sapere aude

“La vita di Adele” vietato in Francia, a due anni dall'uscita nelle sale una decisione del giudice accoglie la denuncia di un'associazione cattolica.

“Scene di sesso troppo realistiche tali da urtare la sensibilità dei minori…l'idea è che vi sia un legame tra omosessualità e pedofilia” con queste parole, dopo due anni dall’uscita del film, viene ufficialmente vietato al pubblico e nelle sale. Miei cari omofobi mascherati da cattolici, se volevano girare un film sulla pedofilia, potevano farlo tra le stanze del Vaticano considerando i fatti di cronaca. Ora, presumo che il problema sia per il fatto che a fare sesso siano due ragazze, dato che non hanno di certo vietato e denunciato 50 Sfumature di Grigio nonostante il sadomasochismo ben ovvio…proprio voi cattolici? Che il vostro beniamino è stato il primo uomo sulla terra ad avere ufficialmente due padri?! Ancora oggi, se non sbaglio, li riconoscete entrambi…in ogni caso, si sa:

 “Ci nascondiamo per fare l'amore, ma mandiamo la guerra in televisione.” - John Lennon 

Sapere Aude

Vorrei spendere qualche parola sul significato di un motto che secondo me racchiude il senso della fatica che implica la conoscenza. Quest'anno ho portato a termine quello che è stato un percorso molto lungo ed estenuante ma che mi ha lasciato anche tanto. Conoscenza, soddisfazione, abilità e sveltezza nel capire un concetto e approfondirlo, farlo mio per poterlo ricordare nel tempo. Sto parlando del liceo. Ho passato quegli anni, quella parte della mia vita a studiare perché sentivo “di doverlo fare”, di dover finire quello che avevo cominciato perché è così che funzionano le cose. Sorprendentemente poi ad un certo punto ho iniziato ad apprezzare, ma ad apprezzare davvero, quello che facevo. Mi sono resa conto di quanto fosse importante conoscere quante più cose possibili, per me era diventato tutto interessante, ogni cosa era motivo di ricerca e mi sentivo quasi invincibile. Sapevo di diventare una persona migliore perché più conoscevo, più avevo voglia di conoscere, e più sentivo questo bisogno, più ero curiosa e aprivo gli occhi, anzi aprivo tutti i miei sensi, tutta me stessa, al mondo. E mi sentivo parte di qualcosa. All'inizio non è facile, sei un adolescente, un ragazzino o una ragazzina, hai voglia di esplorare le tue possibilità e di vivere appieno tutto quanto, non capisci quale sia il senso di passare cinque anni con la testa chinata su libri che nel migliore dei casi ti insegneranno qualche nozione base che forse ricorderai per qualche anno. È stato così anche per me. E poi naturalmente con tutti quei problemi che ti ritrovi ad affrontare proprio lì in quegli anni cruciali, non hai la testa per studiare cose che “non serviranno a niente nella vita”. Lo capisco. Ho avuto i miei problemi e li ho affrontati anch'io e la scuola mi sembrava l'ennesimo sforzo inutile della mia vita.
Tutto a un tratto è arrivato il cambiamento e ho capito il senso di quello che mi costava così tante notti insonni, così tanta ansia e frustrazione e senso di pena verso me stessa per non essere eccellente, e senso di colpa per la paura e la consapevolezza di non dare mai abbastanza, rabbia per un sistema che sembrava tenere in considerazione solo i miei voti beffandosi del mio intelletto e della mia persona. Ho capito e… È andato tutto meglio. La mia potenzialità è venuta fuori, studiare, per quanto faticoso e difficile, era un piacere. A volte un argomento mi interessava tanto da non aver bisogno di studiare, perché mi restava impresso già durante le spiegazioni dei prof. E altre volte i prof non riuscivano a trasmettermi la passione per qualcosa e ho studiato a fatica, ma ce l'ho fatta sempre, in qualche modo sono andata avanti.

Lo so, mi sono dilungata anche troppo, è che volevo si capisse bene quanto mi sia sentita compresa e in grado di comprendere quello che mi circondava. Durante tutto il quinto anno ho avuto come la sensazione che mi stesse scivolando tra le mani un'enorme possibilità. Presto avrei finito il liceo e non avrei più potuto conoscere in quel modo tutte quelle cose. Con l'Università impari tantissimo, ma se solo avessi iniziato prima a sentirmi in quel modo, chissà quanto avrei imparato! Chissà quanto avrei conosciuto! Chissà quanto sarei migliorata come essere umano! Chissà…
Quello che spero di trasmettere alle persone che per miracolo hanno sopportato questo post fino a questo punto, soprattutto a quelle che stanno ancora studiando e faticando lì fra i banchi di scuola, o ai ragazzi e alle ragazze del primo anno che si sentono persi e non hanno granché voglia di fare e conoscere, è: pensate di non studiare per il voto (lo so che penserete che alla fine purtroppo sono quelli che valuteranno, perché in parte è vero), non pensateci più di tanto perlomeno, pensate intensamente che qualunque sia la cosa che state studiando per quell'interrogazione o per quel compito in classe alla fine non sarà soltanto un argomento appreso tanto per, ma sarà un passo verso un'apertura al mondo che non sapete neanche di desiderare. In quei momenti sarete talmente presi da altro, che non vorrete sentir parlare di studio o scuola, vi verrà forse anche la nausea solo a pensarci, ma non permettete che questi pensieri vi fermino. Voi siete meravigliosi. La vostra mente può arrivare a concepire pensieri tanto grandi da cambiarvi la vita! Credeteci, siate folli, siate sognatori, vivete tutto quello che volete al di fuori della scuola, ma questa non trattatela come un peso! Nessuno si preoccuperà più della vostra mente come succede a scuola quando avrete finito. Siate diligenti, dedicate anche una sola ora al giorno allo studio quando proprio non ce la fate, o immergetevi in esso se ne avete la forza e il coraggio! Ne vale la pena, lo giuro! Più saprete, più avrete voglia di sapere. Vi sentirete in armonia con il mondo ed è una sensazione bellissima.
Siate gli artefici di voi stessi. Apritevi al mondo. Osate conoscere! Sapere aude!

È un'esortazione latina di Orazio che significa “Osa sapere”, dove sapere consiste nel conoscere, ovvero nel cercare e nell'approfondire. Ecco, SAPERE AUDE!

Ve lo dico davvero con tutto il cuore. Spero che queste parole non siano vane. Vorrei davvero tanto che qualcuno le avesse dette a me in passato…

E se proprio non volete ascoltare me, ascoltate Kant quando risponde alla domanda “Cos'è l'Illuminismo?”

« L'Illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare a se stesso. Minorità è l'incapacità di valersi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessa è questa minorità, se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di far uso del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! È questo il motto dell'Illuminismo" ».

A me stessa dico grazie
E a voi tutti dico
Buona fortuna per la vostra vita ❤

SAP’ERE AUDE


IMMANUEL KANT
An Answer to the Question: “What is Enlightenment?”
30th September, 1784.


Enlightenment is man’s emergence from his self-incurred immaturity.
Immaturity is the inability to use one’s own understanding without the
guidance of another. This immaturity is self-incurred if its cause is not lack of
understanding, but lack of resolution and courage to use it without the
guidance of another. The motto of enlightenment is therefore: Sapere aude!
Have courage to use your own understanding!

Enlightenment is man’s leaving his self-caused immaturity. Immaturity is the incapacity to use one’s intelligence without the guidance of another. Such immaturity is self-caused if it is not caused by lack of intelligence, but by lack of determination and courage to use one’s intelligence without being guided by another. Therefore, Sapere Aude! Have the courage to use your own intelligence! should be the motto of the new enlightenment.
—  Immanuel Kant, Critique of Pure Reason
Enlightenment is man’s leaving his self-caused immaturity. Immaturity is the incapacity to use one’s intelligence without the guidance of another. Such immaturity is self-caused if it is not caused by lack of intelligence, but by lack of determination and courage to use one’s intelligence without being guided by another. Sapere Aude! Have the courage to use your own intelligence! is therefore the motto of the enlightenment…
—  Immanuel Kant

Enlightenment is man’s emergence from his self-incurred immaturity. Immaturity is the inability to use one’s own understanding without the guidance of another. This immaturity is self-incurred if its cause is not lack of understanding, but lack of resolution and courage to use it without the guidance of another. The motto of enlightenment is therefore: Sapere aude! Have courage to use your own understanding! …

Laziness and cowardice are the reasons why such a large proportion of men, even when nature has long emancipated them from alien guidance, nevertheless gladly remain immature for life. For the same reasons, it is all too easy for others to set themselves up as their guardians. It is so convenient to be immature! If I have a book to have understanding in place of me, a spiritual adviser to have a conscience for me, a doctor to judge my diet for me, and so on, I need not make any efforts at all. I need not think, so long as I can pay; others will soon enough take the tiresome job over for me.

—  Immanuel Kant, “What is Enlightenment?”
“Sapere aude” is a Latin phrase meaning “dare to be wise”, or more precisely “dare to know”. Originally used by Horace, after becoming closely associated with The Enlightenment by Immanuel Kant in his seminal essay, What is Enlightenment?. Kant claimed it was the motto for the entire period, and used it to explore his theories of reason in the public sphere. Later, Michel Foucault took up Kant’s formulation in an attempt to find a place for the individual in his post-structuralist philosophy and to come to terms with the problematic legacy of the Enlightenment.

RAVENCLAW: “Enlightenment is man’s release from his self-incurred tutelage. Tutelage is man’s inability to make use of his understanding without direction from another. Self-incurred is this tutelage when its cause lies not in lack of reason but in lack of resolution and courage to use it without direction from another. Sapere aude! ‘Have courage to use your own reason!’ – that is the motto of enlightenment.” –Immanuel Kant (What is Enlightenment?)