Parlano di noi,
che abbiamo tutti contro.
Ma tu sei come me, 
so che rimarrai al mio fianco.
  

Credo che la forma peggiore di addio sia quella non detta, quando l'altro ha già deciso mentre tu sei sempre lì, che aspetti.
lo sai, che anche se non scrivo più di te,
non vuol dire che non ti penso,
lo sai che se anche non riempio più pagine e pagine di diario per scrivere quanto mi manchi, e quanto bisogno ho di te, non vuol dire che non mi manchi anche adesso e che non ho bisogno della tua mano, ora più che mai
lo sai che succede che a volte non ci penso più, sai che a volte quasi credo che potrei dimenticarti, e mi sento quasi felice, ma sono pochi secondi, perché poi immediatamente mi rabbuio e sento quel bruciore che sale dallo stomaco e mi invade dappertutto, quel senso di nausea terribile che non hai mai provato tu nel pensare a me
e allora mi rendo conto che non posso, che anche se a volte penso che vada tutto bene, non è così
ma tu che ne sai che ogni sera vado a letto e resto le ore a fissare il buio sopra di me, sperando in te, pregandoti da così lontano, anche se non puoi sentirmi, solo per combattere le lacrime che poi arrivano, sempre
ma tu in effetti che ne sai
di tutte le volte che parte una canzone e ogni singola parola mi riporta da te, anche se non voglio, anche se non dovrei, anche se in quel momento non ti sto pensando e sto quasi bene, sto quasi vivendo la mia vita come dovrei, eppure mi vieni addosso come un treno, all'improvviso, così dal nulla spunti tu
tu che non sai,
che non saprai mai
tu che non sai quanto bisogno ho di un tuo abbraccio, uno, uno solo, uno soltanto, uno vero, sincero, che mi ricomponga almeno a metà, almeno per qualche secondo,
ti giuro che non lo sai, tu non sai niente, eppure darei la mia intera esistenza, perché tu sapessi
perché tu sapessi quanta forza mi hai regalato, e quanto sorrisi anche quando non c'era motivo per sorridere, non sai quante volte ho avuto giornate terribili, buie, in cui avrei voluto solo sparire, avrei voluto solo non esistere, avrei voluto solo strapparmi la carne di dosso e andarmene, nascondermi, evitare la vita in ogni modo possibile pur di non dover più incontrare gente, perché avevo paura, perché ero spaventata e provavo vergogna di chi ero e chi sono, e poi tu eri lí
lo sai qual è sempre stata la differenza? che tu eri sempre lì, che io lo volessi o no, eri nella mia mente, nel mio cuore, in ogni parte di me
eri ovunque e in nessun luogo, come ho sempre detto, non importa dove sei e dove sarai, perché ti porterò sempre irrimediabilmente con me, e so che in fondo lo capirai
in questi momenti tu c'eri a ricordarmi che valevo qualcosa, per te, e soprattutto per me
non sai quante volte ho stretto i denti e ho pensato che non potevo tirarmi indietro perché tu non lo avresti voluto
e può essere stupido e infantile, ma è per te che ho provato a non vergognarmi più, a mostrarmi così come sono, nuda, senza maschere perché tu, forse, saresti potuto essere orgoglioso di me
ti dico solo grazie
grazie, perché non ci sono parole per dirti quanto ti amo.
Non è che perché non ti scrivo allora non mi manchi.
Tu mi manchi, mi manchi da impazzire, e a volte ti scrivo anche uno dei miei messaggi lunghi, poi però mi incazzo un'altra volta perché che cavolo, io ci avevo messo il cuore.
E niente, sappi che adesso, proprio ora che non mi stai pensando, mi manchi, e se non ti scrivo non vuol dire che non ti cerco, incessantemente, quasi ogni sera prima di andare a dormire.
Quasi, a volte a ciclo unico dalla mattina.
Ti cerco nei particolari ed aspetto un segno che non arriva mai.
—  About a moonlight