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By Il Gazzettino: @maestrodiego.basso #Intervista Il Volo, da Sanremo a piazza scacchi Il maestro che li dirige: «Bravissimi e soprattutto niente vezzi da star» MAROSTICA - Grande attesa, dopo i successi internazionali e la trionfale vittoria al festival di Sanremo, per il trio più famoso d’Italia. Stiamo parlando, ovviamente, dei giovani talenti de Il Volo. Piero Barone, Ignazio Boschetto e Gianluca Ginoble, dopo l’entusiasmante partecipazione della scorsa estate al Marostica Summer Festival, ritornano ad esibirsi nella piazza degli scacchi, registrando l’ennesimo sold out del loro tour estivo su e giù per lo Stivale. Appuntamento nel cuore di Marostica venerdì 17 luglio, con inizio alle 21.30, per il concerto che chiuse il Summer Festival scaligero.

A dirigere questi tre giovani straordinari e le loro ugole d’oro, non poteva che esserci una bacchetta d’eccezione, quella del maestro Diego Basso. Trevigiano dalla carriera costellata di successi, il maestro è direttore stabile, arrangiatore e compositore dell’Orchestra Ritmico Sinfonica Italiana, dirige l’Orchestra Regionale Filarmonica Veneta e può vantare collaborazioni con i più grandi artisti del panorama musicale italiano, da Mario Biondi ai Pooh, passando per Lucio Dalla e Fiorella Mannoia.

Dall’incontro con “i tre tenorini” dello scorso anno, proprio sul palco di Marostica, è nata un rapporto che, così come ci racconta lo stesso Basso, va oltre l’ambito lavorativo. Link http://www.ilgazzettino.it/VICENZA-BASSANO/BASSANO/il_volo_concerto_marostica_sanremo/notizie/1457112.shtml #ilvolo #ilvolotour2015 #MaestroDiegoBasso #Buon Compleanno #IlGazzettino #Marostica #ilvoloversdelmundo #ilvolomundialoficial

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Negrita, parte da Villafranca il Tour che lancia '9'
Roma, 22 lug. (askanews) - Prende il via domani dalla suggestiva cornice del Castello Scaligero di Villafranca di Verona (VR) il tour estivo dei Negrita che, dopo aver riempito i palazzetti lo scorso aprile, torneranno sul palco proponendo dal vivo i loro maggiori successi oltre ai brani del nuovo disco “9”, prodotto da Fabrizio Barbacci per Universal Music. Dopo l'esordio al 1° posto della classifica dei dischi più venduti, “9”, viene certificato Disco d'Oro. Dall'album sono estratte le due hit di successo: “Il Gioco”, pubblicato lo scorso febbraio e rimasto in vetta a lungo nella radio chart italiana e “1989” secondo e nuovo singolo attualmente in rotazione radiofonica Queste le date del Tour: 23 a Villafranca (Vr), Castello Scaligero, 24 a Lugano, City Beats Festival, 25 a Reggio Emilia, Stadio Mirabello, 30 a Nola (Na), Vulcano Buono, 1 agosto a Cagliari, Arena Sant'elia, 2 a Olbia-Tempio (Ot), Golfo Aranci, 7 a Gubbio (Pg), Piazza Grande, 16 a Porto Selvaggio - Nardo’ (Le), Masseria Torrenova, 17 a Ostuni (Br), Foro Boario, 18 a Monteprandone (Ap), Cose Pop Festival, 20 a Castel Di Sangro (Aq), Palasport, 22 a Castagnole Delle Lanze (At), P.Zza San Bartolomeo, 28 a Rep. San Marino, Cava Degli Umbri, 30 a Roma, Postepay Rock In Roma, 1 settembre a Taormina (Me), Teatro Antico, 4 a Prato, Piazza Duomo, 5 a Varese, Palawhirlpool, 6 a Treviso, Home Festival, 8 a Brescia, Piazza Della Loggia.

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Il castello scaligero di Soave, già appartenuto al casato dei Della Scala, è una fortificazione che ha segnato la storia della cittadina della provincia di Verona.

Caduto in stato di abbandono, dopo essere stato ridotto a fattoria, è stato sottoposto a restauro nel 1890 dal senatore del Regno Giulio Camuzzoni - sindaco di Verona dal 1867 al 1883 - che ne divenne proprietario.

È raggiungibile a piedi da piazza Antenna oppure percorrendo la strada asfaltata che sale a nord del paese.
Un diploma di Federico Barbarossa attesta il castello era un tempo in mano ai conti di Sambonifacio di Verona. L'ascesa di Ezzelino da Romano come podestà del Comune veronese (1226) portò al possesso del maniero da parte dei conti Greppi, i quali, nel 1270, lo cedettero al Comune di Verona che vi installò un suo capitano. La contemporanea ascesa dei Della Scala portò ad una nuova fase della vita del paese (che divenne sede di capitaniato con 22 paesi sottoposti a tale giurisdizione) e del suo simbolo più importante. Il castello venne restaurato e rinnovato mentre, nel 1379, Cansignorio dotò il paese della cinta di mura ancor oggi visibile.

La fine della dinastia scaligera portò nuovi padroni al castello: prima i Visconti milanesi e poi i Carraresi padovani. Quest'ultimi lo perderanno (1405) a causa dell'arrivo delle truppe della Repubblica di Venezia, appoggiate dagli abitanti soavesi. Nel 1439, le truppe viscontee del condottiero Niccolò Piccinino s'impadronirono di Soave ma la vittoria di Giovanni Pompei sul monte Bastia (odierno confine tra Cazzano di Tramigna e Montecchia di Crosara) permise all'esercito veneziano di tornare a possedere la zona.

Pericolo maggiore ci fu quando Venezia si trovò contro la Lega di Cambrai (1508): il castello e il paese di Soave vennero incendiati (con 366 soavesi passati a fil di spada); anche in questa occasione la Repubblica della città lagunare però riuscì ad avere la meglio (1516). A causa dell'eroismo del capitano Rangone e dei soavesi che, nel 1511, liberarono il castello, Venezia donò l'Antenna (un grande pennone) e lo stendardo di San Marco.

Iniziò un periodo di pace però il castello era ormai superato per le tecniche di guerra (armi da fuoco) che si stavano affermando; la Repubblica veneziana, che aveva bisogno di denaro per sostenere la guerra contro i Turchi, cedette il castello prima in affitto e poi in proprietà alla famiglia nobile dei Gritti (che a sua volta lo subaffittarono a privati che trasformarono il castello in fattoria).