scoscese

Quando l’amore vi chiama,
seguitelo, anche se le sue vie
sono dure e scoscese.
E quando le sue ali vi abbracciano,
arrendetevi a lui.
Quando vi parla, credete in lui,
anche se la sua voce
può cancellare i vostri sogni,
come il vento scompiglia il giardino.
Come covoni di grano, vi raccoglie in sé.
Vi batte fino a farvi spogli.
Vi setaccia per liberarvi dalla pula.
Vi macina per farvi farina bianca.
Vi impasta finché non siete docili alle mani;
e vi consegna al fuoco sacro,
perché siete pane consacrato
alla mensa del Signore.
L’amore non dà altro che se stesso e
non prende niente se non da sé.
L’amore non possiede
né vuol essere posseduto,
perché l’amore basta all'amore.


Kahlil Gibran

Il bacio - Francesco Hayez – 1859

Pinacoteca di Brera - Milano

l’ abisso azzurro e verde di una sera luminosa

“Tra l’altro, nel paesaggio ipnotico in cui continuavamo a sprofondare e affiorare come in un mare fatato, c’era un elemento di bellezza cosmica stranamente rasserenante. Il tempo si era smarrito nei labirinti che ci eravamo lasciati alle spalle, e intorno a noi si dispiegavano solo le onde incessanti di uno scenario fiabesco e la resuscitata leggiadria di secoli estinti – boschi arcadici, pascoli intonsi guarniti di rutilanti fiori autunnali, e, in lontananza, minuscole fattorie accovacciate tra alberi enormi ai piedi di rupi scoscese ricoperte di erica ed erba fienarola. Persino il sole aveva un fulgore sovrannaturale, come se l’intera regione fosse immersa in un’atmosfera o in un effluvio del tutto particolari. Non avevo mai visto nulla di simile, salvo nelle prospettive magiche che talvolta fanno da sfondo alle composizioni dei primitivi italiani. Sodoma e Leonardo concepirono simili vedute, però solo in lontananza e incorniciate dagli archi di qualche porticato rinascimentale. Noi invece stavamo penetrando fisicamente all’interno del dipinto, e nella sua magia mi pareva di ritrovare qualcosa che, pur radicata in me come retaggio innato o acquisito, avevo sempre cercato invano”

H.P. Lovecraft, Colui che sussurrava nelle tenebre

Mirabile sensazione! Fresco, quieta aria impregnata di cera e di incenso. Io diventavo parte viva del quadro e intorno a me tutto si animava” (Mc Gore)

“…Simpson andò verso di lei e senza sforzo entrò nel quadro. Subito un fresco delizioso gli diede il capogiro. L’ aria sapeva di mirto e di cera, c’era un lievissimo olezzo di limoni. Si trovava in una stanza nera e spoglia, accanto a una finestra spalancata sulla sera, e vicino a lui stava una vera Maureen- alta, bellissima, tutta illuminata dall’ interno (…) Sussultò, si girò verso la finestra: lungo il bianco sentiero tra le rocce andavano turchine figure di uomini con la testa incappucciata, ognuno con una lanterna in mano”

V. Nabokov, La veneziana