soldato

« Vorrei avere il coraggio dei circensi, quando camminano su un filo e non temono il duro pavimento sottostante.
Vorrei avere il coraggio dei medici quando, ad una madre, guardandola dritta negli occhi piangenti devono dare la notizia che il suo bambino non ce l'ha fatta.
Vorrei avere il coraggio dei becchini quando spalano la terra e fanno sotterrare la bara, mentre decine di persone attorno gemono e piangono ed essi freddi continuano a scavare, senza farsi sopraffare dal dolore altrui.
Vorrei avere il coraggio dei marinai, che non sanno quanto durerà il loro viaggio e che lasciano mogli, fidanzate, figli per lungo tempo.
Vorrei avere il coraggio dei soldati che guardano la morte sui volti dei loro amici e quella sui volti dei loro nemici, talvolta da loro stessi provocata.
La mia fragilità mi porta a temere la vita e io vorrei, anche solo per un attimo, il coraggio di chi la vita la sfida, cerca di salvarla, la copre, la allontana e la ruba.
Io vorrei avere coraggio. »

Il mio amico non è tornato dal campo di battaglia, signore.
Le chiedo permesso per andare a cercarlo” disse un soldato al suo tenente.
“Permesso negato!!”, replicò l'ufficiale, “non voglio che lei rischi la sua vita
per un uomo che probabilmente è già morto”.
Il soldato, senza prestare attenzione al divieto, se ne andò e
un'ora dopo ritornò ferito mortalmente, trasportando il cadavere dell'amico.
L'ufficiale era furioso: “Le avevo detto che ormai era morto! Mi dica se valeva
la pena andare fin là per recuperare un cadavere!?!”
Il soldato, moribondo, rispose:
“Certo, Signore! Quando l’ ho trovato era ancora vivo e ha potuto dirmi:
Ero sicuro che saresti venuto!
—  Cit.