saltati

Spada alla piastra

Che cosa ti serve (per 2 porzioni): 

  • 2 tranci di pesce spada da circa 350 g l’uno,
  • 2 filetti di alici o acciughe,
  • 30 g di prezzemolo tritato,
  • 15 g (un cucchiaio) di senape,
  • 1 confezione di verdure miste grigliate surgelate,
  • 250 g di maionese,
  • 15 g di dragoncello tritato,
  • 15 g di capperi,
  • 1 spicchio d’aglio tritato,
  • un pizzico di sale e pepe.  

Come prepararlo:

  1. Metti a scaldare sul fuoco la piastra (o una grande padella antiaderente) a fiamma abbastanza alta. Intanto prepara la salsa remoulade: amalgama in una tazza con la forchetta maionese, alici, senape, aglio, dragoncello, prezzemolo e capperi. 
  2. Controlla che la piastra sia ben calda. Se avverti il calore passandoci sopra la mano a 5 cm, è ok: abbassa la fiamma e inizia la cottura. Metti da un lato il pesce e dall’altro le verdure grigliate ancora surgelate, insaporendole con un pizzico di sale e pepe. 
  3. Cuoci le verdure per 8-10 minuti (girale spesso con un cucchiaio di legno) e fa lo stesso con i tranci di spada: 4-5 minuti per lato, fin quando non iniziano ad abbrustolirsi (il pesce è cotto quando ha una crosticina ai bordi ma il centro è ancora rosato). 
  4. Spegni il fuoco, stendi nel piatto le verdure e adagiaci sopra i tranci di spada. Accompagna con la salsa remoulade preparata in precedenza.

Contenuto per porzione: 530 calorie, 49 g di proteine, 15 g di carboidrati, 30 g di grassi (di cui 6 saturi), 810 mg di sodio.

Il vantaggio “più”: un pesce che sembra carne, carico di acidi grassi e di vitamine che ti aiutano a prevenire stanchezza e affaticamento muscolare. Perfetto dopo l'allenamento.

Contorno: peperoni saltati

Che cosa ti serve: 30 g di olio extravergine, 30 g di aceto di vino bianco, 2 peperoni, 1 spicchio d’aglio.  
Preparalo così: A. In una padella con un filo d’olio soffriggi a fuoco alto l’aglio per un minuto, poi aggiungi i peperoni tagliati a quadratini di un cm. B. Falli rosolare a fuoco medio fino a quando la pelle risulta bruciacchiata, quindi aggiungi l’aceto di vino bianco e continua la cottura per un paio di minuti ancora. Affianca al pesce e servi. Contenuto per porzione: 60 calorie, 1 g di proteine, 9 g di carboidrati, 3 g di grassi (0 saturi), 3 g di fibre.  

Perché tu vali tutto.
Vali tutte le lacrime,i pianti,le notti insonni,le giornate a pensarti,i pasti saltati,i barattoli di nutella divorati,le urla,i giorni tristi,le giornate chiusa in casa,i pugni al muro,le labbra rotte,le pelline delle mani strappate,i momenti di rabbia,la gelosia,vali tutto questo.
Vai tutti quello che ho passato.
—  Tuttociononricambiatouccide
So che a volte diventa difficile anche solo respirare, riuscire ad emettere suono che non siano urla, so che vorresti fosse solo un incubo, so che vorresti svegliarti da tutto questo. E so che il dolore non vuole finire ma non può durare per sempre, non può. Pensa a tutto ciò che non potresti più vedere, pensa al calore del sole, al rumore delle onde del mare, pensa alla sabbia che si infila tra i piedi, alle corse a perdifiato, pensa a tutti quei sogni che ancora non si sono realizzati e aspettano il momento giusto per poter esplodere, pensa alle uscite, alle bugie dette ai tuoi, pensa alla musica, a quanta bellezza può contenere la canzone di uno sconosciuto, pensa ai brividi causati non dal freddo, alle notti in bianco. Pensa al fumo delle sigarette, ai cinema, ai giorni di scuola saltati, pensa all’alba e al tramonto, a quanto sono spettacolari le meraviglie della natura, così come lo sono le meraviglie create dall’uomo, pensa ai tatuaggi, pensa all’amore, pensa agli amici veri, quelli presenti e quelli futuri che aspettano di essere scoperti, pensa alla sicurezza che trovi in un abbraccio, in quegli abbracci che sanno di casa, pensa alle risate, ai sorrisi degli altri che fanno sorridere anche te, pensa alla tua canzone preferita. Pensa alle persone che ti amano ma non sanno dimostrarlo. Pensa al tuo cantante preferito, pensa al freddo d’inverno che ti fa arrossire il naso, alle dita congelate, alle labbra spaccate. Pensa alla grandezza del mondo e pensa che un giorno lo conoscerai meglio, pensa ai viaggi, a Roma, a Parigi, a Londra, a New York, a Praga, a Madrid. Pensa ai biscotti al cioccolato, ai frullati che ti gelano la testa, pensa ai libri, a Baricco, ai letti morbidi su cui puoi saltare, ai piedi freddi sotto le coperte, al latte caldo, alle stelle e alla luna che in silenzio illuminano la notte, ai tuffi dagli scogli, pensa alle ferite che hai raccolto in questi anni, quelle che avrai e saprai guarire, alle soddisfazioni che otterrai. Pensa alle mani tra i capelli durante un bacio, al solletico, ai Coldplay, ai baci sulla pelle, alle lettere che ti fanno piangere. Pensa alla bellezza degli altri, alle lingue di gatto, alla gente mascherata, all’arcobaleno dopo la pioggia, agli artisti che dipingono per strada, all’odore di mare, pensa ai faló in spiaggia, all’abbronzatura, alle guance rosse, alle storie estive, alle smorfie, alle foto buffe, ai concerti rock, al sesso o al fare l’amore con la persona che ami. Pensa alla forza degli occhi lucidi di chi non ce la fa più ma resiste, pensa che quegli occhi potrebbero essere i tuoi, pensa che quella forza potresti avercela tu, e ce l’hai tu. Pensa ai sorrisi pieni, semplici, senza pensieri, pensa alla vita che hai ancora da vivere, alle emozioni che puoi ancora provare, pensa a quanto sia bello amare e fidarsi ancora. Pensa alla pace dopo la guerra, pensa a vincerla questa guerra, contro il mondo, contro il dolore, contro se stessi. Pensa che ne sei in grado, sei in grado di vincere come tutti gli altri, non c’è qualcuno migliore di te. Tutti meritano di vivere e hanno bisogno di qualcuno che ricordi loro quanto i piccoli particolari rendano bella la vita e degna di essere vissuta.
—  stelleincollisione

“STAI FACENDO UN VIDEO? BRAVO”

Una frase, un volto, un pompino.
Quel video lo abbiamo visto tutti e tutti ci abbiamo riso su. E non solo. Lo abbiamo scandagliato in lungo e in largo, ridotto a meme, innalzato al rango di tormentone.

Dietro quella frase, quel volto, quel pompino, c'era una persona con un nome e un cognome.
C'era, perché Tiziana Cantone si è suicidata oggi nello scantinato di casa sua, dopo un anno passato a cercare di diventare invisibile, senza riuscirci.
Perché quel volto così appariscente, quella bellezza così dirompente, quel suo essere diventata oggetto di desiderio l'hanno uccisa pian piano. A partire dal momento in cui quel video è finito - consapevolmente - nella memoria di un telefonino, ed è divenuto - inconsapevolmente - un marchio a fuoco sulla pelle di Tiziana. Perché una volta apparso il primo, sono saltati fuori dal nulla anche il secondo, il terzo, il quarto. “Tanto è troia”.

Tiziana non ha retto al peso dell'essere bollata come una “troia”. Ha cambiato casa e città. Stava provando a cambiare nome. Ma quegli occhi, quelle labbra e quel corpo l'avrebbero inseguita fino in capo al mondo, e ha deciso di disfarsene nel modo più rapido ed insensato.
Tiziana ha fatto un solo errore, ma non riesco proprio a fargliene una colpa. Non ha avuto la forza di dire: “Sì, sono una troia. Con chi dico io. Problemi?”.

Perché se salta fuori un mio video mentre scopo una tipa sul cofano di un parcheggio, io sono un “chiavatore” e quella che sta sotto di me è una “troia”. Perché Vaticano e Fertility Day ci hanno ̶i̶n̶s̶e̶g̶n̶a̶t̶o̶ indottrinato che il sesso è roba da uomini, e le donne sono le madri dei nostri figli. Oppure il fodero dove infilarci a piacimento. Piacimento nostro, s'intende. Se il fodero non vuole aprirsi, pazienza: ci si organizza in 7, anche se la “donna” ha 13 anni. Vero?

Non riesco a prendermela col web, perché il web è anche questo. Bene e male. Se trema la terra al Polo Nord, al Polo Sud lo sanno 1 minuto dopo. Ma se qualcosa che non vogliamo entra nel frullatore, cacciarla via è quasi impossibile.

Ma quello che mi fa rabbia più di tutto, è che Tiziana è morta per aver fatto quello che tutti - TUTTI - fate nei vostri letti, nelle vostre macchine, nei vostri sottoscala. Solo che dall'altro lato del pompino c'era uno di quegli omuncoli che vogliono la tigre sotto le coperte, salvo poi vergognarsi di camminarci alla luce del sole mano nella mano. E allora preferiscono parlarne con gli amici, vantandosi con un video sul telefonino, mentre passeranno il resto della vita con la santarellina CasaeChiesaMaaLettoChePalle, da cornificare di nascosto vita natural durante.

Tiziana è morta perché nelle scuole si parla di Carlo Magno e Napoleone, ma non di sesso e prevenzione. Tiziana è morta perché, di quello che facciamo a letto, in Italia ne parla solo Santa Romana Madre Chiesa. Che con una mano castiga i nostri peccati e con l'altra nasconde i propri vizi millenari sotto le gonne dei preti.

Tiziana è morta perché, in Italia, il piacere è ancora singolare maschile, e le tentazioni sono sempre plurale femminile.

(web)

Mi hai allontanata lentamente. I messaggi non visti, le chiamate senza risposta, gli appuntamenti saltati, le scuse per non vedermi. E io alle tue scuse ci credevo. Forse pensavi che trattandomi così sarei stata io ad allontanarmi, ma io ho mantenuto la mia promessa e non l'ho fatto. Tu invece mi hai lasciata, così, senza un motivo dicendomi che pensavi che “le cose fra di noi sarebbero andate diversamente”. Quando io avrei fatto di tutto per cercare di aggiustare le cose, tu hai scelto il modo più veloce e indolore per te: lasciarmi.
Le giornate passate con la paura di sbagliare.
I pranzi saltati per paura di essere giudicati.
I pomeriggi sul letto a pentirsi di ciò che facciamo.
Le ore a chiedersi il perché esistiamo.
Le notti a distruggerci per ciò che siamo.
—  Atelophobia-nonabbastanza
“Sir…”

“Shhh Lloyd. Sto ascoltando il pessimismo…”
“Mi scusi, sir. La lascio solo…”
“Rimani, rimani, Lloyd. Senti che bellezza. Il brano si chiama La Disillusa ed è un’aria sconfortata basata tutta su accordi saltati e note dolenti”
“Un’ottima esecuzione, sir”
“Nel senso della musica, Lloyd?”
“Intendevo più in quello della pena capitale, sir”
“Magari cambiamo colonna sonora per iniziare la settimana, eh Lloyd?”
“Scelta eccellente, sir”

Comunque, da prof laureato e specializzato in grammatica, posso dire che le regole più importanti si studiano ALLE ELEMENTARI. Ma non solo in quinta: anche la grammatica della prima elementare è importante.
Quella delle medie/superiori è solo ripetizione, e spesso molti argomenti vengono saltati.
In conclusione: se non siete stati attenti alle elementari, mi spiace per voi çç

Lottare e ottenere. Morire e sapere che in fondo ne è valsa la pena, per tutte le notti insonni, per tutti i pianti, tutti i pasti saltati. Ne è valsa la pena ed ora che sei qui ho voglia di ricominciare a vivere.
—  vorreisolochemifacessifelice