seconda pelle

 Ci siamo guardati a lungo e forse si fa l’amore anche così, con gli occhi negli occhi, i pensieri nei pensieri.
Tutto ciò che ricordo era questo infinito, pazzesco, irrefrenabile desiderio di starle addosso e non per sesso. Per annusarla, per sprofondare nel suo odore, per fissarmelo come una seconda pelle.
—  All’inizio le dissi: – Tu sei la mia scommessa d’amore; Massimo Bisotti

Ci siamo guardati a lungo e forse
si fa l'amore anche così,
con gli occhi negli occhi,
i pensieri nei pensieri.
Tutto ciò che ricordo era questo infinito, pazzesco, irrefrenabile desiderio di starle addosso e non per sesso.
Per annusarla, per sprofondare nel suo odore,
per fissarmelo come una seconda pelle.
—  M. Bisotti.
Mi sembrava di guardarla come lei non era riuscita a vedersi mai. Mi sembrava potesse pensarsi ancora più bella di quel che sapeva di essere in quell’istante, attraverso il mio sguardo. E se lei avesse potuto guardarsi coi miei occhi si sarebbe innamorata del mio desiderio, perché era dentro quel desiderio, fermo così, come d’incanto, che avevo capito di provare ancor più di ciò che credevo. Ci siamo guardati a lungo e forse si fa l’amore anche così, con gli occhi negli occhi, i pensieri nei pensieri. Tutto ciò che ricordo era questo infinito, pazzesco, irrefrenabile desiderio di starle addosso e non per sesso. Per annusarla, per sprofondare nel suo odore, per fissarmelo come una seconda pelle.
—  Massimo Bisotti
Te lo senti. Le cose le senti. In una zona non definita. Tra la prima e la seconda pelle. La senti che ti sussurra alle orecchie. Che ti tira per la giacca. Che ti consiglia sempre nel modo giusto. Fidati. Non esiste amica più sincera della sensazione.
—  Labellezzadellepiccolecose - (via labellezzadellepiccolecose.)
La timidezza è una condizione strana dell'anima, una categoria, una dimensione che si apre alla solitudine. È anche una sofferenza inseparabile, come se si avessero due epidermidi, e la seconda pelle interiore s'irritasse e contraesse di fronte alla vita. Fra le compagini umane, questa qualità o questo difetto fa parte di un insieme che costituisce nel tempo l'immortalità dell'essere.
—  Pablo Neruda, Confesso che ho vissuto
Si prova questo a sentire nuovamente e finalmente qualcosa dopo tanto tempo. Se l’abbiamo persa o vinta alla fine io non lo saprò mai. Eppure il tempo è un assassino. A volte ci dispiace persino accorgerci che è la vita stessa a permetterci di dimenticare, di sopravvivere ai dolori, a metterci davanti l’estrema consapevolezza che prima o poi tutto passa, che tutto finisce esattamente come noi. Tutto o quasi, direi. Perché sa anche regalarci quei pochissimi attimi che non se ne vanno, restano ricordi indelebili. Sono quelli così diversi dal resto, quelli che, anche se non ti volti indietro a guardarli, tornano a specchiarsi dentro di te, ogni tanto. Insomma quei pochi attimi che non riesci a strappare e buttare, piccole ombre che ti seguono, di cui non ti liberi. Certi attimi valgono anni d’attesa. Di lei mi ricorderò sempre un momento di quelli che a descriverli con le parole non ci riesci mai fino in fondo: ci siamo guardati a lungo e forse si fa l’amore anche così, con gli occhi negli occhi, i pensieri nei pensieri. Tutto ciò che ricordo era questo infinito, pazzesco, irrefrenabile desiderio di starle addosso e non per sesso. Per annusarla, per sprofondare nel suo odore, per fissarmelo come una seconda pelle … Poi la vita spesso divide, sottrae, liquida precocemente eppure chissà, forse questa è una piccola illusione a cui noi umani non smetteremo mai di credere. Voglio credere che ovunque saremo e in qualsiasi modo andranno le nostre vite, ogni tanto, in un piccolissimo angolino del cuore, quella sensazione tornerà a scaldarci dal freddo. Lei sorriderà e io lo avvertirò, perché il suo sorriso toglieva il fiato agli alberi. In quel piccolissimo angolino del cuore non entrerà mai nessun altro, lo abiteremo solo noi. Io mi ci rifugerò, quando avrò bisogno di assaporare ancora la pace, l’aria di quella notte, un respiro ultraterreno. Lei mi ripenserà, quando la vita l’avrà consumata, succhiata, vissuta fino al midollo. Ma non avrà mai nessun rimpianto e nemmeno io. Perché continueremo ad abitarci ogni tanto e nel ricordo dei nostri passi sulle foglie dei viali autunnali, quelle che calpestate per amore trasformano in suono il rumore, la ritroverò sempre un po’…
—  Massimo Bisotti

Te lo senti. Le cose le senti.
In una zona non definita.
Tra la prima e la seconda pelle.
La senti che ti sussurra alle orecchie.
Che ti tira per la giacca.
Che ti consiglia sempre nel modo giusto.
Fidati.
Non esiste amica più sincera della sensazione.

Paola Felice 

Te lo senti.
Le cose le senti.
In una zona non definita.
Tra la prima e la seconda pelle.
La senti che ti sussurra alle orecchie.
Che ti tira per la giacca.
Che ti consiglia sempre nel modo giusto. Fidati.
Non esiste amica più sincera della sensazione.
—  Paola Felice
Mi sembrava di guardarla come lei non era riuscita a vedersi mai.
Mi sembrava potesse pensarsi ancora più bella di quel che sapeva di essere in quell'istante, attraverso il mio sguardo. E se lei avesse potuto guardarsi coi miei occhi si sarebbe innamorata del mio desiderio, perché dentro quel desiderio, fermo così, come d'incanto, che avevo capito di provare ancor più di ciò che credevo.
Ci siamo guardati a lungo e forse si fa l'amore anche così, con gli occhi negli occhi, i pensieri nei pensieri. Tutto ciò che ricordo era questo infinito, pazzesco, irrefrenabile desiderio di starle addosso e non per sesso. Per annusarla, per sprofondare nel suo odore, per fissarmelo come una seconda pelle.
—  Massimo Bisotti
La gente pensa che sia facile
essere me
eppure non sa
quanto darei
per vivere
almeno un giorno
da persona normale.
Camminare con un sorriso,
godersi il sole,
il mare,
l'amore.
La gente non sa
cosa significhi
dover essere sempre perfetta,
essere qualcuno
a cui gli errori
non verranno mai perdonati.
Vivere nove mesi all'anno
prendendo schiaffi da tutto
e da tutti,
avere tutto calcolato,
sempre,
come se la vita
si vivesse solo per programmi.
Avere il futuro scandito
da quando si è nati.
Aprire gli occhi
e pensare:
“Eccoci qui, un altro giorno all'inferno”,
posare i piedi a terra
su un pavimento freddo
e sentirsi gelidi,
sorridere
per evitare domande.
La gente non sa
cosa significhi
rappresentare la perfezione,
non sentirsi mai all'altezza,
e doverlo essere
sempre
e comunque.
Guardare gli occhi d'una madre
e vedere il vuoto.
Specchiarsi,
sentirsi un difetto,
uscire là fuori
e dare spettacolo,
lo spettacolo più triste che esista,
per me.
La gente crede sia semplice,
avere tutto,
ottenere tutto con facilità.
Scambierei mille volte la mia perfezione
per una serata in più,
per una cazzata in più,
per un cuore più leggero.
Che vivere così fa male,
si diventa freddi.
Sapere ogni passo falso,
predire ogni mossa,
leggere ogni sguardo,
è una condanna:
poter salvare tutti
e creare solo dolore.
La gente è libera,
può scegliere,
può fantasticare,
ed in fondo,
verrebbe perdonata.
La gente può sognare,
essere,
diventare,
ciò che più desidera.
Che avere le carte in tavola a quindici anni
può sembrare una salvezza
quando è soltanto una gabbia.
Essere freddi
è sempre stato l'unico modo
per sopravvivere a tutto questo.
Un cuore di vetro si frantuma,
uno in cemento
non lo sfiori nemmeno.
“Un pezzo di ferro”,
questo desiderai
e questo sono.
Sembrava l'unica soluzione,
ed ora è una maledizione.
Ritrovarsi a pezzi,
scoppiare in lacrime,
essere debole,
mai mi è stato concesso,
mai lo sarà.
“Ciò che mi spaventa è la tua fragilità emotiva”,
contenta mamma?
Ora hai un pezzo d'acciaio,
impenetrabile.
La corazza
è diventata una seconda pelle,
la maschera non è mai caduta,
il viso s'è deformato.
Per quanto possa tentare,
io sono questo,
e questo
mi spaventa,
la mia forza distruttiva,
la mia anima corrosiva.
Il dolore,
la tragedia,
mi attraggono come mai nulla ha fatto prima,
e l'unico modo che ho
per incontrarli
è negli occhi degli altri,
che i miei ormai
son spenti,
e guardami,
lo sono anch'io.
—  mailmiocuoredipietratremaancora.tumblr
A questo punto penso che ti amerò per sempre. Nonostante la distanza che ci divide, nonostante le nostre incomprensioni, nonostante tutto. Mi sei entrato nelle ossa, fin dentro al midollo, incastrato nel mio cuore. Resterai per sempre parte di me, come una seconda pelle, come un tatuaggio, come una poesia, perché sei la parte più bella di me.
Penso che ti amerò per sempre, più un giorno
—  Chiara T. (via in-punta-di-piedi-tra-le-stelle)