dovrei indossare io, lasciarti combattere le mie battaglie e far si che il tuo corpo sia invaso dalle mie cicatrici. Io ho la mia storia, tu la tua. Non ho bisogno di essere difesa, raccolta o medicata, non sono un fiore. Scelgo te non come mio giardiniere, ma come muto ascoltatore, che nelle sere più nere di altre, nelle giornate più piovose e grandinose, nelle tristezze più angoscianti finora provate, mi concede l'arte di essere fragile.
Sono dura, sono pietra, sono ghiaccio.
Ma certe sere, certe notti,
Scelgo te.
La pietra viene avvolta dalla carta dei tuoi sospiri.
La durezza viene ammorbidita dal impatto con la tua carne.
Il ghiaccio si scioglie col fuoco che m'inetti nelle vene.
Senza te starei anche bene, ma sarei ignorante ad ogni brivido di felicità.

—  Perlabionda.
Usi la tua divisa come una corazza, così non sei tenuto a dirmi nulla. Ma quando facciamo l'amore, abbandoni tutte le difese. Se io fossi veramente forte, ti farei delle domande in quei momenti, così riuscirei ad ottenere risposte. Il fatto è che io… non sono forte, mi sento indifesa davanti a te. Ho paura di vedere la verità, di vedere il tuo dolore. Ho paura che tu mi dica addio, che mi abbandoni perchè pensi che io non sia in grado di capirti.
—  Il Cavaliere d'Inverno
Mia madre mi disse:“Se farai il soldato, diventerai generale; se farai il monaco, diventerai Papa.” Invece ho fatto il pittore…E sono diventato Picasso.
—  Pablo Picasso

« Vorrei avere il coraggio dei circensi, quando camminano su un filo e non temono il duro pavimento sottostante.
Vorrei avere il coraggio dei medici quando, ad una madre, guardandola dritta negli occhi piangenti devono dare la notizia che il suo bambino non ce l'ha fatta.
Vorrei avere il coraggio dei becchini quando spalano la terra e fanno sotterrare la bara, mentre decine di persone attorno gemono e piangono ed essi freddi continuano a scavare, senza farsi sopraffare dal dolore altrui.
Vorrei avere il coraggio dei marinai, che non sanno quanto durerà il loro viaggio e che lasciano mogli, fidanzate, figli per lungo tempo.
Vorrei avere il coraggio dei soldati che guardano la morte sui volti dei loro amici e quella sui volti dei loro nemici, talvolta da loro stessi provocata.
La mia fragilità mi porta a temere la vita e io vorrei, anche solo per un attimo, il coraggio di chi la vita la sfida, cerca di salvarla, la copre, la allontana e la ruba.
Io vorrei avere coraggio. »