sognar e

Crescere e sognare
hanno un legame
inversamente proporzionale
perché più cresci
più diventi razionale
e il male che c'é al mondo
lo inizi a metabolizzare,
ma accontentarsi
poi equivale
a rinunciare al sogno,
io non ho mai avvertito il bisogno
d'avere sogni in cui sperare,
per sognare c'è la notte,
psiche e psinapsi
fanno a botte sotto le lune storte,
ed ogni giorno é da lottare
contro i colpi della sorte,
é il destino che ti fotte,
ma aiuta a diventare forte,
e non importa quanto farà male,
vivrò così al costo d'arrivare
a ventunanni contando le ossa rotte
e le ferite da curare.
—  cit. pioggia-di-parole ☂Michele Giorgi
Ho un sogno, ti ci devo portare.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Una donna che non aveva mai chiesto, mai preteso qualcosa, tanto la vita l'aveva provata. C'è un momento dell'esistenza in cui pensi che i sogni non contino poi tanto. Che magari non ti spettino. Ti convinci che devi e puoi farne a meno. Che ci sarà un altro tempo in cui sognare o che quel tempo sia finito. Lei aveva saputo rinunciare, ma la sua anima no. E la costringeva ad addormentarsi triste e insoddisfatta, come nessuno dovrebbe mai. Perché la notte deve trovarci guerrieri, accoglierci raggianti di sentieri nuovi e nuovi entusiasmi. Ma poi, certe donne, la vita non le spegne mai del tutto. Sanno rinascere in un battito d'ali. E ricominciano a vivere. A splendere più di prima. A sognare e pretendere. Iniziano a chiedere per sé un altro tempo. Un tempo migliore. Le riconosci. Hanno gli occhi provati dai ricordi, ma traboccanti di sogni. Non si fidano mai abbastanza di ciò che ascoltano, bensì di ciò che sentono dentro. Se vuoi provare a raggirarle, non guardarle negli occhi. Con gli occhi ti fregano. Quella è la finestra della loro anima. E l'anima delle donne, di certe donne, conosce meravigliosamente tutti i segreti dell'universo. Donne così vanno evitate. O amate. Hanno cicatrici che sono medaglie e il sorriso per sognare di nuovo. Hanno carezze da aspettare e graffi da dimenticare. Hanno paura sì, ma hanno coraggio, molto coraggio. E rinascono per vincere. Per volare con due ali collaudate. Certe donne puoi corteggiarle per anni e non convincerle mai abbastanza. Hanno il pulsantino nascosto. Solo in pochi riescono a trovarlo. E in pochissimi a schiacciarlo con cura. (Angelo De Pascalis)

Nome: Veronica Carratello (Veci)

Blog: @veci-comics

Primo post: marzo 2015

Questo mese ci siamo divertiti a intervistare una fumettista che ama sognare, e che proprio grazie ai suoi sogni è riuscita a fare della sua passione un lavoro. 

Ciao Veci, raccontaci di te: chi sei, da dove vieni e perché sei diventata fumettista?
Ciao! Mi chiamo Veronica Carratello ma sono conosciuta da tutti con lo pseudonimo di Veci, un nomignolo creato da me, da bambina, per gioco, prendevo la prima sillaba di ogni nome e aggiungevo CI, in seguito è diventato anche la mia firma d’artista.
Sono nata  e vivo a Novara, ma nelle mie vene scorre sangue siculo. Sono diventata fumettista perché ho sempre avuto l’esigenza di scrivere storie, fin da bambina, anche se all’epoca non leggevo moltissimi fumetti (ma col tempo ho recuperato), unita alla mia grande passione per il disegno.
In un certo senso ho sempre saputo che questa era la mia strada, e una volta che ne ho preso coscienza, ho fatto in modo che accadesse, con determinazione, passione, impegno e lasciandomi guidare dall’aforisma di Walt Disney, “Se puoi sognarlo, puoi farlo!” (Lo dico così spesso che ormai detengo metà del copyright!).

Quali sono i soggetti che preferisci disegnare?
Mi piace disegnare soggetti legati al mondo della musica, dei film e della moda, lo stile vintage caratterizza molto i miei disegni.
La musica perché è un’altra mia grande passione, cerco di inserire riferimenti musicali in tutti i miei fumetti, anche i film mi ispirano molto, i personaggi ben caratterizzati e riconoscibili sono quelli che preferisco, più sono strambi, più li amo. Per rilassarmi disegno pinup di ragazze, lasciandomi ispirare dai vari outfit modaioli scovati su tumblr o altrove, o inventandomeli.

Tre pro del tuo lavoro?
Prima di tutto, la libertà di lavorare da casa, di gestirmi il lavoro come meglio credo, con i miei tempi e le mie modalità. Secondo, amo il mio lavoro, per cui non mi pesa minimamente, anzi mi diverte e mi stimola. Terzo, la soddisfazione e l’emozione di vedere il proprio fumetto/figlio in libreria e fumetteria, e di raggiungere molte persone attraverso le mie storie o i miei disegni (anche sul blog), un pezzettino di me viaggia per il mondo.

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Fallo.
Prendimi alla sprovvista.
Rincorrimi.
Sfidami.
Raggiungimi.
Prendimi la mano e fammi voltare.
Guardami negli occhi e fammi sognare. Fammi perdere in quel gioco di sguardi.
Accarezzami una guancia e fammi rabbrividire.
Baciami cogliendomi di sorpresa, facendomi strabuzzare gli occhi e poi facendo in modo di farmi rilassare e farmi schiudere le labbra.
Giochiamo intrecciando lingue, mani, cuori e anime.
Mischiamo i nostri profumi; io quello di vaniglia, tu quello di fumo.
Allontaniamoci lentamente.
Guardami di nuovo negli occhi e li vedrai sorridere.
Prendimi di nuovo per mano e poi stringimi al tuo petto.
Stringimi forte.
Fammi sentire il tuo calore.
Fammi sentire che ci sei.
Riprendi le mia labbra.
Baciale.
Mordile.
Stringimi più forte.
Sussurrami all'orecchio che mi vuoi.
Prendimi.
Tienimi con te.
Portami con te.
Ovunque.
Io e te.
Solo io e te.

Insegnami a sognare, non so più come si fa
Vorrei vivere ogni ora come fosse l'ultima
Ma so che c'è un posto per me ma nulla ha senso se non ci sei te
Vieni via con me
—  Mr.Rain - Carillon