sinuoso

S I G N O :    E S C O R P I O

  • P o l a r i d a d, negativa
  • A t r i b u t o, fijo
  • E l e m e n t o, agua
  • P l a n e t a, Marte y Plutón

Representa la intensidad y el pensamiento expansivo ; es un signo de las emociones intensas y astutas, así como el misterios irresoluble. Algunas veces puede implicar una actitud agresiva y desconfiada del mundo. 

El signo de Escorpio pertenece al otoño. Avanza por caminos sinuosos y desconocidos, muchas veces llenos de peligros incomprensibles.


> Ofiuco <

*Arte de Kelly Smith

Oración estoica para tiempos de incertidumbre.

Vida; dame la sabiduría para ver lo mejor de cada situación. 

Dame la sensibilidad de convertir cada obstáculo en fortaleza. 

Dame la habilidad de cambiar mi percepción de lo que sucede.

Quiero superar el obstáculo que en este momento parece insalvable.

Hágase el obstáculo parte del camino.

Y los caminos deben transitarse aunque parezcan sinuosos y escabrosos.

Reconozco en este momento mi propio poder para cambiar mi enfoque.

Para generar mi percepción y convertir lo que me parece malo en una oportunidad.

Para elegir seguir adelante aunque los demás caigan.

Y cuando caigan tender el brazo a los que deseen continuar.

De trabajar para controlar mis nervios, utilizar todos mis medios y superar los miedos que me tratan de alcanzar.

Aunque el obstáculo parezca enorme, mi voluntad será inquebrantable.

In a Dark Time
BY THEODORE ROETHKE

In a dark time, the eye begins to see,
I meet my shadow in the deepening shade;
I hear my echo in the echoing wood—
A lord of nature weeping to a tree.
I live between the heron and the wren,
Beasts of the hill and serpents of the den.

What’s madness but nobility of soul
At odds with circumstance? The day’s on fire!
I know the purity of pure despair,
My shadow pinned against a sweating wall.
That place among the rocks—is it a cave,
Or winding path? The edge is what I have.

A steady storm of correspondences!
A night flowing with birds, a ragged moon,
And in broad day the midnight come again!
A man goes far to find out what he is—
Death of the self in a long, tearless night,
All natural shapes blazing unnatural light.

Dark, dark my light, and darker my desire.
My soul, like some heat-maddened summer fly,
Keeps buzzing at the sill. Which I is I?
A fallen man, I climb out of my fear.
The mind enters itself, and God the mind,
And one is One, free in the tearing wind.

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“En un oscuro tiempo”,
de Theodore Roethke

En un oscuro tiempo, el ojo empieza a ver,
Me reúno con mi sombra en la cada vez más profunda sombra;
Oigo mi eco en el eco del bosque–
Un Señor de la naturaleza llorando junto a un árbol.
Vivo entre la garza y el reyezuelo,
Bestias de la colina y serpientes de la madriguera.

¿Qué es la locura sino la nobleza del alma
En contradicción con las circunstancias? ¡El día está en llamas!
Conozco la pureza de la desesperación pura,
Mi sombra colgada en un transpirado muro.
Ese lugar entre las rocas –¿es una cueva,
O un sinuoso camino? El borde es lo que tengo.

¡Una constante tormenta de correspondencias!
¡Una noche fluyendo con pájaros, una rasgada luna,
Y en el extenso día retorna la medianoche!
Un hombre llega lejos para enterarse de lo que él es-
Muerte de sí mismo en una larga noche sin lágrimas,
Todas las formas naturales resplandeciendo una luz artificial.

Oscura, oscura mi luz, y más oscuro mi deseo.
Mi alma, como alguna mosca de verano enloquecida por el calor,
Se mantiene zumbando en el umbral. ¿Cuál yo es yo?
Un hombre caído, escalo por sobre mi miedo.
La mente entra en sí misma, y Dios la mente,
Y uno es Uno, libre en el viento que se desgarra.

de The far field, 1964

Vorrei portarti con me.
Resisteresti poco, al freddo senza l’afa estiva ma sarebbe un’esperienza diversa, no? Poi ti riporterei indietro, come è giusto che sia. Ma per un po’ ti porterei con me.
Ti racconterei le cose che non avrò il tempo di finire di dirti. Solo per quello, per trovare il modo che duri di più. Ti farei guardare il mare freddo, così apprezzeresti il tuo. Ti farei una foto e la lascerei nel cassetto per le volte che avrò voglia di guardarti con i capelli scompigliati e il sorriso accennato.
Mangeremmo e dormiremmo poco perché non ci sarebbe il tempo; tutto quello che vorresti cercherei di dartelo. Ti farei esprimere un desiderio e lo esaudirei. Solo uno, perché tre non sarei capace.
Ti farei almeno un paio di domande scomode, perché così ti fideresti di me; perché così, se ti telefonassi almeno una volta, sussulteresti un pochino e quando deciderai di andare via, ci sarà almeno una volta in cui vorrai tornare.
Vorrei che ti fossi innamorata di me, per chiedermi di restare. Ma forse tu impieghi tanto per innamorarti e allora è per questo che vorrei portarti con me: per farti innamorare.
Verresti?
No, non verrei. Perché dovrei?
Non credo che mi riporteresti indietro, non voglio che tu faccia di tutto per me. Il suono è simile a quello della tua voce, non della mia: vorrei che lo capissi e te ne rendessi conto. Le tue parole sono esigenti e mi si stringono al cuore. L’unisono tra di noi non funziona. Il moto di due anime in una non esiste. Non vorrei foto di questo momento, né motivi per lasciare che non finisca. È doloroso da ricordare. Cosa c’è di poetico in una sensazione moritura? Se lo volessi, non farei in modo che arrivi la fine. Perché è questo il punto: io sto facendo in modo che l’ultimo secondo di tutto accada, capisci? Permettimi di dire di no. Permettimi di non esserti accanto. Permettimi di decidere di non esserci come vuoi tu.
Pensare che sia per due, per renderti i pensieri più facili; lo sai che mi stai raccontando una bugia mentre mi chiedi ‘verresti?‘
Certo che lo sai.
Venire? Cosa potrebbe dire? Cosa saremmo?
La mia automobile scivola da sola verso casa mentre rileggo le tue parole. Cerco di trovare interpretazione, tentando di valicare le frasi così come sono – cunei – e trovarci l’intenzione inespressa di dire dell’altro. Cerco titubanze, virgole, mi soffermo sui dettagli. Ma io di dettagli non capisco nulla. Non so come sono fatti, in verità.
Potrei rimanere attaccato alla balaustra a due mani, mangiare tutte le merendine della macchinetta accanto all’ingresso del gate pur di restare a guardare il fiume da un lato e la strada dall’altro.
Fissare l’asfalto fino a farmelo entrare negli occhi e bucarmeli per non vedere la via di casa: questo dovrebbe accadere affinché io vada via da qui e mi rassegni alle tue parole. Credevo di non essere capace di rimanere in silenzio a guardare. Sono solito pensare di me cose molto positive: grande cuore, grande testa, spirito d’iniziativa, forte indipendenza; pensavo di non essere capace di restare a guardare inerme.
È una di quelle circostanze che non si addicono agli spiriti vincenti. È come ammettere di avere un buco scoperto e lasciare che qualcuno ci infili un dito dentro, stracciando carne e tessuti, graffiando vasi, fino a tingere di rosso i vestiti e non poter, così, celare l’affanno.
Eppure io sono un tipo sveglio, non mi lascio abbindolare facilmente; ho sempre saputo tenerle a distanza e prosciugarne il necessario. Ecco, sì: non sono mai andato al di là del necessario con quasi nulla. Solo di foglie d’albero ne ho troppe, perché ne faccio collezione.
Ne ho mangiate molte di merendine della macchinetta ma adesso, alla guida, con le mani poco convinte e smaniose, non ne ricordo il sapore singolo e anche gli incartamenti mi paiono tutti uguali. Non posso distinguere il caramello dal fiordilatte e questi dal cioccolato: ho un solo amalgama appiccicaticcio nella bocca.
Mi sembra strano sentirmi così sopra le righe. Mi sembra strano, ancora, sentire quegli occhi addosso. I tuoi e i miei insieme, che erano altro, lo sono stato lo so, lungo il fiume e poi sono irrimediabilmente scomparsi dopo un battito di ciglia. Un movimento fisiologico ne ha decretato la fine ed io lo vado cercando, adesso, mentre mi dirigo verso casa, seguo la scia per provare a seguirti.
Che pena. Sperare, intendo. È la pena di chi non sa rinunciare.
Non so raccontare una volta in cui tu mi avevi detto di essere felice, in effetti. E nemmeno una volta in cui te l’ho detto io, d’altronde. Non credo minimamente di esserti venuto incontro per davvero, con foga ed eccitazione, per abbracciarti di sorpresa.
Non mi viene in mente la prima volta che t’ho visto. So quand’è, con precisione, perché io ero al bancone di un bar con una ragazza che mi piaceva molto. E che ho abbracciato con slancio e voluto tante di quelle volte da essermene invaghito e addirittura innamorato a un certo punto.
Ricordo d’averti preso in consegna nella mia mente, ma non d’averti visto. Non so nemmeno com’eri vestita. So solo che ti sei passata una mano tra i capelli, il gesto più comune che si possa recuperare nella memoria. Eppure io l’ho registrato. In realtà potrebbe essere falso. Potrei aver traslato la mano di un altro sulla tua e adesso cucirti addosso un movimento che non t’è appartenuto.
Avevi un braccialetto che si compra al mare, di quelli di cotone colorato, che dicono porti fortuna e poi, un giorno, si spezzi per far avverare un desiderio. Di quelli che hanno tutti, eccetto me, poiché io non li sopporto: rimangono bagnati per ore, dopo la doccia, ed umidi sulla pelle.
Mi sono chiesto quale potesse essere il tuo desiderio. È la prima cosa su cui mi sono interrogato guardandoti quella volta e pensandoti i giorni successivi. Se tu avessi un desiderio sopra tutti, se fosse legato a quel braccialetto o a un sentimento. Ho sentito il bisogno di saperlo, come se fosse il tuo nome.
Avevi anche un anello costoso. Sottile, ma prezioso. Un anello facile, che non sorprende se lo regali. Non so perché l’avessi notato. Niente a che vedere coi tuoi occhi, mi rendo conto. A chiunque avessi chiesto di te nei giorni seguenti, continuavo a dire di non avere in mente i tuoi occhi: eppure sono meravigliosi. Non mi viene un’altra parola in mente. Dovrei inventarla ma non sono capace, tu lo sai. Posso fartelo intuire ma non so spiegarlo.
Non capisco perché non me li sono incollati addosso. Avevo notato di te solo i dettagli peggiori fra tutti gli altri; ciononostante ti cercavo già il giorno dopo. Mentre passeggiavo sotto casa tua, nelle sere a seguire, speravo di notare i tuoi movimenti alla finestra oppure con chi saresti uscita. Desideravo vederti da sola, che, una volta sull’uscio, ti guardassi intorno e vedendomi rimanessi piacevolmente compiaciuta.
Avrei voluto essere io nei tuoi sogni, a ispirare i tuoi sonni e farti felice. Ma lo so di non potere. Eppure questa consapevolezza non m’ha fatto smettere di volerti portare via con me.
Non capisco. Non capisco cosa vuoi dire. Mi pare assurdo che tu pensi di poter amarmi. Quanto abbiamo passato insieme? Non capisco perché tu voglia portarmi con te. Non sai nulla.
Ti ho rubato anche un sorriso triste quella sera.È andata così: io ti ho guardata per un momento, mentre ti passavi le mani nei capelli, e stavi sorridendo, ma non alla persona con cui parlavi. Sorridevi, rivolta verso il basso come per un pensiero veloce da far svanire. E, rivolto di nuovo il tuo volto verso l’alto, ti ho sorpresa triste, come se quel pensiero felice andasse celato.
Sorridi solo quando qualcuno o qualcosa ti fa ridere, ma non dovresti. A me piace, ma non dovresti. La felicità pare si auguri a tinte pastello e così mi tocca fare, con te, adesso: cercare di farti togliere dal viso i tuoi sorrisi tristi, come ho sempre fatto, d’altronde.
Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il viso e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il mio desiderio di felicità per te sarebbe compiuto. La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e mettere in fila senza che rompano le righe. Se lo facessi io sarei penoso.
Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove.Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa.
Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio. Ma potrei imparare.
Sono un pessimo romantico, lo ammetto. È per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così. Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. È l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
—  Italo Calvino, Prima che tu dica “Pronto”
3

5 years ago my first meeting with Eddie !!

Esattamente  5 anni  fa, il 2 febbraio 2012, mi recai al Donmar a Londra per vedere lo spettacolo “Richard II” e per incontrare per la prima volta Eddie.

“Richard II” e’ stato bellissimo, emozionante, da brivido……

Quando sono entrata in platea, ero tra le prime, ho sentito il suono delle campane e profumo di incenso, un atmosfera bellissima, calda e accogliente……

Exactly 5 years ago, on February 2, 2012, I went at the Donmar in London to see the play “Richard II” and for to meet  Eddie the first time..   “Richard II” it was a wonderful, exciting, thrilling … …   When I entered the theater, I was among the first, I heard the sound of bells and incense scent, a beautiful atmosphere, warm and cozy … …

Io e mio marito eravamo seduti in prima fila laterale e lui era li’, a due metri da me, seduto sul trono nel mezzo del palco con gli occhi chiusi e palmi delle mani  rivolte verso l’alto e con lo scettro nella mano sinistra. L’attore che seguivo da piu’ di un anno, alla quale avevo visto realizzare Hick, Birdsong e che si stava preparando per il ruolo di Marius ne I Miserabili  era li’ davanti a me immobile, affascinante e regale, e con una bellezza senza tempo.

Il teatro era molto piccolo, il palco centrale, e noi tutti eravamo seduti  intorno ad esso. Una volta entrati tutti gli spettatori e’ iniziato lo spettacolo.

Eddie era sinuoso e lineare nel suo abito bianco……Tutti gli attori volteggiavano sul palco, correvano, lottavano…ovviamente tutta la mia attenzione era rivolta a lui. Vedere Eddie recitare dal vivo e’ incredibile. l’ho trovato molto disinvolto, libero, ma nello stesso tempo intenso, e passava da una risata isterica al pianto e viceversa, con una disinvoltura  e con un carisma che ben pochi attori giovani hanno. Una delle scene piu’ forti e significative per me e’ stato l il passaggio della corona tra  Riccardo e Bolingbroke, l’immediata reazione di Riccardo che gliela strappa  dalle mani urlando,  riponendosela sul capo,  dondolando disperato, sapendo che stava per perderla per sempre , bellissima……..

My husband and I were sitting in the front row on the side and he was there, a few meters from me, seated on the throne in the middle of the stage with  eyes closed and palms facing upwards and with the sceptre in his left hand. The actor that I followed for over a year, which had seen him make Hick, Birdsong and who was preparing for the role of Marius in Les Miserables was there ahead of me still, fascinating and regal, and with a timeless beauty.

The theater was very small, the central stage, and all of us were sitting around it. Once all the audience was inside the show started. 

Eddie was sinuous and straightforward in his white dress … … All the actors onstage ran, fought … but obviously all my attention was turned to him. See Eddie play live is unbelievable. I found it very casual, free, but at the same time intensive, and passed by hysterical laughter to tears and viceversa, with an ease and with a charisma that very few young actors have. One of the strongest scenes and meaningful for me, it was the passage of the Crown between Richard and Bolingbroke the immediate reaction of Richard who rips off his hands and screaming if puts on his head, and his desperate rocking  knowing that he was about to lose it forever, beautiful …… . beautiful … …

I corridoi laterali alle sedie dove eravamo seduti erano percorsi anche dagli attori durante le scene.

L’intensita’, la grande bravura di tutti gli interpreti e la magistrale regia di Micheal Grandage, ha reso questa tragedia, seppur ambientato in questo piccolo teatro, Grande!!!

Adoro Shakespeare, conosco tutte le commedie e qualche tragedia, ma quando ho saputo che lui interpretava Richard II, non ho esitato e mi sono subito attivata per acquistare i biglietti.

The side aisles to the chairs where we were sitting were also traveled by actors during the scenes. The intensity ’, the great skill of all the performers and the perfect direction by Michael Grandage, has made this tragedy, albeit set in this little theater, Great !!!

I love Shakespeare, I know all the plays and some tragedy, and when I learned that he played Richard II, I didn’t hesitate and I immediately turned to purchase tickets. 

Finito lo spettacolo, entuasiasta, sono uscita fuori nella hall del teatro e ho aspettato tutti gli attori……

Lui e’ arrivato per ultimo, l’ho visto scendere dalle scale, e mi son detta ” Ok” ……

Ho  aspettato che facesse foto e autografi con le ragazze presenti li’, che parlasse con una signora di mezza eta’, e poi si e’ rivolto verso di me…..

 I was excited !! When  the show finished ,  I went outside in the theater lobby and waited for all the actors ……  He was the last, I saw him coming down the stairs, and I said to myself ‘OK’ …… I waited for him to do photos and autographs with the girls present them ’, he spoked  with a lady , and then 'turned to me ….

La prima cosa che e’ evidente a tutte, e che mi sono ritrovata a incrociare nell’ immediato, sono stati i suoi occhi, bellissimi, color verde acqua quasi trasparenti. Ero un po’ imbarazzata, ovviamente, ma dal momento che ho assistito al suo approccio con le altre persone, ero decisamente piu’ rilassata.

L’ho salutato  e gli ho donato  un regalo portato dall’italia a nome delle sue fans, e lui e’ rimasto sbalordito, non se lo aspettava!!! Era molto contento…… Poi  ha preso il libro che avevo in mano di Richard II (Italiano /Inglese) e ha cominciato a sfogliarlo, soddisfatto, e mi ha detto ” the book” , ed io “si, l’ho studiato in italiano ed in inglese in modo da capire quasi tutto”. Poi si e’ rivolto a delle ragazze per farsi dare una penna e a gran sorpresa mi ha fatto una piccola dedica con autografo. Intanto di fronte e noi c’era qualcuno che continuava a fotografare……….Piu’ di una volta si era girato per vedere l’individuo………… Alla fine, quando ha lanciato un altra occhiata interrogativa, gli ho detto che quella persona di fronte e noi era mio marito……Non so cosa sia successo, ma siamo entrambe scoppiati in una grande risata e a sorpresa mi ha abbracciato forte e mi ha fatta girare di fronte a Claudio e ci siamo fatti la foto insieme.  

 On first I crossed  immediately  his eyes, beautiful, green-colored water nearly transparent. I was a little embarrassed, of course, but since I have watched his approach with other people, I was definitely more relaxed.  I just waved, and I donated a gift from Italy on behalf of his fans, and he was amazed, didn’t expect!!! He was very happy … … Then he took the book I was holding of Richard II (Italian\/Inglese) and began to leaf through it, satisfied, and said “the book”, I was like, “Yes, I studied in Italian and in English so I could  understand almost everything.” Then he turned to the girls to get a pen and with big surprise he  did a small dedication with autograph. Meanwhile in front us we had someone who kept taking pictures … … …. more than once had turned to see the strange person … … … … At the end, when it launched a second bad look , I told him that that person in front of us was  my husband … I don’t know what happened, but we are both broke out into a great laugh and a surprise hugged me strong and made me turn opposite to Claudio and we get the whole picture.    

Lui e’ stato splendido, amichevole, gentile e grato per il regalo ricevuto.

Infine gli ho detto di maneggiarlo con cura perche’ il regalo era delicato, e lui con delicatezza lo ha appoggiato sul fondo della scala, e ha continuato a stare ancora li’ con noi per 2 minuti a parlare con altre persone, poi e’ uscito e lo abbiamo visto scomparire.

Ecco questo e’ stato il mio primo incontro di dieci. E’ passato diverso tempo, molti di noi che lo seguono da anni  lo hanno visto crescere professionalmente e  sono orgogliosi di tutto cio’ che e’ riuscito a realizzare. Grazie.

He’s been wonderful, friendly, polite and grateful for the gift received.   Finally told him to handle it carefully because the gift was delicate, and he carefully leaned on the bottom of the ladder, and has continued to stand still there with us for 2 minutes to talk to other people, then got out and we saw it disappear.

This  was my first meeting of ten. It ’s been a long time, many of us who follow him for years have seen him grow professionally and we are proud !!

Dopo il secondo incontro avvenuto dopo qualche mese, decisi di dedicargli il primo blog Italiano/ Inglese su Tumbler, subito dopo su  Twitter e  dal 2016 anche su Instagram. Eddie e’ un grandissimo talento e un deliziosa persona.

After the second meeting took place a few months later, I decided to dedicate the first Italian / English blog on Tumbler, immediately on Twitter and from 2016 also on Instagram. Eddie is a great talent and a  delightful person.

Cris

P.S. here’s the actors thanks !!

“Ella”

No le regales una flor.
No la quiere.
A ella le gustan los pájaros
¿Pero acaso sabes cuantas jaulas tiene?
Ninguna, porque sabe la verdad
El pájaro fue echo para volar.
Regálele una planta y deja que la vea crecer

No difames a otros,
Ella no busca atención en base a cuantas cabezas
Puedas pisar.
No la compares con “los demás”
Porque ella no es “los demás”
Y “los demás” no son ella

No grites para mostrar tu punto.
No te consumas en el odio.
Porque ella no es así
Y deberías saberlo.
Si algo se rompe se puede reparar
Pero no se lo escondas,
Todo lo que se esconde se pudre
Y nadie soporta el olor

Ella no es tuya ni tú de ella.
Valora tu amor propio, y el suyo.
No pueden poseerse,
No son objetos.
Pueden acompañarse en este camino sinuoso
Que llaman vida

Hazla reír y busca que sea reciproco.
Estate ahí presente para cuando la risa sea llanto.
No permitas que caiga
Pero si lo hace, mantén tu mano extendida,
La necesite o no

Amar es uno de los versos más misteriosos.
No le busques más sentido,
Todos los poetas hacen eso
Y terminan en el principio.
Solo conjuga ese verbo hasta que te apagues
Hasta que seas otra estrella

León McMiller

BELLEZA ZODIACAL

En la asgrología, se cree que cada individuo nacido bajo un signo zodiacal, puede traer consigo caracteristicas tanto físicas como personales. En esta ocasión, nos centraremos en lo más superficial de la astrología y los rasgos comunes de cada uno de los 12 signos en el horóscopo. Generalmente, podemos apreciarlos en el signo bajo el ascendente antes que el solar. El ascendente forma parte principal en apariencia física y el solar, se apreciará bastante también poniendo atención a los detalles de la persona.


  • Aries: Cuando este signo se ubica en el Ascendente, presenta un buen desarrollo muscular, agilidad y resistencia a los esfuerzos físicos. Hay soltura de movimientos y contextura atlética, estatura superior al promedio y caminar de porte altivo. Su rostro suele ser casi cuadrangular, anguloso o huesudo con cabellos con reflejos cobrizos. La frente es alta, el arco superciliar pronunciado, la nariz importante en el conjunto del rostro, la boca reducida y los labios poco carnosos.
  • Tauro: Tauro confiere una altura media, contextura más bien robusta o fornida, su cuello es corto y grueso, los hombros anchos y las manos fuertes. Su esqueleto es sólido y la musculatura desarrollada, la piel dura, gruesa y resistente. Tiene un caminar firme y el conjunto corporal es armónico y estéticamente agradable. La boca y los labios son grandes y carnosos, la mandíbula pesada o de forma cuadrangular.
  • Géminis: Otorga una contextura delgada, longuilínea, ágil y de aspecto juvenil incluso en la madurez. La cabeza es de dimensiones pequeñas, la piel delgada, la frente convexa, las cejas finas y alargadas. La nariz es de dimensiones reducidas también delgada y en punta, la boca angosta, grande pero de labios finos. La estatura nunca es elevada, de movimientos ágiles y rapidez de reflejos. Su dicción es clara y veloz.
  • Cáncer: Esta energía redondea las formas del cuerpo, reduce la presencia de musculatura y confiere tejidos blandos. Aporta desarrollo abdominal, poca resistencia a los esfuerzos físicos, un caminar con indecisión y hábitos sedentarios. Su lento metabolismo y habitual gula lo vuelve propenso a la obesidad y a la formación de depósitos adiposos. El rostro muestra una ligera expresión infantil y una actitud como absorta en sus pensamientos, la cabeza es redonda, los cabellos delicados y finos.
  • Leo: Este ascendente es más bien de contextura gruesa y carencia de zonas adiposas, con proporciones elegantes y armoniosas. Confiere agilidad y rapidez de movimientos, un caminar con pasos amplios y regulares y su voz vibrante, fuerte y cálida. Su rostro posee una expresión altiva, noble y desapegada con formas estéticas y regulares. Una frente alta y amplia, la nariz es de proporciones agradables, mirada luminosa e intensa que otorga fuerza y seguridad al rostro.
  • Virgo: Este ascendente presenta una contextura menuda y estatura más baja al promedio. Los rasgos del rostro son delicados y agradables, la nariz es de fosas nasales pequeñas y los labios delgados. Los ojos tienen una mirada penetrante y sus movimientos son controlados, agiles y su andar es rápido. Lo rodea una energía moderada que muchas veces lo hace pasar inadvertido entre las demás personas.
  • Libra: Libra confiere formas armónicas al cuerpo, piel delicada y una estatura media. El cuerpo acumula adiposidades en las caderas, el rostro es ovalado, la frente no muy alta, las pestañas largas tornan dulce la mirada, con ojos grandes y expresivos. La nariz es clásica en sus formas, la boca tiene una linda forma casi esbozando una sonrisa. El mentón es redondeado en la extremidad y camina con gracia, la voz es agradable, melodiosa y sensual.
  • Escorpio: Este signo otorga una altura medio-alta y un desarrollo normal de la musculatura. La cabeza tiene forma ligeramente cuadrangular y las extremidades inferiores son más cortas en proporción al tronco, las cejas son marcadas y tupidas, levemente prominentes y la boca es más bien ancha y el maxilar cuadrado. Tiene una mirada profunda y penetrante, tez ligeramente morena y un andar sinuoso o silencioso, la voz es fuerte, sensual y agradable.
  • Sagitario: Sagitario otorga una estatura medio-alta, una contextura bien formada y cuerpo atlético, los hombros son amplios y la espalda es grande y desarrollada. Las manos son siempre grandes, su caminar es de grandes pasos manteniendo la cabeza hacia delante. La frente es espaciosa y redonda, y el mentón ligeramente alargado. Los ojos grandes y las cejas bien delineadas. El cuerpo se presenta grande o voluminoso especialmente en el tórax.
  • Capricornio: Confiere estatura superior al promedio y un cuerpo esbelto en sus formas, sin depósitos adiposos. Ambas extremidades son alargadas con respecto al tronco, la contextura es rectangular-alargada. La frente amplia, poco cabello y prematuramente canoso, las cejas confieren un aire pensativo al rostro. La nariz es larga y delgada, y la boca pequeña y mantenida fuertemente cerrada. Mentón huesudo, algo afilado y levemente cuadrangular, el cuello es largo y delgado. Sus movimientos y caminar es discreto, habla lento y en voz baja.
  • Acuario: De una belleza acentuada y un magnetismo especial, posee una estatura alta y esbelta, apariencia armónica, de ojos comunmente claros (azules, grises), de forma redonda, expresiva. Rostro ovalado con rasgos bien definidos y elegantes. Sus extremidades, principalmente las piernas: largas y torneadas. Labios ligeramente carnosos y rellenos. La frente es amplia, cabello lacio y sedoso. Generalmente nacen con pequeñas pecas en las mejillas y/o mejillas levemente sonrosadas. Su voz es suave, dulce y tranquila.
  • Piscis: Con Piscis, la contextura corporal es predominantemente de formas redondeadas y tejidos blandos, la cabellera abundante, una mirada ausente y soñadora, la piel es clara y muy pálida. La actitud general es distraída con un andar incierto. Las piernas son cortas y los hombros anchos, las manos pequeñas y regordetas. De rostro carnoso y redondo, la frente espaciosa pero baja, labios carnosos y sensuales con una nariz corta y de forma redondeada.


Duraznito-.

Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. È l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo.
Solo per essere sicuro.

Verresti?

—  Italo Calvino
Potremmo essere in giro a passeggiare in una città qualunque, col caldo, mano nella mano e io dovrei accorgermi del tuo sorriso triste e allora darti un bacio o prenderti il viso e farti fare una smorfia che mimi la gioia. Sorrideresti e il mio desiderio di felicità per te sarebbe compiuto.
La verità è che i tuoi sorrisi tristi a me piacciono, perché a te stanno bene, perché li sai trattare, li sai adoperare e mettere in fila senza che rompano le righe. Se lo facessi io sarei penoso.
Questo è il punto: faccio pensieri e desidero cose nuove. Non importa cosa so. Per la prima volta, non importa.
Non so da dove vengono o come si chiamino e non potrei spiegarle a nessuno eccetto te, con un po’ di tempo, con un po’ di pause, con quei silenzi che non saprei riempire, all’inizio.
Ma potrei imparare.
Sono un pessimo romantico, lo ammetto. E’ per questo che non sono riuscito a farti innamorare. Lo so che è così.
Ho immaginato che potessi bastare io, con i miei modi normali e l’aria spavalda. Fintamente sicura. E del tempo, per spiegarti quello che manca, per farti vedere che ne sarebbe valsa la pena, alla fine.
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. E’ l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
—  Italo Calvino

La Sensualità non è un abito, è un corpo sinuoso che vibra, fasciato in qualsiasi abito.IL sapersi muovere, e il saper guardare viene sfiorato con uno sguardo.
Non si può imparare.
La donna sensuale è qualcosa di speciale Cit (Dora dolce)

ESCORPIO NACIDO EL 6 DE NOVIEMBRE

El día de la fuerza estimulante: Hasta el individuo más letárgico se sentirá animado por la fuerza vital de una persona nacida el 6 de noviembre. Éstas o bien son entusiastas por naturaleza o crean un ambiente estimulante para ellos y los que los rodean. En cualquier caso, consiguen hacer hervir la sangre.

Una de las razones de que su entusiasmo sea tan contagioso es que no es superficial, sino que surge de lo más profundo. Estos individuos dotados de seguridad y convicción y con dominio de la técnica y la información, creen firmemente en sus habilidades y en la posibilidad de alcanzar el éxito.

Naturalmente, el peligro es que se vuelvan demasiado seguros de sí y que basándose en conquistas pasadas cometan un error de cálculo sobre sus perspectivas de futuro. En efecto, aunque es saludable planificar el futuro, la vida nunca es un camino recto hacia el éxito, sino un sendero sinuoso con valles y cimas. En consecuencia, los nacidos este día deben mantener una visión realista sobre sus limitaciones, sobre todo a medida que pasan los años, y cultivar un sentido crítico y objetivo que les garantizará la calidad de lo que pueden llegar a producir.

Es innegable que los nacidos el 6 de noviembre tienen la capacidad de fascinar y entretener a otros. Sin embargo, no todo el mundo aprecia su actitud directa, firme e intransigente. Curiosamente, su energía desbordante puede tener un efecto deprimente sobre otros, en particular sobre las personas más «realistas». A los nacidos este día puede resultarles difícil aceptar este hecho.

Los nacidos el 6 de noviembre deberían encontrar la manera de afrontar la derrota y los desengaños, pues no son tan duros como parece cuando se encuentran con el rechazo. También se beneficiarán mucho de la interacción con aquellos que no comparten sus puntos de vista. Parte de su entrenamiento espiritual consiste en aprender a mantener el equilibrio, la calma y la prudencia, asegurándose de que sus energías fluyan ininterrumpidamente en vez de en arrebatos repentinos.

Los más evolucionados de los nacidos este día tienen un excelente sentido del humor que les impide volverse demasiado severos y actúa como un puente entre ellos y los demás. Sin embargo, puesto que este humor tiene un marcado cariz irónico y satírico, deben tener cuidado de no ser ofensivos. Estos individuos dan supremacía al plano físico, por lo que pueden producir reacciones viscerales en los que los rodean. Suelen ser más sexuales que sensuales, atléticos más que sensitivos y provocadores más que tranquilizantes.

Los nacidos el 6 de noviembre son un espejo para los demás, pero es probable que a los amigos y familiares no les guste lo que ven. Los nacidos este día tienen la responsabilidad de convertirse en una auténtica superficie reflexiva y no en un espejo que distorsiona la imagen. Deberían recordar que a veces es conveniente no revelar la verdad.

NÚMEROS Y PLANETAS

Los nacidos el sexto día del mes están regidos por el número 6 y por el planeta Venus. Los regidos por el número 6 tienen un magnetismo especial para atraer empatía y admiración, y la influencia de Plutón y Marte (regente y corregente de Escorpio respectivamente) confiere una orientación decididamente sexual a este atractivo. El amor a menudo se convierte en un tema dominante en la vida de los regidos por el número 6.

TAROT

Como para subrayar este último punto, la sexta carta de los Arcanos Mayores es Los Enamorados, que simboliza el amor que une a toda la humanidad mediante la integración de las polaridades masculina y femenina. Desde un punto de vista positivo, esta carta indica afectos y deseos elevados en el plano moral, estético y físico; desde un punto de vista negativo, deseos insatisfechos, sentimentalismo e indecisión. Dada la marcada orientación sexual de Escorpio, los nacidos el 6 de noviembre deben impedir que las pasiones rijan su vida.

SALUD

Los nacidos el 6 de noviembre deben tener cuidado de no convertirse en víctimas de su optimismo en materia de salud. Deberían someterse a chequeos médicos regulares y mantener un control sobre su peso, hábitos alimenticios y actividad física. Estos individuos toleran bien un programa de ejercicio físico vigoroso, incluyendo deportes competitivos y de resistencia, yoga avanzado y artes marciales. El baile también es una actividad muy recomendable para ellos. Les conviene prestar especial atención a las funciones digestivas y excretoras, que es posible estimular añadiendo alimentos ricos en fibra a la dieta.

CONSEJOS

Toma conciencia del efecto que produces en los demás; encuentra la forma de moderar tu energía sin dejar de ser quien es. Trata de ser más transparente para que los demás vean la luz en ti. Aprende a afrontar los desengaños.

REFLEXIÓN

Nos han dado ojos para ver y oídos para oír, ¿pero qué se espera de la mente?

PUNTOS FUERTES: VITALES – ESTIMULANTES – OPTIMISTAS
PUNTOS DÉBILES: DEMASIADO SEGUROS DE SÍ MISMOS – INSENSIBLES – DEMASIADO EFUSIVOS

Eis aqui onde me escondo e me acho. Por todo o ano, eis aqui onde me escondo e me acho: nos dias de solidão, pássaros fizeram de sua liberdade minha melhor companhia e escudo. Nos dias de tristeza, capivaras perdidas vieram ao meu encontro à procura do descabelado ninho. Nos dias de sufoco, foi deitado ao chão feito de raízes luxuriosas rebentando o útero da terra, que aprendi com a natureza a sua voz, ouvi dela o seus segredos e gemidos. E nos dias mais sombrios, o céu desabou inteiro em chuva num só disparo de uma só flecha. Tinha veneno na ponta. Talvez seja o destecer de teias de aranha dos meus olhos, que não se encontram na face, mas na pele. Talvez minha forma umedecida de sentir por mergulhar-me nesses atropelos: um cano que vaza, um galho que se quebra, piolhos que perpassam caminhos sinuosos entre os tímidos pelos desvairados, hematófagos sedentos por buliçosas veias, um latido de coruja que escorrega do cabide e cai na enxurrada de uma grama urticante e fofa. E soube que uma formiga é capaz de carregar um volume muitas vezes maior que o seu próprio peso. E eu que não aguento a alma do meu peso. E soube que certas folhas avermelhadas se desprenderam das árvores, suicidadas sem nenhum pio. Os silêncios caídos como as folhas. E se refazendo em húmus, em mato, em beijo, em sono de primavera eterna. E entendi que ás vezes o que nos salva a alma são os vícios, feito as águas que criam o seu lodo e o afoga. Relva delicada das narinas. Voo fugaz dos cílios. Ficar, abrir mão, agarrar com força, cruzar ou não a ponte invisível sobre tanta vida represada na fuga da gaiola, tanta água contida na sede do deserto, na dor que toma conta, pó, poeira, calor inesperado, garganta seca de desejo inacabado. Encostas erosadas por um desaguar de incertezas. Flores que brotam nos remansos de um rio. Vermes que se endurecem e reclamam do peso da carapaça. Tantas cores. Azul. Roxo. Rosa. Violáceo. Caleidoscópico. Ainda colhido verde no pé. As coisas cada vez mais absurdas e amadurecidas em mim. Haste fina para tanto brotar miúdo. Eis aqui onde me escondo e me acho. Me acho e me escondo. E me rasgo. Me perco. Me deito. E celebro esse sol florado. Esse vento que me bate a alma na cara. Não eram duendes aqueles troncos ao meu redor? Não eram de cogumelos mágicos aqueles bagaços carcomidos pra se dar ao bico desse redemoinho? Mastigados não com os dentes, mas com o tempo. Extraindo o caldo contigo em cada bago, a última gota ácida do sumo do dia, o líquido que escorre dos destroços de uma polpa noturna. Entardeço sempre e me despeço de mim pra ceder lugar a essa noite que invade. Às vezes serena, às vezes amorfa. Embora não menos enfurecida. Não menos violenta. Por permitir que tantas coisas mínimas sejam sentidas assim, extraordinariamente em desmedidas pelos ossos. Santa bruxaria das algas crepusculares, patas pesadas de animal torto trotando em meio peito. Vivi por muitos anos dentro dos limites da minha cautela. Dos meus soluços e cochichos. Ou você é livre, ou você não é. Não pelo o que se vê ou o que se ouve, mas o que se cheira com o braço, o que se sente com a língua e se lambe com os olhos. Braços não, caules. Línguas não, anémonas. Ou você é livre, ou você não é. Que esforço para ser eu mesmo. Tanto esforço na trinca do casulo só pra expor-se à fragilidade dessa luta eterna contra uma maré de mim. Ou você é livre, ou você não é. Ainda não sou livre.
—  Michael Letto
Ho provato, che dire, a farmi scegliere.
Ho sperato. Dovevo.
Era una possibilità, capisci?
Come fare a metterla via, a dimenticarla.
Forse aspettando, forse non era il momento.
Forse io e te abbiamo un altro tempo.
Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me.
È l’idea che almeno una volta succeda, no?
Hai presente?
Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo.
Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene.
Anche se sapevo di non potere.
Anche se era rischioso.
Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
—  Italo Calvino
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo. Era una possibilità, capisci? Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me. È l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno. Come un sibilo fluttuante e sinuoso. A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me. E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
—  Italo Calvino