sinuoso

Corpo flexível, estranho, sinuoso que nem cobra e fogoso com os olhos: um fogaréu vivo ambulante. Espirito impaciente para romper o molde, incapaz de retê-lo. Os cabelos pretos, longos e sedosos, ondulavam e balançavam ao andar. Sempre muito animada ou então deprimida. Segundo alguns, era louca. Opinião de apáticos que jamais poderiam compreendê-la. E passava a vida a dançar, a namorar e a beijar. Mas, salvo a raras exceções, na hora H sempre encontrava forma de sumir e deixar todo mundo na mão. A mentalidade é que simplesmente destoava das demais: nada tinha de prática. Guardava, inclusive, uma cicatriz indelével na face esquerda, que em vez de empanar-lhe a beleza, só servia para realçá-la.
—  Charles Bukowski em “A mais linda mulher da cidade”.
Todo lo que escondes

Me huelen rico tus locuras,
me huelen rico tus dramas y
tus celos,
me huelen rico tus inseguridades,
me huelen rico tus complejos y
me huelen ricos tus miedos.

Me huelen rico tus ausencias,
me huelen rico tus caminos sinuosos a
mi infierno polvoriento,
me huelen rico tus imperfecciones,
me huelen rico tus buenas caras
y tus malos pelos.

Me huelen ricos tus andares,
me huelen rico tus frívolos desdenes
y tiernos improperios,
me huelen rico tus dudas,
me huelen rico tus lágrimas y
me huelen rico mis frágiles lamentos.

Me huele rico todo lo que escondes
porque
es
y siempre
será…

… nuestro.


- Javier López Píriz

A minha paixão permaneceu integrada aos seus afetos sinuosos. Sobrevivo à medida que os meus beijos lhe arrastam no rosto um sorriso bonito. Frente aos carinhos que me faz no princípio de todas as manhãs, me alvoreço. Os furacões dos seus toques ainda me rebuliçam os sentidos, e, das quatro estações, você é a que eu mais amo.
—  Nietzsche Cywisnki
Ho immaginato che potessi bastarti io, con i miei modi normali e l'aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla? Forse aspettando. Forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo.
Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me.
È l'idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente?
Quell'idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte, e se l'avverti non puoi far finta di niente, se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finte di niente, non volevo infondo.
Non potevo far altro che desiderare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene.
Anche se sapevo di non potere.
Anche se era rischioso, anche se tu non vuoi anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
—  Italo Calvino, Gli amori difficili
Ti guardavo ballare dal bordo della pista. Eri ubriaca, un poco sudata, e scoprivi le gambe come una che ha passato tutta la vita a nascondersi.
La tua pelle brillava sotto le luci a neon del soffitto basso, i capelli biondi erano appiccicati al viso, la gonna corta che s'accorciava di più ad tocco del corpo sinuoso. Non sapevi che ero lì.
Non mi volevi li.
Me lo ripetevi ogni notte.
Maledicevi il mio nome e lo ripetevi nei giorni di pioggia per non sentirti sola.
Ci siamo amati tanto.
Ci siamo odiati tanto.
E adesso cosa rimaneva di noi?
Un guscio d'uomo vuoto, prosciugato dell'onore e del sentimento.
Una donna sola, privata del suo cuore e della speranza di essere felici.
Ci siamo distrutti, ci siamo tenuti, senza provare a salvarci davvero.
Ti guardavo ballare dal bordo della pista.
E scostati i capelli, m'hai guardato ed io son morto lì, insieme al nostro amore spezzato.
—  Mena d'Atri
Não é o ângulo reto que me atrai, nem a linha reta, dura, inflexível, criada pelo homem. O que me atrai é a curva livre e sensual, a curva que encontro nas montanhas do meu país, no curso sinuoso dos seus rios, nas ondas do mar, no corpo da mulher preferida. De curvas é feito todo o universo, o universo curvo de Einstein.
—  Niemeyer, Oscar, 2000, As Curvas do Tempo: as memórias de Oscar Niemeyer. 
Lui, 16 anni, aveva un solo problema nella vita. Lei. Il problema aveva due bellissime gambe che portavano in giro un corpo da urlo ed un cervello tanto fine da non sentir paragone con nessuno. Si girò lievemente per sbirciarla da dietro il libro del suo compagno di banco. I suoi lunghissimi capelli biondi, erano legati malamente in una crocchia con un elastico che sembrava dover girare parecchie volte attorno alla chioma per tenerla ferma; le piccole mani ornate da smalto nero, correvano velocemente sulle pagine del libro che era intenta a leggere ed occasionalmente, si muovevano in modo sinuoso e veloce, sistemando qualche ciocca di capelli che era sfuggita da quell'assurda capigliatura. In quell'istante forse sentendosi osservata, alzò lo sguardo e immediatamente i loro sguardi si unirono. Blu. Non c'era altro da aggiungere. Non c'era nessuna parola o aggettivo da aggiungere. Lui sapeva, e temeva, che c'era pericolo di perdercisi dentro. Blu come l'oceano. Blu come il suo colore preferito. Blu come la parte più remota della sua anima che fremeva ogni volta che la incontrava. Doveva assolutamente parlare. Dirglielo. Le stava girando intorno da un po’, sperando di poterle parlare, sperando di incontrarla da sola. “Okay, perché mi stai seguendo?” Ecco. L'aveva incontrata da sola. Non proprio nel modo in cui sperava, ma l'aveva incontrata. “Devo parlarti.” “Parla.” Da quando era diventata così fredda? Da quando i suoi occhi si erano spenti? “Ti amo. Ti ho sempre amata. Ti ho amata quando ti ho detto di essere innamorato della mia migliore amica. Ti ho amata quando sono andato al ballo con lei. Ti ho amata quando abbiamo litigato. Ti ho amata quando non mi hai parlato per due settimane. Ti ho amata quando ho scoperta che tu fossi innamorata di quell'esserecomesichiama. E ti amo. E tu meriti qualcuno che ti renda felice, ma davvero felice. Tu meriti qualcuno che ti faccia ridere sempre. Tu meriti qualcuno che pensi sempre a te, che si chieda dove sei, con chi sei, cosa stai facendo ma, soprattutto, perché non è lì con te. Tu meriti qualcuno che si torturi ogni secondo di ogni ora di ogni giorno a prendersi cura di te. Ti meriti qualcuno che ti ami, sempre, spensieratamente e profondamente.” “Io non merito tutte queste cose.” Stava piangendo. “Non le merito!” Ora urlava. “E quando ti sei accorto di essere innamorato di me, eh? Quando ho detto di odiarti? Quando ti ho allontanato? Quando ho detto che meritavi solo male? Quando ho detto che nulla tra noi due sarebbe stato più lo stesso? Quando ti ho detto che non saremmo più stati migliori amici perché troppe cose erano cambiate, quando l'unica cambiata ero io?” “Smettila. Sono innamorato di te da sempre. Ero innamorato di quella bambina con i capelli arruffati e che si portava ovunque libri che pesavano più di lei. Ero innamorato di quella ragazza che poteva andare avanti mangiando anche solo pizza. Ero innamorato di quella ragazzina so-tutto-io che non si interessava minimamente a quello che le accadeva intorno, perché il suo mondo erano i suoi libri. Sono innamorato di quella ragazza che riesce a viaggiare, guardando una cartina geografica, perché non può permettersi di andar lontano, ma lo farebbe volentieri. Ed ero innamorato di te. E sono innamorato di te. E ti amo. E domani ti amerò ancora di più. Ed il giorno dopo ancora di più. Ho fatto degli errori, certo, ma ora sono quasi contento di non avertelo detto prima. Perché ora i miei sentimenti sono maturati e so per certo di amarti e di non volere nessun'altra se non te.” “Hai mai pensato a come sarebbe stato se non mi avessi mai incontrata? Sono sicura che sarebbe stato tutto molto più semplice.” “Ci ho pensato solo una volta. E dopo cinque minuti stavo urlando perché non voglio vivere in un mondo dove tu non esisti. Se tu non esistessi, la mia vita non avrebbe senso. Se non ci fossimo mai conosciuti, sarei alla tua disperata ricerca, perché la mia esistenza si basa interamente su di te.” “Perché me?” “Perché ti amo.” E l'amore non sente ragioni. L'amore è idiota. Mi dicevo che era una cotta, mi dicevo che era una cosa passeggera, mi dicevo che sarei riuscito ad amare qualcuna che non fossi tu. E invece no. Ogni volta che sento il tuo nome, che ti vedo, che ti tocco, sento una fitta al cuore perché non sei mia. Ogni volta che penso al nostro bacio, sento un peso, ed ho così paura che mi possa distruggere la cassa toracica. Ti faccio una semplice domanda. Chi soffre di più: l'uomo che desidera le tue labbra e non le ha mai assaggiate o, l'uomo che le ha assaggiate ma che non potrà più averle? “Sei un idiota. Irrimediabilmente idiota. Ma soprattutto folle. Nessun uomo sano di mente si innamorerebbe di me. Ma tu sei il mio bellissimo folle.”
—  Katniss-the-Nephilim
Ho provato, che dire, a farmi scegliere.
Ho sperato. Dovevo.
Era una possibilità, capisci?
Come fare a metterla via, a dimenticarla.
Forse aspettando, forse non era il momento.
Forse io e te abbiamo un altro tempo.
Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me.
È l’idea che almeno una volta succeda, no?
Hai presente?
Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene.
Anche se sapevo di non potere.
Anche se era rischioso.
Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
—  Italo Calvino - Gli amori difficili
7

“SOMBRAS EN EL TIEMPO” by Javi Roa

De la mano de Ediciones de Ponent sale hoy a la calle “SOMBRAS EN EL TIEMPO”; una novela gráfica realizada por mí. Consta de 120 páginas, a través de las cuales narro a medio camino entre la memoria y la ficción las diferentes anécdotas vividas por sus principales protagonistas, personajes variopintos que habitan en una comunidad que se desarrolla al abrigo de una gran fábrica siderometalúrgica ubicada en un sinuoso valle situado en el mismo corazón del País Vasco. Una historia ficticia, inspirada, ilustrada y ambientada en la época de la industrialización, del desarrollo económico y de la creación de la sociedad de consumo en el País Vasco de finales de la década de los años sesenta como telón de fondo y contada con particular subjetividad.

Thanks to Potent Editions it is released today “SOMBRAS EN EL TIEMPO” (SHADOWS IN THE TIME); a graphic novel realized by me. It contains 120 pages, with which I narrate between memory and fiction the different anecdotes lived by its different protagonists, characters that live in a community which develops under the factory of iron and steel located in the sinuous valley from the heart of the Basque Country. A fictional story, inspired, illustrated and set in the time of the industrialization, economical development and the creation of the Basque consumer society at the very end of the 60’s as background, and narrated with a particular subjectivity.

Javi Roa

Sabia que finalmente iria conseguir. Estava quente e ela estava gostando, remexia seu corpo em movimentos sinuosos, como uma serpente. Finalmente eu havia recuperado minha masculinidade. Minha hora havia chegado. Todos aqueles fracassos… foram tantos… aos cinquenta anos… essas coisas podiam deixar um homem inseguro. E, afinal de contas, o que restava de um homem se ele não pudesse dar conta do recado? De que serviam os poemas? A habilidade de foder uma mulher bonita era a maior das Artes concebida pelos Homens. Todo o resto era besteira. Imortalidade era ser capaz de foder até que a morte chegasse.
—  Charles Bukowski.
La tua allegria era contagiosa.
Eri fresca, dolce, perché sei andata via?
Sembravi felice e solare,
Cosa ti ha detto il cervello in quell'istante?
Ti amavano in tanti ma non ti sentivi amata, invidiavano tutti la tua bellezza ma ti sentivi brutta, il tuo corpo sinuoso, il tuo viso angelico, i tuoi capelli perfetti, i tuoi occhi castani, il tuo collo…
Dio, quanto avrei voluto baciare quel collo!
Perché.
Tu ora mi devi spiegare il motivo!
Sì, sono incazzato con te. Da morire.
Ti ammazzerei se fossi qui.
Che poi ci penso, ed è ancora più triste:
L'hai già fatto tu.
Ti sei uccisa.
Che orrore, anche solo a dirlo.
Perché?
Per lasciarmi qui, da solo, a combattere anche con il tuo ricordo.
Non basta, no, un bigliettino.
Troppo facile dire: “lottate, siate attaccati alla vita”
No.
Cazzo, no!
Impazzisco… Perché, porco cane, perché?
Mi senti, sto sclerando al cielo contro di te, voglio una risposta!
Giuro resterò al cimitero per tutta la notte
Devi rispondermi!!
Devi rispondermi, sigh
Devi risponder…
Devi risponde..
Devi rispond…
Sigh
Perché, guardami, mi trema la voce..
Silvia
Io ti amo
Silvia, perché?
Ho provato, che dire, a farmi scegliere.
Ho sperato. Dovevo.
Era una possibilità, capisci?
Come fare a metterla via, a dimenticarla.
Forse aspettando, forse non era il momento.
Forse io e te abbiamo un altro tempo.
Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me.
È l’idea che almeno una volta succeda, no?
Hai presente?
Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene.
Anche se sapevo di non potere.
Anche se era rischioso.
Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
—  Italo Calvino.

O vendaval da vida trouxe-me ao seu encontro — benditas sejam as tempestades remotas!

Nos recônditos do mundo, ao ermo da minha própria existência, eu vagueava em busca de uma luz capaz de reluzir as minhas escuridões internas. Atravessei os vastos corredores sombrios dos corações alheios; corri sobre as extensões de corpos desconhecidos, de almas aleatórias; adentrei, ousado, nas intimidades daqueles que me compraziam a carne, mas feriam-me o espírito, e em nada eu refletia. Até que nas fronteiras do destino — ausente à essência poética da minha vida — eu lhe descobri, pequena primavera.

Os seus olhos me acolheram, os seus lábios reviveram os meus sonhos, uma centelha do seu resplendor irradiou os caminhos que me conduzem à felicidade. Comedido pela brandura dos seus gestos, pela sua voz cava que me assossegava os ânimos exaltados, quis que aquela aurora distante no tempo perdurasse aos confins da eternidade.

A minha paixão permaneceu integrada aos seus afetos sinuosos. Sobrevivo à medida que os meus beijos lhe arrastam no rosto um sorriso bonito. Frente aos carinhos que me faz no princípio de todas as manhãs, me alvoreço. Os furacões dos seus toques ainda me rebuliçam os sentidos, e, das quatro estações, você é a que eu mais amo.

Nietzsche Cywisnki

No hay

Para qué
      esconder en un verso
la belleza de tus ojos
          o en una estrofa describir
los sinuosos caminos recorridos
para llegar más abajo de tu ombligo

Para qué
               dibujar tu boca
con una metáfora
    o tus manos sublimes
              en una rima

Para qué, si no hay
         manera posible
ni palabras ni letras suficientes
         para explicar esto que siento
no hay.

8

La coherencia interior-exterior de un proyecto es importante a la hora de proyectar. Si nuestro exterior es sinuoso para ubicarse junto a un río y entorno natural orgánico, los interiores deberían seguir la línea de órganos dentro del caparazón. El trabajo escultórico y la continuidad de los materiales hacen una maravilla de esta suerte de ser vivo que sale de las aguas para albergar los espacios culturales en su interior.

MAD architects - harbin opera house, china