Ogni tanto ricompari. In una fede, in un sogno, in uno sguardo verso il cielo. Ed ogni volta rischio di perdere la concentrazione; e tra le tante cose che odio, una posizione di rilevo è sicuramente occupata dalla perdita di concentrazione. Il tuo manifestarti si ripercuote per ore ed ore; e mai una volta che io mi lasciassi trasportare. Con ferrea dedizione ritorno al mio lavoro, un’attività dove non c’è spazio per terzi, dove non c’è margine di errore, dove ogni cosa è stata a suo tempo scelta e voluta. Dove ogni cosa è scelta e voluta tuttora. E posso apparire cinico, ma ho imparato ad ottimizzare il tempo. Ho il mio spazio vitale e ciò che lo turba viene rimosso; ciò che lo potrebbe turbare viene troncato sul nascere. Non c’è spazio per ipotesi, speranze, illusioni, incoscienti sprazzi di antichi bagliori. Ho sofferto in silenzio e sempre in silenzio ti ho protetto. Io c’ero, nascosto da tutto e da tutti; ma c’ero. E non è servito a niente. Non ho sensi di colpa, ho una tristezza incolmabile che mi ottunde la mente. Ho imparato a conviverci, ho imparato a distillare dalla tristezza liquidi in grado di darmi tempra, coraggio e voglia di vivere. Tutto questo non basta; un po’ perché non può bastare, un po’ perché non voglio farlo bastare. È un po’ come se ogni volta non ci fosse altro che l’eccellenza, il calcolo, lo studio, l’aver programmato al dettaglio ogni cosa affinché possa godere di determinati benefici; e tuttavia, di tanto in tanto, non ottenere ristorno alcuno. Ed una frustrazione immensa mi pervade. Ed io vorrei soltanto poter trovare il coraggio di dirmi fallibile.

Ho chiesto al cielo di scrivere per me,
oggi che ho perso l'alba e poi il tramonto.
Oggi che ho perso le parole.
Perché di certi giorni ricordi solo un sorriso e di altri solo due lacrime,
così come si ricordano le persone.
E alcune stelle le senti urlare e alcuni occhi coprono il silenzio.
Vorrei un posto in prima fila per guardare il mare.
Due righe scritte sulla pelle
e una carezza chiusa in un pugno,
per non dimenticare. Daniela Sasso © #me #writer #danielasasso #poeti #poesia #poesiaitaliana #scrivere #scritti #buongiorno #Sardegna #instagram #aforismi #citazioni #parole #pensieri

La parola è un’arma sottile, commuoversi leggendo un libro non è facile, o almeno non lo è per me. Le parole mi prendono la mente, mi portano a riflettere. Mi riempiono la testa con immagini, suoni.
Le parole di un libro possono completare i miei pensieri, dare voce ad alcuni sentimenti particolari, che con le mie sole forze non saprei esprimere. Tuttavia farmi piangere, quello no, non ci riescono. Non sempre.

Che io mi ricordi, solo tre volte un libro mi ha portato alle lacrime. Due di questi tre libri erano di Cormac McCarthy.

Tutto questo discorsone inutile per dirvi, leggete McCarthy. Ciao.

Non devi innamorarti di una come me. Ti scriverò un sacco di pensieri, che a leggerli ti verrà la pelle d'oca. Ti abbraccerò in un modo tutto mio, appoggiando la testa sul tuo petto e respirando forte. Ti regalerò un sacco di quadri fatti con gli acquerelli, quanto mi piace dipingere. Ho un carattere di merda e ti farò dannare in ogni modo umanamente possibile, ma so farmi perdonare con gli occhi. Ti affezionerai alla mia risata, palesemente falsa, alla mia voce. Ruberò tutti i tuoi maglioni e ti verrà da ridere perché mi staranno enormi. Mangeremo un sacco di schifezze e guarderemo tanti film sotto le coperte. Ti terrò per mano e faremo invidia a tutti i passanti. Poi ti bacerò tanto, al punto che i baci di qualsiasi altra ragazza non ti faranno mai lo stesso effetto. No, non innamorarti, perché io ti distruggerò piano piano, rimarrai solo con la parte peggiore di te. Io un giorno mi alzerò dal letto, verrò sotto casa tua e ti lascerò. “e quando ti lascerò finalmente potrai capire, perché le tempeste portano il nome delle persone.”
—  Onlyillusions25
Lui ha messo
Il caffè nella tazza
Lui ha messo
Il latte nel caffè
Lui ha messo
Lo zucchero nel caffellatte
Ha girato
Il cucchiaino
Ha bevuto il caffellatte
Ha posato la tazza
Senza parlarmi
S'è acceso
Una sigaretta
Ha fatto
Dei cerchi di fumo
Ha messo la cenere
Nel portacenere
Senza parlarmi
Senza guardarmi
S'è alzato
S'è messo
Sulla testa il cappello
S'è messo
L'impermeabile
Perché pioveva
E se n'è andato
Sotto la pioggia
Senza parlare
Senza guardarmi,
E io mi son presa
La testa fra le mani
E ho pianto
—  Jacques Prevert
Tu non le hai lette.
Non le hai lette le mille cose che ho scritto su di te. Sul diario, sui fogli, su uno schermo, sul muro, dapperttutto.
—  ibattitidelcuore
Tornerà, mi dicevano.
Ma quando senti una persona distante, quella non torna.
Non sono come i chilometri di una strada, che ti prendi il treno e il problema è risolto. E se perdi il treno, ne passa un altro. O se ci tieni davvero, te la fai a piedi quella strada.
Ma la distanza che c'era tra noi, non si misurava in chilometri.
Era una distanza fatta da sguardi assenti, messaggi senza risposta, parole fredde e abbracci mancati.
E quella distanza non la superi con un treno.
Quella distanza resta.
Così vicini, ma così lontani.
—  Angelodiabolico
Williams Shakespeare ha detto: «Sono sempre felice, sai perché? Perché io non mi aspetto niente da nessuno, l’attesa fa sempre male. I PROBLEMI NON SONO ETERNI, HANNO SEMPRE UNA SOLUZIONE. L’unica cosa che non ha soluzione è la morte. Non permettere a nessuno di offenderti, di umiliarti. Non devi assolutamente farti abbassare l’autostima, le urla sono l’arma dei vigliacchi, di coloro che non hanno ragione. Troverai sempre persone che ti vogliono dare la colpa del loro fallimento, ma ognuno avrà ciò che merita. Goditi la vita perché è molto breve, amala pienamente e sii sempre felice e sorridente, vivi la tua vita intensamente. E ricorda: prima di discutere, respira. Prima di parlare, ascolta. Prima di criticare, esaminati. Prima di scrivere, pensa. Prima di far male, senti. Prima di morire, vivi.»
—  William S.