scorresanguedallevene

Ciao (amore mio),
avrei voluto dirti così tante cose ma il tempo ce l'ha impedito.
E allora quelle parole incastrate tra i denti le riporto qui.
Ti penso sempre, (amore mio)
e mi uccide sapere che ci siamo perse, non ci siamo scelte.
Spesso mi hai sussurrato in un telefono che siamo diverse ed io non posso dirti di no.
Io amante di film horror, tu di film romantici. Io mostri dentro al letto, tu farfalle nello stomaco. Io risate isteriche e pianti disperati, tu che le emozioni le nascondi sempre. Siamo diverse noi, ma il “diverso” non mi fa paura.
Sai (amore mio),
oggi eri bellissima. I tuoi occhi erano quasi verdi nonostante la pioggia ed i tuoi capelli odoravano di acqua piovana. Avevi quel sorriso ed il tuo sguardo mi gridava di non guardati, non ne saresti uscita viva.
Sai (amore mio),
in funicolare ho pianto. Guardavo fuori dal finestrino e la nostra canzone mi suonava nelle orecchie. Ti ho guardata sparire tutta insieme e fa così male.
Ho pianto e questa volta le lacrime non le trattenevo.
Sai (amore mio),
la tua pelle profumava oggi. Profumava di libri vecchi e lettere ingiallite. Profumava di parole non dette. E ti avrei stretta forte a me, non importava della sigaretta accesa. Nonostante non ci siano stati abbracci la mia pelle ora odora di te. Voglio che quest'odore sia l'odore della mia vita.
Sai (amore mio),
voglio che torni.
Torni?
—  quelcampodipapaverirossi
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Oggi sono andata fuori scuola sua.

Ieri avevo letto il suo “la porto ovunque” ed il suo “sento ancora il suo odore” e mi è sembrata la cosa giusta da fare.

Sono arrivata fuori scuola sua alle 10.00, lei è uscita alle 12.42.

Non mi ha vista inizialmente ed io ho potuto osservarla un po.

Jeans che le stanno larghi, converse rovinate, camicia di jeans e canotta bianca e blu, da marinaretta. Unghie rigorosamente lunghe e bianche. Trucco sciolto, occhi stanchi. Ha salutato un bidello e poi è corsa ad abbracciare una sua amica, Maria Teresa. Aveva un sorriso sulle labbra e poi rideva come solo lei sa fare. Era bellissima. Ad un tratto l'ho chiamata. Si è voltata e mi ha guardata, con il suo sguardo spaesato. Ha gridato “oddio” gettando lo zaino a terra e mi è saltata tra le braccia, pur essendo più alta di me. 

“Quanto sei dimagrita” le ho detto.

Ha sorriso e sapevo che quella frase le piaceva, che le suonava bella. 

“Sei bellissima” ho continuato.

Non parlava ma sorrideva. Siamo andate a recuperare lo zaino e poi mi ha raccontato di ciò che aveva fatto, del suo esame, di come aveva reagito al mio “In bocca al lupo” e mi ha detto che era bello sentire per davvero il mio odore, sapere che non era solo un ricordo. Ed io le ho ripetuto che era bellissima.

Abbiamo preso un caffè insieme, anche se dopo un po’ avremmo pranzato entrambe, fumato una sigaretta ed intrecciato le nostre mani. Mi sembrava una bambina, una bambina tenera, viziata ed un po’ capricciosa. Mi sorrideva tanto ed era felice di avere un dilatatore e lo skateboard.

“E sai cosa mi rende più felice di tutto? Che ora sei qui con me” mi ha detto ed ha sorriso di nuovo ed io sapevo di essere nel posto giusto al momento giusto.

Non c'è stato alcun bacio, non abbiamo fatto l'amore, non ci siamo dette che ci amiamo. 

Eravamo semplicemente due ex  che, dopo tanto tempo, ancora si cercano.

-

Aaaaa gnappy quanto sei tenerella.
Ti ricordo che il primo giorno che ci siamo viste io neanche volevo entrare in casa hahaha
Ma quel giorno, nonostante tutto, resterà bellissimo perché è da lì che ho te nella mia vita.
Te che ci sei per me, che mi ascolti.
Te che al comicon avresti dovuto ammazzarmi dopo averti dato un’ombrellata in bocca.
Te che appena lui ti sfiora o saluta o è nel raggio di 10 m da te o, peggio ancora, respira la tua stessa aria…scleri.
Te che mi fai un sacco ridere.
Con te sono me stessa, ed è bello.
E’ bello perché tu cacci fuori la parte peggiore di me, quella isterica, volgare, strafottente. Quella delle urla sotto al palco, delle risate sguaiate nella strada.
Sei meravigliosa, gnappy.
Non odiarti.
Non guardati allo specchio con quel senso di nausea, schifo.
Non distruggerti.
Non sarai alta un metro e settanta e non avrai i capelli biondi e gli occhi azzurri ma chi se ne fotte.
Ognuno è bello a modo suo e tu lo sei, credimi.
Sei bella quando lo guardi,
quando pur di vederlo mi costringi a chiamare E.(ed io che ti assecondo poi, tsk).
Sei bella quando diventi rossissima.
Quando fai le peggio stronzate e quando mi fai fare le peggio figure di merda.
Sei bella perché non mi hai lasciata sola.
Ti voglio bene, piccola.♡

poi rileggo queste cose e boh..  capisco quanto le voglio bene e quanto è importante per me..  grazie di tutto gnappi <3 scorresanguedallevene 

Ogni giorno entro in classe e non curante di nulla adagio il mio zaino sul mio banco poi, subito dopo, esco fuori la porta. Rientro in aula appena vedo qualche professore avanzare verso l'aula. In quel preciso istante sbuffo e mi accomodo al mio post. I miei occhi cadono su questa scritta e sorrido. 

Non so chi l'abbia scritta, in quale circostanza. Non so quanti anni fa sia stata scritta e non so neppure il volto dell'autore di ciò.

Non so neppure se avesse qualche scopo. So solo che a distanza di anni, forse mesi o giorni, questo qualcuno mi ha salvata. 

La frase scritta me la ripete sempre un mio amico ed è la stessa che io, qualche giorno fa, ho scritto con un pennarello blu sul mio letto.

Perché alla fine è vero..

“Resisti, puoi farcela!”

C'è che un giorno,
non tanto vicino,
non tanto lontano,
ti volterai a guardare il passato
e mi vedrai lì
sorridente
con la sigaretta tra le dita
e le labbra screpolate.
Sorriderai e
non ti volterai.
L'immagine di me
cambierà.
Questa volta mordo una liquirizia
e faccio il broncio
e poi mi vedrai
con una felpona enorme
in riva al mare
d'inverno.
Asciugerai una lacrima
salata
e mi vedrai
fissare le luci natalizie
e perdermi mentre guardo i cartoni.
E piangerai.
E sbatterai le palpebre cosi forte
da sanguinare
dentro.
E realizzerai
che ogni
mio capriccio
mio sogno
mio desiderio
mia insicurezza
mia strana voglia
mia paura
mio incubo
mio bacio
mio abbraccio
non sarà dedicato a te.
Capirai che in ogni mio giorno
non ci sei.
Che ci sarà qualcuno
a baciare ogni mio sorriso
ad avermi nuda
a giocare coi miei capelli.
Ci sarà qualcuno
che mi vedrà giocare con un peluche
sorridere agli oggetti che fan luce.
Ci sarà qualcuno a portarmi al mare
a mostrarmi i tramonti
ad insegnarmi ad amare.
Ci sarà qualcuno
ad avere il mio profumo
a cui ruberò le felpe
che amerò.
E capirai
che ogni mio movimento
era per te
che avrei fatto l'amore
con te
che ti rubavo le sigarette dalle labbra
solo per aver il tuo sapore.
E piangerai.
E riderò.
E non mi mancherai
ma ti mancherò.
—  frammenti di me
Stamattina sono stata in una terza elementare.
La classe era composta da una ventina di bambini ma molti erano assenti.
Sono stata il loro re per dieci minuti poi ho avuto modo di conoscerli.
Sono partite le presentazioni.
C’era Vincenzo, che da grande sarà un meraviglioso presidente degli Stati Uniti,
Ilaria, che da grande sarebbe stata una ballerina,
Claudia, una futura modella,
Giovanni, un futuro Rocco Hunt,
Adele, una principessa,
Silvia, una parrucchiera.
C’erano gli altri che non sapevano ancora cosa sarebbero voluti diventare.
Poi c’era Raffaella.
Raffaella ha la carnagione un po’ scura, gli occhi nocciola, ed un corpo minuto.
Raffaella dagli occhi tristi.
“Raffaella che non sorride mai, che sa sempre tutto”, così la considera il nostro Rocco Hunt.
Raffaella mi ha permesso di conoscerla a pieno. Mi ha fatto arrivare nei suoi angoli più nascosti.
Mi ha avvicinato a sè e mi ha raccontato della sua famiglia.
Raffaella ha un fratello ed una mamma.
Ha un papà, “quel delinquente”, che ormai è in carcere da anni.
” Quando il mio papà mi ha lasciata” mi ha sussurrato “io ero ancora piccola, maestra. Non mi ha salutata, neanche un bacino. E mi manca tanto”. Si è fermata, lei, per prendere fiato.
“A Maggio ho la recita, lo sai? Sarò la Sibilla e voglio che il mio papà mi veda”
Poi mi ha posto una domanda.
“E’ sbagliato amare?”
Che bella domanda che mi hai fatto, mia piccola Sibilla.
L’hai fatta a me, che non so amare.
L’hai fatta a me, che so amare solo le persone sbagliate.
Mi hai fatto proprio una bella domanda.
E allora sono stata zitta
“Non è mai sbagliato amare. Spesso fa male. Ma non è mai sbagliato”
Ma che sto dicendo? Non è mai sbagliato amare? Ma sul serio?
“Maestra molti bimbi mi amano ma io non ci credo mica, loro amano troppo facile.” ha riso “Perché si ama?” ha continuato, senza staccare il suo pastello grigio, come la mia maglia, dal disegno.
“Sai che non lo so?”
“Io credo che si ama per vivere, ma un po’ fa morire anche”
La sua mamma. La sua mamma piangeva ogni notte per suo marito.
La sua mamma ogni notte tremava.
” Ogni notte la sento piangere. Ogni notte, maestra, da tanti anni.”
“Raffaella, hai mai visto qualcuno morire per amore? Cosa vuol dire morire?” ho continuato, facendo finta di non apprendere.
“Maestra, la mia mamma piange ogni notte, capisci? E’ allergia, mi dice, quando vedo le sue lacrime. Allergia, maestra. Allergia che viene solo quando io dormo. Secondo te a mia mamma non muore qualcosa dentro quando piange? quando aspetta quel delinquente che non torna? La morte colpisce dentro, neanche fuori, ed è più brutta. Tu hai tanto male e non puoi riposare perché non sei morta davvero”
Raffaella, otto anni, sa che l’amore fa male.
Raffaella, otto anni, sa che l’amore non è una favola.
Raffaella, otto anni, sente piangere ogni notte sua madre e non può fare niente.
Raffaella, otto anni, aspetta suo padre ogni giorno. Un padre che non tornerà facilmente.
Raffaella, otto anni, oggi ha scoperto che l’amore fa anche bene, spesso bene.
Raffaella, otto anni, si è sentita dire “Sei una bambina meravigliosa, che si fa amare. Ed io ti sto amando, mia piccola Sibilla”.
Raffaella, otto anni, ha capito che l’amore è la caramella che le ho lasciato sul banco.
Raffaella, otto anni, non vuole amare.
Ed io so che un giorno lo farà.
Che ci soffrirà.
Ma che amerà.
E non ci sarà nulla di più bello.
—  frammenti di me.