scuderi*

At the start of last season, the Penguins watched a clip from the movie Semi-Pro in the locker room. In the movie, a washed up basketball player ends up boxing a bear as part of the post-game entertainment. Before he gets in the ring with the the Bear, the animal trainer tells him that if he’s in any real danger, just yell out “Spumoni.” That’s his safe word.

“Flash forward to a game a few weeks later. I get caught out on a long shift with Rob Scuderi, and we are getting peppered. We just couldn’t get the puck out of our end or even get a whistle, and Marc-Andre Fleury is standing on his head making save after save. Flower is hooting and hollering after every shot like he usually does. And I mean we just can’t get the puck out. We’re so gassed. Finally, another shot comes in from the point and Scuderi yells out, “Spumoni! Spumoni!”

“I’m in the corner just dying. We eventually get a whistle and I’m practically doubled over laughing, trying to hide it as I’m skating to the bench. If Scuds would’ve finished the scene with, “If you have a small child, use it as a shield!” they probably would’ve had to stretcher me off the ice.”

- Thank You Pittsburgh - By Paul Martin

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Frida Kahlo ( waferspiegacose on tour )

Beliebers e Directioners di tutto il mondo, arrendetevi al precursore di tutti i vostri appellativi: gli alunni di Frida erano fierissimi di farsi chiamare Los Fridos e lei voleva loro un gran bene - presentandosi alle manifestazioni e alle mostre anche in sedia a rotelle pur di salutarli ( mica come Justin che sputa dal balcone alle fan ciccione ). In realtà tutti le volevano un gran bene: Frida era un fenomeno se non mondiale quantomeno internazionale, che uscì dai confini della sua Casa Blu a Cayoacàn ( villaggio di Città del Messico ) - oggi museo, e arrivò a New York ed oltre, per il suo carattere deciso, la sua capacità di provocazione ( a casa del simpatico capitalista Henry Ford - sì, QUELLA FORD - antisemita per antonomasia, durante una cena approfittò di un momento di silenzio per chiedergli innocentemente se fosse ebreo, imbarazzando tutti i commensali ), la sua partecipazione a cause politiche ( ospitò il buon Trotsky  in fuga dalla Russia a casa dei suoi - e diciamo che con lui fece spuntare delle corna piuttosto ramificate sulla testa del marito Diego Rivera ). Tra l'altro Trotsky fu soltanto il primo di una lunga serie di amanti, uomini e donne con i quali la cara vecchia Frida si intrattenne, ricambiando il favore delle cornadicervo che il due volte marito Diego le aveva appioppato in testa, tradendola persino con sua sorella ( ma dico io, si può? ). Insomma, avessero avuto Feisbuc la loro sarebbe senz'altro stata una relazione aperta. 

Però non è un mistero che la relazione con Diego ( che - parliamone - era brutto come la fame, più grande di lei di oltre vent'anni e pure grasso, superando i 130 kg ) segnò tutta la vita di Frida, nel bene e nel male, e lei non si risparmiò nulla per conquistarlo e riconquistarlo, perdonandogli tutte le scappatelle. Lo conobbe quando ancora andava a scuola: lei adorabile studentessa aspirante medico, lui artista ciccione venuto lì a dipingere un murales. Benché tutti la prendessero in giro, lei era cotta persa per lui - « E allora? che mi importa se è obeso e puzzolente. È così gentile, tenero, saggio e dolce. Gli farò il bagno e lo laverò ». Così diceva. E di lì a poco i suoi sogni si sarebbero avverati, godendo particolarmente di questo onore da sposa di adempiere al rituale del lavaggio dell'omone, immergendolo nella vasca con anatroccoli di gomma ( Io vi giuro che ‘ste storie vorrei inventarmele, ma le fonti non mentono! ). I genitori di lei furono ben contenti di vederla accasata con un uomo che avrebbe potuto provvedere alle spese mediche di cui Frida avrebbe avuto bisogno per tutta la vita - a diciassette anni l'autobus che la conduceva a scuola fu coinvolto in un terribile incidente e mentre alcuni dei passeggeri morirono, lei rimase gravemente ferita: vertebre rotte, costole ko, tutta spiaccicata e ammaccata ed in più una spranga di ferro la trapassò dal fianco alla vagina, tanto che più volte disse che l'incidente le aveva tolto la verginità. 

Nonostante quindi i suoi ovuli fossero sani, non poteva avere figli - desiderio che la ossessionò dai primi anni di matrimonio, restando incinta addirittura quattro volte - e costretta altrettante ad abortire.  Va da sé che non se la passasse alla grande, la povera Frida. Tra le terapie dolorose alle quali si doveva prestare, il marito fedifrago, la mancanza di figlioli; compensò il suo dolore riempiendosi la casa di bestioline varie - scimmiette, pappagalli, cagnolini - e collezionando bambole e dipingendo. La sua era una formazione antiaccademica; semplicemente da quando fu costretta a letto dall'incidente iniziò a riversare su carta le sue sensazioni, come una sorta di catarsi - e da lì continuò a dipingere la sua realtà. Realtà fatta di una mescolanza perfetta tra tutte le correnti artistiche che circolavano al secolo - dal surrealismo al realismo magico, simbolismo e cultura messicana, recuperando dal dimenticatoio la cultura precolombiana da sempre snobbata al di fuori del circuito locale per elevarla a ruolo d'arte ufficiale, così come fece anche Rivera che tra le cose fece costruire una sorta di tempio in stile azteco dove raccogliere la sua collezione di arte precolombiana, dotato di camera ardente per farcisi seppellire dentro con la sua bella. 

Il quadro che vi propongo è presente alla mostra allestita alle Scuderie del Quirinale a Roma - che purtroppo non mi paga neanche in buoni omaggio del bookshop per fare pubblicità e si intitola L'abbraccio amorevole dell'Universo, la Terra ( il Messico ), Diego, io e il signor Xolotl - capolavoro del 1949 e dipinto per tentare di riconquistarsi le grazie del cicciopanzone del suo ( momentaneamente ) ex marito. 

Rappresenta perfettamente l'essenza di Frida - il suo forte attaccamento alla credenza messicana, caratterizzata dall'unione di opposti che si fondono, si abbracciano insieme a creare finalmente un rinnovato equilibrio. Buio e luce, sole e luna, vita e morte ( Xolotl è la divinità azteca dei lampi spesso rappresentata come un cane, che aiutava i morti nel loro viaggio dopo aver spirato l'ultimo respiro ) uomo e donna, tutto che riflette l'unione tra due opposti - e quindi anche motivo biografico della relazione tra lei e Diego - caratterizzata da una insanabile opposizione e quindi perfettamente integrabile entro questo circuito spirituale ( eh, 'e scuse! ); tutto qui vuole essere riconciliato entro una unione superiore; il cosmo - caratterizzato da buio e luce abbraccia la madre Terra ( il Messico, altro evidente richiamo alla patria amata ) che a sua volta tiene in braccio Frida che, sospesa nell'aria, sostiene Diego bambino in braccio. E non un Diego qualsiasi: un Diego che tiene le fiamme in mano e ha un terzo occhio spalancato in fronte, come il terribile dio indiano Shiva. Quindi al di sopra delle più riconoscibili dualità che si fondono in un unico quadro dai colori inimitabili di Frida, incontriamo anche una affinità tra la spiritualità buddista/indiana che la nostra pittrice aveva studiato, e l'iconografia cristiana - anch'essa da lei conosciuta, richiamandosi nella rappresentazione allo stile della Sant'Anna Metterza - aka la mamma di Maria che sta proprio sopra a Maria Vergine che a sua volta tiene in braccio baby Jesus. Quindi, miei giovani follouers, quando parlate della Kahlo, non pensate soltanto al fatto che aveva un pessimo rapporto con la pinzetta per le sopracciglia, ma ricordatene soprattutto il suo talento straordinario, la sua capacità di far emergere vecchie glorie antiche e novità, mescolarle insieme in una sintesi originalissima e tutta personale che fanno di lei il mito che è oggi. 

  • What she says: I'm fine.
  • What she means: The Penguins might sell the organization and honestly that isn't really okay. Paulie is gone, Beau is probably going to be gone, Ehrhoff is gone too, this is not okay. On top of the big fuck-muffin that this situation is, Sutter, Scuderi, and Kunitz might be traded. None of this is okay. I am not okay.