salvitti photographer

Camminiamo su una stretta strada sterrata verso il set scelto per il servizio fotografico. Sara è armata di un semplice sgabello, qualche accessorio e la sua reflex. Devo ammetterlo: inizialmente sono un po’ scettica e disorientata. Arriviamo ad un ampio campo verde, delimitato dalla sponda ombrosa del fiume. Sara mi fa sdraiare dopo avermi sistemato il trucco e si assicura che io sia comoda. Inizia a scattare. Nonostante io sia impacciata e goffa nei miei movimenti, lei mi aiuta pazientemente a trovare le pose giuste. La osservo mentre è all'opera: cerca la luce; sperimenta le varie prospettive; si muove intorno a me completamente a suo agio; sa come sfruttare il gioco di ombre creato dai rami, sa da quale posizione lo scatto risulta migliore. Non devo fare altro che seguire le sue istruzioni e quello che mi sembrava un compito impossibile e non adatto a me, diventa semplicissimo. I miei dubbi spariscono quando leggo nei suoi occhi la dedizione e l'amore per la fotografia. È questo che rende Sara una vera fotografa: non serve essere una modella per lavorare con lei; non serve essere sciolte e sicure di sé, perché la sua passione e la sua disinvoltura bastano a rendere i suoi lavori unici. Osservando le foto che ha realizzato con persone comuni e semplici come me, è impossibile non riconoscere il buon gusto e il talento con cui riesce non solo a realizzare ottimi scatti, ma anche ad abbinare perfettamente la location, gli outfit e il tema generale che li lega. Insomma, non so se riuscirà a farsi strada nel mondo della fotografia, non so se raggiungerà i livelli dei più grandi artisti contemporanei, non so se sarà ricordata per i suoi scatti. L'unica cosa che so per certo è che Sara inquadra l'ordinario e lo trasforma in straordinario.

-V.