sfrenato

KON-ICE: piselli e patate.

Non è food porn né porn… si parla di peni e vagine, di mortaio e di pestello, di testa di tartaruga e porta di giada, di lingam e yoni, di mastro di chiavi e guardia di porta, di agganci a latitudini basse, di liaisons dangereuses, dell’apostrofo rosa tra le parole ‘si scopa?’ dell’unione dei corpi nell’estasi suprema che è propria dell’idillio dell’amore.

GLOSSARIO DEI TERMINI

Pene: è un clitoride che si è allungato verso l’ottava settimana di vita fetale. La funzione principale è quella di espellere lontano dai piedi il prodotto di scarto del metabolismo renale e in seconda istanza quello di essere introdotto in cavità altrui ed espellere un brodo di girini chiamato ‘sperma’. Per quanto ci mettiate buona volontà, la seconda cosa la farete molto molto meno della prima. Il pene misura tra 12 e i 18 cm (con una media di 15 cm) e la sua lunghezza dipende dalla genetica e da fattori intrinseci ormonali. Averlo lungo non serve a nulla e dopo capirete il perché.

Vagina: è un pene che si è spiaccicato verso l’ottava settimana di vita fetale. La funzione principale è quella di espellere sui piedi il prodotto no, eventualmente quello lo fa la vulva (vulva–>vagina+uretra)… la vagina è chiamata così perché significa ‘fodero di spada’ in latino e quindi anatomicamente serve solo a infilarci il pene dentro. Oppure a NON infilarci il pene dentro, mica è obbligatorio.
La profondità del canale vaginale, a differenza della lunghezza del pene, è proporzionale all’altezza della portatrice, quindi avere un pene johnholmico senza stare copulando con Brienne di Tarth, significa dare delle gran mazzate sul collo dell’utero… per niente piacevoli, visto che il clitoride sta altrove.

Clitoride: dopo l’ottava settimana di vita fetale i fasci nervosi che concorrono alla ricezione dello stimolo piacevole nell’uomo si distribuiscono nel glande e nella faccia anteriore dell’asta del pene, mentre nella donna si organizzano in quello che assomiglia a uno xenomorpho in fase embrionale

Il clitoride è un iceberg di cui vediamo solo la punta… punta che è là dove è bene che tutti i maschietti sappiano essere. VERO CHE LO SAPETE?

Sperma: non cura l’acne femminile e non è nutriente, perlomeno, non più del moccio che vi esce dal naso. La sua funzione è quella di veicolare centinaia di migliaia di piccoli girini magici che contengono metà di un voi che vorrebbe tanto ricongiungersi con un altra metà all’interno di un Ovetto Kinder che, considerate le difficoltà chimico-anatomico-fisiche, si trova collocato sul Monte Everest.

Nonostante tutto, complice la bieca e sconvolgente ignoranza dei più basilari meccanismi di fisiologia umana, sembra che il sabato sera scalare la montagna con successo sia parecchio facile, dia fruttuosi risultati e arricchisca le lobby della pillola del giorno dopo.

PROBLEMI DI PENI

Appurato che la lunghezza non costituisce problema se non per una scenografica percezione culturale pompata dall’industria del cinema di settore, è indubbio che, in maniera minore rispetto alla controparte femminile, pure i maschietto soffrono le pene del pene.

In assenza di circoncisione (una pratica poco diffusa in Italia che consiste nello stuprare un neonato tagliandogli via la pelle del pisello per nessuna ragione medica valida), il pene a riposo è coperto da un lembo di pelle chiamato prepuzio. La mancata pulizia del glande, la maggior parte del tempo coperta da questo lembo di pelle, può portare a infiammazioni e a infezioni ma in genere quasi tutti i problemi sono dati da eccessiva frizione autoindotta o eteroindotta o da contatto con altrui parti del corpo infette, perché nella sua qualità di mucosa esterna, difficilmente il pene può contrarre infezioni in modo autonomo.

Ciò non toglie che, al pari della sacrosanta e importantissima palpazione del seno femminile, anche il maschio dovrebbe mensilmente stoccazzarsi scroto e testicoli per controllare che non ci siano parti dolenti o anomalie anatomiche.

VAGINE COMPLICATINE

La donna è decisamente più sfigata… cioè no, pessima scelta di termini… decisamente più sfortunata.

Il demiurgo le ha cacciato l’apparato riproduttore accanto a due apparati escretori e questo significa che la vagina deve costantemente difendersi da aggressioni feroci, la maggior parte delle quali, però, a opera della propria stessa portatrice. 

Lavaggi troppo frequenti o con prodotti troppo aggressivi che alterano il pH, biancheria molto figa ma che sega in due o cuoce al vapore la passera, sesso sfrenato senza adeguata lubrificazione e accortezza…

Poi ci credo che vi viene la cistite.

Mentre l’andrologo o l’urologo sono figure pressoché sconosciute per i Figli di Adamo (a torto, intendiamoci), il ginecologo continua a rimanere il migliore amico della donna, una creatura tutt’altro che fragile ma che ha una dotazione fisiologica necessitante di grande manutenzione ordinaria e spesso, purtroppo, straordinaria.

Trattatela bene questa vagina, facendo sesso protetto e tenendola sotto controllo, perché anche se non avete intenzione di usarla per scodellare quella forma di vita parassita il cui tempo di incubazione dentro la vostra pancia dura nove mesi, in ogni caso il tempo non vi è amico e certi errori di manutenzione si potrebbero sommare fino a farvi correre il rischio di essere lasciate a piedi. E la metafora spero l’abbiate capita.

P.S.
Per tutti quelli che si chiedono ‘Ma dove sta l’emergenza?’, plot twist: lo è, fidatevi.

Evviva quelle ragazze che ancora oggi sanno arrossire e diventano impacciate quando gli parli di sesso, quelle che quando ci fai l'amore ti fanno impazzire veramente, quelle che quando le respiri una volta non te le scordi più. Invece di tutte queste ragazze che vedo mettere in continuazione post di sesso sfrenato sui social solo per attirare attenzione e che si spacciano per delle leonesse ma che poi non sanno nemmeno abbaiare e sono davvero poca cosa. Poi si lamentano e fanno le finte depresse perché non riescono a trovare il principe azzurro. Mettetevi d'accordo fra quello che volete e quello che potete permettervi.

- Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)

Da quando ci sei
rido moltissimo.
Anche se da fuori
non si vede.
Non è un riso sfrenato
non è un riso futile.
Mi sorride il cuore.
Rido dentro.
Una forte allegria
riempie il mio tempo
invade lo spazio
e si infila dentro
ogni cosa che faccio.
Rido dentro
al pensiero
della tua esistenza.
Rido dentro
al pensiero
del prossimo incontro.
Da quando ci sei
mi sorride l'anima.
Mi sorride tutto.
Persino i capelli
mi sorridono.

- Luigi Costantino

Sindrome del “bovero negro”

Non è che dobbiamo pensare che il “bovero negro” debba farsi portatore di superiori valori morali quali l’economia equa e solidale, la vita semplice e la frugalità dei pasti, no, essendo uomo fra gli uomini ha ben diritto di sognare di diventare ricco sfondato, di essere un liberista sfrenato oppure un dirigente della Tim con buonuscita di 25 milioni di euro. Dico questo perché i compagni di sinistra tendono in genere ad inquadrare l’africano in certi schemi pauperisti che rappresentano una seconda occasione di razzismo.

KON-ICE: pisciare fuoco.

(titolo pretenzioso e autoreferenziale ma solo perché poi così poi ritrovo il post quando mi serve)

Tutti (e soprattutto tutte, poi vi spiego il perché) hanno provato almeno una volta nella loro vita la sensazione di star pisciando un ferro di cavallo arroventato immerso in mezzo litro di acido muriatico mischiato a cocci di vetro ma questo non deve far spaventare più del dovuto. Solo la giusta dose di timore e vergogna per non essere stati capaci di amministrare con devozione il tempio che è il corpo umano. O di averlo amministrato alla Reverendo Jim Jones.

L’urina non è propriamente sterile (soliti miti cinematografici) ma sufficientemente bassa di carica batterica da ritenerla un escreto innocuo per la nostra salute.

Succede, però, che essa venga espulsa dalla vescica attraverso un dotto escretore, chiamato uretra, molto vicino a un’altra struttura escretrice, l’ano, e che quindi materiale contaminante (indovinate quale) possa permettere la risalita di patogeni attraverso essa fino in vescica (kystis, in greco)

E lì è grande festa nella capitale (per i patogeni).

Come potete notare, nelle mujeres il tratto uretrale è veramente molto breve e se ne possedete una oppure se siete maschietti con il badge da Grande Esploratore, saprete quanto sia breve il tratto perineale che divide il meato urinario dall’ano; gli hombres sono un po’ più fortunati perché nel piano regolatore il Demiurgo ha costruito il parco dei divertimenti lontano dalla discarica.

Cistite non vuol dire nulla, se non indicare che la vescica è infiammata (e nel 95% dei casi, comunque, quella che vi dà la sensazione di pisciare ferri di cavallo etc è un’uretrite) e quindi per essere esaurienti bisognerebbe aggiungere batterica, virale, micotica, chimica o fisica.

Il dolore e il bruciore alla minzione possono essere prodromi o effetti secondari di un patogeno penetrato in vescica, che una volta cominciato il suo rave party al calduccio può dare il classico sintomo di oppressione vescicale, polliachiuria (urinare spesso e poco), di stranguria (difficoltà alla minzione) e di tenesmo rettale (sensazione di avere un cetriolo mutante ad espansione nel cù).

La diagnosi certa la si può fare solo con un esame delle urine e l’individuazione del patogeno specifico e relativo antibiotico per debellarlo solo con un antibiogramma. In caso contrario avete due opzioni: bere come delle idrovore per diluire la carica di patogeni all’interno della vescica e pregare che il sistema immunitario prevalga (lo sconsiglio, soprattutto se siete del team MIRTILLO E UVA URSINA GRAN DISINFETTATI URINARI ANTIBIOTICI NATURALI! e poi vi dico perché) oppure dirlo al vostro medico che vi prescriverà un antibiotico urinario ad ampio spettro (ciprofloxacina).

Il problema di sottovalutare una cistite (che spesso è asintomatica) è un fatto di pura distanza anatomica:

Come potete vedere (scusatemi, non l’ho trovato in spagnolo) la vescica riceve l’urina dai reni attraverso due strutture tubiformi chiamati ureteri, lunghi tra i 25 e i 30 cm, e se il viaggio per entrare in vescica per i patogeni è stata solo una gita fuori porta, dopo il lungo rave party qualche batterio potrebbe decidere di mettersi in viaggio per salire fin sul Monte Fagiolo.

E con una pielonefrite soncazzi.

Per concludere, se ai figli di Adamo basta una sola sciacquatina giornaliera alla punta del reale augello ed evitare di masturbarsi per ore come se non ci fosse un domani, le figlie di Eva devono tenere un comportamento più accuorto:

  • evitare eccessiva igiene intima e/o con prodotti aggressivi
  • evitare biancheria intima sintetica, sfregante e di dimensioni da barbie
  • evitare la depilazione della passera
  • contenersi nel sesso sfrenato, soprattutto se c’è poca lubrificazione

Fun fact: le donne NON pisciano dalla vagina (vedi immagine)

(per molti hombres non è poi così scontato, confía en mí)

anonymous asked:

hai letto after? cosa ne pensi?

AHHH QUESTA DOMANDA CAPITA A PROPOSITO MUHAHHAHA

Proprio … Sabato? si, era sabato, ero andata in libreria perché due volte alla settimana adoro passare qualche ora alla mattina a leggermi tutte le trame dei libri, a iniziare libri, a scrivermi titoli, ecc (sono ossessionato dai libri? ASSOLUTAMENTE sweetie).
E, per curiosità, andai nella sezione Wattpad.
Oltre ad After, che come al solito con tutti i suoi 5 volumi occupava metri e metri, accanto a lui c'era anche un altro libro e, dopo aver letto la trama m'accorsi che era palesemente simile ad after.

La mia domanda, che mi sorge sempre in mente, è; perché ?
Perché ora se un libro non parla sempre e solo di sesso non vende !?

Non ho mai letto after, ma tutte le mie amiche si, e di conseguenza mi hanno raccontato più e più volte la trama.

Perdonatemi, davvero, so che fra le mie lettrici ci sarà qualcuna che è in fissa con questa tipologia ed ha tutto il mio rispetto.
Ma personalmente, non mi piacciono affatto i libri così.
Aprendo pagine a caso, scopano solo.
Non c'è una trama. O se c'è, almeno per quanto riguarda il mio punto di vista, è banale, povera…

Non avendo letto i libri, ma conoscendolo solo per chiacchiere fra amiche in fissa con quel roba, non posso dare un giudizio concreto.

Ciò che posso dire è che non sono il mio genere.
Un libro, per quanto mi riguarda, deve lasciarmi qualcosa. Deve darmi qualcosa.
E non intendo sogni erotici o immagini di sesso sfrenato, suvvia.

Qualcosa con una trama più contorta, più difficile da capire, qualcosa che ti lascia senza fiato perché distrugge le tue aspettative.
Che ti fa pensare giorni e giorni a ciò che potrebbe succedere.
Una sorta di crescita interiore del personaggio che fa crescere anche te.
Un modo diverso di vedere e di pensare.
Un arricchimento personale.

E after con compagnia bella… non mi danno nulla di tutto ciò.
Anzi, sono comici, mi fa sempre sorridere la fantasia hot dell'autrice.

Ovviamente, sono punti di vista.
Per chi ama quel genere, di certo adempie a tutte le aspettative e i desideri di quelle persone

Oggi sono andata ad un funerale. Non era un funerale qualunque ma quello di una mia cara amica.
Sapete queste cose non sono mai facili, una vita interrotta a 17 anni. Nemmeno il tempo di fare la festa dei 18. Non sono cose che dovrebbero accadere. Lei era una persona solare, sempre sorridente, amichevole e determinata. La preside oggi le ha dato il diploma in anticipo e durante l’elogio funebre l’ha descritta come “un’alunna modello”. E ha ragione. Non perché fosse brava a scuola. Oltre ad essere brava lei era anche aperta con tutti, onesta, responsabile e piena di voglia di fare. Lei era una di quelle che prefiriva andar male piuttosto che copiare. Lei era quella che faceva le condoglianze a nome della classe. Perche era forte. Aveva coraggio. Non aveva paura. Nemmeno della morte.
Il motivo per il quale scrivo è per parlare della sua fine. O forse inizio. Chi può dirlo..?
Beh lei non è morta per un incidente stradale, nessun sabato sera sfrenato, nessuna moto, nessun suicidio.. Nulla di tutto ciò. Lei è morta LOTTANDO. Ha combattuto contro una malattia terribile fino alla fine. Lottava per la vita e la voleva ad ogni costo.
Circa un anno fa, quando le è stato diagnosticato un tumore al cervelletto lei si è trovata di fronte due scelte: non curarsi per poi restare in coma, o curarsi con medicinali potenti e dannosi.
Ha scelto di combattere.
Le cure sono state molto invasive. A volte il suo cervello tornava come quello di una bambina non permettendole nemmeno di frequentare scuola o di continuare la relazione col suo ragazzo. Il suo corpo poi era stato completamente trasformato. Aveva preso davvero tanti chili, il cortisone la gonfiava, e non riconoscevo più il suo fisico perfetto.
Ma nonostante ciò, lei ha lottato ancora. Era una persona determinata. Non se ne importava davvero del giudizio della gente. Anche alle scuole medie. “Ma le converse vanno di moda!” e lei “embe, io le converse non le voglio, non voglio essere uguale”, oppure “quella maglia è brutta!” e lei subito rispondeva “a me piace”, e il giorno dopo, la rivedevi con quella maglia . E proprio grazie alla sua determinazione è riuscita a frequentare scuola per un altro breve periodo di tempo, ha provato con altre cure, ma purtroppo il male era più forte.
Secondo me, noi tutti, la dovremmo prendere come esempio. Si perche anche sul letto dell’ospedale sorrideva. E quando le hanno detto “ti rimangono 48 ore” lei ha lottato per trasformare quel 48 in un 62.
Non si è mai arresa.
Ha lottato per la vita.
Non si è lasciata morire.
Non si è vergognata di tornare a scuola anche quando il suo fisico era lievitato in maniera spaventosa.
Non ha pensato “oddio mi diranno che sono cicciona e brutta”.
Lei è venuta ed era pronta di voglia per studiare Seneca. “il poeta dell’amore” che tanto le piaceva.
È stata la bellezza del suo carattere che oggi ha portato in quella chiesa gente di tutta la città. C’erano 500 palloncini bianchi che abbiamo lasciato volare nel cielo davanti la sua bara bianca, sulle note della sua canzone preferita, “l’essenziale” di Marco Mengoni.
“Ma Marco Mengoni è un frocio de merda”
“E sti cazzi, a me piace.”
*col sorriso stampato in faccia*
Era questa la sua risposta. Era questo che la rendeva forte. Il suo sorriso perenne. La sua voglia di combattere. Deve essere d’esempio per tutti quei ragazzi che oggi basta un nulla per buttarli giù . Riflettiamo, tutti.
Ciao piccola E., riposa in pace.

Il fumo del tabacco ha divorato l’aria.
La stanza
é un capitolo dell’inferno di Krucènych.
Ricordi?
Accanto a questa finestra
per la prima volta,
in estasi, carezzai le tue mani.
Oggi ti vedo seduta,
il cuore in un’armatura di ferro.
Ancora un giorno,
e mi lascerai,
coprendomi forse di ingiurie.
Nella buia anticamera la mia mano, scossa dal tremito,
nella manica a lungo tenterà di infilarsi.
Balzerò fuori,
lancerò per strada il mio corpo.
Selvaggio
diverrò pazzo,
trafitto dalla disperazione.
Non si deve giungere a questo:
cara,
buona,
diciamoci adesso addio.
Nonostante questo,
il mio amore,
pesante come un macigno,
resta appeso al tuo collo,
dovunque tu fugga.
Lasciami in un estremo grido urlare
l’amarezza di offesi lamenti.
Se lo sfiancano di lavoro, un bue,
andrà
a stendersi in gelide acque.
Ma al di là dell’amore per te,
per me
non c’è mare,
e a questo amore neanche col pianto darai una tregua.
Se anela il riposo lo stanco elefante
regalmente si sdraierà sulla rena infocata.
Ma al di là dell’amore per te,
per me
non c’è sole,
e io non so neppure dove sei e con chi.
Se l’amata avesse in tal modo torturato il poeta,
egli per la gloria e il denaro l’avrebbe lasciata,
ma per me
non c’è un solo suono di festa
oltre al suono del tuo amato nome.
No, non mi butterò nella tromba delle scale,
non berrò del veleno,
non oserò premere il grilletto contro la tempia.
Su di me,
al di fuori del tuo sguardo,
non ha potere la lama d’alcun coltello.
Domani scorderai
che ti avevo fatto regina,
che l’anima in fiore s’era bruciata d’amore,
e lo sfrenato carnevale dei futili giorni
disperderà le pagine dei miei libri…
Le foglie secche delle mie parole
potranno mai fermarti
per un sospiro?

Lascia almeno
ch’io copra con un’ultima tenerezza
il tuo passo che si allontana.

—  Majakovskij
Al posto di una lettera
Che in qualsiasi luogo si fossero trovati si ricordassero sempre che il passato era menzogna, che la memoria non aveva via di ritorno, che qualsiasi primavera antica è irrecuperabile, e che l'amore più sfrenato e tenace era in ogni modo una verità effimera.
—  Cent'anni di Solitudine.
Ho voglia di stare tutta la notte con te a guardare il mare. Niente scopate, niente sesso sfrenato e no nemmeno “l'amore romantico” o quelle cose lì. Solo io e te, e il mare. Magari tu bevi una birra, io fumo una sigaretta, ma l'altra mano no, l'altra mano non può stare impegnata, la riserviamo a noi. E quindi io e te, il mare e le mani. E la birra, e le sigarette. E il vento che ci accarezza i capelli, e le tue labbra che mi baciano la fronte, e i felponi larghi che un po’ fa freddo ma tanto ci pensiamo noi a riscaldarci. E i miei occhi che si perdono nei tuoi, e i sorrisi rubati, e i respiri affannati, e il cuore che scoppia. E siamo io e te, e il mare. Potrebbe essere anche una montagna, o una paninoteca o che ne so, qualsiasi cosa. Ma siamo io e te. Sempre io e te. Solo io e te.
Amo i ragazzi mori.
Quelli di carnagione scura, e il sorriso da far paura.
Amo i ragazzi con i capelli spettinati, quei capelli che al primo impatto sembrano scombinati e non curati, mentre invece lo sono.
‘Biondo con gli occhi azzurri’, beh, io mi distinguo dalla massa (come sempre), e lo preferisco “moro con degli occhi”, il colore non mi frega, basta che abbia degli occhi profondi, che sappiano fissare solo me.
Amo i ragazzi in carne, li trovo magnificamente magnifici. Li abbraccerei ogni secondo. Le ossa non mi servono, già sono magra di mio.
Non voglio per forza il ragazzo che mi risponda durante una partita a fifa, perchè, diciamolo, sono la prima che non risponderei durante una lunga giornata di shopping sfrenato.
I ragazzi timidi, che ad ogni parola ridono dalla vergogna, e con quella risata contagiosa che fa ridere di conseguenza anche me.
Quel ragazzo che improvvisamente mi abbraccia, e non sa spiegarmi nemmeno il perchè. E annego in silenzio nei suoi lunghi abbracci, nelle sue grandi braccia che mi nascondono, solo li sarei davvero al sicuro.
Non cerco il ragazzo perfetto, beh ecco, cerco il ragazzo perfetto per me.
Voglio una sorta di fidanzato che mi faccia da amico e da confidente, da sacco per il pugilato quando sono incazzata nera. Da kebabbaro durante i periodi depressi, da Tiziano Ferro quando mi sento sola e ho bisogno di conforto, da racchetta palle quando cerco i miei vestiti nell’armadio e butto tutto per terra.
Insomma, voglio un ragazzo che sappia gestirmi in ogni momento della mia vita.
Chiedo troppo?
—  Avevo voglia di scrivere.
Alcune ragazze sono diverse.
Alcune ragazze preferiscono una partita alla Playstation piuttosto che una giornata di shopping sfrenato.
Alcune ragazze preferiscono le unghie senza smalto;gli occhi che si riescono a distinguere,senza tutto quel nero intorno;il profumo della propria pelle e non quello artificiale che tutti possono avere.
Alcune ragazze talvolta non sorridono anziché sfoggiare un bellissimo sorriso falso e non piangono davanti alla gente non per evitare di apparire deboli ma perché si vergognano del fatto che nessuno riesca a renderle pienamente felici,nemmeno loro stesse.
Alcune ragazze si fissano sugli occhi di un ragazzo piuttosto che sui suoi addominali o si fissano sui sogni che cercano di realizzare ed è per questo che soffrono molto,perché credono a tutto, anche a ciò che non esiste.
Alcune ragazze non immaginano minimamente quanto siano belle,fin quando qualcuno non glielo fa notare nelle piccole cose,perché loro sono così,adorano le piccolezze,le cose invisibili,che possono notare solo loro e non il mondo intero.
Alcune ragazze sceglierebbero una biblioteca piuttosto che una discoteca e preferirebbero un tè freddo a dieci vodka.
Alcune ragazze passano il loro tempo a leggere invece di stare al telefono a parlare di trucchi,tacchi o vestiti.
Alcune ragazze escono di casa con i capelli arruffati e spesso evitano di guardarsi allo specchio,preferiscono specchiarsi negli occhi di uno sconosciuto perché le persone che non si conoscono per loro sono sempre le migliori.
Alcune ragazze quando qualcuno fa loro un complimento chinano il capo e si fissano le scarpe arrossendo,perché cercano sempre di sfuggire ai complementi per paura di affezionarsi al primo che riesca a guardarle fisse negli occhi senza distogliere lo sguardo neanche un attimo.
Alcune ragazze vivono la vita sognando,guardando il cielo e quando camminano scalze lungo la spiaggia guardano verso il mare,sperando di trovare qualche messaggio in bottiglia,aspettano sempre persone da salvare perché si sono arrese all'idea che qualcuno possa salvare loro.
Alcune ragazze hanno solo bisogno di essere prese per mano,di essere accarezzate.
Alcune ragazze sono diverse.
—  Cit.
Ho continue variazioni di umore, cioè posso passare da un ottimismo sfrenato a un pessimismo abissale nell’arco di quattro battiti cardiaci; posso passare da un’indifferenza artica per il mondo a una totale straziata compassione per qualsiasi forma di vita animata e inanimata, posso sentirmi sottilmente felice, mediamente inquieta, ilare poi funebre, catatonica poi iperattiva. Io ho fatto impazzire psicanalisti ed erboristi, primari e pranoterapisti e non è servito a nulla perché rimango un caso oscuro.
—  Stefano Benni, Teatro
Non riesco più ad immaginare la mia vita senza te, e sai qual'è la cosa che più mi piace? è che non mi spaventa il futuro perchè sono sicura che il mio e il tuo sono destinati a restare uniti, per sempre;
e che non vedo l'ora che passi il tempo per stare con te notte e giorno, giorno e notte, perchè ho voglia di vivere a pieno ogni istante della mia vita affianco a te che mi manchi anche un secondo dopo che te ne sei andato; e che non vedo l'ora di litigare a causa del mio “shopping sfrenato” e far pace come piace a noi.
—  Sdraiare l'otto per farci l'orizzonte, per farci l'infinito ∞
Ci pensate mai a quanto è bello avere una persona al proprio fianco? 
Le risate, i massaggi, le litigate sotto casa, i baci all’improvviso, le carezze, i graffi e dispetti.
Infine? L’amore, aaaaaaaaa, che cosa bella! L’unione dei due corpi, l’amore in macchina, scomodo, ma pur sempre amore. L’amore sfrenato dove i sentimenti si incontrano e restano incollati tra loro. Quando la sbatti al muro e hai solo voglia di lei. L’amore è anche questo. L’amore ti rapisce il cuore, ti farà piangere ma sarà anche in grado di farti sorridere.
Sarà in grado di farti sottomettere alla pioggia ma sarà anche in grado di farti vedere il sole.
L’amore.
—  Jonathan Congiu.