similator

anonymous asked:

La noia mi porta a mangiare e una volta finito mi sento in colpa. Comincio a farmi i complessi perché penso di essere ingrassata e questo mi porta a voler vomitare, ma non ci riesco... cosa posso fare?

Un simile problema non si può risolvere con un semplice consiglio, ma bisognerebbe indagare da cosa possa essersi originata questa “fame nervosa”, che, come saprai, è la compensazione per una mancanza, un conflitto emotivo da scoprire e pacificare, se si può.
Diversamente temo che dovrai sostituire il cibo con qualcosa di diverso che abbia lo stesso valore di gratificazione senza danneggiarti la salute.

mintteapunch  asked:

Kon, io so che sono passati mesi e probabilmente manco ti ricorderai, però volevo ringraziarti di quella volta che a novembre ero in Erasmus in Polonia e mi è sparita completamente la voce a causa della tormenta di neve e dei -15 gradi perenni (ma anche della Soplica, diciamo la veritá) e tu sei andato a cercare come si dicesse "pastiglie di ibuprofene" in Polacco (o qualcosa di simile) dopo che ti avevo chiesto aiuto. Ecco, grazie di cuore!

Voi non avete idea quanto ci voglia poco per farmi felice, considerato che seppur la mia memoria sia a livelli ‘su quale fiancata era il tappo del serbatoio?’ tutte le volte che vado dal benzinaio, invece mi ricordo bene tutte le malattie, le overdose, gli aborti, i ricoveri al reparto infettivi, le visite oncologiche e le tragedie familiari lasciate in sospeso da tanti tambleri che mi hanno chiesto aiuto, per quel poco che potevo dare loro, e poi non ho più sentito o non sono riuscito a contattare.

E allora grazie a te di questa gandalfesco semplice atto di gentilezza… credimi se ti dico che ne avevo bisogno.

E grazie anche di avermi spinto a cercare come si dicesse IBUPROFENUM TABLEKTI DRAZOWANE e avermi fatto scoprire che questo dosaggio di ibuprofene, di fascia C in Italia, in Polonia costa praticamente niente.

E quindi me lo faccio portare a mazzi di dieci dal mio pusher personale

A crazy little thing called love. But it is so much more than that. To some it is an endless endeavor to find that special someone that makes you feel whole. Your yin to their yang if you will. Be the Bonnie to their Clyde. The jack to their coke. The similes go on and on but one thing is for sure… love hurts. It can bring an indescribable pain. There’s no simile or metaphor I can write that compares to the feeling of heartbreak. The moment when the one you love no longer loves you back. To see that person walk out the door never to see there face again. Cursed to never kiss their lips again. Even though the closing of the door was but a moment in time, it brings what seems like a lifetime of pain. And to choose to chase after that once familiar feeling of being whole, to try to relive a previous chapter in your unfinished novel is foolish. If you so wish to travel down that path,all that awaits you will be more pain and suffering. To see the women you once shared a life together with open a new chapter in her life with another man. That truly sparks an unbearable emotion.

What if our only purpose in life was to be memories in other people’s lives. We weren’t meant to be main characters in their book of life. We’re just passing through. Kansas put it best “We’re all just dust in the wind

Ughhhhh

Love has left me in a constant state of inebriation

I want to believe I can make things right
I want to belive everything will be alright

youtube

Buon compleanno, Piè.
Buon compleanno a te che da quasi un anno hai scelto di non esserci più.
Buon compleanno a te che mi manchi, a volte come un pensiero che galleggia tra i tanti pensieri della mia vita, a volte come l'aria che respiro.
Buon compleanno a te e a quella smorfia, a quel naso arricciato, buon compleanno al tuo petto nudo e bianco come la neve.
Buon compleanno alla tua voce e al tuo accento che solo raramente tradisce le tue origini.
Buon compleanno a te che mi hai fatto conoscere gli smashing pumpkins con questa canzone che mi cantavi i primi tempi, ché io prima di te non li avevo mai sentiti nominare.
Buon compleanno a te che a volte ti incazzavi perché ero troppo piccola, perché ho 15 anni meno di te.
Buon compleanno a te che ti incazzavi perché a volte dicevi che ero troppo simile a te.
Buon compleanno a te che ti incazzavi facile, ma non facilmente quanto me, e litigavamo sempre.
Buon compleanno a te che però a volte si rideva e si parlava e ci capivamo e ci prendevamo e facevamo l'amore come solo noi abbiamo fatto.
Buon compleanno a te che sei sempre stato sfuggente e finalmente ti sei liberato dalle mie catene e sei fuggito davvero senza voltarti indietro.
Buon compleanno a te, amore mio.

Okuyasu is very good for hugs but he also doesn’t like being touched, so getting a hug from Okuyasu is like winning the lottery or some other simile I can’t think of

#.

Ci sono stati giorni in cui ho creduto di amare la tua voce.

Ho creduto di amare i tuoi sorrisi, le tue risate, i tuoi silenzi, le tue smorfie contrariate, le tue canzoni stonate, i tuoi dispetti che mi facevano innervosire ma che alla fine mi facevano sorridere.

Ero convinta che tu fossi la risposta alle mie domande e ai miei dubbi, il mio appiglio nei giorni più bui, nei giorni peggiori.

Pensavo davvero che tu fossi fatto per stare al mio fianco, che le risate che facevo con te fossero quelle più belle, quelle piene di vita e di spensieratezza, quelle colme di libertà e di gioventù.

Ti vedevo anche quando eri assente, quando non eri con me. Sei stato un pensiero fisso, uno di quelli che occupa l’intero cervello e non lascia spazio a nient’altro, ovunque mi girassi c’eri tu e solo tu.

Ti vedevo come il mio riflesso, mi sembravi così incredibilmente simile a me, così capace di capirmi e di darmi risposte, di aiutarmi, di tirarmi su di morale anche con due semplici parole.

Ero convinta di provare qualcosa per te, qualcosa che forse, pensavo, si avvicinava ad un amore ancora acerbo.

Ora, guardandomi indietro, riconosco che quello non poteva essere amore, né qualunque altra cosa che potesse avvicinarvisi. 

Ciò che io amavo realmente era l’idea che io mi ero fatta di te, un’idea del tutto diversa dalla realtà. Mi ero dipinta nella mente una mia personale immagine di te: eri esattamente come ti volevo, perfetto anche nei tuoi difetti e nelle tue imperfezioni. 

In realtà, io ero solo un burattino tra le tue mani, bastavano due parole per farmi fare qualunque cosa tu volessi. 

Non era amore, era adulazione. 

Se io ti avessi davvero amato, non ti avrei permesso di annientarmi, di calpestarmi e di raggirarmi, di approfittare del fatto che io avessi un debole per te. 

L’amore è fatto di sacrifici, certo, ma laddove manca il rispetto non può esserci l’amore. 

Se non si innaffia una pianta, se non la si cura e non la si ama, non potrà mai essere rigogliosa: il suo destino è quello di appassire e morire. E l’amore è proprio come questa pianta, se non riceve altro amore, se non riceve rispetto e affetto, non può trovare terreno fertile, è destinato a spegnersi prima o poi.

Ora per te non provo altro che fastidio: mi infastidisce vedere la tua faccia, leggere un tuo messaggio, imbattermi in una tua foto. Mi infastidisci perché mi ricordi quanto io sia stata stupida, incauta e debole, perché sei riuscito ad essere più furbo di me e sfruttare a tuo vantaggio la mia ingenuità.

Ho provato ad andare oltre, a vedere del buono in te nonostante il rancore che io provi, ma la tua presenza basta ormai a rendermi silenziosa e schiva, tutto il contrario di quello che ero con te in origine.

Ho davvero creduto di volerti un bene forse simile all’amore, ma la verità è che oggi tu non vali più neanche un mio ricordo.

Abbiamo camminato per due ore parlando di filosofia e musica e cose in generale che ci piacciono e come la prima volta è stato estremamente strano perché tu sei molto simile a me per cose davvero stupide come: camminare con il preciso intento di perdersi, il che è paradossale, oppure ti piacciono i palazzi rovinati e lo dici con semplicità come se stessi lanciando un piccolissimo sasso, è più o meno così che parliamo io e te, lanciando sassi, se ci penso mi sembra strano tutto questo forse perché non era con te che immaginavo questo tipo di rapporto e perché riesci così bene a distinguere il piano personale da quello professionale che alcune volte sono confusa, in ogni caso ti ho accompagnato a vedere una casa che forse comprerai, però non mi sembravi tanto convinto, ma questo è un discorso che non ha importanza, o meglio: ha un’importanza marginale, come tutti i sassi che io e te lanciamo, tornando siamo passati davanti ad una cartiera e alla fine hai detto: entriamo, siamo entrati e abbiamo guardato il fiume, io credevo fosse quello dove giulio una volta mi raccontava che ci si poteva fare il bagno dopo la scuola e invece non era quello, abbiamo camminato tra gli edifici di questa cartiera e su una porta c’era scritto: aufheben, e mi ha fatto tanto ridere perché su una porta di una cartiera la parola: aufheben non ha alcun senso eppure era lì, mi hai raccontato cose di te che non credevo mi volessi raccontare e poi siamo stati molto tempo in silenzio, io mi guardavo attorno come un animale in un ambiente nuovo, c’erano le ombre degli alberi sulle facciate dei palazzi, l’erba appena tagliata nel parco, io non so perché fai questo però è bello e mi va bene così

… nel cercare di rendere più allegro il suo aspetto cupo, era simile a un giorno autunnale, chiaro ma freddo, che ricorda più il triste inverno che non la lieta estate. Voleva essere cordiale, voleva con un sorriso instillare la fiducia e gli amabili sentimenti dell'amicizia, ma i segni del sincero dolore scolpiti sul suo volto non potevano scomparire in un solo momento.

Settecento perduto, Karamzin.

Aquila, Lupo, Leone

Un albero senza radici
Non più incatenato ma
Non ancora libero
Non ancora aquila
Né lupo
Leone nemmeno!
-
Un mostro di potenza
Conoscenza immanente
Irruente
Prepotente precipita
Se stesso nel caos
Non ancora aquila
Né lupo
Leone nemmeno
Questo sudicio piccolo
Bastardo, viaggiatore indomito
Nell'universo stellato
Cielo e terra verde e rosso gli sono
Testimoni…
-
Questo urticante irritante
Esuberante insolente
Indolente pigro
Scevro di gelosia
Lodato sia
Il suo nome
Venga ricordato pronunciato
Con vibrante vervosità
Per ogni dove
Risuoni in ogni antro
L'adagio:
“Io
Sono
Il mio destino,
Né alcun altro avrà il potere di giudicarmi.
Sono un intralocutore, un folle poeta, un paradosso tra ortodossi.
Io sono il tuo labirinto!”
Seduto in riva all'abisso della mia
Mente
Attendo ancora farnetico ancora
Di incontrare
Una degna anima
Affine, un mio simile
Non ancora aquila
Né lupo
Leone nemmeno!
-
Un giorno
Avrò un orgoglio
Senza pari
Sorvolerò le mie medesime meschinità
Scrutandole
Dall'alto delle nubi
Da sopra, persino da sopra!, le nubi
Di pioggia e mediocrità;
Un giorno
Serberò disprezzo
Verso le greggi
A tal punto che esse
Mi temeranno mi rifuggiranno
Si ricorderanno di me,
Di Quel Folle Poeta
Dell'individualismo;
Un giorno, poi,
Avrò il mio
Coraggio più potente
Sprezzante
Del pericolo dell'esistenza
Affronterò
I miei nemici,
Difenderò
I miei amici
Dalle grinfie
Del Male
Dei Mali: che è appunto la Folla!
-
Un albero senza radici
Non più incatenato ed
Ormai libero
Or ora aquila
E lupo
Leone persino,
Avanzo indomito
Verso il mio Destino!

tombliboos ha risposto al tuo post “I read things like this and wonder how is this allowed to happen?…”

Non sono d'accordo su tutto perché la qualità dell'integrazione dipende dalla quantità di persone presenti. È provato (o meglio, lo stanno vedendo ora) che più grande è la comunità di immigrati meno si tende ad integrarsi per ovvi motivi (ho letto testimonianze di pakistani in Canada e turchi in Germania) perché tutti rimangono nel proprio circolo. Questa è una reazione umana che non puoi fermare, succede anche con gli studenti intenazionali che fanno gruppo a seconda della nazionalità. 2. Inoltre l'integrazione dipende dal tipo di immigrati che ti prendi. Quelli più integrati o hanno una cultura simile oppure hanno un alto livello d'istruzione. Gli italiani in Germania come i turchi erano tutti poveri delle campagne con un basso livello di istruzione che non hanno retto gli shock culturali Limitare e controllare l'immigrazione serve anche a garantire agli immigrati un buon inserimento nel tessuto sociale gradualmente, cosa che prima di questa forte ondata migratoria stava accadendo. I primi a pagare l'instabilità sociale sono proprio i vecchi immigrati che arrivarono qui per primi, infatti  i vecchi immigrati non vedono quasi mai di buon occhio i nuovi Senza contare le conseguenze economiche sulle quali servirebbe un discorso a parte

nì.

nel senso, è vero che dipende dalla quantità e dal tipo di immigrati, ma finché di *questa* ondata in germania e svezia scelgono chi far entrare (perché possono) mentre noi e i greci no e abbiamo sto sistema del cazzo per cui ogni paese fa come gli pare ovvio che qui non ci beccheremo mai i medici e lì invece sì, e comunque in ogni caso non è onesto che i tedeschi e gli svedesi si accollano una marea di gente (in proporzione) e gli altri no. ora, come la gente si integra è un altro discorso, ma in sta situazione non ci si può assolutamente permettere di fare i respingimenti, altrimenti peggioriamo solo. o facciamo la politica europea comune dove tutti si prendono qualcuno e poi si distribuiscono con le percentuali calcolate con intelligenza (ie i posti con meno soldi ne prendono di meno e così via) o siamo per i cazzi, perché se l’alternativa è chiudere le porte siamo per i cazzi amarissimi. cioè nel momento in cui chiudiamo l’isis & co hanno campo libero nei posti dove davvero ci stanno a milioni (ie il sudan) e non è una cosa né moralmente accettabile né con un cazzo di senso, perché tanto questi scapperanno comunque. quando dico che dobbiamo prenderne quanti più possibile dico IN EUROPA, non in italia o in germania o che. anche perché ripeto, noi abbiamo il 6%. il sei percento non è un cazzo XD cioè in libano un quarto della popolazione è rifugiata e sono uno sputo di territorio grande… cioè, sono 10.000 km2 con una popolazione di quattro milioni un quarto del quale siriani, il texas (SOLO IL TEXAS) è grande 625.000 km2. e hanno in percentuale più rifugiati loro degli stati uniti. cioè è una situazione dove non puoi metterti a spezzare i capelli e pensare EH MA GLI IMMIGRATI VECCHI EH MA L’INTEGRAZIONE. l’integrazione te la studi a tavolino e tutti facciamo la stessa cosa, perché se famo la politica di esclusione diamo solo da mangia all’isis e alla gente nata qui che poi va nell’isis perché vedi che a noi musulmani ci trattano male e siamo tutti terroristi. questa non è una situazione normale dove puoi fare screening degli immigrati economici, cosa su cui ovviamente sarei d’accordo in teoria, ma poi… cioè, l’europa funziona che se io domani decido che mi trasferisco in spagna senza avere un lavoro e lo cerco lì nessuno mi butta fuori a calci in culo. perché io sì e uno che viene dalla siria non deve averci la possibilità? cioè lo so perché materialmente ma qui è una situazione dove bisogna pensare l’accoglienza e farla bene ma farla, non che tutti fanno come cazzo gli pare, guardano dall’altro lato se non conviene e poi paghiamo erdogan che sicuro quei soldi non li usa tutti per i rifugiati. cioè, no.

re le conseguenze economiche: poesse che ci costano soldi ora, ma tbh? ci conviene che li prendiamo e tanti, perché nel 2050 il 65% della popolazione sarà sopra i 60 (in italia, poi non so fuori ma) e la generazione mia/tua/nostra (forse più la mia che la tua ma vbb non siamo troppo lontani) se lavora qui non versa contributi o se lo fa ne versa pochissimi e non fa figli, se lavora fuori… e chi cazzo li fa tornare? l’italia al momento si regge su a) i nostri genitori che hanno guadagnato post boom economico e ne hanno tratto giovamento e b) i loro genitori che hanno guadagnato durante il boom economico. tra cinquant’anni i nostri genitori non lavorano (anzi stanno andando in pensione ora), noi avremo un terzo dei figli che facevano loro perché non avremo i soldi per tirarli su senza i nonni, i soldi per comprà le case li abbiamo ORA che ce le comprano i genitori che hanno fatto i soldi, ma quando mai noi le compreremo ai nostri ipotetici figli quando manco versiamo i contributi ad anni 30 e guardiamo la precarietà in faccia? qui serve gente che a) lavora, b) fa figli, c) versa i cazzo di contributi perché già io non sto pagando la pensione a mia madre e sicuramente nessuno al momento sta pagando la mia (che non vedrò mai). quindi visto che noi i figli non li facciamo (e la lorenzin non aiuta) fertilità o meno, o prendiamo un sacco di gente da fuori adesso e diamo la cittadinanza ai figli che fanno e li facciamo lavorare regolarmente e non in nero versando all’inps o nell’anno del signore 2050 (se trump ci fa arriva al 2050) arriviamo al collasso, perché sto sistema così non regge. qualsiasi quantità di soldi spendiamo ora per i migranti (e magari potremmo spenderli meglio invece che buttarli al vento con l’attuale sistema di accoglienza che è uno spreco che grida vendetta) ci tornano solo comodi dopo, perché gente che rimane qui, fa figli e lavora e paga le tasse quando noi abbiamo un bambino ogni cinque ultrasessantenni serve eccome, e se non ne facciamo entrare quanti più possibile nel 2050 siamo tutti non poc ma abbastanza fregati e campiamo con la pensione sociale se c’è la pensione sociale. poi ovvio che ci saranno tutti i puntini sulle i che vuoi e non puoi risolverlo schioccando le dita, ma o cominciamo tutti a fare tre figli a cranio (cosa improbabile visti i tempi) o li facciamo fare a loro, altrimenti a noi (almeno a me) la pensione non la paga nessuno.

Intel lancia un nuovo Core m3 con frequenze più alte

Intel lancia un nuovo Core m3 con frequenze più alte

External image

Intel ha presentato un nuovo processore della gamma Core m3 basata sull'architettura Core di settima generazione Kaby Lake. È il secondo in assoluto – vale a dire che finora ce n'era solo un, ovvero il Core M3-7Y30 che abbiamo visto su tanti dispositivi ormai. Il nuovo modello ha un nome molto simile – Core M3-7Y32 – è stato lanciato in sordina e le differenze con il suo predecessore sono minime.…

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Si tratta di istruzioni ad induzione
sono ansioso di aiutarvi in questo viaggio sorprendente con Satana

tenta di fare esattamente ciò che dico.
ma ci vogliono solo pochi minuti

per voi e per il vostro futuro
per iniziare questo meraviglioso e sorprendente viaggio con Satana.

Per iniziare è rendere pentium star, stampate da foto . La stella è molto potente e importante, mentre la stampa ptrint fuori un po’ di più come ho ave uno in ogni stanza di casa nostra tra cui uno nel nostro bagno. è possibile disegnare la stella su alcuni tipi di carta
come si potrebbe vestire per questa importante occasione come impegnarsi a Satana, Ho indossato il mio catene e cappuccio

poi nella darknes di qualsiasi stanza thats oscurate, con processore pentium star in mostra, pregare satana nudo con la mano sul tuo rubinetto e l'altra mano con dito SATANS segno simile alla foto di me nelle foto allegate

per esempio questo è ciò che io suggerisco Voi dite, ( dont alterare le parole nella prima parte della preghiera ma come si potrebbe aggiungere alcune parole nella seconda parte della preghiera che meglio si adattano alle vostre esigenze.)

……………………………………………………………………………………..

Caro Signore satana, Ave satana pieno di potenza, vi do la mia anima e corpo di rubinetto si prega di voi. help me per masturbate spesso per voi satana in modo è possibile impostare mi libera di colpa.
Io vi amo e vi prego di sviluppare sinfull lust dentro di me e mi fanno libidine per altri uomini gay/ io sono pronto a impegnarsi totalmente a voi totalmente e vi chiedo di darmi alcune extra di sentimenti quando ho eiaculato e più .

Signore satana ho dedicare la mia vita a voi a corrompere altri ragazzi come me e altri uomini gay please help me a corrompere come molti uomini non posso per la tua gloria. grazie per avermi dato la libertà senza sensi di colpa. Ave satana
………………………………………………………………………………………

Allora venite qui e al tuo computer e controllare che la pornografia e wank il vostro rubinetto/ quando il finito di dirmi che cosa è accaduto e come vi siete sentiti come si sentano impegnati a te stesso come una testimonianza di altri uomini di voler Satana troppo.
Qualcosa ho imparato che la preghiera di Cristo raramente funziona ma pregare satana spesso funziona e spesso con risultati spettacolari

Graham servent di Satana

id like to thank my abuser for everything i am now, especially my ability to be locked up tighter than something thats very hard to open i dont fucking know fuck similes

anonymous asked:

Hoy iba por la calle y habia una chica con una campera blanca con manchas negras de simil piel, quise sacarle una foto de disimuladamente para mandarla al grupo con mis amigas y no me di cuenta que tenia activado el flash. Ahora vivo feliz debajo de mi piedra

Qué ternura! Hsjjsjfnjs

Shri Radha Raman as a bee / dragonfly and Shri Radha as the lotus during a summer festival. 
A net of jasmin surrounds the divine couple in this wonderful shringar.

The whole scene is evoking oft used simile in poetry of Shri Krushna being the bee and Radha being the lotus he is attracted to in a fragrant bower of Vraj. 

I'm speechless

There are some things words just can’t express
No order of words in which I can confess
No simile full of imagery or metaphor I’ve heard before
Could truly reveal
Just how I feel
There is always a divide
And God knows I’ve tried
God knows I’ve looked through every chorus
Of every thesaurus
That I always carry
A dictionary
That I’ve learned to rhyme
In measure and time
And would at least pass
every writing class
God knows I’ve tried every word
I’ve ever heard
I’ve looked into every writing style
And kept at it for a long while
Romantic and transcendent
Together and independent
With passion I have burned
But there is one thing I have learned
And that is that there are some things that words just can’t express
But I’ll try nonetheless
So please hear what I mean when I confess:
I love you

Non mi piaccio. Non mi sono mai piaciuto, neanche fisicamente. Non mi piaccio quando mi osservo allo specchio: questo nasino corto, questa bocca cicciuta. A me piacciono le bocche senza labbra e i nasi lunghi, aquilini. Io sono carino e un uomo non dev’esser carino. Più ci penso, più mi chiedo come sia possibile che una faccia simile mi dia da mangiare. Che la gente ci veda l’espressione di un’epoca, anzi il simbolo di un uomo ambiguo, confuso, egoista, immaturo? Sono tutto ciò, ed eccoci al peggio: non mi piaccio dentro. Tanto per dirne una, sono ignorante. Non ho mai tentato di studiare, non mi sono mai detto leggiamo-quel-libro, andiamo-in-quel museo, ascoltiamo-quel-concerto, può-essere-un-godimento. La cultura per molti è un godimento. Per me è un’impossibilità fisica e spirituale. Ma lo sai che mi stanco a leggere? Non approfondisco mai un problema. Vorrei, lo giuro, vorrei: perché è così brutto sentirsi a disagio tra la gente informata. Resto sempre alla finestra, a guardare. Mi spiace che tanti soffrano la fame, l’ho sofferta anch’io e so che cosa significa, ma non vado certo in giro a battermi per i poveri.
Se mi si piglia di contropiede, rispondo: «Ovvio che sono socialista!». Però non ho mai capito bene in cosa consista questo socialismo e non faccio alcuno sforzo per capirlo. Molti credono ch’io sappia le cose. A volte le so, vero, ma nella maniera in cui un animale fiuta il cibo e la strada che conduce all’abbeveraggio. D’istinto, ecco. Guarda il mio amore per i quadri: non nasce da una cultura pittorica, ma da un istinto. Quando li compro, non sbaglio mai. Dal mio disinteresse per tutto e per tutti mi sveglio esclusivamente per parlar di me stesso.

- Marcello Mastroianni