siede

O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l'aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re dell'universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c'hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.
Amor, ch'al cor gentil ratto s'apprende,
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e 'l modo ancor m'offende.
Amor, ch'a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m'abbandona.
Amor condusse noi ad una morte.
Caina attende chi a vita ci spense.
—  Dante Alighieri, Inferno, V. 

Mi vedi?
Sono quella ragazza nell'angolo della classe, proprio quella coi capelli davanti al volto, acquattata sul banco.
Sono quella che siede sola sul tram, con le cuffie nelle orecchie e gli occhi che vagano fuori dal finestrino, alla ricerca di qualcosa che non esiste.
Se mi farai una battuta, riderò anche se non la capirò.
Quando ti sveglierai la mattina e mi vedrai, ti sorriderò e ti stringerò in un abbraccio, lo stesso con qui ti saluterò quando suonerà la campanella della fine delle lezioni.
Avrò sempre i capelli pettinati, le scarpe allacciate e i vestiti stirati.
Se mi darai una bella notizia, sarò felice per te.
Se mi darai una cattiva notizia, piangerò con te.
Se qualcosa andrà storto, rimarrò accanto a te e ti aiuterò a risolvere il problema.
Se non risponderai ai miei messaggi, non mi offenderò mai.
Capirei.
Ti sembrerò una brava ragazza.
Ti sembrerò una di quelle persone sempre ottimiste, che non temono niente e nessuno.
Ti sembrerò una buona amica con cui parlare del più e del meno. A cui raccontare i tuoi dubbi, i tuoi problemi, perché ascolterò sempre.
E sarò felice di me, perché ti darò l'impressione che desideri.
In realtà…. non sono affatto così.
Ma non ti devi preoccupare.
Saprò nascondere i miei malumori e asciugherò sempre da sola le mie lacrime.
Non ti dirò mai tutti i casini che ho in testa; non voglio che ti preoccupi.
Sarai all'oscuro delle mie paure e dei miei incubi.
Combatterò da sola le mie battaglie.
Cercherò di leggere un libro per riempire quel vuoto che ho nel petto, anche se sarà inutile.
E proverò a cambiare musica per alleviare quella tristezza che aleggia nella mia anima.
Ma se, per caso, un giorno vedrai i miei polsi tremare e i miei occhi arrossire, ti prego, stringimi le mani e portami a vedere un tramonto, per ricordarmi che anche le fini possono essere spettacolari.
E non lasciarmi sola quella notte, perché anche se tengo le finestre spalancate, il silenzio non esce da camera mia, anzi, s'infiltra nella mia testa e inizia a farmi impazzire.
Perciò rimani con me, fammi vedere le stelle, la luna, ripetendomi che c'è molto dopo ogni fine. Un intero universo.
E quando ci sarà l'alba, tu mi avrai salvato, perché proprio come come il sole regala alla terra un nuovo giorno, tu mi avrai regalato un nuovo inizio.

-Alessia Alpi
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—  Scritta da me.
C'è una ragazza sopra una panchina, siede da sola e guarda il vuoto, anche oggi non è andata a scuola. Si sente sola, ascolta la musica e la musica ascolta lei quando il resto del mondo la ignora.
—  Mostro
Aspetta.
Tu sei la ragazza che evita gli sguardi della gente.
Tu sei quella che non si siede mai in fondo al pullman.
Tu sei quella che se vede un gruppo di ragazzi, cambia strada.
Tu sei quella che quando sente un gruppo di ragazze ridere, pensa che stanno ridendo di te.
Tu sei quella che gira sempre con le cuffie.
Tu sei quella che a scuola se la cava, ma non è mai l'eccellenza.
Tu sei quella stanca.
Tu sei quella che sei tanto, ma non sei niente.
—  la-ragazza-apatica
Mi ascoltava. Ascoltava anche le mie pause, tutto, anche quello che non riuscivo a dire. Sedevamo lì, e io sapevo che questo si prova quando si è completamente accettati. Si siede accanto a un’altra persona e si viene capiti, tutto viene capito, e niente viene giudicato, e si diventa indispensabili.
—  P. Hoeg
Mi ascoltava. Ascoltava anche le mie pause, tutto, anche quello che non riuscivo a dire. Sedevamo lì, e io sapevo che questo si prova quando si è completamente accettati. Si siede accanto a un’altra persona e si viene capiti, tutto viene capito, e niente viene giudicato, e si diventa indispensabili.
—  Peter Hoeg
Aspetta,
tu sei la ragazza che evita gli sguardi della gente.
Tu sei quella che non si siede mai in fondo al pullman.
Tu sei quella che se vede un gruppo di ragazzi, cambia strada.
Tu sei quella che quando sente un gruppo di ragazze ridere, pensa che stanno ridendo di te.
Tu sei quella che gira sempre con le cuffie.
Tu sei quella che a scuola se la cava, ma non è mai l'eccellenza.
Tu sei quella stanca.
Tu sei quella che sei tanto, ma non sei niente.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

C'è una ragazza sopra una panchina, siede da sola e guarda il vuoto,
anche oggi non è andata a scuola.
Si sente sola, ascolta la musica e la musica ascolta lei,
quando il resto del mondo la ignora.
Ma non si consola, ed ogni volta
dopo pranzo lega i suoi capelli,
si infila uno spazzolino in gola.
Ma così no, non funziona,
più va avanti più peggiora,
inginocchiata davanti al cesso
lei non si emoziona.
Ride per finta, ma quando piange è spontanea,
sua madre si comporta come se fosse una sua coetanea,
e certe volte, certe volte è ridicola,
il padre era un grande uomo ma in una vita troppo piccola.
Si è depresso, non è più parte della famiglia,
non gliene frega un cazzo di sua figlia,
sdraiata sopra al letto mentre soffoca le grida.
Lei si odia perchè non trova il coraggio di farla finita,
guarda la pioggia e piange in cerca di attenzioni,
fatta a pezzi dall'indifferenza dei suoi genitori.
Non sa come uscirne fuori, scrive sul suo diario che quando morirà lei sarà
l'unica tomba senza fiori.

C'è un ragazzo alla fermata che aspetta al capolinea,
si guarda intorno, la sua vita è una lotta continua.
E’ lì che sospira, scambia lo sguardo con
una ragazza seduta sopra una panchina,
ma poi si gira.
Vorrebbe morto il suo migliore amico,
anzi ex migliore amico,
quel figlio di puttana l'ha tradito.
Sua madre è convinta che lui sia un fallito,
gli rinfaccia tutti i suoi sbagli per puntargli il dito.
Quindi poi si chiude in camera,
il dolore che lo lacera, sente il fuoco dell'angoscia carbonizzargli l'anima;
non piange, sa quanto costano le lacrime,
ha imparato da suo padre che le emozioni non si mostrano.
Ed ogni sera sta con l'ansia di dormire,
fa degli incubi assurdi,
il suo subconscio si scatena
e l'odio che lo avvelena.
Paura di non riuscire, troppa pressione,
teme che gli si spezzi la schiena.
Non crede a nulla, si crede privo di ambizioni,
è come un fiore senza odore e senza i suoi colori.
Non sa come uscire fuori, scrive sul suo diario che quando morirà lui sarà l'unica tomba senza fiori.

—  Mostro 
Voglio dirvi un'ultima cosa, spero possa essere preziosa e non perchè sono io a dirla, ma perchè la sentite già dentro di voi.
Non mollate la vita che avete scelto soltanto perchè la giudica chi sta subendo la sua senza esporsi mai.
Non abbandonate le vostre scelte per la meschinità di chi si siede lontano dal mare e ride del vostro coraggio di nuotare, di cercare una terra serena in mezzo a rifiuti e buste di plastica.
Buttatevi a capofitto nei vostri progetti, senza perderli mai di vista. Lasciate che siano sempre spinti dal vento leggero dell'ammirazione, mai delle tempeste distruttive dell'invidia.
Ci sono persone che vi criticheranno senza sosta semplicemente perchè non avranno avuto il vostro coraggio.
Non screditate i successi degli altri, concentratevi sui vostri. L'emblema di un fallimento personale è proprio questo: preoccuparsi di demolire gli altri piuttosto che occuparsi di costruire se stessi.
Cercate di trovare il vostro posto. Il posto dove essere felici è strettamente personale e non cedibile.
Chi non trova il suo posto non sta bene da nessuna parte.
—  Per te~ Il quadro mai dipinto.
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streets in florence. - { italian places meme.}

“O animal grazioso e benigno
che visitando vai per l’aere perso
noi che tignemmo il mondo di sanguigno,
se fosse amico il re de l’universo,
noi pregheremmo lui de la tua pace,
poi c’hai pietà del nostro mal perverso.
Di quel che udire e che parlar vi piace,
noi udiremo e parleremo a voi,
mentre che ‘l vento, come fa, ci tace.
Siede la terra dove nata fui
su la marina dove ‘l Po discende
per aver pace co’ seguaci sui.
Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende
prese costui de la bella persona
che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.
Amor, ch’a nullo amato amar perdona,
mi prese del costui piacer sì forte,
che, come vedi, ancor non m’abbandona.
Amor condusse noi ad una morte:
Caina attende chi a vita ci spense”.

Inferno, canto V.

Ma la vedi?
Vedi come si veste?
Vedi che si veste di nero?
Vedi che mette sempre la stessa felpa larga?
Vedi che ha sempre i capelli davanti al viso?
Vedi che lei si odia?
Lei odia le sue gambe grosse
Lei odia i suoi rotoli di grasso quando si siede
Lei odia il suo doppio mento quando parla
Lei odia le sue braccia enormi
Lei si odia tanto,lei non si vuole così
—  By Harley(anche se si odia è amata,ti amo J)
Lei che scappa e va via lasciando la sua porta aperta, lasciando aperte le vie per le lacrime. Lui che si siede a terra, che tocca il marmo d'inverno e si accorge che non è la cosa più fredda di tutte. È più freddo alzarsi per chiudere la porta piuttosto che rincorrerla.
—  Mr-Jankin
C’è una ragazza sopra una panchina, siede da sola,e guarda il vuoto, anche oggi non è andata a scuola si sente sola, ascolta la musica, la musica ascolta lei quando il resto del mondo la ignora
—  Mostro

Ci eravamo messi a guardare la fine di un film che avevamo stoppato il giorno prima perché stanchi, mancavano dieci minuti per terminarlo precisi precisi prima di dover uscire. Si spenge la cassa dell'audio perché scarica e prendo il telecomando per alzare il volume, ma pigio per sbaglio il tasto “back” e il film riparte dall'inzio. Mando subito avanti e quando torno alla scena che stavamo guardando do il telecomando ad Andrè, dicendigli di alzare il volume lui che io sono impedita. Sbaglia anche lui(due impediti), e il film ancora una volta riparte dall'inizio e ancora una volta rimandiamo avanti temendo di non riuscire a fare in tempo. Riprendiamo a guardare il film poggiando il telecomando lontano da noi, arriva il gatto e ci si siede sopra.
Indovinate che tasto ha pigiato…

Il centro per l'impiego è un microcosmo vario e affascinante.
Entri, ti siedi e nei 49 minuti che ti mancano al colloquio vedi il muratore campano che entra e dice: “Azz! Angora vendi numeri davandi ammé” e si siede sconsolato.
Il magrebino che spara a palla l'imam dalle casse gracchianti del cellulare.
Il tossico che spera di comprarsi la ketamina con i pochi soldi del sussidio.
Lo zingaro con le puma e gli anelli d'oro alle mani con le cicatrici che dice: “No lavoro, io no lavoro”.
E ti senti subito cittadino del mondo.
Anche se sei a Bologna.