shintoismo

Diciamo che per me uno dovrebbe poter venerare anche il mago zurlì senza grosse ripercussioni, ma quando approfondisco un minimo mi stanno sui maroni praticamente tutte le maggiori religioni tranne lo shintoismo, essenzialmente perchè non prevede proselitismo e se ne sta in giappone a farsi i kami suoi.

Quelle che riconoscono il libro della genesi come testo sacro tendono a irritarmi maggiormente. Crei tutto l'ambaradan, piazzi due poveri cristi in paradiso e gli dici di non mangiare l'albero della conoscenza del bene e del male. Fin lì riesco a relazionarmi. Io ad esempio faccio entrare la gatta rustica nel mio paradisiaco domicilio e le dico di non farsi le unghie sul divano del bene e del male. Per me ha un senso, per la gatta no, capisco il dramma di queste situazioni.
Poi però le cose si fanno particolarmente stupide: uno magna il frutto e qual'è la reazione-archetipo della conoscenza del bene e del male? Scappi perché ti vergogni di stare a cvlo nudo. A quel punto una divinità degna di questo nome direbbe “statevi shanti, non c'è niente di male a stare ignudi, mi sa che v'han passato il funghetto della conoscenza del bad e del good trip” (che fra parentesi sarebbe più plausibile anche solo per questioni di habitat del rettile pusher)
E invece no, fuori di qui, donna partorirai con dolore. Tiè. E l'uomo? Uomo scriverai “W LA F**A” sulle pareti del mondo a testimonianza dei miei raffinati dosaggi ormonali.

Dice, la storia di Adamo ed Eva è simbolica. Appunto, è di un simbolismo talmente brutto che pure la cocainomania latente di Pollon al confronto è un messaggio edificante.

Spade nell'anime

Quasi tutti i robottoni giapponesi hanno una spada tra le loro armi. Pensiamo solo al Grande Mazinga (Spada Diabolica), a Trider G7 (Spada di Trider), a Daitarn 3 (Daitarn Spada), a Baldios (Pulse Saber) e a Gundam RX-78 (una generica spada laser senza nome, né comando vocale). Alcuni la utilizzano addirittura per dare il colpo di grazia al mostro avversario nel corso dell’“attacco finale”, come previsto dal rito: God Sigma (Spada Laser), Golion/Voltron (Spada Fiammeggiante), Daltanious (Spada Infuocata) e Vultus V (Excalibur).

La spada è l’arma per eccellenza del samurai, “colui che serve”. Non per nulla, il design di svariati giganti d’acciaio richiama esplicitamente le armature indossate dagli antichi guerrieri giapponesi. Basti dare un’occhiata a Daitarn 3, Zambot 3 e Baldios.

Non solo. Quest’arma presenta forti valenze religiose e rituali. In Giappone, oltre a Buddhismo e Cristianesimo, si pratica lo Shintoismo, culto politeista di tarda elaborazione, la cui finalità è sostanzialmente quella di fornire una legittimazione “alta” al potere della Stirpe Imperiale. Non contempla una divinità assoluta, concepita come creatore e/o sovrano del mondo, e prevede tre oggetti sacri: lo specchio a otto lati, simbolo della conoscenza; i gioielli, simbolo dell’investitura divina, che rappresentano la bellezza; infine, la spada. Tracce di tutti e tre si ritrovano in molti anime giapponesi (soprattutto di genere robotico, guerriero e magico), ma a noi interessa soprattutto il terzo.

Essa rappresenta il potere e la virtù guerriera. Susa no o, dio dei mari e dell’uragano che regna sulle Regioni del Mare, l’ha donata alla sorella Amaterasu ō mikami dopo averla estratta dal ventre di un drago. Amaterasu è la divinità più importante del panthoen Shintoista. È la Dea del Sole e regna sui Campi del Cielo. Da lei discende addirittura l’attuale famiglia imperiale nipponica. Suo nipote Ninigi-no Makoto, ha infatti generato il primo Imperatore.

Per questo gli invasori – alieni o “indigeni” che siano – attaccano sempre e solo il Giappone. È lì che si gioca il Destino dell’Umanità. Se si vuole conquistare la Terra, bisogna eliminare la Stirpe Divina del Sol Levante. O non se ne fa nulla.

Ebisu

Ebisu (恵比須, 恵比寿, 夷, 戎), talvolta trascritto come Yebisu, chiamato anche Hiruko (蛭子) oppure Kotoshiro-nushi-no-kami (事代主神), è il dio giapponese dei pescatori, della buona sorte e dei mercanti nonché il guardiano della salute dei bambini piccoli. È una delle Sette Divinità della Fortuna (七福神, Shichifukujin) ed il solo dei sette che ha origine giapponese.

La futakuchi-onna (due (二futa), bocca (口 kuchi) e donna (女 onna): donna dalle due bocche) è caratterizzata dalla presenza, oltre a quella “normale”, di una seconda bocca nascosta tra i capelli della nuca, dove il cranio della donna si apre, presentando labbra, denti e una lingua.
Come se questo non bastasse, la bocca posteriore borbotta e sputacchia, continuando a chiedere cibo e, se non viene adeguatamente sfamata, inizia a strillare in modo osceno e a provocare alla donna un tremendo dolore. Addirittura, in una particolare versione del mito, anche i capelli della donna si animano e, muovendosi come serpenti, iniziano a portare cibo alla vorace bocca.
Si dice che un tempo, nella regione di Ibaragi, vivesse una donna che, sposata con un uomo rimasto vedovo da poco, amava solo i propri figli e trascurava completamente il figliastro. Dopo poco tempo, questi morì di denutrizione, poiché la matrigna non aveva avuto cura neppure di sfamarlo. Il quarantanovesimo giorno dopo il decesso (*I funerali giapponesi prevedono numerose procedure particolarmente complesse. In particolare, i resti del defunto vengono sepolti 49 giorni dopo il decesso), in quella casa si presentò un taglialegna in cerca di lavoro; ma poiché la sua scure era difettosa, si spezzo e la lama colpì la nuca della donna, dove provocò un taglio profondo.
Nonostante le cure, la ferita non accennava a rimarginarsi; addirittura i lembi della pelle si gonfiarono come labbra, piccole scaglie ossee formarono una sorta di dentatura e una piccola massa di carne prese la forma di una lingua. Questa orrenda ferita provocava molto dolore alla donna, la quale si rese conto di trovar sollievo solo sfamandola come se fosse una vera bocca.
Un giorno l’ orribile escrescenza iniziò anche a parlare, ripetendo sottovoce: “Chiedimi perdono, chiedimi perdono …”.
Secondo un altro racconto popolare molto famoso invece, la futakuchi-onna era una donna che non mangiava mai e che per questo fu presa in moglie da un uomo molto avaro. Poco tempo dopo però l'uomo si accorse che, nonostante la donna non toccasse cibo, le scorte continuavano a diminuire. Spiandola, infatti, scoprì che quando era sola i suoi capelli si animavano e portavano in continuazione decine di polpette di riso ad una seconda bocca posta sulla nuca della sua testa. Sembra che quella seconda bocca fosse “nata” dal desiderio di cibo che la donna reprimeva costantemente in pubblico.