senza famiglia

Parliamone di quanto mi faccia schifo questo periodo, per quanto la gente mi stia accanto mi sento sola, mi sento uno schifo. Ho l'ansia di entrare a casa, ho lo schifo di andare a scuola, resto nel letto ore e ore a pensare su cosa mi sto perdendo, su cosa potrei fare, su come va male la mia storia sentimentale inesistente, su cosa mi riserverà il futuro, penso e ripenso senza arrivare ad una conclusione, anche se in fondo una conclusione c'è, sarebbe quella di prendere e mollare tutto, andare via, una nuova destinazione, forse quella giusta, forse la felicità, ma no.. le cose semplici non sono per me.
Sto qui, mi rompo la testa, soffro, fingo ma non importa, lotteró per la felicità perché sono una combattente e so che posso farcela.
—  similealmaredinverno
Mi manca. Mi manca in ogni singolo, dannato, fottutissimo, istante, perché ognuno di questi istanti, belli o brutti che siano, li vorrei dannatamente condividere con lui.

Che poi devo ancora capire il senso della parola “casa”, forse perchè non ne ho mai avuto una. Cioè, tutti i giorni ho un posto in cui tornare, ma aprendo la porta non penso “sono a casa”. Potrei entrare in una qualsiasi delle mille che ho cambiato, ma in nessuna c'è mai stato quel calore, quell'accoglienza, quell'amore, quell'aria mista di vissuto e ricordi che ti fanno capire che quello è il tuo posto, ti appartiene, fa parte di te.

Mentre prendevo in giro Padreh perché ha bocciato la macchina l'ho visto sparire in sala per un po’. È tornato col sorriso malefico di chi ha combinato qualcosa.
Ho capito cosa soltanto quando mi sono piazzata sul divano con l'intenzione di guardare Alta Infedeltá: L'INFAME HA IMPOSTATO
IL PARENTAL CONTROL
SUL TELEVISORE.

“Così impari a fare la sbruffona”
“Il codice è 1234, vero?”
“…”
“…”
“No.”
“…”
“…”
“Vabbé dai ci hai provato.”
“NON È 1234!”
“Okay.

Spoiler: era 1234.

E ho capito, caro Babbo Natale,  che io non ho niente di più da chiederti, se non una supplica: non togliermi quello che già ho. Inclusi i casini con la mamma, le giornate intere a scuola, il freddo, le attese alla fermata, i “visualizzato senza risposta”, gli amici a parole.
La mia vita, così com'è, è il più grande lusso al quale potessi aspirare.
Lasciamela così: spettinata come me, con qualche piccolo sogno realizzato qua e là da condividere con chi amo.
—  moony’s faith
LACRIME DI DONNA

Un bambino chiede alla mamma: «Perché piangi?».
«Perché sono una donna» gli risponde.
«Non capisco» dice il bambino.
La mamma lo stringe a sé e gli dice: «E non potrai mai capire…»
Più tardi il bambino chiede al papà: «Perché la mamma piange?»
«Tutte le donne piangono senza ragione», fu tutto quello che il papà seppe dirgli.
Divenuto adulto, chiese a Dio: «Signore, perché le donne piangono così facilmente?»
E Dio rispose:
«Quando l’ho creata, la donna doveva essere speciale.
Le ho dato delle spalle abbastanza forti per portare i pesi del mondo,
e abbastanza morbide per renderle confortevoli.
Le ho dato la forza di donare la vita,
quella di accettare il rifiuto che spesso le viene dai suoi figli.
Le ho dato la forza per permetterle di continuare quando tutti gli altri abbandonano.
Quella di farsi carico della sua famiglia senza pensare alla malattia e alla fatica.
Le ho dato la sensibilità di amare i suoi figli di un amore incondizionato,
anche quando essi la feriscono duramente.
Le ho dato la forza di sopportare il marito nelle sue debolezze
e di stare al suo fianco senza cedere.
E finalmente, le ho dato lacrime da versare quando ne sente il bisogno.
Vedi figlio mio, la bellezza di una donna
non è nei vestiti che porta, né nel suo viso, o nella sua capigliatura.
La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi.
Sono la porta d’entrata del suo cuore, la porta dove risiede l’amore.
Ed è spesso con le lacrime che vedi passare il suo cuore» - Web

anonymous asked:

20:59 Da quasi 10 mesi mi sono trasferita. Da sola senza la mia famiglia, mi sono trasferita dal mio ragazzo. L'ho consociuto a luglio qui su Tumblr e ad agosto ho deciso di andare da lui. Mi ha salvata da me stessa, io prima di conoscere lui ero autolesionista e bulimica. Ora sono felice, amata e innamorata di lui e di me. Mi ha ridato vita e non gli sarò mai abbastanza grata. A 19 anni io e 20 lui abitiamo insieme, lavoriamo entrambi e ci stiamo costruendo una vita insieme🖤

GOALS.
Spero che tutti possano trovare un amore come il vostro!

scrivetemi che ore sono e a che cosa state pensando

anonymous asked:

"Mi sveglio depresso, odio me stesso, mi guardo allo specchio in un fottuto riflesso, perché cresco senza una famiglia da amare, ho solo bisogno di gridare, quanto mi manca qualcuno da abbracciare."

“Deraglio apposta nel nulla,
faccio dell'oscurità la mia culla”

Un bambino chiede alla mamma: «Perché piangi?».
«Perché sono una donna» gli risponde. «Non capisco» dice il bambino.
La mamma lo stringe a sé e gli dice: «E
non potrai mai capire…».
Più tardi il bambino chiede al
papà: «Perché la mamma piange?». «Tutte le donne piangono senza ragione»,fu tutto quello che il papà
seppe dirgli.
Divenuto adulto, chiese a Dio: «Signore,
perché le donne piangono così facilmente?».
E Dio rispose: «Quando l'ho creata, la donna doveva essere speciale. Le ho dato delle spalle abbastanza forti per
portare i pesi del mondo,e abbastanza morbide per renderle confortevoli. Le ho dato la forza di donare la vita,quella di accettare il rifiuto che spesso le viene dai suoi figli. Le ho dato la forza per permetterle di continuare quando tutti gli altri abbandonano. Quella di
farsi carico della sua famiglia senza pensare alla malattia e alla fatica. Le ho dato la sensibilità di amare i suoi figli di un amore incondizionato,anche quando essi la feriscono duramente. Le ho dato la forza di sopportare il marito nelle sue debolezze e di stare al suo fianco senza
cedere. E finalmente, le ho dato lacrime da versare quando ne sente il bisogno. Vedi figlio mio,la bellezza di una donna non è nei vestiti che porta,ne’ nel suo
viso, o nella sua capigliatura. La bellezza di una donna risiede nei suoi occhi. Sono la porta d'entrata del suo
cuore, la porta dove risiede l'amore. Ed è spesso con le lacrime che vedi passare il suo cuore».

anonymous asked:

Cambiare? Io do me stessa in tuttii gli ambiti prima citati, e non basta, ho bisogno di un salvagente, voglio essere felice anche senza tutti 10 a scuola, senza avere la famiglia del Mulino Bianco, senza avere amicizie spettacolari, senza avere una persona a fianco, mi sono sempre bastata sulla vita ,perché è sempre stato così, perché ora non mi basto più? Vedo le vite degli altri nelle quali tutto funziona o almeno una cosa tra le tante...

Proprio perché se prima ti bastavi e ora non ti basti più, è segno che devi cambiare.
Se non lo fai tu, lo faranno le circostanze che ti obbligheranno a prendere strade difficili, Anon.
Stai notando dei piccoli indizi di insofferenza in quello che sei e in quello che fai.
Come ho già scritto una volta, bastano quei piccoli indizi di disagio, insufficienza o insoddisfazione, a stimolare il nostro movimento.
Però, se si va a vedere, questi sono l'inizio di quella sofferenza che, se si trascurano le avvisaglie iniziali, diventano “dolore” così come si intende normalmente.

Mettiti in una posizione comoda, rilassata, piacevole e serena.
Cosa succede?
Dopo poco tempo un piccolo disagio ti costringe a spostare un braccio, una gamba o altro; insomma sei costretta a cambiare leggermente quella posizione che inizialmente era comoda. Se non ascolti quel disagio, questo aumenta fino a diventare sofferenza e dolore: allora sei obbligata a modificare quello stato che inizialmente sembrava perfetto, comodo e felice.
Lo stesso vale per i nostri pensieri, per gli atteggiamenti mentali e psicologici, perfino per le nostre stesse idee.
Ecco perché è importante cogliere i primi indizi della necessità di un cambiamento. Diversamente la sofferenza e il dolore diventano l'unica soluzione per la trasformazione necessaria.

Mi sveglio depresso, odio me stesso, mi guardo allo specchio in un fottuto riflesso perchè cresco senza una famiglia da amare ho solo bisogno di gridare! Quanto mi manca qualcuno da abbracciare…
—  Mondo Marcio (via- @pioggiadidiamanti97 )
Tema sull'adolescenza.

Quasi sempre noi adolescenti non veniamo capiti dai nostri genitori e, il più delle volte, non veniamo neanche presi in considerazione. Allora la famiglia diventa quel luogo dove non per forza va sempre tutto bene.
Gli adolescenti tendono a parlare dei loro problemi con altri adolescenti proprio perché manca questo rapporto di confidenza con la famiglia. E allora ecco che gli amici diventano la loro seconda famiglia, alla quale forse si da più importanza perché ci si sente a proprio agio, non bisogna nascondere nulla, neanche le emozioni e i sentimenti. Proprio questi ultimi vengono presi sotto gamba: i sentimenti. L’adolescenza è il periodo dei primi amori, delle cotte e delle infatuazioni. Tre situazioni che, come tematica si avvicinano fra loro e che spesso vengono confusi l’uno con l’altro.
Al giorno d’oggi è difficile parlare di veri sentimenti ed emozioni perché spesso questi non vengono neanche presi in considerazione. Il più delle volte vedi persone che stanno insieme senza che qualcosa le unisca, stanno insieme tanto per. Il mondo è pieno di single innamorati e coppie senza amore. Proprio perché oggi sembra che ci sia questa necessità di mentire, di imbrogliare gli altri e anche noi stessi.
Per i cuori teneri non c’è più scampo, ci soffrono più degli altri, ma hanno la forza di non darlo a vedere e si nascondono dietro a dei sorrisi, quei sorrisi falsi che sfuggono agli occhi delle famiglie e spesso degli amici.
Anche l’amicizia, come l’amore e gli altri valori, sta per estinguersi. L’amicizia quella vera, perché molto spesso questo nome viene usato per indicare persone che, magari potranno anche volerti bene, ma ti sfruttano nel momento del bisogno e ti gettano via quando vogliono, per poi venire a riprenderti quando gli fa comodo. A mio parere questa non è amicizia, non quella vera, ma è l'amicizia che si intende oggi. 
L'adolescenza è un'età confusa, così tanto a volte da avere la mente offuscata dai nostri problemi talmente tanto che non ci rendiamo conto di quello che succede e di quali sono le cose realmente gravi della vita.
I genitori non considerano gravi i nostri problemi perchè, anche se probabilmente gli hanno passati anche loro, crescendo hanno capito che i veri problemi sono altri come riuscire a costruire una casa, una famiglia, una vita. Una vita nella quale non vai avanti se non hai un lavoro con un buon guadagno. Per questo ai loro occhi i nostri problemi sembrano insignificanti. 
Noi, non essendo ancora adulti, non capiamo ancora, e ci lamentiamo del fatto che non siamo compresi e ascoltati. Questo porta adolescenti a problemi seri, perchè il più delle volte sono seri i problemi degli adolescenti: non ci sentiamo accettati, non presi in considerazione, esclusi, usati, presi in giro. Gli adolescenti non si sentono mai abbastanza, inferiori agli altri, a tutto. Abbiamo paura di non essere accettati per come siamo mentalmente e fisicamente. Non abbiamo autostima, arriviamo ad odiare noi stessi e a distruggerci. 
Bulimia, anoressia e autolesionismo. Problemi che affliggono tutti gli adolescenti che arrivano ad indossare un maschera per essere accettati dagli altri, che fingono di stare bene e che poi tornano a casa e si chiudono nella loro camera a piangere. Si chiudono in bagno con uno spazzolino in mano e una lametta nell'altra. Lo spazzolino o due dita in gola e vomitano, come se stessero vomitando tutti i loro problemi, come se sparissero tutto ad un tratto per un istante. Si tagliano come se avessero i problemi incollati addosso, come se col sangue sgocciolassero via anche i cattivi pensieri. Come se riuscisse ad andare tutto bene, e tutto sparisce. 
Gli adolescenti cercano conforto e oggi lo trovano solo nella musica che gli asciuga le lacrime che macchiano il cuscino. Conforto che dovrebbe essere dato dagli amici e dalla famiglia soprattutto, perchè quando si entra nel girone dei sensibili incompresi, dove tutto è buio, è difficile uscirci. Hanno bisogno di una luce che li guidi sul mondo, quel mondo migliore che tutti sognano. Quel mondo senza problemi, quel mondo pieno di vita e di rispetto. Un mondo senza suicidi per disperazione. Quel mondo facile da sognare e difficile da costruire. Quel mondo dove si riesca solo a sorridere, dove ci sia bisogno di piangere, ma dalla gioia e dalla felicità che finalmente tutto va per il verso giusto. Quel mondo che ci sarebbe soltanto se le persone fossero sincere, senza pregiudizi. Dove la famiglia sia realmente disposta ad aiutare e a comprendere che gli adolescenti hanno dei problemi che vanno risolti. Ognuno dovrebbe riuscire ad aprire il proprio cuore e la propria mente, dovrebbe legarsi ad ogni persona coi sentimenti. Dovremmo riuscire a risollevare i valori che sono affondati in un abisso di negatività. Che sono crollati come un muro non saldato abbastanza bene. 
Dovremmo migliorare ogni cosa di noi aprendoci e non vergognandoci di nulla. Dovremmo semplicemente trasformarci per cambiare l'adolescenza. Renderla migliore. Fare di essa quel periodo allegro che da grandi rimpiangeremo, riuscendo così a cancellare le parole orrore, confusione e odio dal periodo più bello della nostra vita.

Barone Cristiana 

Sono cambiata, inutile negare l’evidenza anche perché sono troppo sincera per farlo.
Sono cambiata nel peggiore dei modi, diventando la peggiore delle persone. Ricordo quant’ero ingenua prima, così pulita nei sentimenti, così pulita davanti a Dio. Ricordo la ragazza che si ammazzava per aiutare gli altri mettendo da parte se stessa, ricordo la ragazza che restava dove l’avevi lasciata, anche se per mesi non ti facevi vivo, ricordo la ragazza con le idee chiare e i valori intoccabili che non aveva mai dato un bacio e si sentiva inferiore agli altri, “bacerò solo mio marito” perché non voleva baciare chiunque. Ricordo la ragazza che faceva sempre pensierini agli amici per vederli sorridere sorpresi, e che quando partiva non comprava mai niente per sè ma solo per gli altri.
Ricordo la ragazza bruttina che nessuno voleva, nessuno desiderava, nessuno corteggiava, perché per quanto fosse una donna come poche nel mondo, il fisico contava sempre più dell’animo. Ricordo la ragazza che se ti prendeva a cuore ti amava con i fatti e non con le parole.
Poi, ricordo..
Ricordo la ragazza che ha “amato” per 6 anni un ragazzo che l’ha usata e si è fatto una famiglia senza chiedere mai scusa.
Ricordo la ragazza che aveva un’amica, non una qualunque, e l’amava come non ha mai amato nemmeno un uomo; amica che dopo tutto, DOPO TUTTO, fu in grado di voltarle le spalle e lasciarla SOLA. Ricordo anni passati a farmi male, anni interi scivolati dalle mani, ricordo depressione infantile, adolescenziale, depressione che sembra non finire più.
Quella ragazza la rivedo a distanza di anni con la forza del ricordo, triste ma speciale, triste ma mai arresa, triste ma limpida. 
E adesso..
Adesso mi faccio schifo. Non fisicamente, quello l’ho un po’ superato. Ora mi guardo allo specchio e mi trovo carina, i capelli rossi mi piacciono perché mi risaltano gli occhi, dovrei dimagrire ma per ora non me ne faccio un problema. Ora c’è una ragazza corteggiata, desiderata, e uguale alle altre. Una ragazza che ha dato il suo primo bacio per far ingelosire il ragazzo che “amava”,Ora c’è una ragazza che ha dimenticato come ci si affeziona agli amici, se vanno via amen, non fa male più.
Ora c’è una ragazza che ha perso valori, vita, obiettivi e sogni.
Ora sono il mostro di persona che mi spaventava qualche anno fa.

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Perché non sapevo come dirtelo, perché quando uno cresce da solo da bambino impara a tenersi sempre tutto dentro, i sentimenti, tutto..e poi diventa difficile esprimermi. Io non sono bravo a tirare fuori le cose. Tu sei l’unica persona a cui io sia riuscito a dire ti amo senza avere paura. In questo ultimo periodo, che è stato il più brutto di tutta la mia esistenza, ho capito che ho voglio di dirtelo ancora per più anni possibili, che ti amo e che no ti voglio perdere..e che non voglio correre questo rischio e piuttosto mi ammazzo!

Ho bisogno di servire a qualcosa,
Qualcosa che mi faccia stare bene.
Ok, non sono depresso, non lo sono,
Non ho il cuore a pezzi,
Non sto soffocando.
Lei non è morta, lei è lì.
Sta vivendo i suoi sogni, e so, so che è felice,
E questo mi rende orgoglioso di lei.
Ma… c'è quest'altro sentimento,
Che non mi fa sentire né onesto, né giusto.
Lei va avanti, giorno dopo giorno, felice, senza di me.
Ma ogni mattina, mi sveglio e c'è questo vuoto, questa sensazione, qui, che…
Forse i miei sogni non ci sono più. Forse, forse…
Avevo dei sogni, e adesso non ci sono più.
E sarò un uomo single, senza figli, senza famiglia.
Lei era la mia famiglia.
E ora lei è da qualche altra parte, ed io l'ho lasciata andare via,
Ed è bello che io l'abbia fatto, insomma, è stato meglio così, per lei.
Ma per me…
Così ho bisogno di qualcosa che mi faccia sentire bene.
—  Owen Hunt, Grey’s Anatomy.