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Nella sala di attesa della psicanalisi
Roberto Piana
Nella sala di attesa della psicanalisi

Dovevo essere rimasto ad osservarmi con tutta la mia finta indifferenza In quella interminabile fila di attesa, senza che nemmeno avessi dato più peso al tempo. Guardavo in me stesso, sondavo minuziosamente con la mente ogni minuscolo dettaglio di me stesso e mi criticai aspramente, al punto che mi rabbuiai proprio simil al cielo scuro prima del grosso temporale. Vidi allora me stesso riflesso in uno specchio e notai subito quella espressione mia troppo severa. Fu un attimo e scoppiai in una fragorosa risata. Si voltarono tutti a guardarmi nella sala di attesa della psicanalisi.

Ho pagato nella vita e nell'amore per quel che sono ed il contrasto di quel che sono, ma mi sono anche arricchito per quel che sono e nel contrasto di quel che sono, al punto che nonostante tutti gli errori, tutte le qualità e tutte le fortune, non mi posso lamentare di aver comunque vissuto ed amato tanto.

Stanotte l’apoteosi dei sogni/incubi. Got e Zelda mi fanno male insieme, devo annotarmelo. 
Sto in una compagnia di chi sa che persone, tra cui una vecchia che non so che ruolo avesse; non ricordo praticamente nulla tranne un evento in sé. c’era questa tipa con un braccio che sembrava quello di un drago, in realtà poi lo toglie e da sotto esce un braccio simile, ma più sul meccanico, e insanguinato, è la “Hand of the Dragon“ (original).
Cosa deve succedere? questa mi deve lanciare della roba addosso e deve assorbirmi, ma io so che non funzionerà perché “Il potere della principessa non funziona con me.” E quindi mi lancia questa roba, io esplodo e divento sangue, sangue che zampilla e schizza ovunque, ma è come se mi fossi solo trasformato, inizio a ridere come un dannato e le urlo che non può funzionare; lei nel frattempo si caca sotto e io inizio a riversarmi contro di lei (sempre sotto forma di una fontana di sangue).
A letto sentivo gli occhi bruciare, come se il sangue davvero mi stesse uscendo anche da lì, sentivo le mie risate malefiche uscire fuori di me, non ero proprio io.
La scena credo si sia ripetuta un paio di volte, finché mi sono svegliato e ho stropicciato gli occhi tutti intorpiditi.

Aveva un grande vuoto dentro di sé, simile ad un deserto ai confini del mondo. Per quanta acqua vi si potesse versare, veniva subito assorbita dal fondo sabbioso. Non restava la minima traccia di umidità. Nessuna forma di vita vi attecchiva.
Cosa avesse generato quello spazio desolato dentro di sé non lo sapeva nemmeno lei. Col tempo, per arginare quel vuoto si era costruita il suo personaggio. Se si fossero strappati via uno dopo l’altro gli strati che componevano quell’io fittizio, sarebbe rimasto solo l’abisso del vuoto insieme alla sete ardente che esso portava con sé. E per quanto si sforzasse di dimenticarlo, quel vuoto tornava a visitarla ad intervalli regolari.

Haruki Murakami, 1Q84.

Venerdì una mia amica si sposa.
Stasera il fidanzato le ha fatto una serenata e in questi giorni sono sopraffatta dalle emozioni perché loro sono davvero teneri e innamorati, nonostante stiano insieme da 12 anni.
Tutto questo però mi fa anche riflettere su me stessa, ovviamente.
Sono a quel punto della mia vita in cui sto rivalutando l'idea di sposarmi, passo i pomeriggi guardando “Abito da sposa cercasi” e invidio le relazioni sane e normali che hanno le mie amiche, mentre a me continuano ad attirare i tipi scoglionati.
Tipi scoglionati come il testimone dello sposo che conosco da quando eravamo bambini e che è talmente simile a me (abbiamo persino la stessa calligrafia) da tenermene il più lontano possibile perché anche solo l'idea di stare con uno così mi terrorizza. Ma allo stesso tempo mi attira.
Per dare l'idea di quanto la mia realtà sia MAINAGIOIA: mi è spuntato un brufolo in faccia a 36 ore dal matrimonio. Per fortuna, almeno, non mi sposo io.

Io penso che non mi sono mai sentita bene con qualcuno come con te.. non ho mai provato una cosa simile con nessun altro.. lo ammetto, a volte ho maledetto il giorno in cui ci siamo conosciuti perché ho sofferto tanto, credevo di averti perso per sempre, ma il destino ci ha riunito.. destino.. non ho msi creduto in esso fino a quando non ti ho rivisto. Me lo immaginavo come sarebbe finita, io che mi sarei persa di nuovo nei tuoi occhi scuri, così profondi, pieni di vita.. nonostante tutto non credevo in un riallacciamento come prima. Mi hai sorpreso e lo ammetto che mi mancavi tanto, ho sognato a lungo di stare tra le tue braccia o semplicemente di poterti vedere e starti vicino, magicamente si è realizzato. Ammetto che mi mette rabbia il fatto che stai più tempo in vacanza che vicino a me. Però resisto, perché credo che ci sia qualcosa di superiore, oltre la distanza, il pensiero. Non voglio essere esagerata ma ti penso sempre, ogni mio singolo gesto lo immagino farlo con te. Ti vorrei qui vicino a me, ora, domani, sempre. Ti voglio un bene dell’ anima, sei sempre nei miei pensieri e nei miei sogni, ti sogno quasi ogni notte.. cosa rarissima dato che non sognavo mai. Mi piace tutto di te: i tuoi capelli perennemente arruffati come i miei; il tuo naso che so non ti piace, ma credimi che è perfetto; i tuoi denti larghi come erano i miei una volta; la tua altezza, perché se riesco a darti un bacino significa che è perché ti abbassi e lo vuoi anche tu, il tuo tatuaggio è woow, come si fa a non amarlo? E mi piace un casino quando fai lo stronzo o il gelosone.. mi fai impazzire in tutti i sensi.. figure di m. ne abbiamo fatte sì.. tra mia zia, mia nonna, tutti i miei parenti e tua madre ahahhah.. e adesso la smetto, io non sono una tipa dolce, anzi, sono forte, determinata e non mi lascio condizionare da nessuno ( quasi nessuno😉)

ioeroquellaragazza  asked:

Io ieri o confessato a mia madre che sto con una ragazza da un mese sto benissimo con lei ho provato in tutti i modi a fagli capire lei a cominciato a dire che non esco più di casa che sono cose assurde potresti darmi un consiglio

guarda, io ancora non l'ho detto ai miei e non conosco nessuno che abbia ricevuto una reazione simile. se i miei dovessero reagire così probabilmente andrei nel panico e chiederei a qualcuno di ospitarmi per un po’ di tempo, finché le acque non si calmano.
potresti provare a parlare con i tuoi, o comunque con uno dei tuoi genitori (quello con cui hai un rapporto migliore) e farlo ragionare. mi sembra assurdo che nel 2017 ci siano ancora persone che la prendono così male. ti abbraccio e ti sono vicina, se ti va fammi sapere come è andata

anonymous asked:

Ciao, ho appena visto questo gifset post/151570080150/im-lucky-i-dont-know-whether-im-deserving-or e adoro la colorazione che hai usato, hai salvato il psd o uno che gli somiglia? grazie <3

l’ho fatto a ottobre, proprio non ricordo mi spiace :/

prova a vedere se tra le mie resources trovi qualcosa di simile

preferisco provare emozioni negative, essere senza amici ecc. piuttosto che suscitare pietà negli altri. qua scrivo perché comunque lo sfogo mi fa bene, ma ogni mio comportamento è teso a non mostrare alcun segno di cedimento, in modo che dia l’impressione di stare bene così e che non abbia bisogno di alcun aiuto - anzi che non venga neppure contemplata l’ipotesi che ne abbia bisogno. è una peculiarità che ho preso da mia madre che infatti non ha mai avuto amici; la differenza è che lei ha marito e figli - ha potuto permettersi una scelta simile, mentre io ho la ragazza ma vive distante e passo le giornate a provare talvolta a darmi la spinta per stimoli che comunque hanno durata breve essendo la mia una solitudine forzata e non voluta (cosa che invece apprezzerei molto) 

A love Poem

For Emily far away…

The way you make me feel about you

is almost like when  I have to poo.

An insidious pressure slowly building

fills me up ‘till I’m almost bursting.

Each step becomes harder to resist,

as it struggles to come out and exist.

When at last I let go and release,

I feel light as the feathers of geese.

Sure, I may be chafed and split,

but it’s done and I’m not burdened by it.

Though here the simile breaks down,

because you’re not poop but a crown.

You give me power and strength,

just a look from you extends my…um, length.

Your love is that feeling after cleaning,

when your room is all gleaming.

You just sit down and breath in shalom,

for once it’s all right, and you’re home.

It’s a stupid bunch of rhymes I’ve got here,

and I know nothing will impress you, dear.

No care for flattery or gifts, or a ring with a gem,

even though you always blush at them.

You’re my love and it’s simple though hard to say,

but we’re a pair together perfect, like night and day.

Le passioni umane sono una cosa molto misteriosa e per i bambini le cose non stanno diversamente che per i grandi.
Coloro che ne vengono colpiti non le sanno spiegare, e coloro che non hanno mai provato nulla di simile non le possono comprendere.
Ci sono persone che mettono in gioco la loro esistenza per raggiungere la vetta di una montagna.
A nessuno, neppure a se stessi, potrebbero realmente spiegare perché lo fanno.
Altri si rovinano per conquistare il cuore di una persona che non ne vuole sapere di loro.
E altri ancora vanno in rovina perché non sanno resistere ai piaceri della gola, o a quelli della bottiglia.
Alcuni buttano tutti i loro beni nel gioco, oppure sacrificano ogni cosa per un’idea fissa, che mai potrà diventare realtà.
Altri credono di poter essere felici soltanto in un luogo diverso da quello dove si trovano e così passano la vita girando il mondo.
E altri ancora non trovano pace fino a quando non hanno ottenuto il potere.
Insomma, ci sono tante e diverse passioni, quante e diverse sono le persone.
—  Michael Ende, La storia infinita

anonymous asked:

Vorrei parlare con te, mandarti un messaggio ma allo stesso tempo mi spaventi. Non fraintendermi, non so neanche io il vero motivo di ciò. Mi interessi e forse non poco. Ti ho in testa tante volte durante la giornata ma non riesco a scriverti. Eppure non mi è mai successa una cosa simile.

puoi farlo tranquillamente. cosa ti spaventa?

Lettera aperta ad un onorevole

Caro onorevole che di onorevole non hai nulla, con foga inaudita hai detto: all’abolizione dei vitalizi voto contro, perchè ‘i diritti acquisiti NON si toccano’. Mi sei piaciuto da morire perchè quando si è trattato di ‘toccare’ i diritti di chi su quella poltrona ti ci ha messo, hai usato la stessa foga: si fottano…le pensioni, l’articolo 18 e camurria varia. Scusami se ti do del tu ma siccome lì ti ci ho messo pure io…

Cambiando discorso, sai dove sto andando? In un ufficio piccolo piccolo che nessuno conosce perchè di dignità non vive più nessuno, di briciole un intero popolo, invece. E’ una sezione sconosciuta dell’anagrafe dove uno può andare e, autocertificando che ha vergogna di avere una cittadinanza simile, può richiederne un’altra a scelta tra pochissime rimaste. Le altre le hanno già occupate cittadini esemplari che si chiamano ‘evasori’. Ho scelto il Cielo, dove suonano l’arpa, cammini tra nuvole di ovatta e non hai bisogno di nulla nemmeno dell’audiaquattro per essere qualcuno.

5

“Già cercavo di librarmi in volo, or muovendo un braccio, ora l'altro,nel mio desiderio di trasformarmi in un uccello simile, ma in nessuna parte del corpo mi spuntava pluma o penna; al contrario i miei peli acquistano lo spessore delle setole, la pelle tenera diviene solido cuoio, all'estremità delle palme si perde la divisione delle dita, ed esse tutte si contraggono insieme sino a formare uno zoccolo solo, e al termine della spina dorsale mi spunta un'enorme coda.
Ormai avevo un muso smisurato, una bocca lunga e larga, delle narici       spalancate, delle labbra pendule; e così pure le orecchie eran cresciute in modo esagerato e s'eran ricoperte di ispidi peli.
Un solo conforto vedevo a questa mia sciagurata metamorfosi, ed è  questo: che, mentre non riuscivo più a tener Fotide fra le mie braccia, i miei attributi di maschio s'eran notevolmente sviluppati.”

(III,24)

“Tuttavia, nelle tenebre della sventura, la Fortuna volle rifulgere con una luce più lieta. Forse mi riservava ai futuri pericoli, ma il fatto è che mi salvò dalla morte immediata cui ero destinato.
Difatti, volle il caso che la pioggia il giorno prima avesse formato là  vicino una pozza d'acqua fangosa. Vederla e gettarmici completamente dentro, senza neppur riflettere, fu tutt'uno; così l'incendio si spense del tutto, e io me ne uscii alla fine alleggerito del carico e liberato  dalla morte. Ma quel pessimo soggetto, quello svergognato d'un ragazzo,anche questa sua infamia ritorse contro di me: raccontò a tutti i pastori che, mentre passavo vicino a dei fuochi accesi dai vicini, a bella posta avevo incespicato, che m'ero lasciato cadere a terra e che m'ero tirato volontariamente addosso le fiamme, e aggiunse ridendo:
Sin quando daremo da mangiar senza costrutto a un incendiario come        costui?”

(VII, 20)

Le Metamorfosi o l'Asino d'Oro” di Apuleio 

“I funerali furono celebrati il giorno dopo, davanti a tutta la corte.
Inginocchiato davanti al coro, Don Alvaro guardava fissamente il grande catafalco; sotto quell'ammasso di paramenti ed emblemi, la forma della bara scompariva; ogni sorta di fantasia passò per la mente del gentiluomo, aride come il suolo di una sierra, aspre come un cilicio, strazianti come un Dies Irae.
Guardava blasoni, vanità dei lignaggi, che dopo tutto non servono ad altro che a ricordare a ogni famiglia il numero dei suoi morti.”

 “Anna Soror…”Marguerite Yourcenar

Amaranta  Ursula  uscì dal bagno alle quattro e mezzo del pomeriggio. Aureliano la vide passare  davanti  alla  sua  stanza,  con  una vestaglia  a  pieghe  tenui  e  un  asciugamano  arrotolato  in  giro alla  testa  come  un  turbante. La  seguì  quasi  in  punta  di piedi, barcollando per la sbornia

“Cent’ anni di solitudine“, Gabriel Garcia Marquez