sconforto

Mi spaventa ed allo stesso tempo mi disgusta tutto quello che sta succedendo in queste ore in Francia. Mi riempie di rabbia.
Le notizie che arrivano minuto dopo minuto, morto dopo morto, ferito dopo ferito, accrescono in me la consapevolezza della fragilità del mondo in cui viviamo composto da una società dove col susseguirsi del tempo una vera Pace non é mai esistita.
Persone con un'intera vita davanti che da un momento all'altro, chi dopo aver sperato per ore e chi senza neanche accorgersene, hanno visto spegnere in loro la cosa più bella della nostra esistenza, La Vita.
Tutto perché il Dio in cui gli uomini credono, qualsiasi sia questo Dio senza distinzione di razza o religione, spinge qualcuno a compiere atti talmente drastici da spiazzare l'umanità in pochi attimi.
Se qualsiasi Dio voi conoscete é veramente buono come viene proclamato, allora perché é permesso tutto questo odio, questa violenza, tutto questo sangue per le strade?
É una rabbia che non ha sfogo.
Sono atti in nome di un Dio che spesso nascondono conflitti economici e guerre che sono solo la scusa di un fanatismo religioso per depistare le menti.
Vorrei fare qualcosa, ma non posso, posso solo scrivere.
E le parole, non riporteranno indietro una vita che non c'è più, non proteggeranno chi ancora é in pericolo.
Le parole hanno causato morti e concluso alcuni tra i più grandi conflitti mondiali.
Ma adesso sento che non risolveranno le cose.
Chi ha commesso certi atti non si fermerà per delle parole, il sostegno dell'umanità con hashtag in giro per i social non proteggerà materialmente delle vite umane.
Questa volta é qualcosa che non si ferma qui, é una guerra già iniziata da tempo prima ancora che molti lo capissero.
Tutti noi abbiamo quel momento di tristezza…in cui veniamo presi dallo sconforto,in cui ci sentiamo stanchi e privi di energie mentali,in cui vorremmo buttare tutto all'aria dimenticando la fatica sopportata per arrivare dove siamo.Quei momenti in cui vedi un traguardo ancora troppo lontano,in cui ti senti in lotta contro tutto e tutti, in cui quel che fai sembra non avere più senso.
Mi sono scocciata di lottare.
Non ce la faccio più.
È una continua lotta, una continua guerra.
Posso avere un po’ di tranquillità ?!
Perché non posso avere mai un periodo di pace mentale, che duri a lungo?!
Perché per ogni cosa, per ogni conoscenza, per ogni situazione, devo iniziare una sfida ?!
Una sfida costante, estenuante, assillante…
È una vita che lotto da sola, mi sta anche bene…ma non sempre.
Può, qualcuno, lottare per me, con me ?!
Una volta, una sola volta.
—  FreeSoul02
Cosa vuoi fare da grande?

Io ho scoperto che quello che voglio fare da grande è il commesso in Libreria

Ormai all'età di 32 anni, con una laurea (niente di che, tranquilli, scienze della comunicazione) e svariati tentativi alla ricerca di qualcosa che faccia al caso mio, niente mi ha soddisfatto di più che quel breve periodo in una libreria.

Nonostante l'abbia vissuto nel periodo natalizio in un centro commerciale, praticamente la riproduzione di una bolgia dantesca in terra.

Ma in mezzo a tutte quelle pagine, qualsiasi tipo di difficoltà passava, era un po’ come inalare costantemente piccole dosi di gas anestetico (o altro di euforico e rilassante se preferite).

Insomma un periodo veramente felice.

Ora mi ritrovo nel vero inferno: l'ambiente aziendale. Costantemente in camicia, giacca e cravatta, con il fiato sul collo dei titolari “perchè la crisi qua la crisi la”, a combattere tra ufficio, clienti e concorrenza con lo stesso stipendio del “magico mondo librario”.

E non me ne frega una sega delle possibilità (leggi promesse) future, di fare esperienza, crescere professionalmente e tanti altri cazzi. Oppure dei “dovresti essere contento ad avere un lavoro”. Cos'è? Un ricatto alla tua vita? “Rimani qui perchè fuori c'è la morte”.

Madechè??? Sto pure a perdere i capelli per lo stress.

Io voglio lavorare per vivere e non vivere per lavorare. Voglio lavorare ma non legato con una catena a un posto che non fa per me. Voglio lavorare ma non soffrendo nell'attesa che il vento cambi per poi svegliarmi vecchio ad aspettare ancora. 

Quindi aiutatemi: aprite una libreria e chiamatemi o uccidete un commesso in una libreria e chiamatemi (istinto violento, effetto della concorrenza aziendale ). In qualsiasi posto, mollo tutto e vi raggiungo.

Grazie, saluti dagli ultimi giorni di ferie.

Vorrei svegliarmi al mattino e non sentire più quel peso nel petto, vorrei aprire le persiane e sorridere anche di una giornata uggiosa, vorrei guardarmi allo specchio senza preoccuparmi dell'immagine riflessa, anche se non mi piacerà. Vorrei potermi riconoscere. Vorrei poter sorridere di tutto come un tempo e coinvolgere gli altri con la mia ilarità, vorrei essere gentile e presente per tutti. Vorrei essere un bravo amico e una buona compagnia, vorrei essere un buon figlio e un buon fratello. Vorrei sentirmi più sereno, più spensierato, in pace. Vorrei apprezzarmi e sentirmi apprezzato, sapere che valgo qualcosa, per poter camminare con disinvoltura e senza impaccio, senza vergognarmi di me stesso, senza tentare di nascondermi per non essere giudicato. Vorrei indietro ciò che ero, perché questo non sono io… Vivere giorno dopo giorno senza sogni, senza aspettative, senza progetti, vivere con la consapevolezza che andrà sempre peggio, tutto sempre più complicato, sempre da solo con quest'anima arrabbiato e triste, sempre più scoraggiato e affranto.
—  – Marzia D'Ippolito