sfogliato

La mia prima esperienza su Tinder è durata dieci minuti in cui però mi sono dimenticata di eliminare il luogo in cui lavoro quindi sta mattina mi sono ritrovata in negozio una delle ragazze che ricordo di aver sfogliato via assieme agli altri prima di cancellare il mio profilo.
Boh ansissima, imbarazzo e awkwardness a fiumi.

A volte è bello
tornare al passato
e capire quanto tutto
sia cambiato
e quanto tutto
sia rimasto uguale.
A volte è bello
scorrere le tue foto
e ricordare
quante lacrime abbia versato per te,
e quanto amore
ti abbia dato.
Son passati anni,
abbiamo condiviso diversi istanti,
sfogliato innumerevoli pagine della nostra vita,
aperto e chiuso infiniti capitoli,
ma dopotutto
siamo ancora qua.
Ed io mi dico
che con te
non è mai stato un errore.
Non so se fossi tanto diverso,
se fossi tanto bello,
se fossi com'io t'avevo immaginato.
So solo
che eri tu,
ed io t'amavo,
e bastava.
Sarebbe bastato sempre.
—  mailmiocuoredipietratremaancora.tumblr

Dissero: il nostro gruppo è diverso dagli altri.
Ecco l'ennesima cazzata, altre 5 persone alla ricerca disperata di un'etichetta.
Ecco il solito gruppo di finti drogati. Vestiti enormi, felpe alla Marley, foto di canne su ogni social e rasta. Il gioco è fatto, ma quello che dicono le parole dei testi, da dove nasce questo stile e questo modo di essere… niente.

Ecco gli altri, i grunge depressi. Mai un sorriso, altrimenti non sarebbe figo. Dicono di ascoltare i Nirvana e conoscono solo Kurt Cobain. Citi gli Alice in Chains e ti sputano in un occhio. Se non sembri un disadattato di turno allora sei finto. Con la sigaretta in mano a parlare di libri che hanno sfogliato e non letto e a citare frasi che non capiscono. Con il chocker che deve essere obbligatoriamente intrecciato.

E poi ancora troviamo le ragazze di città, le donne di mondo. Natale a Miami e Estate ad Ibiza. Duemila likes sui social, cuccioline tra le amiche e poi si sparlano come comari. Piovono ragazzi dal cielo, abbronzatura perenne, costume alla moda, borsa di marca, 57 euro di jeans e 150 di scarpe. Foto dell'insalatina o di un tramonto che invece di essere ammirato viene fotografato. Mano davanti alla faccia, lucine in camera che fra poco sembrano il segnale per Babbo Natale. Ma aspettate “loro non sono come le altre”.

Inoltre ci sono i trasgressivi, ‘Fuck the police’ sui muri perché bevono birra ogni morte di papa, ascoltano musica gangsta visto che sono “Diversi”. Fingono di capire qualcosa di politica pur di andare contro lo stato e se qualcosa a loro va bene come al resto delle persone devono fare la “rivoluzione” perchè altrimenti non andrebbe bene.

I lunatici, seguono la moda come pecorelle, pur di essere accettati, risucchiano il conto in banca dei genitori pur di essere una copia spiaccicata di un fashion blogger.

Le esibizioniste: lametta, dca, anoressia, bulimia, ansia, depressione, bipolarismo, attacchi di panico, binge eating, apatia e book fotografico su tumblr. Di queste parole conoscono il significato della metà e ovviamente pur di sentirsi dire cucciola lo urlano all'universo.
Facendo passare per esibizionisti chi soffre davvero.

E i finti poeti: leggono due frasi di Bukowski e sono acculturati, conoscono un quadro di Van Gogh e si sentono geni, amano il candore della pelle e sono “pale”. Sanno usare un pennello e diventano artisti. Sono timidi ma sfacciati e alla fine sono più vuoti di un rotolo di scottecs terminato.

E ora un mix di categorie: i finti rockettari, i finti maturi, i finti modesti, le modelle, fashion blogger, youtubers per moda, fotografi solo perchè hanno una reflex o un i phone in mano, i mangio sano, il work out perchè sono sportiva due volte all'anno, i curvy è meglio, gli iperbuonisti, quelli che cambiano idea a seconda di come tira il vento.

E sono tutti così:
drogati alla ricerca di attenzione. Di mi piace, di giudizi negativi, di essere accettati da tutti, di essere consolati, vogliono essere quello che non saranno mai. Eclissando loro stessi, eclissando le loro menti.

Potremmo essere molto più di questo, ma siamo una generazione uniforme.

—   segretinelleossa 

C`è chi ti legge come un libro aperto …
Chi ti chiude come un libro letto,
Chi ti scrive come un libro bianco,
Chi ha perso il segnalibro,
Chi voleva leggerti..
ma le emozioni non erano in saldo ,
Chi ti ha sfogliato e riposto sullo scaffale…
Chi ti ha portato a casa e messo in libreria.
Forse un giorno qualcuno ti legge sul serio:
Dalla copertina all'ultima pagina ,e ti porta con se
Come il dono più prezioso!

[Web]

Mentre non eri qui, ho sfogliato velocemente attimi ed espressioni come fermi immagine; flashback che si susseguono veloci e mi mostrano ogni istante, in cui ti ho amato senza saperlo. E solo oggi mi sono reso conto, che il mio cuore era destinato a te. Proprio come adesso, che ricordando di quel momento in cui i nostri occhi si incontrarono, mi sto innamorando ancora di te, come ogni volta che mi rivolgi un sorriso. Anche se non lo sai
—  Daniel Zini
Mentre non eri qui, ho sfogliato velocemente attimi ed espressioni come fermi immagine; flashback che si susseguono veloci e mi mostrano ogni istante, in cui ti ho amato senza saperlo. E so oggi, come fossi destinata a te, proprio come adesso, che ricordando, mi sto innamorando, ancora e ancora, anche se non lo sai.
—  Il Mio Lui; Carla Moscato | Lucifer-lux
C’è chi ti legge come un libro aperto, chi ti chiude come un libro letto, chi ti scrive come un libro bianco, chi ha perso il segnalibro, chi voleva leggerti ma le emozioni non erano in saldo, chi ti ha sfogliato e riposto sullo scaffale, chi ti ha portato a casa e messo in libreria. Forse un giorno qualcuno ti leggerà sul serio, dalla copertina all’ultima pagina, e ti porterà con sé come il dono più prezioso.
—  Francesco Paolo Ettari

Ero in libreria, ieri, e ho visto due ragazzi.
Lei girava per gli scaffali con uno sguardo insolito, era attenta, curiosa, come se quel posto fosse casa sua, ma allo stesso tempo come se dovesse scoprirne ogni nuovo dettaglio.
Lui faceva il finto arrabbiato, forse sapeva che lei in quel posto ci si perde troppo facilmente, ma la seguiva. Si è fermato davanti alla sezione viaggi, poi, ha sfogliato diverse guide, aveva lo sguardo di chi con la testa sta già visitando centinaia di diverse città.
Lei l’ha visto, l’ha guardato un po’ da lontano, come si guardano le cose belle, quelle a cui non ti avvicini troppo per paura di rovinare il momento, poi si è messa accanto a lui.
“Chiudi gli occhi”, gli ha detto.
Il ragazzo l’ha guardata, ha sorriso e ha obbedito, mentre lei gli prendeva la mano e la posizionava davanti ai libri. “Scegli”, ha continuato.
Lui ha aspettato, ha toccato varie copertine, si è fermato davanti a tanti volumi, ne stava per prendere uno, ma all’ultimo minuto ha cambiato idea e ne ha preso un altro, poi ha aperto gli occhi.
“Australia”.
“Australia”.
Lui non smetteva di guardarla, lei non smetteva di sorridere.
“Ti ci porterò, un giorno”, le ha sussurrato, mentre i suoi occhi si illuminavano così tanto che l’Australia, lei, l’avrebbe illuminata tutta.

L'istante più bello degli amori
non è quando si dice ‘ti amo’
è nel silenzio
ogni giorno spezzato a metà
è nelle intese
pronte e furtive dei cuori
nei finti rigori
nelle indulgenze segrete
nel brivido di un braccio
dove poggia una mano che trema;
nel libro sfogliato insieme,
un libro mai letto
nell'ora irripetibile quando con la bocca chiusa
il pudore dice tanto
e il cuore scoppia
aprendosi in silenzio come un bocciolo di rosa
l'ora in cui il mero profumo dei capelli
sembra un regalo conquistato …
l'ora della tenerezza squisita
che nel rispetto avvolge la passione.
—  Sully Proudhomme - Il momento migliore