scarabocchi

Volevo fare una dedica a una persona.
Volevo dirle che nonostante tutte le litigate, tutti gli insulti, tutte le lacrime, siamo ancora qui.
Volevo dirle che il prossimo anno io ci sarò per lei se avrà ancora bisogno di me.
Volevo dirle che sono pronta a condividere un tatuaggio con lei.
Volevo ringraziarla per avermi fatto capire di chi ho realmente bisogno.
Volevo dirle grazie perché mi ha fatto riscoprire le piccole cose, le lettere, i messaggi dolci, le scritte sul braccio, l'infanzia.
Volevo farle capire che per me siamo un'unica grande famiglia e che lei è la mia sorella maggiore che non ho mai avuto.
Volevo dirle che apprezzo il fatto che lei dimostri un po’ di gelosia nei miei confronti.
Volevo dirle che ci sarò quando si sposerà, quando battezzerà il suo bimbo, quando saremo vecchie e sorseggeremo una tisana ricordando i bei tempi.
Volevo dirle che sarò sempre disposta a cederle una spalla su cui piangere.
Volevo dirle che sono molto felice che finalmente abbia trovato un ragazzo che non la tratti male.
Volevo dirle che è bellissima così com'è e che deve smetterla di sentirsi inferiore.
Volevo dirle che mi dispiace per questa cosa sdolcinata e per averle fatto salire il diabete.
Volevo dirle che anche se a volte mi fa girare il cazzo, poi riesce sempre a trovare le parole giuste per farmi ricredere.
Volevo spiegarle che io non me ne andrò da un momento all'altro come hanno fatto altre persone.
Volevo anche aggiungere che non mi interessa il suo orgoglio.
Volevo anche aggiungere che amo il tempo passato insieme.
E per ultima cosa volevo dirle che anche se è una testa di cazzo, non la cambierei per nessun motivo.
Ti voglio bene scema.

“[ .. ] E dimmi, adesso, Capitano, tu che mi hai insegnato a temere il tempo e l'eterna giovinezza, dimmi: di quale fiaba potrò essere il cattivo? Dove andrò a incastrare i pezzi del mio infranto lieto fine, una volta che li avrò tutti rimossi da quel cuore in cui mi stanno conficcati? Da quali sirene mi lascerò annegare, in un luogo dove l'acqua brilla verde come assenzio? E quali tesori si copriranno di polvere, nascosti in fondo alla mia anima? Dimmelo tu, che del male conosci tutto ciò che è vero… tu, che solo guardi il mare nel modo in cui tutti gli altri guardano la terra.”


Estratto da una lettera per Capitan Uncino

Ti dedico tutto.

Canzoni, pellicole, dischi in vinile. A patto di cancellare la playlist che mi fa svegliare col buonumore, a rischio di non tollerare più nessun film romanzato, a pericolo di vendere il mio amato giradischi.

Ti dedico tutto.

Giornate piovose, soleggiate, ventose. E non importa se finirò per odiare qualsiasi giorno a prescindere dall’atmosfera che mi si presenterà. Rifiuterò qualsiasi avance del sole, qualsiasi bacio al gusto di pioggia, qualsiasi abbraccio per ripararsi da quel vento che ti scuote anche l’ossa.

Ti dedico tutto.

Libri, poesie, appunti sul diario di scuola e frasi scarabocchiate nell’attesa della metro. Ammesso e non concesso, mi toccherà lasciar i miei libri a prender polvere sullo scaffale della libreria, bruciare le poesie, gettare le vecchie agende. Pregare che qualcuno vernici le mura, che nasconda un po’ di quello che eravamo, che metta un velo bianco su quell’inchiostro che tornerà a galla più prepotente che mai, quando la vernice si scrosterà dalle pareti, magari portata via dai giubbotti di qualche passeggero che la trasporterà nell’altro capo del paese.

Ti dedico tutto.

Le mie ore, i miei secondi, i miei minuti. Fanne buon uso, ti metto il cuore in mano a rischio di frantumarmi, di perdere me stessa e le mie convinzioni. Di perdere la testa, le emozioni, giudizi morali e immorali.

Ti dedico tutto, magari, la mia esistenza.

Io e te siamo

un pugnale senza bersaglio,

capelli di sirena,

schiuma di mare.

Siamo

il rovo che rese cieco il principe,

la torre alta e solitaria,

il riso rauco della strega.

Siamo

il sonno eterno,

il fuso avvelenato,

l'invito dimenticato.

Siamo

paglia filata in oro,

un fuoco che arde nella notte,

un nome segreto.

Siamo

porte chiuse,

chiavi tintinnanti,

morte nascosta dietro un uscio.

Siamo

la cenere nel camino,

le colombe sul nocciolo,

l'ultimo rintocco della mezzanotte.

Siamo

la pietà di un cacciatore,

un cesto di mele rosso sangue,

una teca di cristallo…

Siamo tutto.

E, nonostante questo,

noi non saremo mai

il bacio del vero amore.