sbatterci

Avrei potuto starmene zitta,continuare senza di te e provarci..ma provarci veramente.
Trovare una persona che sia disposta ad amare i miei difetti più grandi e i miei pregi a volte fin troppo perfetti.
Tenere in conto che non eri più nulla e accettare il fatto che sarebbe stato difficile ma che c'è l'avrei fatta.
In fondo funzionava io stavo male,ma in qualche modo andavo avanti e gli altri erano quasi convinti che i miei sorrisi erano veri.
Avrei potuto non complicare la mia situazione e starmene nel mio.
E se tornavi non cascarci un altra volta…ma io ho deciso di sbatterci un'altra volta la testa.
Mi sento come se fossi chiusa in una grande scatola che si riempie d'acqua ogni giorno di più. E ho paura..ora come esco da questa trappola?
Lo so che me ne dovrei andare lasciarti perdere e correre per la mia strada,ma ora con quei baci,quegli abbracci,i tuoi occhi,il modo in cui sorridi quando dico il tuo nome..ora è tutto reale e forse non so accettare il fatto che dopo averti avuto,dopo essermi concessa a te,se ti perdo non ho più nulla.
È tutto reale e dopo una realtà non posso accontentarmi di soli ricordi. Sono arrivata al tal punto di odiare il fatto di amare una persona.
Sono arrivata al punto di odiare il modo in cui mi sento con te e il modo in cui mi sento quando tu non ci sei.
Odio come aspetto i tuoi messaggi,odio come mi preoccupo per te quando mi sveglio,odio il fatto che sei sempre nella mia testa.
Posso stare in mezzo a mille persone ma senza te mi sentirei comunque sola.
Odio come cerco i tuoi occhi negli altri.
Odio come sento il tuo profumo anche quando non ci sei.
Odio come sento la tua voce mentre cammino per strada e mi prende un colpo al cuore.
Mi odio.
Ma ti amo così tanto cazzo di accettare il fatto di odiarmi.


[è il messaggio che scrissi al mio ragazzo una settimana prima che se ne andasse…mi manca terribilmente e chissà magari nel posto dove è ora sta meglio,ma qua giù io piango la sua assenza…e lo so non è proprio un messaggio d'addio ma lo scrissi spontaneamente e di getto scrissi questo]

Vorrei correre dal mio professore di italiano delle medie e da tutti gli insegnanti avuti alle elementari che mi hanno sempre trattata come se fossi meno importante, meno degna di insegnamento rispetto agli altri solo perché i miei genitori non sono mai stati presenti nella mia vita scolastica, io non “chiacchieravo con loro”, la pensavo come volevo e non mi importava se per la maggioranza era giusto o sbagliato, io dovevo arrivarci con la mia testa, sbatterci contro, cadere, rialzarmi, ricadere, farmi male e capire; ero messa da parte dai miei compagni i quali mi reputavano debole e stupida, non mi è mai stata posta alcuna attenzione da parte della scuola che ho frequentato per 8 anni, non è mai stato denunciato ciò che mi è stato fatto né da parte dei miei genitori né dalla scuola se non una volta quando mi dovettero portare in ospedale, perché era davvero grave. Più volte, dunque, nella mia stessa classe sono stata vittima di bullismo, presa a calci e schiaffi dai miei stessi compagni di classe ma nessuno, NESSUNO, se n'è mai importato, per i miei genitori dovevo crescere, per i miei insegnanti non esistevo. Ah, ricordo quando venivo derisa dal mio stesso professore di italiano secondo il quale non sapevo scrivere, ero analfabeta, stupida, senza cervello, lui mi diceva che non avrei avuto un futuro. Io amavo scrivere e lui mi stracciava i fogli in faccia come segno che quella roba facesse davvero schifo. Ho sempre accettato le critiche, ma le sue erano infinite e avrebbe dovuto farmi comprendere i miei errori, ma si limitava a non fare il suo lavoro. Ricordo perfettamente quando l'intera classe e anche ragazzi e ragazze più grandi mi dicevano quanto fossi grassa, brutta imperfetta, impacciata. Ricordo lo schifo che mi avete fatto passare. Alle scuole elementari avevamo insegnanti incompetenti, per i quali eri “degno” solo se eri figlio di qualcuno di alto ceto o sapevi fare il così detto “leccaculo”, in scuole come quelle vanno avanti solo loro. Io dunque ero 0.
A 14 anni non credevo più nelle istituzioni, non credevo in me stessa né nella vita in generale. Volevo solo uscire da quella scuola andarmene da quel paese e non tornarci più, mai più.
Ora ho qualche anno in più, non frequento più quella scuola né quel paese. Qualche anno fa ho iniziato il liceo in un paese vicino al mio, senza speranza nel frequentare una buona scuola ma, al contrario, mi sono trovata nel paradiso, in una scuola competente, seppur brutta esteticamente: anche se ogni mattina è come se dovessi andare in un carcere, a me non importa perché so che lì c'è qualcuno disposto ad aprirsi a me, ad insegnarmi le materie che amo e che voglio portare avanti, insegnanti che hanno la capacità di farti amare le materie che odi, insegnanti disposti persino ad ascoltarti, chiunque tu sia! Mi sono ritrovata in una scuola che mi ha dato e mi sta dando miliardi di opportunità, mi sta facendo crescere, mi sta costruendo.
Ho sempre amato scrivere, ma nessuno ha mai posto attenzione a ciò che scrivevo, se non quando iniziai le superiori e la mia professoressa di italiano mi notò e mi spronò a scrivere sempre più. Lei dedicava le sue ore libere per me, per insegnarmi cose nuove su come scrivere. Mi segue tuttora anche se non è più la mia insegnante, e mi è d'aiuto, tanto, perché comprende i miei momenti bui solo leggendo una mia frase e cerca di aiutarmi. Ho ancora un lungo percorso per raggiungere qualche risultato tramite la scrittura, ma per me tutto questo è tanto, tantissimo, perché qui ho trovato il sostegno di qualcuno e devo elogiare me stessa, per una volta, perché sono partita davvero da 0, da sola, con le loro critiche sulle spalle che, giuro, pesavano come un intero monte, ma io sono stata più forte di quel monte di insulti e ora sono qui e anche se cado spesso e non va tutto bene dentro di me però vado avanti, sono un po’ più forte e soprattutto diversa, molto. Il passato me lo porto dentro e torna spesso, è dentro me, su di me e probabilmente non mi lascerà mai. Che io voglia o meno, è stato ciò che stato e ciò che ho perso non lo recupererò. Vorrei solo urlare a tutti coloro che non hanno creduto in me, i miei genitori compresi, che anche se per metà della mia vita sono stata reputata 0, adesso è l'ora del mio riscatto, non è troppo tardi, in 2 anni ho recuperato tutto ciò che ho perso in precedenza, basta l'impegno e tutto riesce e io vincerò, senza violenza come avete fatto voi. Vi ricordo che la violenza non porta da alcuna parte e, dopotutto, basti guardare i miei coetanei, i bulletti, quelli forti: sono già in mezzo ad una strada, non vanno a scuola, non hanno istruzione, portano addosso solo un doppio strato di autostima ed arroganza.
La rabbia che porto dentro è ancora tanta, troppa, forse infinita. Dentro di me c'è ancora il caos più totale dopo anni. Ora, però, posso dire che per chiunque ci sarà il momento del riscatto, ve lo assicuro. Io mi riscatto ogni giorno. Sono ancora fragile, ma meno di quanto lo ero prima. Tutto ciò che faccio è per me e per tutti coloro che mi hanno detto che non ce l'avrei mai fatta. Io ce la sto facendo, e vincerò, ve lo giuro, anzi lo giuro a me stessa perché devo chiedermi scusa per tutto quello che mi sono inflitta.

E prima di capire che mi facevi tutto tranne che bene ho dovuto sbatterci la testa contro milioni di volte perché io sono così,cerco di credere che tutto si può aggiustare ma alla fine non puoi far cambiare una persona che non vuole cambiare.
—  suicidal-think

Allora le cose stanno così: lui mi ha risposto e ovviamente per la seconda volta in cui gli ho svelato un po’ dei miei pensieri contorti, non ha capito un cazzo.

Ha ribadito esattamente le stesse cose in cui abbiamo litigato l’altra volta: è la mia vita, faccio che cazzo voglio, c’ho i cazzi miei che non puoi giudicare.

Un breve riassunto. Quasi rido. A pezzi ma rido perchè in fondo a me stessa era esattamente quello che mi aspettavo.Questo è il prezzo di svelare a qualcuno le mie fragilità senza pretendere nulla, solo raccontarmi una volta ogni morte di papa. Basterebbe un niente per capire dall’altra parte che non sto puntando il dito su nessuno, che ho solo bisogno di qualcuno che mi stia vicino. Non pretendo di essere dalla parte della ragione, vorrei soltanto che qualcuno per una cazzo di volta nella vita mi venga incontro come io vado incontro agli altri.

Ma lui è un muro di pietra, parlargli significa sbatterci addosso e farsi male. Mi verrebbe da dire che è quasi peggio di H. … ma ci devo riflettere su. Niente. Arrivo veramente a pensare che forse semplicemente non siamo compatibili, che lui non capisce, io non capisco, che basterebbe tanto poco per farlo ma in sostanza a lui non gliene frega un cazzo, è fatto così, punto. Anche una parolina non politically correct per fargli capire giusto un concetto lo scazza. Poi rileggo quello che ho scritto e penso: ma come non è chiaro ? quello che mi sta rispondendo non vede che non ha capo nè coda, che sta solo ribadendo delle cose che io ho dato assolutamente per scontato, non accusandolo o giudicandolo ? E l’ultima perla:

“se hai bisogno di parlare io ci sarò sempre, per me non cambia niente”

eh… ma non hai capito che proprio non sei nemmeno nella lista delle persone con cui parlerei nel momento del bisogno ? che se io dico mazzo e tu capisci cazzo , è un po’ inutile che ci sei ? cioè va bene non avere aspettative ma un minimo quando ci si confida vuoi trovare una persona che non ti accoglie come un blocco di ghiaccio che nemmeno con questa temperatura è gradito.

Amen, non gli ho più scritto nulla visto che l’esperienza mi ha insegnato che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire, l’ho solo tolto dagli amici perchè onestamente sono stanca di farmi del male per niente. Glielo avrei anche scritto per onestà ma poi sembrava che mi piangessi addosso, poi lui mi rispondeva chissà come da stronzo… no, no. Adesso non dovrebbe veramente più cagarmi, anche se vedrà che l’ho tolto dagli amici, continuerà a farsi i cazzi suoi e amen. Forse per sempre. E la cosa più brutta è che nonostante mi dispiaccia e ci muoia, penso che sia meglio così, che veramente purtroppo al di là dei primi mesi di amicizia, non c’è nulla della sua persona che mi possa fare un po’ di bene… che non so perchè agli inizi siamo andati così d’accordo ma ormai per parlargli dovevo solo fingere che andasse tutto bene quando invece bene non andava nulla. Non lo so, io ho un’altra concezione dell’amicizia e per quanto cerchi di mettermi in discussione penso dovrebbero farlo anche gli altri che però, guarda un po’, non lo fanno mai.  Sono stanca di sentirmi sbagliata, sono stanca di dipendere dall’amore di un’altra persona… e questa era purtroppo l’unica strada per ricominciare da zero.

E’ inutile dire che mi è passato ogni tipo di appetito, che non so come farò a mangiarmi tutto quello che mia madre ha comperato, che non so proprio come sopravvivrò… ma almeno il dente forse me lo sono tolto una volta per tutte. Forse gli strascichi di tutto il mio passato sono davvero finiti. E sono ancora, nuovamente, che lo dico a fare, sola. Per come la giri la mia vita, siamo sempre lì.

Ma voglio ricominciare davvero in un altro modo, voglio stringere i denti e amarmi per come sono , per quanto non ci sia nessuno capace di farlo.

Questa è solo l’ennesima conferma.

s.

Sbatterci il naso, vedere la realtà dei fatti e sentirsi dire esattamente le cose come stanno. E’ in quel momento che inizio a capirci qualcosa. E’ esattamente in quel momento che mi rendo conto di aver perso tutto. Tutto quello che per me è sempre stato vitale, in un momento mi rendo conto che è crollato. Non esiste più niente di tutto ciò.

«Faccia fermare questo arnese infernale!» ordinò il signor Tivù. «Non posso» disse il signor Wonka. «Non si fermerà finché non avrà raggiunto la sua destinazione. Spero solo che qualcuno non stia usando l'altro ascensore in questo momento!» «Quale altro ascensore?» gridò la signora Tivù. «Quello che va dalle parte opposta, sullo stesso binario». «Santo cielo!» esclamò il signor Tivù. «Vuol dire che potremo andare a sbatterci contro?» «Be’, finora mi è sempre andata bene» disse il signor Wonka.
—  Rohald Dahl “La fabbrica di cioccolato”

anonymous asked:

Sono molto combattuta non so cosa fare credimi, la mia testa dice una cosa il mio cuore un'altra cosa dovrei fare? Ci riprovo? Non faccio altro che pensarci non so dove sbatterci la testa

Se vuoi riprovarci, riprovaci. Devi seguire il tuo cuore.