sinistra

Son andata in stazione a prendere una persona (a ‘sto punto potrei prendere la licenza taxi) e, inserendo gli spicci nel parchimetro, la gentil macchinetta m'avvisa che devo inserire il numero del parcheggio. Non funzionava così fino ad un mese fa. Mi guardo attorno. In alto, in basso, a destra, a sinistra. Ma sto numero, dove cazzo sta? Una voce, poco distante, mi dice: “Due quattro zero tre, é la Toyota, giusto?”. Me la rido -avendo preso una discreta paura- e individuo il mio interlocutore in un uomo disteso a terra, sopra a qualche cartone. M'avvicino e gli chiedo dove avrei dovuto guardare e, il barbuto ometto, mi fa notare che davanti ad ogni posto auto, sull'asfalto, c'é una piccola, piccolissima scritta con il codice di riferimento. Chi mai la noterebbe? Essendo in largo anticipo, propongo a lui e al suo compare di andare a fare colazione. Accettano e impiegano cinque minuti per raccogliere da terra i loro cartoni e quei pochi effetti personali e per sistemarli accuratamente in alcune borsine di plastica. Ordino un succo e una brioche per tutti e tre. L'ometto barbuto mi guarda ed esclama: “Ma non stai spendendo troppo? Mi sarebbe bastato un caffé!”. E che sarà mai. Li abbraccio e raggiungo il binario. Che bella giornata.

Il bipede ridens a sinistra nella foto è un cretino. Si chiama Walter Palmer, fa il dentista in Minnesota e ha speso 55 mila dollari di carie per arrivare a scattare questa immagine che lo immortala accanto alla sua preda: il leone simbolo dello Zimbabwe, da lui ucciso in un parco naturale con l’aiuto di due bracconieri. il felino è stato attirato con un'esca fuori dai confini del parco (dove non avrebbe potuto essere cacciato) per essere prima ferito e poi ucciso con un colpo di fucile dopo 40 ore di agonia. L'animale è stato anche decapitato e scuoiato. Una bravata che ha già provocato i primi sconquassi nell’ecosistema. L’altro leone dominante del parco sta infatti cominciando a sbranare i cuccioli non più protetti del defunto.  

Ogni commento è inutile!

2

L’anosognosia per l’empiplegia è un disturbo frequente nei pazienti cerebrolesi destri.
Nei casi conclamati di anosognosia per il disturbo motorio, il paziente appare non consapevole della plegia.
Se viene interrogato circa il suo stato di salute o sul perché si trovi in ospedale, le risposte possono essere molto vaghe.
Se le domande dell’esaminatore si riferiscono all’impossibilità di muovere gli arti, il paziente si chiude in una sorte di rifiuto a rispondere oppure sostiene apertamente di non avere alcun problema e di poter muovere correttamente sia il braccio sia la gamba controlesionali.
Spesso le risposte del paziente assumono un tratto marcatamente confabulatorio e apparentemente irrazionale.

Qui un esempio di colloquio clinico, tratto dal manuale di Làdavas-Berti.

Esaminatore (E): Dove ci troviamo?
Paziente (P): In ospedale.
E: In quale ospedale?
P: Sant’Orsola
E: Come mai si trova in ospedale?
P: Sono caduta e ho battuto la gamba destra.
E: Come vanno la sua gamba sinistra ed il suo braccio sinistro? C’è qualcosa che non funziona?
P: Né bene, né male.
E: In che senso?
P: Mi fanno un po’ male.
E: Può muovere il braccio sinistro?
P: Certamente.
(L’esamminatore mette il dito nel campo visivo destro della paziente.)
E: Riesce a toccare il mio dito con la sua mano sinistra?
(La paziente non si muove.)
E: Allora? Ha toccato il mio dito?
P: Sì.
E: Può, per cortesia, battere le mani?
P: Non siamo mica a teatro!
E: Lo so, ma volevo vedere se sapeva farlo.
(La paziente solleva la mano destra e la porta nella giusta posizione per battere le mani, perfettamente allineata con la linea mediana del tronco, muovandola come se stesse effettivamente battendola sulla sinistra, che invece rimane ferma. La paziente sembra assolutamente soddisfatta della prestazione.)
E: E’ sicura che sta battendo le mani? Io non sento nessun rumore.
P: In ogni cosa che faccio non faccio mai rumore.


L’anosognosia può presentarsi isolata sia dal neglect sia dall’emisomatoagnosia.
La negazione della malattia sembra attribuibile al danno dei meccanismi preposti al monitoraggio di comportamenti motori e cognitivi dell’autoconsapevolezza.
A tal proposito sono stati confrontanti due gruppi di pazienti cerebrolesi destri (prima figura): un gruppo era affetto da neglect e anosognosia, mentre l’altro gruppo aveva solo neglect.
Le immagini del danno strutturale, eseguite sia con TAC che con RMN, sono state sovrapposte all’interno di ogni gruppo di pazienti.
Dal confronto sottrattivo delle mappe lesionali è emersa l’indicazione delle aree colpite nell’anosognosia (figura due).
I pazienti anosognosici avevano un danno selettive delle aree premotorie (in particolare area 6), dell’area 44, dell’area motoria primaria, dell’area somatosensoriale primaria e dell’insula.
Queste aree costituiscono le basi neurali del sistema di monitoraggio motorio, che deve confrontare l’intenzione motoria col programma motorio effettuato.
Un danno a questo comporatore impedirebbe al paziente di rendersi conto dell’impossibilità del suo movimento.

“Per una società narcisista e “liquida” come la nostra ripensare a un periodo (obbligatorio e uguale per tutti) nel quale si mettono da parte le proprie esigenze e ci si dedica agli altri sarebbe rivoluzionario. Le istanze pacifiste e antimilitariste, non solo rispettabili ma anche decisive nella cultura della sinistra libertaria, sarebbero ampiamente garantite dalla scelta tra leva civile e leva militare”. L'amaca di MICHELE SERRA

anonymous asked:

Perché si chiamano mutande? Perché non mutanda? Parte davanti+parte dietro? O chiappa destra+chiappa sinistra? Chissà

mah, non so. lanciamo un appello: chi lo sa ci illumini.

Posso farti un gioco?
Sai qual è la destra vero? E’ quella che sta alla tua destra.
E la sinistra sta alla tua sinistra.
Ci sei fino a qui?
Okay, prendi la mano destra e mettila sulla spalla sinistra.
Fatto?
Poi metti la mano sinistra sulla spalla destra.
Ora stringi forte.
Rimani cosi.
E stringi forte, forte, forte.
Era un mio abbraccio.
Era senzaţia sinistră că realitatea trezeşte dorinţe, dar nu le poate împlini; că dragostea începe în sufletul unui om, dar că nu se sfîrşeşte în el; şi că poţi întâlni reunit totul: omul dragostea, fericirea, viaţa… şi că – fapt îngrozitor – este totdeauna prea puţin şi se împuţinează cu cât pare mai mult.
—  Trei camarazi - Erich Maria Remarque

Cervello sinistro. Sono scientifico.Un matematico.Amo la consuetudine.Categorizzo.Sono accurato.Strategico.Sono pratico.Ho sempre il controllo.Realistico.Sono ordine.Sono logica.So esattamente chi sono.Sono la parte che mi permette di affrontare la vita.

Cervello destro. Sono la creatività.Uno spirito libero.Sono passione.Desiderio. Sensualità.La sensazione della sabbia sotto il piede nudo.Sono movimento.Colori brillanti.Sono immaginazione senza limiti.Arte. Poesia.Intuisco.Sento.Sono la parte che mi può rendere FELICE.