salvalo

Stavi ore ed ore a scrivere come una matta.
Non mangiavi.
Non mi guardavi, non guardavi nessuno.
Stavi zitta a scrivere, sempre concentrata, ora con un sorriso amaro, ora con le lacrime agli occhi.
Io sono stato zitto ed in silenzio a guardarti, per tantissimo, tantissimo tempo.
Tutti quanti pensavamo, io pensavo, che quello fosse il tuo modo di ignorarci.
Quindi rimanevo li a guardarti scrivere, perché per quanto patetico fosse da parte mia, non volevo credere che tu fossi impazzita veramente; non potevo permettermi pensieri del genere, soprattutto perché sapevo che, se avessi accettato questo, avrei dovuto prendermi la colpa.
Perché la colpa era mia, mia che ti avevo lasciata da sola.
Mia che ti avevo tradita.
Mia che ti avevo costretta a convivere con la mia mancanza.
Non potevo prendermi questa responsabilità, ero e sono tutt’ora troppo vigliacco per farlo.
Sono rimasto lì zitto e fermo a guardarti.
Sperando ogni giorno più fervidamente che da un momento all’altro ti saresti girata, mi avresti sorriso illuminando tutta la stanza, e avresti detto che mi volevi bene. Che era passata, che ce l’avevi fatta.
Poi ti saresti seduta sulle mie ginocchia e mi avresti letto ad alta voce quello che avevi scritto.
Io ci credevo davvero, e questo pensiero fisso mi spingeva ad andare avanti.
Poi un giorno tu non eri seduta alla scrivania, non eri in casa.
Avevi lasciato i tuoi fogli lì dov’erano stati per mesi, e c’era scritto “Per Luca.”

Ci ho messo sette ore e cinquanta minuti e mezzo per leggere tutto, e due ore per trovare la forza di alzarmi dalla sedia e uscire da casa tua.

Ci ho messo due settimane e mezza per capire che non mi avresti mai perdonato, che la sedia sarebbe rimasta vuota.
Che avevo ragione, tu non eri impazzita.
Avevi solo trovato il tuo modo per dirmi addio, e lo capisco, ora lo capisco.

Non hai trovato la forza per perdonarmi.
Non ho trovato la voglia di rialzarmi.

Mi sono accorto che come tu vedevi me, io vedevo te, solo dopo aver letto quelle pagine.
Quando ci hai staccato la spina, mi sono accorto di non poter più respirare.
Mi sono accorto di tutto, esattamente quando ti ho persa.

Allora ti dico, non permetterti di compiere questo sbaglio.
Tu non mi hai mai perdonato
Io non mi sono mai perdonato

E so che non c’è niente che odi di più di questo.
Ma ti odieresti di più se permettessi che accadesse a voi due, ciò che accadde a noi due.
Quindi salvati.
Salvalo, Salvavi.
E se puoi, perdonami.

—  L.
youtube

Gero en Susana.

se ami qualcuno
non farlo stare male
stringilo ogni giorno più forte
per favore

fallo vivere
e sorridere
tutte le volte che puoi

se lo ami realmente
dimostraglielo tutti i giorni
salvalo ogni giorno
e lui salverà te ogni giorno