sei un bambino

Sei il bacio sul naso che addolcisce la giornata. Sei l'odore del cornetto alle sei del mattino. Sei quei secondi prima del bacio. Sei l'odore delle pagine di un libro. Sei il vento che ti accarezza il viso e ti sposta i capelli. Sei adrenalina pura. Sei la giornata di primavera a gennaio. Sei gli occhi lucidi, la pioggia d'estate, il rumore del mare. Sei le mani alzate ad un concerto. Sei la follia, l'onda del mare un po’ più alta, la risata di un bambino. Sei il luccichio negli occhi, sei quel particolare che rallegra un noioso pomeriggio di domenica.
Sei tutto.
Tu sei tutto.
Tutto.
—  ibattitidelcuore
Bambino: Sei un angelo?
Ragazza: Cosa?
Bambino: Mia mamma ha detto che chi ha dei segni sui polsi sono angeli.
Ragazza: Non sono un angelo!
Bambino: Certo che lo sei! Mia mamma ha detto che solo gli angeli fanno male a se stessi, perché non gli piace la vita sulla terra. Questo mondo li distrugge e quindi cercano di ritornare a casa, in cielo. Loro sono troppo sensibili al dolore degli altri e al proprio.
Ragazza: Tua mamma è molto saggia.
Bambino: Grazie. Anche lei è un angelo, ma è già tornata a casa.
—  ilragazzoluna 
È che io sto andando avanti, capisci? Mi hai frantumato il cuore in mille pezzi, sono stata malissimo, avrei preferito morire. Mi sentivo vuota, persa, come se io senza di te non potessi esistere; ho perso ogni briciolo di dignità implorandoti di restare, piangendo a dirotto, e poi sentendoti dare la solita, brutta, apatica risposta. Ho aspettato, sperando che prima o poi tu cambiassi idea, sperando che scegliessi me, che tornassi da me e che ricominciassimo insieme, più forti che mai.
Però… dopo tanto tempo, tanti pianti e tanti brutti pensieri, ho aperto gli occhi. Perché una persona che mi tratta in questo modo, una persona che mi usa e poi mi getta via, per poi ritornare dopo tempo e spezzarmi il cuore di nuovo, non mi merita. Sei un bambino, lo sai questo? Immaturo, infantile. Davvero tanto.
Ma la vita va avanti! Non si muore; semplicemente, il dolore apre gli occhi. Ora sono un po’ più fredda, razionale e sospettosa di prima. Faccio più fatica a fidarmi della gente…
Quindi grazie, ‘amore mio’, per avermi insegnato come sono fatte davvero le persone.
—  Solo il dolore ti cambia dentro.

Il nostro era un rapporto che faceva male -solo a me- che mi costringeva a sentire la tua costante e volontaria assenza.
Io piangevo mentre tu ti divertivi con chissà chi, e mi addossavo la colpa del tuo menefreghismo.
Oggi ho capito (e spero una volta per tutte) che io non ti merito.. si, perché merito di meglio.
Merito un uomo che mi stringa nelle giornate stanche e tristi.
Merito un uomo che voglia ascoltarmi e capirmi.
Merito un uomo che esca pazzo solo per me, e non permetta a nessuno di farmi del male.
Merito un uomo che mi chieda un abbraccio, e non una palpatina.
Merito un UOMO, e tu, eri solo un bambino.
Merito tanto.
Io, dopo tutto questo dolore, merito tanto.

— F. Maneli
Risse ideologiche tra scienziati

Dopo aver osservato a lungo quei crani inscatolati nel vetro, Crookes esclama trionfante “ah, il potere della coscienza creatrice della materia!” Jones, visibilmente irritato da quelle parole, si avvicina al collega, e con un'alzata di sopracciglio gli sussurra “zio, non vorrei distruggere le tue speranze, ma la coscienza è un prodotto del cervello…” Crookes gli sorride “se tu non avessi una coscienza, non saresti in grado di descrivere quella massa amorfa che è il tuo cervello di bionda”

“come osi darmi della bionda???”

“beh, ho condotto un esperimento in laboratorio su due campioni di ragazze, da un lato il gruppo delle bionde e dall'altro il gruppo delle more, le statistiche confermano che nove bionde su dieci credono che la coscienza sia un prodotto del cervello”

“e alla fine?”

“e alla fine tu sei una bionda”

“no, dicevo, alla fine quale delle venti ti sei scopato?”

“quella che aveva meno tratti somatici in comune con i tuoi”

Jones si irrigidisce. Rimugina sull'ultima frase e, in preda alla rabbia, decide di estrarre l'arma dalla tasca sinistra della giacca.

“la vedi questa banana?”

“sì”

“tu sei fatto degli stessi atomi di questa banana”

Crookes si agita. L'ultima volta che qualcuno l'aveva paragonato a una banana era corso in lacrime dai suoi genitori pregandoli di cambiargli scuola. Ma adesso lui era uno scienziato. Cazzo Crookes, adesso sei uno scienziato, non un bambino frignone.  

“oh, le mie congratulazioni dottor Jones! sette bionde su dieci possedevano banane sempre a portata di mano, ti andrebbe di essere l'undicesima bionda del campione sperimentale?”

La rabbia di Jones si intensifica sempre di più.

“che c'è? stai deviando il discorso perché non accetti di essere una lurida banana?”

“come potrei essere una banana se soffro di ipokaliemia?”

“al diavolo il potassio! quando il tuo cervello morirà, il tuo corpo diventerà materia inerte esattamente come questa banana, solo che tu puzzerai di più, e sarai più inutile di una buccia di banana che, quanto meno, è utile da mettere sotto i piedi degli spiritualisti per scivoloni in grande stile”

Crookes adesso sei uno scienziato, non un bambino frignone, ti prego trattieni le lacrime, concentrati ok? ripeti insieme a me, io non sono una banana, io non sono una banana, io non sono una

“IO NON SONO UNA BANANA, IO HO LA COSCIENZA DI ESISTERE”

“che è prodotta dagli stessi atomi della banana”

“no, fottuto scientista ritardato, è la mia coscienza di esistere, eterna, che decide come disporre gli atomi della banana e del mio cervello, gli atomi non si dispongono da soli”

“infatti è il caso che li dispone”

“il caso non esiste”

“invece sì”

“quello che tu chiami caso, è coscienza universale”

La discussione li infervora: caso contro coscienza universale. Dal laboratorio contiguo si cominciano a udire urla strazianti, qualche goccia di sangue schizza nel corridoio. Il profumo inebriante di criminali nuovi penetra nelle narici di Lombroso, che in preda alla massima esaltazione, con tre capriole, una piroette e un salto in lungo, ne approfitta per sbirciare nell'altra sala. Dio solo sa a quale macabro spettacolo si trovò ad assistere, spalancando quella porta…

“Piero Angela, scelgo te!” strilla Jones in preda al delirio. E dalla sfera pokè esce l'ologramma di Angela, in dimensioni piuttosto rimpicciolite, che esordisce con un “allora, oggi quale boccalone dobbiamo riportare sul pianeta terra?”

“ah, questa è buona! un ologramma dimmerda che vuole riportare me sul pianeta terra!” ribatte Crookes, offeso.

“Jones, vai con la musica!” ordina Piero Angela.

Jones obbedisce al maestro, e parte Air di Johann Sebastian Bach.

“fratelli” dichiara in tono solenne l'Angela “siamo qui riuniti oggi per celebrare la messa dell'ottantesimo festival delle affermazioni contro il paranormale, noi del cicap lavoriamo per voi, con voi, su di voi, sotto di voi, e affianco a voi, e ricordate sempre il nostro slogan: ci piacerebbe da morire essere immortali!”

Jones socchiude gli occhi in segno di profondissimo assenso e si lascia andare in un devoto applauso.

“Jones, piantala di applaudire e posiziona i riflettori su di me” ordina Piero Angela.

“s-sìssignore!”

“allora, dolce Crookes, quale argomento vogliamo affron*tosse* negare oggi?”

“mi parli delle scie chimiche, signor Angela”

“ebbene, partiamo dal presupposto che le scie chimiche non esistono perché non possono essere riprodotte in laboratorio in condizioni di controllo, ebbene, fatto questo, spieghiamo cosa sono realmente le scie chimiche, ebbene, le cosiddette scie chimiche, definite così dai teorici del complotto boccaloni, non sono altro che condensazioni di monossido di carbonio prodotte dalla biosfera degli aerei dopo aver consumato un pasto a base di cipolle, dunque le scie chimiche sarebbero nient'altro che il cosiddetto alito pesante che emerge dalla bocca degli aerei, ebbene, come vedi, niente di paranormale”

“sì, d'accordo, ma i cerchi nel grano?”

“ebbene, partiamo dal presupposto che i cerchi nel grano non esistono perché non possono essere riprodotti in laboratorio in condizioni di controllo, ebbene, fatto questo, spieghiamo cosa sono realmente i cerchi nel grano, ebbene, i cerchi nel grano non sono altro che i giochi all'aperto di architetti annoiati, come saprai gli architetti sono in grado di disegnare cerchi perfetti, e cosa fa un architetto annoiato nel grano? disegna enormi cerchi perfetti, con l'ausilio di enormi compassi, costruiti a loro volta da enormi ingegneri, ebbene, come vedi, niente di paranormale”

Crookes era sempre più sconcertato. Avrebbe solo voluto piangere, fino a consumare le lacrime.

“non fa una piega, dottor Angela… ma l'ectoplasma? sa, io ho assistito personalmente alle sedute medianiche della Palladino, e le ho visto cacciare liquido ectoplasmatico da ogni orifizio del corpo…”

“ebbene, siamo riusciti a riprodurre l'ectoplasma in laboratorio, dunque l'ectoplasma esiste, ma proprio perché riproducibile in laboratorio non è niente di paranormale, bensì si tratta di una sostanza naturale, perché riproducibile in laboratorio”

“l'ha già detto”

“ebbene, l'ectoplasma è formato da residui di di lardo animale uniti alla stoffa utilizzata per il velo da sposa, che il medium ingerisce prima della seduta medianica e poi vomita sotto gli occhi degli astanti, perché i medium sono soggetti bulimici che debbono vedere un bravo psicologo che sicuramente noi del cicap potremmo recuperare, ebbene, come vedi, si tratta di malattie mentali, niente di paranormale”

“sicuro, ma adesso mi parli degli avvistamenti alieni di massa…”

“ebbene, gli avvistamenti alieni di massa sono i prodotti di una psicosi collettiva”

“e quale sarebbe, dottor Angela, la cura di una psicosi collettiva? una… terapia di gruppo?”

“I COMBLOTTI NON ESISTONO!!!”

“e chi ha parlato di complotti?!”

“sì, scusa, deformazione professionale, comunque dicevamo, no, la psicosi collettiva non si cura con la terapia di gruppo”

“quindi esiste uno specialista che tratta le psicosi collettive?”

“no, mio caro Crookes, ma sicuramente noi del cicap potremmo riprodurlo in laboratorio in condizioni di controllo”

Crookes era sempre più scosso, in quel momento tutte le sue certezze stavano andando a puttane per colpa di uno stupido ologramma. Crookes non poteva accettarlo. Crookes non era una banana.

“allora, signori, dacché voi siete convinti che la coscienza non sopravviva alla morte del corpo fisico, propongo di trivellarci a vicenda il cranio a colpi di barometro, per constatare insieme quanto inutile sia stata questa esistenza”

Improvvisamente, l'ologramma di Piero Angela si dissolve in un flebile ciaone. Jones dà qualche colpetto alla sfera pokè, invocando a voce alta il suo maestro, ma niente. Jones era solo. E stava per morire.

“m-ma senti, Crookes” biascica Jones con voce tremante “non preferiresti un'altra statistica sulle bionde?”

“oh, no! le mie altre statistiche le farò nell'aldilà, nell'aldilà persino le bionde sono intelligenti”

“e… se mangiassimo insieme questa banana?”

Crookes si sente, ancora una volta, perculato. Guarda il nemico dritto nelle pupille, afferra con tenacia il suo barometro e…

“NOOOOOOOOOOOO FERMATIIIIIIIIIIIIIIIIII HAI RAGIONE TU LA COSCIENZA E’ CREATRICE, IL CERVELLO E’ UN PRODOTTO DELLA COSCIENZA, IL CASO NON ESISTE!”

“hai dimenticato la cosa fondamentale, e cioè che io non sono una banana!!!!!”

“tu non sei una banana!!!!”

“più forte”

“TU NON SEI UNA BANANA”

Come disse il buon vecchio Hegel nella dialettica del servo-padrone, a dominare è colui che non teme la morte.

“e anche oggi i criminali si acciuffano domani, fanculo” conclude Lombroso.

Le persone ti dicono “sei un bambino” usandola come offesa.. io penso che queste parole dovrebbero essere prese come un complimento, perché i bambini sono speciali, hanno un cuore grande, ogni sorriso è sincero, non indossano continuamente maschere, e ti capiscono solo guardandoti negli occhi.. basta usare questa frase per offendere, i bambini sono creature più speciali di mille adulti.
Bravo, complimenti…continua a comportarti così, continua a trattare le persone come oggetti…ma quando sarai triste, quando ti sentirai solo, quando avrai bisogno di qualcuno con cui parlare, non cercarmi, non scrivermi, non venire da me…perché io non ci sarò più.
Love, Rosie

It’s funny because when you’re a child, you believe you can be anything you want to be, go wherever you want to go. There’s no limit to what you can dream. You expect the unexpected, you believe in magic, in fairy tales, and in possibilities. Then you grow older and that innocence is shattered and somewhere along the way the reality of life gets in the way and you’re hit by the realization that you can’t be all you wanted to be, you just might have to settle for a little bit less.

Or perhaps a variation of what you once wanted.

Why do we stop believing in ourselves? Why do we let facts and figures and anything but dreams rule our lives?


~ • ~


È buffo perché quando sei un bambino credi di poter essere qualunque cosa tu voglia, andare dove vuoi andare. Non c'è un limite a quello che puoi sognare.
Ti aspetti l'inaspettato, credi nella magia, nelle favole, nelle mille possibilità.

E poi cresci: quell'innocenza è gettata via e da qualche parte lungo la strada la realtà della vita interferisce. Ti colpisce la consapevolezza che non puoi essere tutto quello che volevi essere, ti devi accontentare di qualcosa in meno.
O forse in una variazione di ciò che prima volevi.

Perché smettiamo di credere in noi stessi? Perché lasciamo che i fatti e le dimostrazioni e qualunque altra cosa a parte i nostri sogni decidano della nostra vita?

Tu meriti di meglio.
Sai cosa meriti? Meriti di essere felice una cazzo di volta nella vita, di essere felice davvero non quel … “Eh si sto bene”.
Perché a me non mi freghi, e a lei nemmeno.
Forse per questo non te ne fai una ragione.
Non ci freghi.
Con quel “io sono uno stronzo, ti farò soffrire”
Eh no caro, tu non sei stronzo! Sei solo un bambino spaventato.
Sei solo un ragazzo che non crede di meritare di più.
Che non crede in se stesso abbastanza per prendere delle responsabilità.
Mio dio, ma tu, tu che non avresti paura di affrontare una gang da solo in una strada buia … Tu sei la persona più paurosa che conosco!
Hai paura di amare e essere amato.
Ed è grave sai?
Perché l'amore è uno credimi, e anche tu lo sai, perché il tuo orgoglio per una volta non ha vinto e sei tornato.
E lo sai anche tu che vuol dire tanto.
L'amore è uno ma non aspetta in eterno, e si sarà una frase un po’ del cazzo, ma credimi che certi treni, eh non dico che passino una sola volta … Ma a te è già passato 3 volte … Vuoi davvero giocare alla roulette russa?
Eh no.
Questa volta no.
Non puoi pensare che avrai un'altra possibilità.
Guarda alla tua vita. Dirò una parola per te orribile “al tuo futuro” e dimmi se è questo che vuoi: tra 20 anni essere ancora seduto a un bancone a ubriacarti e fumare, solo, magari con una compagna che tradisci perché davvero non ami, e con due figli a casa che non vedi mai.
Dimmi, è questo quello che vuoi?
Non so se quella che hai ora è una possibilità che durerà sempre.
Ma ti giuro che ti darebbe un futuro diverso.
Perché per la prima volta dimostreresti di non essere uno stronzo, ma non a noi, a te stesso.
E credimi allora sarebbe li, a due passi, la felicità
—  portolealidiunangelo

Guardandoti ho capito che tutti si sono fermati all'apparenza, a quel muro e a quella corazza da duro.
Si sono fermati tutti a giudicare, a non comprenderti a dirti che tu non sia vero.
Han detto che sei falso, che sei troppo arrogante e presuntuoso, ma nessuno è andato oltre.
Nessuno ha rotto quel muro fatto di silenzi e sfacciataggine, fatto di sofferenza e dolori nascosti e tenuti dentro.
Nessuno ha voluto comprenderti davvero e chiedersi in realtà cosa nascondevi, chi sei veramente, e perché ti difendi.
Ed è vero che una corazza a lungo andare non porta a nulla, è vero che può comunque sempre difenderti, ma alla fine quando fai i conti con te stesso sei fragile come un bambino.
Basta guardarti un po’ più attentamente negli occhi e lasciare i pregiudizi da parte per capirti, e per cogliere quella dolcezza che riservi solo a pochi.
Io l'ho fatto e credo che le persone così siano le migliori.

Cenedobbiamoandareviatutti

Ma quando sei un bambino non lo sai mica. Non lo sai quanto sono complicati gli adulti, quanti inutili problemi si pongono a volte, quanto spesso sono dure le loro giornate ogni giorno di più. Quanto sei bambino non lo sai mica che sapore amaro ha la vita certe volte, quanto è spietato questo mondo. Non lo sai. Hai solo l'innocenza disegnata sul volto e una gran voglia di crescere. E quando sei diventato grande capisci che forse, ma forse, era meglio dare ascolto a Peter Pan.
—  Theglassgirlies
Mi vuoi colpire? Avanti, colpisci, tanto non puoi cambiarmi. I pugni non cancelleranno nè la mia omosessualità nè la tua ignoranza. Sei solo un bambino terrorizzato che non sa quanto è speciale essere se stessi.
—  Glee, Kurt Hummel, 2x06.

Bambino: Tu sei un angelo?
Ragazza: Cosa?
Bambino: Mia mamma ha detto che chi ha dei tagli sui polsi è un angelo
Ragazza: Non sono un angelo!
Bambino: Certo che lo sei! Mamma ha detto che solo gli angeli fanno male a se stessi perchè non gli piace la vita sulla terra. Questo mondo li distrugge e quindi cercano di ritornare a casa, in cielo. Loro sono troppo sensibili
Ragazza: Sai tua mamma è molto saggia
Bambino: Grazie. Anche lei è un angelo ma è già tornata a casa